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Home > Salute: consigli del medico, esperienze dei pazienti > Allergologia e Immunologia > CLUB CELIACHIA

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Vecchio 04-03-2007, 15:57 PM
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Allora ciao a tutti, molti di voi forse già mi conoscono. Comunque visto che off-topic è stato chiuso e visto che mia rrivano mp privati sul motivo della chiusura e domande sulla celiachia..... visto anche di qua postate spesso domande sulla celiachia che ne pensate se riapriamo qui il club della celiachia?? Metto il link delle discussiuni di off topic così potete vedere le nostre discussioni, risoste a domande e dubbi poi se avete voglia di scrivere, di fare domande, se avete dubbi, se volete parlare insomma della celiachia lo fate qui! Sperando che possa essere messo in rilievo anche di qua!! Vi piae l'idea??
Flavia (le discussioni vecchie le trovate qua: Forumsalute: Community di Salute, Benessere e Medicina

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Vecchio 04-03-2007, 15:57 PM
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Allora ciao a tutti, molti di voi forse già mi conoscono. Comunque visto che off-topic è stato chiuso e visto che mia rrivano mp privati sul motivo della chiusura e domande sulla celiachia..... visto anche di qua postate spesso domande sulla celiachia che ne pensate se riapriamo qui il club della celiachia?? Metto il link delle discussiuni di off topic così potete vedere le nostre discussioni, risoste a domande e dubbi poi se avete voglia di scrivere, di fare domande, se avete dubbi, se volete parlare insomma della celiachia lo fate qui! Sperando che possa essere messo in rilievo anche di qua!! Vi piae l'idea??
Flavia (le discussioni vecchie le trovate qua: http://www.forumsalute.it/forum/topi...67&whichpage=8

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Vecchio 05-03-2007, 12:17 PM
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La Celiachia è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino tenue causata dall’intolleranza al glutine, proteina presente nei cereali. È classificata tra le malattie da malassorbimento poiché, causando l’alterazione della mucosa intestinale, limita l’assimilazione delle sostanze nutritive; per il coinvolgimento del sistema immunitario in tale processo degenerativo, viene anche compresa tra le malattie autoimmuni di tipo organo-specifiche.
Un tempo ritenuta patologia di interesse prevalentemente pediatrico, la celiachia viene attualmente diagnosticata in individui di tutte le età, con una incidenza variabile tra lo 0,3 e il 3,3% e maggiore frequenza nelle donne. Questo valore, in realtà, sembra essere sottostimato, poiché la malattia può essere asintomatica e non induce indagini mediche che ne rivelino la presenza, e per il fatto che la tecnica della biopsia digiunale si è affermata solo di recente; il numero, dunque, sembra destinato ad aumentare. La diffusione è variabile nelle diverse aree geografiche; l’incidenza è massima nell’Irlanda occidentale (1 caso ogni 300-400 abitanti) mentre scende nei paesi mediterranei.
La malattia insorge come intolleranza verso una particolare componente del glutine, la gliadina, che ne rappresenta la frazione idrosolubile; l’organismo viene a contatto con tale molecola mediante l’ingestione di alimenti a base di farina di grano, orzo, segale e avena. Si innesca un processo degradativo della mucosa intestinale in cui si modifica l’epitelio superficiale, si approfondiscono le cripte di Lieberkühn, si infiltrano linfociti e plasmacellule. L’esfoliazione dell’epitelio dei villi intestinali non viene adeguatamente compensata dai meccanismi di autoriparazione; per tale motivo, i villi si accorciano e si appiattiscono, fino a divenire atrofici e a perdere la propria funzionalità.
2 Cause
Sono state proposte diverse ipotesi per spiegare in che modo la gliadina possa interferire con l’epitelio. Una teoria, attualmente ritenuta poco attendibile, propone che la mancata idrolisi del glutine causata dalla carenza dell’enzima peptidasi determinerebbe lesioni nelle mucosa. Un’altra, detta teoria infettiva, parte dal presupposto che i soggetti celiaci siano portatori di un adenovirus presente nell’intestino; l’organismo produce anticorpi contro le proteine del virus, che agiscono da antigene e possiedono una porzione uguale a quella della molecola della gliadina; quindi, gli anticorpi agirebbero anche contro la gliadina e determinerebbero le lesioni della mucosa.
