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Vecchio 14-03-2010, 21:24 PM
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pantofolaia
 
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come stare vicino a un depresso?


Vi racconto in breve la situazione.
A giugno conosco un ragazzo sul lavoro, è evidente che c'è un interesse reciproco, ma per una cosa e l'altra, non rimaniamo in contatto. A dicembre lo incontro di nuovo, questa volta ci scambiamo i numeri, usciamo e durante quella uscita ci confermiamo il reciproco interesse. Abbiamo modo di parlare molto e lui non mi nasconde che sta vivendo un bruttissimo periodo, ha chiuso una convivenza, in pochi anni ha vissuto delle situazioni piuttosto brutte in famiglia (lutti, malattie) ed ora ha problemi sul lavoro: ha dovuto raccattare x necessità un lavoro che non gli piace, fa fatica, non si sente integrato coi colleghi e soprattutto si è visto svanire i suoi sogni e di questo soffre molto...dice spesso che si sente una m*****, si sente di non valere niente, che in pochi anni si è visto crollare il mondo addosso e di non vedere soluzioni alla sua situazione.
Tutto questo fa sì che dopo avermi confessato tutto, compreso l'interesse per me, si allontana, dicendo che è talmente preso col lavoro da non avere tempo per se stesso e la sua vita privata. Così non ci vediamo più, anche perchè io all'inizio non comprendo la situazione e mi arrabbio, ma continuiamo a sentirci per telefono....lui chiama molto raramente, mentre io lo chiamo spesso, e lui con me si apre, si confida e mi racconta il suo malessere.
Spesso succede che lo chiamo e non risponde, anche per giorni, e chiedendogli spiegazioni di questo suo comportamento, qualche sera fa mi dice di sentirsi depresso, al punto che certe volte si isola dal mondo e non vuole sentire nessuno per non essere di peso, perchè non ha niente di bello da raccontare.
Alterna momenti in cui non risponde, a altri in cui risponde e si confida tantissimo.

Io in passato sono stata depressa, e con questo intendo una depressione vera, non semplicemente "sentirsi un po' giù" ma nonostante questo non riesco a capire come potrei comportarmi con lui, cercando di fare il suo bene, e non egoisticamente stargli vicino perchè io per prima ho piacere di averlo vicino.
Non sono capace di vivere questa situazione perchè non sono abbastanza forte per aiutarlo, e mi sembra che in qualche modo lui, con il suo atteggiamento, mi stia chiedendo aiuto. Mi sembra, ma non ne sono certa, perchè non riesco completamente ad interpretare i segnali che mi lancia: vedo che non mi dice di lasciarlo in pace, non mi ha mai detto qualcosa del tipo "sto passando un brutto momento, quando starò meglio mi farò sentire" ma mi dice che gli fa piacere sentirmi, mi chiede di chiamarlo e di raccontargli anche le mie giornate, mi ha detto che quando ho voglia di parlare con lui, lui c'è....però poi se è in uno di quei giorni in cui suppongo stia male, spegne il tel e non risponde.
Non ho nemmeno la confidenza per dirgli di chiedere un aiuto a un esperto, perchè no so come la potrebbe prendere, e non so fino a che punto ne abbia bisogno (ne sta passando talmente tante che solo un totale menefreghista non sarebbe depresso!)

A me lui piace tantissimo, e mi spiace che ci siamo conosciuti in questo momento brutto per entrambi. Questo gliel'ho detto e gli ho anche detto che nemmeno io me la passo troppo bene, e spesso lo chiamo perchè sapere di poter raccontare a lui la mia giornata è un sollievo. Gli ho detto che quando sta male, se se la sente, io ci sono ma sono qui a chiedermi se faccio bene....se non stofacendo più un bene x me stessa, cercandolo (sono innamorata di questo ragazzo) che non per lui.
Ho provato ad intavolare un discorso con lui, a fatica perchè abbiamo anche poca confidenza....la cosa che sono qui a chiedermi è come comportarmi, sapendo che c'è di mezzo un sentimento che non mi fa essere obiettiva nelle mie scelte! Vorrei riuscire a fare quello che farebbe bene a lui, ma mi rendo conto che sto facendo quello che, egoisticamente, fa stare bene me.

