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Cibi bianchi o raffinati, quanto mangiarli e come digerirli

Cibi bianchi o raffinati, quanto mangiarli e come digerirli

21-03-2017 - scritto da Francesca F. Salute

Associati a obesità, diabete e malattie cardiovascolari, e spesso di difficile digestione, i cibi bianchi raffinati vanno consumati con moderazione e con astuzia.

Occhio ai cibi bianchi, meglio alternarli ad alimenti più naturali.

 

Riso, pasta, pane, cracker, biscotti, alcuni cereali e altri alimenti a base di farina bianca sono chiamati cibi bianchi o raffinati per il colore che assumono naturalmente e sono quelli di più largo consumo o comunque presenti con maggior frequenza sulla nostra tavola. Ad essi si aggiungono, poi, lo zucchero bianco e il sale.

 

I problemi associati a questo tipo di alimenti sono fondamentalmente due:

  1. Molti di essi sono di difficile digestione
  2. Se consumati in eccesso, alla lunga possono causare problemi di salute

 

QUEL BIANCO DIFFICILE DA DIGERIRE...

I cibi bianchi raffinati hanno un elevato contenuto di carboidrati complessi e sono poveri di enzimi necessari per la loro digestione. Molti alimenti in forma naturale contengono infatti gli enzimi utili per essere digeriti. Ma il processo di raffinazione riduce o elimina questi enzimi naturali e l’organismo non riesce a produrli a sufficienza per bilanciare tale perdita. Parte del cibo, quindi, arriva non digerito nell’intestino dove entra in contatto con la flora batterica e fermenta causando appesantimento, pancia gonfia e meteorismo.

Lo stile di vita di oggi, che spesso richiede un consumo di pasti facili e veloci per fare fronte ai mille impegni, rende difficile l’eliminazione dei cibi bianchi raffinati dalla nostra tavola. Per renderli più digeribili, possiamo però assumere integratori alimentari ricchi di enzimi di origine vegetale che promuovano una corretta digestione, riducendo la fermentazione intestinale e l’eccessiva produzione di gas associata ai pasti.

 


 

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CIBI BIANCHI RAFFINATI E SALUTE: SERVE EQUILIBRIO A TAVOLA

Un altro problema causato dalla raffinazione degli alimenti è che in questo processo vengono spesso aggiunti anche grassi idrogenati o additivi nocivi per la salute generale. Un consumo eccessivo di cibi bianchi raffinati viene infatti associato allo sviluppo di malattie del benessere come la sindrome metabolica, dovuta al cattivo funzionamento nel processo di assimilazione e digestione dei cibi, a sua volta associata ad altre malattie importanti come diabete, sovrappeso e obesità, ipertensione e problemi cardiovascolari

Ecco perché è importante moderarne il consumo, prediligendo invece quello di alternative a tavola più naturali.

 

QUALI SONO I CIBI BIANCHI RAFFINATI E COME SOSTITUIRLI

I cibi bianchi raffinati non sono tutti un veleno, come invece si legge qua e là, e non sono tutti da bandire dall'alimentazione. Come suggerisce il Ministero della Salute, l'alimentazione deve essere quanto più possibile varia ed equilibrata. Detto ciò, è chiaro che davanti a certi cibi bisogna avere più attenzione rispetto ad altri, soprattutto se si hanno in corso patologie, allergie o intolleranze.

La pasta? Va benissimo se non si hanno problemi con il glutine, perchè apporta all’organismo quei carboidrati che rappresentano la fonte energetica principale dell’organismo; ma è meglio consumarla integrale. Il latte? E' importante anche lui, perchè ricco di calcio, un minerale essenziale nella costruzione delle ossa. Ma meglio sceglierlo scremato. Chiaro che in caso di intolleranza il discorso cambia.