Più accreditata è infine una spiegazione fondata su basi immunitarie: la gliadina eserciterebbe una certa tossicità verso la mucosa intestinale causandone infiammazione; a causa di ciò, alcune molecole antigeniche presenti sulla superficie delle cellule intestinali verrebbero riconosciute come non-self dal sistema immunitario, come se non appartenessero all’organismo, e scatenerebbero la formazione di anticorpi e fenomeni autoimmuni. Attualmente, la teoria più diffusa contempla un’origine sia ereditaria sia immunitaria: è stata infatti dimostrata la familiarità della malattia, dunque una predisposizione ereditaria di alcuni gruppi familiari.
3 Sintomi
Spesso i primi sintomi si manifestano nel periodo dello svezzamento, quando il bambino tra i 6 mesi e l’anno di età viene a contatto con cibi contenenti glutine; in tal caso, l’intolleranza può mantenersi nei primi dieci anni, attenuarsi o scomparire del tutto e ripresentarsi dopo la terza decade. La celiachia può anche comparire nell’adulto tra i quaranta e i sessant’anni, a volte in modo insidioso e poco diagnosticabile e con sintomi più lievi rispetto alla forma infantile. Il sintomo più caratteristico è la steatorrea, emissione di feci chiare e grasse causate dal malassorbimento dei cibi, e vomito. In assenza di una cura adeguata, la malattia causa diminuzione di peso, rallentamento della crescita, rachitismo.
La mancata assimilazione di sostanze nutritive essenziali causa squilibri e malnutrizione, con l’insorgenza di anemia (spesso di tipo sideropenica a causa del mancato assorbimento di ferro), difetti della coagulazione (per l’insufficiente assorbimento di vitamina K), squilibri correlati al malassorbimento delle vitamine del gruppo B, e insufficienza della funzione dei surreni; anche la milza può risultare alterata (iper- o iposplenismo). Spesso vi è una concomitante deficienza dell’enzima lattasi e una intolleranza al latte. Di conseguenza i celiaci risultano all’esame clinico piuttosto magri, pallidi, con cute disidratata.
La diagnosi del morbo celiaco trova conferma dalla biopsia del digiuno, secondo segmento dell’intestino tenue, che evidenzia il grado di degenerazione dei villi. Dall’analisi del sangue risultano alterati molti parametri come l’emocromo, indicatore di una condizione anemica, e la VES che evidenzia un processo infiammatorio in atto; aumenta il valore di transaminasi, parametro correlato alla funzionalità del fegato; sono anomali anche i livelli degli ormoni prodotti dalla mucosa intestinale, la secretina e la pancreozimina. Al morbo celiaco può associarsi diabete mellito; i pazienti sembrano anche più soggetti a epatite virale rispetto ai non celiaci.
4 Terapia
La celiachia ha andamento cronico ma, se affrontata in modo adeguato, può regredire, permettendo la guarigione della mucosa intestinale e il recupero della sua funzione assorbente. La terapia comporta la completa abolizione degli alimenti contenenti glutine, in genere protratta per tutta la vita. Questa restrizione porta rapidi benefici: i sintomi più evidenti si riducono entro il primo mese mentre nell’arco di alcuni mesi avviene il recupero delle lesioni intestinali. Per un certo lasso di tempo viene anche eliminato il latte, a causa del deficit di lattasi. Possono essere somministrati anche corticosteroidi o farmaci immunosoppressori. In qualche caso il decorso può andare incontro a complicazioni, soprattutto se la diagnosi è molto tardiva. Tra le complicazioni possibili vi è la cosiddetta sprue collagenosica, che consiste nell’accumulo della proteina collagene sotto l’epitelio della mucosa, che rende il paziente meno sensibile alla dieta priva di glutine; in una bassa percentuale, la malattia può evolvere verso forme di tumore.