Ultima modifica di pantofolaia; 15-03-2010 alle 08:40 AM
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Vecchio 14-03-2010, 22:32 PM
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Evidentemente più che essere depresso non sta bene con se stesso. Può darsi non abbia ancora "digerito" la chiusura di quella convivenza.
E' bene che tu gli dica che se ha piacere di comunicare con te, tu ci sei. Poi non farti sentire e aspetta che sia lui a farsi vivo.
Se gli fa piacere lo farà, altrimenti credimi, è meglio che faccia lui chiarezza con se stesso perchè non c'è più spiacevole cosa di chi si sente coinvolta come te e sentire dall'altra parte queste altalenanze che alla fine sfiniscono.
Ti dico ciò perchè ho provato cosa significa avere a che fare con certe situazioni. Da come si comporterà capirai se vale la pena investire qualcosa di tuo o meno. Mi spiacerebbe, come è stato per me, raccogliere una delusione.
Ciao
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Vecchio 15-03-2010, 08:22 AM
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Evidentemente più che essere depresso non sta bene con se stesso. Può darsi non abbia ancora "digerito" la chiusura di quella convivenza.
E' bene che tu gli dica che se ha piacere di comunicare con te, tu ci sei. Poi non farti sentire e aspetta che sia lui a farsi vivo.
Se gli fa piacere lo farà, altrimenti credimi, è meglio che faccia lui chiarezza con se stesso perchè non c'è più spiacevole cosa di chi si sente coinvolta come te e sentire dall'altra parte queste altalenanze che alla fine sfiniscono.
Ti dico ciò perchè ho provato cosa significa avere a che fare con certe situazioni. Da come si comporterà capirai se vale la pena investire qualcosa di tuo o meno. Mi spiacerebbe, come è stato per me, raccogliere una delusione.
Ciao
Però.....non credo che si tratti solo della convivenza, o meglio credo che quello sia il problema minore, anche perchè l'ha chiusa lui.
Secondo me quello che l'ha mandato in crisi è stato il lavoro e ho l'impressione che essendo giù per quello, ci sia andato dietro tutto, anche cose successe tempo fa e probabilmente mai metabolizzate.
Cioè al di là del sentimento che provo per lui, non voglio mettere tutto sul piano convivenza-relazione-interesse per me.
mi dispiace che stia soffrendo perchè so quanto sono stata male io quando mi è successo, e come mi dispiacerebbe per un amico, a maggior ragione mi dispiace x lui che è qualcosa in più.
Lo vedo anche molto "arrabbiato" e mi piacerebbe avere la confidenza per dirgli di andare a fare una chiaccherata con una persona competente, se non altro per mettere un po' di ordine dentro di sè....ma quando si parla di psicologi c'è sempre gente che si offende
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Vecchio 15-03-2010, 09:55 AM
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sunray
 
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nella mia esperienza...ho ammirato quelle persone che sono riuscite a stare vicino con caparbietà e sensibilità, dando una spalla o un abbraccio quando serviva e sapendo prendere la porta se questo era richisto.
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Vecchio 15-03-2010, 13:47 PM
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Grazie Sun.....la giusta via di mezzo in pratica capire tra le righe quello che mi sta chiedendo, stargli vicino o lasciarlo in pace....fosse facile!
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Vecchio 15-03-2010, 17:48 PM
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robi
 
