Prendo spunto da questo articolo
Cuffia islamica nell’ora di musica - Corriere Fiorentino per cercare di affrontare, con chi vuole, un dialogo/confronto su cosa significhi realmente integrazione.
Sono da sempre convinta che ogni persona debba sentirsi libera di professare il suo credo (o il suo non credo) indipendentemente dalla fede religiosa visto che del resto reputiamo la nostra società libera.
Ma di fronte a chiusure di questo genere sinceramente non so davvero come rapportarmi.

Cioè.....è giusto che una persona ostacoli un percorso formativo al proprio figlio solo perchè interpreta in modo rigido parte di un isegnamento religioso?
Oltretutto stando al fatto che "secondo l’imam di Firenze Izzedin Elzir: «Il mondo islamico interpreta la musica in due modi. Può essere qualcosa di illecito e immorale, oppure uno strumento artistico positivo»"
E poi....a me questa imposizione da molto il gusto del ricatto: o accettate le mie condizioni o mia figlia non va a scuola.
E' giusto secondo voi assecondare questa presa di posizione o sarebbe più giusto opporsi rivendicando il diritto allo studio della ragazzina soprattutto visto che si tratta di scuole dell'obbligo?
La nostra cultura prevede anche lo studio della musica.
Altro paio di maniche sarebbe stato se la figlia fosse stata obbligata a frequentare l'ora di religione.....ma la musica.....
Voi che ne pensate?
Quando, come è perchè a volte bisogna arretrare sulle nostre posizioni per cedere terreno ad altre culture?
Ma soprattutto, pensate sia giusto essere "remissivi" dinnanzi a ricatti (in questa fattispecie a mio avviso) immotivati?