In Italia, nel 1982 e successivamente nel 2001, la normativa prevede la prescrizione in regime gratuito di prodotti dietetici senza glutine; il decreto del 2001, in particolare, indica che la dieta deve basarsi per il 35% su tali prodotti dietetici e per il resto su cibi che sono naturalmente privi della proteina, quali riso, mais, patate e legumi. Nel settembre 2002 un gruppo di ricercatori della Stanford University (California) ha identificato la struttura della gliadina, corrispondente a una sequenza di 33 amminoacidi e capace di resistere all’azione degli enzimi digestivi. In vitro è stato osservato che l’impiego di uno specifico enzima elaborato da un batterio permette di frammentare questa sequenza in peptidi più piccoli, annullando la tossicità della gliadina.

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Vecchio 05-03-2007, 12:17 PM
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La Celiachia è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino tenue causata dall’intolleranza al glutine, proteina presente nei cereali. È classificata tra le malattie da malassorbimento poiché, causando l’alterazione della mucosa intestinale, limita l’assimilazione delle sostanze nutritive; per il coinvolgimento del sistema immunitario in tale processo degenerativo, viene anche compresa tra le malattie autoimmuni di tipo organo-specifiche.
Un tempo ritenuta patologia di interesse prevalentemente pediatrico, la celiachia viene attualmente diagnosticata in individui di tutte le età, con una incidenza variabile tra lo 0,3 e il 3,3% e maggiore frequenza nelle donne. Questo valore, in realtà, sembra essere sottostimato, poiché la malattia può essere asintomatica e non induce indagini mediche che ne rivelino la presenza, e per il fatto che la tecnica della biopsia digiunale si è affermata solo di recente; il numero, dunque, sembra destinato ad aumentare. La diffusione è variabile nelle diverse aree geografiche; l’incidenza è massima nell’Irlanda occidentale (1 caso ogni 300-400 abitanti) mentre scende nei paesi mediterranei.
La malattia insorge come intolleranza verso una particolare componente del glutine, la gliadina, che ne rappresenta la frazione idrosolubile; l’organismo viene a contatto con tale molecola mediante l’ingestione di alimenti a base di farina di grano, orzo, segale e avena. Si innesca un processo degradativo della mucosa intestinale in cui si modifica l’epitelio superficiale, si approfondiscono le cripte di Lieberkühn, si infiltrano linfociti e plasmacellule. L’esfoliazione dell’epitelio dei villi intestinali non viene adeguatamente compensata dai meccanismi di autoriparazione; per tale motivo, i villi si accorciano e si appiattiscono, fino a divenire atrofici e a perdere la propria funzionalità.
2 Cause
Sono state proposte diverse ipotesi per spiegare in che modo la gliadina possa interferire con l’epitelio. Una teoria, attualmente ritenuta poco attendibile, propone che la mancata idrolisi del glutine causata dalla carenza dell’enzima peptidasi determinerebbe lesioni nelle mucosa. Un’altra, detta teoria infettiva, parte dal presupposto che i soggetti celiaci siano portatori di un adenovirus presente nell’intestino; l’organismo produce anticorpi contro le proteine del virus, che agiscono da antigene e possiedono una porzione uguale a quella della molecola della gliadina; quindi, gli anticorpi agirebbero anche contro la gliadina e determinerebbero le lesioni della mucosa.
Più accreditata è infine una spiegazione fondata su basi immunitarie: la gliadina eserciterebbe una certa tossicità verso la mucosa intestinale causandone infiammazione; a causa di ciò, alcune molecole antigeniche presenti sulla superficie delle cellule intestinali verrebbero riconosciute come non-self dal sistema immunitario, come se non appartenessero all’organismo, e scatenerebbero la formazione di anticorpi e fenomeni autoimmuni. Attualmente, la teoria più diffusa contempla un’origine sia ereditaria sia immunitaria: è stata infatti dimostrata la familiarità della malattia, dunque una predisposizione ereditaria di alcuni gruppi familiari.