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Panto,
considerando che anche Tu nel passato hai combattuto contro il "comune nemico" dovresTi essere più preparata alla giusta osservazione di Sunray;
per esperienza personale posso assicurarTi che le difficoltà inerenti il lavoro sia per l'ambiente che per le mansioni possono mandarTi in "tilt".
Robi
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Vecchio 15-03-2010, 19:37 PM
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Ciao Robi! è vero, ci sono passata anch'io, e quindi dovrei sapere come fare....in realtà una cosa è viverla sulla propria pelle, altra cosa è sentirsi dire da qualcuno che ne soffre.
Quando me l'ha detto è stato disarmante per me....l'avevo già capito che era molto giù e che qualcosa non andava, ma proprio la frase "sono un po' in depressione" mi ha trasmesso l'idea che lui, in quel momento, avesse mollato le braghe, come si dice dalle mie parti.
Non ho capito se era un grido di aiuto, se era un "lasciami in pace" e ho rivisto me 10 anni fa e tutto quello che ho passato.
La mia però era una depressione atipica, se non altro perchè era accampagnata dall'ansia e si manifestava nella paura di stare male (allora erano attachi di mal di pancia) quando uscivo.....quindi io volevo il contatto, che la gente mi chiamasse, mi facesse parlare, ma poi queste persone mi chiedevano di uscire e non ce la facevo...così pian piano ho allontanato tutti i conoscenti e tenuto solo contatti virtuali, cioè protetti.

Con lui non ho ancora così tanta conoscenza da capire quello che vorrebbe, e ho paura di ferirlo, perchè quando si dice a una persona "fatti aiutare" quella eprsona tende sempre a sminuire, pochi hanno il coragio di ammettere la loro sofferenza.
Ho solo notato che pian piano rincara la dose...se mesi fa mi diceva "mi va tutto male ma non mi sento depresso" adesso dice proprio di esserlo, e questo mi fa paura.

A rovinare tutto c'è il fatto che sono coinvolta, e anche lui sembra esserlo.,....ma capisco che lui è disturbato da questo spettro, quindi non si lascia andare....però nemmeno mi allontana...non so, non riesco a capire se è orgoglio o che cosa....di fronte a una situazione così, mi sembrerebbe più comune che una persona mi dicesse "lasciami in pace, non ho la testa in questo periodo". Il fatto di non dirlo, e di scusarsi per i periodi in cui si allontana, mi danno l'impressione che non si voglia allontanare da me, che voglia aiuto, ma non abbia il coraggio di chiederlo.
Io però mi trattengo....fosse per me lo chiamerei ogni giorno, ma mi limito per non diventare troppo pesante.

"per esperienza personale posso assicurarTi che le difficoltà inerenti il lavoro sia per l'ambiente che per le mansioni possono mandarTi in "tilt""
lo so infatti! io alcuni anni fa, quindi molti anni dopo aver superato "la depressione", ho avuto problemi sul lavoro che mi hanno causato una brutta ricaduta, quindi lo capisco benissimo.....e capisco anche che questa botta gli è arrivata dopo tante altre cose non belle che gli sono capitate, e di cui mi ha solo accennato.
Io lo capisco benissimo, perchè ho avuto la stessa reazione pur non avendo subito quelle batoste dalla vita che ha subito lui. C'è solo da aggiungere che non mi sento abbastanza forte x aiutarlo, perchè sono la prima ad essere piena di paure e ansie.....forse ci siamo conosciuti nel momento sbagliato, o siamo sbagliati l'uno per l'altro.
Io per esempio stasera vorrei tanto un appoggio di lui, perchè in questi giorni sono in ansia forte x una questione, ma mi metto riguardo a sfogarmi delle mie cose, mentre lui ne ha di peggio.

ma perchè non può mai essere semplice la vita...perchè non ci siamo conosciuti 10 anni fa quando eravamo ancora "bambini" ?