Fatta questa doverosa premessa, ecco un elenco dei cibi bianchi raffinati: 

 

  • LA FARINA 00. È la più raffinata tra le farine in commercio e allo stesso tempo la più usata per le ricette casalinghe che, di norma, dovrebbero essere le più sane. Durante la raffinazione la farina perde molte delle sue proprietà nutrizionali, in particolare quelle associate al germe contenuto nei chicchi che è fonte di aminoacidi, sali minerali e vitamine del gruppo B ed E. Diversi studi attesterebbero che il largo e frequente impiego di farina 00, a lungo andare, aumenta la glicemia e la resistenza all’insulina. Come mettersi al riparo da questo rischio? Sostituendo la farina bianca con una alternativa integrale o semi-integrale, come la farina di tipo 2 o con farine di produzione artigianale, macinata al mulino o in casa con appositi apparecchi;

 

  • LO ZUCCHERO BIANCO. Sia che esso venga estratto dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, per diventare bianco subisce una lavorazione chimica che usa calce, zolfo e carbone animale, sostanze non propriamente sane per l’organismo, cui segue anche un processo di decolorazione. Il risultato è uno zucchero impoverito di minerali e proteine. Sulle nostre tavole lo zucchero abbonda, ma è la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità a suggerire di limitarne il consumo. Un consiglio per restare in salute è sostituire lo zucchero con la stevia, uno zucchero naturale non lavorato, lo sciroppo di riso o di acero o di agave e il succo di mela o uva concentrati;

 

  • I DOLCIFICANTI ALIMENTARI SBIANCANTI. Un esempio sono l’aspartame e la saccarina. Attenzione, hanno gli stessi problemi dello zucchero bianco!

 

  • IL SALE. Il consumo eccessivo di sodio, il comune sale da cucina, è associato al rischio di patologie cardiovascolari o di ipertensione. Anche in Italia, secondo i dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il sale è troppo utilizzato e si supera di quasi il doppio i 5 grammi giornalieri raccomandati. Come limitarne il consumo? Ad esempio, rinunciando ai prodotti di produzione industriale che contengono elevate quantità di sodio nascosto e in cucina usare aromi e spezie per insaporire i piatti, ricorrere al succo di limone o all’aceto. Se non si può proprio rinunciare al gusto sapido, meglio ricorrere al sale marino integrale o sale rosa dell'Himalaya, che oltre al sodio sono ricchi di altri sali minerali preziosi come calcio, magnesio, potassio, ferro, rame e iodio;

 

  • IL RISO BIANCO. Di questo alimento potremmo dire le stesse cose che abbiamo già detto per la farina 00. Anche se presente in molte diete, il riso è eccessivamente raffinato e manca di nutrienti essenziali. Possiamo sostituire il riso bianco con quello integrale che è ricco di fibre, sali minerali e vitamine per un concentrato benefico per l’intero organismo;

 

  • LA MARGARINA. Viene ottenuta dalla combinazione di oli vegetali, acqua e additivi. Il risultato è un prodotto ricco di grassi saturi e più calorico del burro e i grassi presenti sono associati all’aumento di colesterolo e del rischio di malattie coronariche. È opportuno evitare la margarina nella dieta quotidiana e sostituirla con olio extravergine d'oliva o di girasole, a crudo sui cibi;

 

  • IL LATTE VACCINO. Malgrado sia un alimento molto completo, è privo di fibre, ferro e vitamina C ed è associato a possibili intolleranze legate alla mancanza dell’enzima lattasi, responsabile della sua digestione e assimilazione. Possiamo sostituirlo con bibite vegetali prodotte da avena, riso, spelta, mandorle, ecc. Per non dimenticare, poi, il latte ad alta digeribilità o senza lattosio!

 

Leggi anche:

Amido di riso fermentato, l’alleato naturale della tua digestione

L'intolleranza enzimatica ai carboidrati complessi non digeribili

Leggi tutti gli articoli della rubrica dedicata ad enzimi & digestione




A cura di Francesca F. Salute
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