3 Sintomi
Spesso i primi sintomi si manifestano nel periodo dello svezzamento, quando il bambino tra i 6 mesi e l’anno di età viene a contatto con cibi contenenti glutine; in tal caso, l’intolleranza può mantenersi nei primi dieci anni, attenuarsi o scomparire del tutto e ripresentarsi dopo la terza decade. La celiachia può anche comparire nell’adulto tra i quaranta e i sessant’anni, a volte in modo insidioso e poco diagnosticabile e con sintomi più lievi rispetto alla forma infantile. Il sintomo più caratteristico è la steatorrea, emissione di feci chiare e grasse causate dal malassorbimento dei cibi, e vomito. In assenza di una cura adeguata, la malattia causa diminuzione di peso, rallentamento della crescita, rachitismo.
La mancata assimilazione di sostanze nutritive essenziali causa squilibri e malnutrizione, con l’insorgenza di anemia (spesso di tipo sideropenica a causa del mancato assorbimento di ferro), difetti della coagulazione (per l’insufficiente assorbimento di vitamina K), squilibri correlati al malassorbimento delle vitamine del gruppo B, e insufficienza della funzione dei surreni; anche la milza può risultare alterata (iper- o iposplenismo). Spesso vi è una concomitante deficienza dell’enzima lattasi e una intolleranza al latte. Di conseguenza i celiaci risultano all’esame clinico piuttosto magri, pallidi, con cute disidratata.
La diagnosi del morbo celiaco trova conferma dalla biopsia del digiuno, secondo segmento dell’intestino tenue, che evidenzia il grado di degenerazione dei villi. Dall’analisi del sangue risultano alterati molti parametri come l’emocromo, indicatore di una condizione anemica, e la VES che evidenzia un processo infiammatorio in atto; aumenta il valore di transaminasi, parametro correlato alla funzionalità del fegato; sono anomali anche i livelli degli ormoni prodotti dalla mucosa intestinale, la secretina e la pancreozimina. Al morbo celiaco può associarsi diabete mellito; i pazienti sembrano anche più soggetti a epatite virale rispetto ai non celiaci.
4 Terapia
La celiachia ha andamento cronico ma, se affrontata in modo adeguato, può regredire, permettendo la guarigione della mucosa intestinale e il recupero della sua funzione assorbente. La terapia comporta la completa abolizione degli alimenti contenenti glutine, in genere protratta per tutta la vita. Questa restrizione porta rapidi benefici: i sintomi più evidenti si riducono entro il primo mese mentre nell’arco di alcuni mesi avviene il recupero delle lesioni intestinali. Per un certo lasso di tempo viene anche eliminato il latte, a causa del deficit di lattasi. Possono essere somministrati anche corticosteroidi o farmaci immunosoppressori. In qualche caso il decorso può andare incontro a complicazioni, soprattutto se la diagnosi è molto tardiva. Tra le complicazioni possibili vi è la cosiddetta sprue collagenosica, che consiste nell’accumulo della proteina collagene sotto l’epitelio della mucosa, che rende il paziente meno sensibile alla dieta priva di glutine; in una bassa percentuale, la malattia può evolvere verso forme di tumore.
In Italia, nel 1982 e successivamente nel 2001, la normativa prevede la prescrizione in regime gratuito di prodotti dietetici senza glutine; il decreto del 2001, in particolare, indica che la dieta deve basarsi per il 35% su tali prodotti dietetici e per il resto su cibi che sono naturalmente privi della proteina, quali riso, mais, patate e legumi. Nel settembre 2002 un gruppo di ricercatori della Stanford University (California) ha identificato la struttura della gliadina, corrispondente a una sequenza di 33 amminoacidi e capace di resistere all’azione degli enzimi digestivi. In vitro è stato osservato che l’impiego di uno specifico enzima elaborato da un batterio permette di frammentare questa sequenza in peptidi più piccoli, annullando la tossicità della gliadina.