Ultima modifica di pantofolaia; 15-03-2010 alle 19:49 PM
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Vecchio 16-03-2010, 08:35 AM
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Panto,
Tu con il "personaggio" nei confronti del quale hai una attrazione ( da come leggo) hai mai parlato dei Tuoi vecchi periodacci e di come sei riuscita a superarli ?????
Potrebbe, ma forse è (azzardo) l'invito ad aprirsi sapendo che chi Lo ascolta non è digiuno (purtroppo) di questi temporanei, ma fastidiosissimi disturbi.
Forse nel FORUM in qualche mio intervento l'ho già scritto, ma vorrei ribadirlo ancora una volta sicuro di trovare il Tuo consenso:
sono temporanei periodacci che però vanno curati senza nessun timore o vergogna in quanto tutti e dico tutti ne siamo soggetti anche quelli che ai Nostri occhi appaiono inattaccabili....loro.. riescono a mascherare la sofferenza che però è uguale.
Robi
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Vecchio 16-03-2010, 09:17 AM
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Panto,
Tu con il "personaggio" nei confronti del quale hai una attrazione ( da come leggo) hai mai parlato dei Tuoi vecchi periodacci e di come sei riuscita a superarli ?????
Potrebbe, ma forse è (azzardo) l'invito ad aprirsi sapendo che chi Lo ascolta non è digiuno (purtroppo) di questi temporanei, ma fastidiosissimi disturbi.
Forse nel FORUM in qualche mio intervento l'ho già scritto, ma vorrei ribadirlo ancora una volta sicuro di trovare il Tuo consenso:
sono temporanei periodacci che però vanno curati senza nessun timore o vergogna in quanto tutti e dico tutti ne siamo soggetti anche quelli che ai Nostri occhi appaiono inattaccabili....loro.. riescono a mascherare la sofferenza che però è uguale.
Robi
Io a lui non ne ho parlato esplicitamente, nel senso "sai, nel 2000 ho avuto un periodo di depressione" ma ho accennato qualcosa del mio passato, dicendo che ho dovuto cambiare università perchè in un periodo "stavo molto male" , gli ho raccontato della delusione lavorativa che ho avuto e che mi ha portato ad avere mille paure e insicurezze (che già avevo anche senza che succedesse ANCHE quello!) e soprattutto sa tutto del mio presente, di come io sia una persona insicura, ansiosa eccetera. Insomma, sa che non sono una ragazza spavalda che prende tutto alla leggera, ma questo lo si vede benissimo anche senza che io lo dica apertamente.

Pensavo, infatti, alla prossima occasione, di partire proprio da lì...dirgli di me e di come mi sono mossa io per superare il problema.....così in una volta sola gli dico che lo posso capire e gli metto la pulce nell'orecchio che un "aiutino esterno" non è ipotesi da scartare (a patto che già non lo faccia o l'abbia fatto in passato, forse in occasione del lutto....perchè a volte da come parla riconosco una persona che si sa leggere dentro molto bene.....o è una dote naturale, o gliel'ha insegnato anche a lui qualche professionista del mestiere).
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Vecchio 16-03-2010, 15:28 PM
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Io a lui non ne ho parlato esplicitamente, nel senso "sai, nel 2000 ho avuto un periodo di depressione" ma ho accennato qualcosa del mio passato, dicendo che ho dovuto cambiare università perchè in un periodo "stavo molto male" , gli ho raccontato della delusione lavorativa che ho avuto e che mi ha portato ad avere mille paure e insicurezze (che già avevo anche senza che succedesse ANCHE quello!) e soprattutto sa tutto del mio presente, di come io sia una persona insicura, ansiosa eccetera. Insomma, sa che non sono una ragazza spavalda che prende tutto alla leggera, ma questo lo si vede benissimo anche senza che io lo dica apertamente.

Pensavo, infatti, alla prossima occasione, di partire proprio da lì...dirgli di me e di come mi sono mossa io per superare il problema.....così in una volta sola gli dico che lo posso capire e gli metto la pulce nell'orecchio che un "aiutino esterno" non è ipotesi da scartare (a patto che già non lo faccia o l'abbia fatto in passato, forse in occasione del lutto....perchè a volte da come parla riconosco una persona che si sa leggere dentro molto bene.....o è una dote naturale, o gliel'ha insegnato anche a lui qualche professionista del mestiere).