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Vecchio 05-03-2007, 14:05 PM
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Io ho il terrore di essere celiaca e il mio è un vero e proprio terrore, perchè non potrei assolutamente rinunciare a tutte quelle buone cose che contengono glutine, a mangiare fuori al ristorante, alle trattorie, no, non ci potrei rinunciare.
Ho paura perchè sin da piccola sono sempre stata magra e sottopeso, non mangiavo mai niente fino alla pubertà, in cui è esploso l'appetito, ma non è corrisposto un relativo aumento di peso. Attualmente sono 1.50 per 36/38 chili. Dall'età di otto anni ho una dermatite che si presenta alla piegatura delle gambe e delle braccia provocando prurito e arrossamenti cutanei. Va via con l'acqua del mare, si accentua in primavera. Ha una forma migrante, ora per esempio è più concentrata alla piegatura delle braccia. Poi da un anno a questa parte soffro di colite, non con diarrea, ma con feci chiare e a volte non formate, con periodi di remissione e riacutizzazione. Inoltre soffro di ansia e ipocondria allucinante. Anche mia madre è stata molto magra fino alla gravidanza, 1.60 x 44 chili, mangiava e non ingrassava, soffre di colite come anche mio nonno, mia nonna e mio zio. Il mio medico e tutti i medici che mi hanno seguita non hanno mai pensato alla celiachia e nemmeno io ci voglio pensare, perchè mangiare è uno dei piaceri della mia vita e non voglio ridurmi a schiavizzarmi con roba senza glutine e dover rodere vedendo gli altri che mangiano e vanno ai ristoranti. Credo che anche se lo fossi rimarrei una delle tante persone celiache non diagnosticate.

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Vecchio 05-03-2007, 14:05 PM
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Io ho il terrore di essere celiaca e il mio è un vero e proprio terrore, perchè non potrei assolutamente rinunciare a tutte quelle buone cose che contengono glutine, a mangiare fuori al ristorante, alle trattorie, no, non ci potrei rinunciare.
Ho paura perchè sin da piccola sono sempre stata magra e sottopeso, non mangiavo mai niente fino alla pubertà, in cui è esploso l'appetito, ma non è corrisposto un relativo aumento di peso. Attualmente sono 1.50 per 36/38 chili. Dall'età di otto anni ho una dermatite che si presenta alla piegatura delle gambe e delle braccia provocando prurito e arrossamenti cutanei. Va via con l'acqua del mare, si accentua in primavera. Ha una forma migrante, ora per esempio è più concentrata alla piegatura delle braccia. Poi da un anno a questa parte soffro di colite, non con diarrea, ma con feci chiare e a volte non formate, con periodi di remissione e riacutizzazione. Inoltre soffro di ansia e ipocondria allucinante. Anche mia madre è stata molto magra fino alla gravidanza, 1.60 x 44 chili, mangiava e non ingrassava, soffre di colite come anche mio nonno, mia nonna e mio zio. Il mio medico e tutti i medici che mi hanno seguita non hanno mai pensato alla celiachia e nemmeno io ci voglio pensare, perchè mangiare è uno dei piaceri della mia vita e non voglio ridurmi a schiavizzarmi con roba senza glutine e dover rodere vedendo gli altri che mangiano e vanno ai ristoranti. Credo che anche se lo fossi rimarrei una delle tante persone celiache non diagnosticate.

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Vecchio 05-03-2007, 14:57 PM
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Non mi sembra bello quello che scrivi. Si non mi sembra bello nei confronti di noi celiaci e non. Dici che hai il terrore di esserlo per non rinunciare "alle cose buone" per non rinunciare "a mangiare fuori" ti assicuro che che le cose senza glutine sono buone. Sono celiaca da 2 anni e non ho mai rimpianto di esserlo ma anzi ho ringraziato Dio per essere celiaca. Ci sono cose ben peggiori della celiachia, ci sono persone non vedenti, o persone che non camminano. Mi sembra che tu abbia esagerato, ho letto nel tuo profilo che studi psicologia beh, se un giorno avrai come paziente un celiaco che fai' Non voglio far polemiche assolutamente ma non mi sembra corretto il tuo modo di parlare nei confronti di persone che soffrono e lottano ogni giorno per la vita che pagherebbero oro per privarsi di glutine ma piuttosto stare bene e vivere. Io non rodo nel vedere gli altri mangiare glutine, non mi frega niente se non posso mangiare una pizza, (mangio quella senza glutine). Nnn mi privo di niente esco vado nei ristoranti e perfino alla mensa universitaria non mi sono mai fatta problemi perchè sto bene. Prima di fasciarti la testa dovresti asicurarti se sei celiaca o no e poi parlare, non credo ti farebbe piacere se scoprissi la celiachia troppo tardi. Leggiti i danni che può causare la celiachia. Conoco persone che hanno scoperto la celiachia con un cancro all'intestino e ahnno lottato pur di stare bene e se ne fregano se devono mangiare senza glutine perche stanno bene vivono. Ripeto non voglio fare polemiche questa è semplicemene la mia impressione appena ho letto questo messaggio. MA tu perche hai cosi terrore di dover rinunciare al glutine? Non è cosi tragico mangiare senza glutine e se serve a farti stare bene ti assicuro che non ti importerebbe doverti privare di qualcosa!! Non è nessuna schiavitù mangiare senza glutine. Se saresti celiaca dovrestti seguire la dieta per evitare danni peggiori!! La vita è bella e va vissuta!!

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Vecchio 05-03-2007, 14:57 PM
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Non mi sembra bello quello che scrivi. Si non mi sembra bello nei confronti di noi celiaci e non. Dici che hai il terrore di esserlo per non rinunciare "alle cose buone" per non rinunciare "a mangiare fuori" ti assicuro che che le cose senza glutine sono buone. Sono celiaca da 2 anni e non ho mai rimpianto di esserlo ma anzi ho ringraziato Dio per essere celiaca. Ci sono cose ben peggiori della celiachia, ci sono persone non vedenti, o persone che non camminano. Mi sembra che tu abbia esagerato, ho letto nel tuo profilo che studi psicologia beh, se un giorno avrai come paziente un celiaco che fai' Non voglio far polemiche assolutamente ma non mi sembra corretto il tuo modo di parlare nei confronti di persone che soffrono e lottano ogni giorno per la vita che pagherebbero oro per privarsi di glutine ma piuttosto stare bene e vivere. Io non rodo nel vedere gli altri mangiare glutine, non mi frega niente se non posso mangiare una pizza, (mangio quella senza glutine). Nnn mi privo di niente esco vado nei ristoranti e perfino alla mensa universitaria non mi sono mai fatta problemi perchè sto bene. Prima di fasciarti la testa dovresti asicurarti se sei celiaca o no e poi parlare, non credo ti farebbe piacere se scoprissi la celiachia troppo tardi. Leggiti i danni che può causare la celiachia. Conoco persone che hanno scoperto la celiachia con un cancro all'intestino e ahnno lottato pur di stare bene e se ne fregano se devono mangiare senza glutine perche stanno bene vivono. Ripeto non voglio fare polemiche questa è semplicemene la mia impressione appena ho letto questo messaggio. MA tu perche hai cosi terrore di dover rinunciare al glutine? Non è cosi tragico mangiare senza glutine e se serve a farti stare bene ti assicuro che non ti importerebbe doverti privare di qualcosa!! Non è nessuna schiavitù mangiare senza glutine. Se saresti celiaca dovrestti seguire la dieta per evitare danni peggiori!! La vita è bella e va vissuta!!

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Vecchio 05-03-2007, 15:08 PM
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Ciao Flavia, ti ricordi di me? E’ un’ottima idea quella di riaprire il Club, per quanto mi riguarda è stata una vera fortuna trovarti.
Finalmente mi è arrivato l’esito della gastroscopia che ho fatto all’inizio di febbraio (ed è andata benissimo visto quello che mi avevano raccontato di questo esame) domani ho la visita dal gastroenterologo.
Da quello che ho capito io c’è scritto che i villi sono appiattiti e lo stadio è il n. 3 o distruttivo, poi ci sono un sacco di paroloni che io non capisco e che domani mi farò tradurre. Spero solo che basti per questa benedetta esenzione perché ormai sono satura della situazione!!!
Luthien, non ti demoralizzare anche io all’inizio ho pianto tanto ma pensa che questa malattia può provocare il tumore all’intestino!!! Io penso che con un po’ di abitudine ci possiamo fare tutto ciò che ci pare. La farina c’è quindi largo alla fantasia.
Anche per me non poter mangiare liberamente il pane la pizza e tutto il correlato non è cosa da poco, ma è una cura… pensa che c’è chi si distrugge il fegato, l’intestino o altro per curarsi, noi invece no.. pensa in positivo!! Io ho una bimba di 7 anni e ho paura per lei, ora devo prendere appuntamento per farle l’esame del sangue, mi dispiacerebbe molto se lo fosse anche lei ma non sarà la fine del mondo.. mangeremo le stesse cose!

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Vecchio 05-03-2007, 15:08 PM
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Ciao Flavia, ti ricordi di me? E’ un’ottima idea quella di riaprire il Club, per quanto mi riguarda è stata una vera fortuna trovarti.
Finalmente mi è arrivato l’esito della gastroscopia che ho fatto all’inizio di febbraio (ed è andata benissimo visto quello che mi avevano raccontato di questo esame) domani ho la visita dal gastroenterologo.
Da quello che ho capito io c’è scritto che i villi sono appiattiti e lo stadio è il n. 3 o distruttivo, poi ci sono un sacco di paroloni che io non capisco e che domani mi farò tradurre. Spero solo che basti per questa benedetta esenzione perché ormai sono satura della situazione!!!
Luthien, non ti demoralizzare anche io all’inizio ho pianto tanto ma pensa che questa malattia può provocare il tumore all’intestino!!! Io penso che con un po’ di abitudine ci possiamo fare tutto ciò che ci pare. La farina c’è quindi largo alla fantasia.
Anche per me non poter mangiare liberamente il pane la pizza e tutto il correlato non è cosa da poco, ma è una cura… pensa che c’è chi si distrugge il fegato, l’intestino o altro per curarsi, noi invece no.. pensa in positivo!! Io ho una bimba di 7 anni e ho paura per lei, ora devo prendere appuntamento per farle l’esame del sangue, mi dispiacerebbe molto se lo fosse anche lei ma non sarà la fine del mondo.. mangeremo le stesse cose!

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Vecchio 05-03-2007, 15:17 PM
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Ciao Simo ben ritrovata!! Ho pensato di riaprire qui il post perche mi continuavano ad arrivare mp a riguardo! Mi ricordo che dovevi fare la gastroscopia, spero non sia stata traumatica come spesso molti raccontano!Se c'è scritto villi appiattiti allo stadio 3 ti daranno l'esenzione sicuramente! Non preoccuparti! Se vuoi consigli su prodotti e ricette non hai che da chiedere!! Ma desso stai seguendo già la dieta? O la inizi quando te lo dirà il gastroenterologo? Mi raccomando non ti demoralizzare se all'inizio non v vedrai risultati (ma forse già te l'ho detto), ogni giorno ti sentirai sempre meglio!!
Flavia

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Ciao Simo ben ritrovata!! Ho pensato di riaprire qui il post perche mi continuavano ad arrivare mp a riguardo! Mi ricordo che dovevi fare la gastroscopia, spero non sia stata traumatica come spesso molti raccontano!Se c'è scritto villi appiattiti allo stadio 3 ti daranno l'esenzione sicuramente! Non preoccuparti! Se vuoi consigli su prodotti e ricette non hai che da chiedere!! Ma desso stai seguendo già la dieta? O la inizi quando te lo dirà il gastroenterologo? Mi raccomando non ti demoralizzare se all'inizio non v vedrai risultati (ma forse già te l'ho detto), ogni giorno ti sentirai sempre meglio!!
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