Attenzione a non fare violenza. Se lui decide di chiudersi a riccio e di non farsi vivo arroccando le più diverse scuse, è meglio non fare violazione di domicilio..
Questo te lo dico perchè ci sono persone molto problematiche che sono così da sempre (magari il periodo nero è una scusa per piangersi un pò addosso e per tentare di venir fuori dal guscio con la buona samaritana di turno) e se non hanno la volontà di venirne fuori essi stessi, non c'è nulla da fare, ogni sforzo sarà vano.
Dico ciò perchè ho conosciuto due anni fa una di queste persone. Ci ho messo il meglio di me stessa, ho cercato di essere presente a mò di crocerossina, ma poi alla fine ho dovuto demordere poichè mi sono sentita dire che dovevo rispettare i suoi tempi, se non aveva tempo o voglia voleva essere lasciato stare perchè alla fine le sue cose se le risolveva lui, etc. Allora, dico io, poteva dirlo prima, no?
Così, siccome non volevo essere considerata come un qualcosa da tirar giù dallo scaffale solo al bisogno e tenendo particolarmente alla mia autostima ecc, ho lasciato perdere, anche se mi è costato molto perchè io in quel rapporto d'amicizia ci avevo investito parecchio.
E mi sono detta che nella vita non si è mai finito di imparare, nè di conoscere le persone..
Ciao
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  #11 (permalink)  
Vecchio 16-03-2010, 15:50 PM
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sunray
 
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da un lato è da ammirare la voglia di stare vicino ad una persona che non sta bene, però sotto un certo profilo mi lascia perplessa.

perchè hai questo bisogno di essergli d'aiuto? perchè non essere semplicemente presente...essere lì, senza voler essere un aiuto, senza elargire consigli sul come affrontare i problemi che sta vivendo.

perchè...in fondo in fondo...la diagnosi della depressione non è cosa che ti ha raccontato, ma è lo specchio in cui ti sei riflessa.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 16-03-2010, 19:55 PM
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da un lato è da ammirare la voglia di stare vicino ad una persona che non sta bene, però sotto un certo profilo mi lascia perplessa.

perchè hai questo bisogno di essergli d'aiuto? perchè non essere semplicemente presente...essere lì, senza voler essere un aiuto, senza elargire consigli sul come affrontare i problemi che sta vivendo.

perchè...in fondo in fondo...la diagnosi della depressione non è cosa che ti ha raccontato, ma è lo specchio in cui ti sei riflessa.

L'ultima tua frase non l'ho capita...lui mi ha detto di essere depresso, poi sta a vedere se lo dice così, come un'altro direbbe "oggi sono un po' giù" o se lo dice con cognizione di causa, dopo averne parlato con uno psicologo e aver avuto conferma (diagnosi) che è proprio così. Questo sinceramente non lo so, ma a me è sembrata già una ammissione non da poco la sua.....in genere si tende a sminuire, a nasconderlo, anche e non ultimo per non apparire "perdenti" agli occhi della ragazza con cui stai parlando e per la quale nutri qualcosina (magari di piccolo piccolo, ma sicuramente un po' più di niente).

Sulla prima parte del discorso invece ti rispondo più tranquillamente perchè qui parliamo di me.
Forse mi sono spiegata male, quando ho detto che lo voglio aiutare non intendevo dire che io voglio trovare la soluzione al suo malessere, che io lo voglio guarire. Forse sarebbe più corretto dire che voglio stargli vicino nel modo migliore, cercando di fare meno danni possibili, cercando cioè al più di essere un supporto per lui, una presenza amica, e non un fastidio. Vorrei evitare la possibilità che lui faccia con me quello che io ho fatto con alcune persone all'epoca, cioè allontanarle completamente dalla mia vita perchè in quel periodo mi davano fastidio.
Il motivo x cui lo faccio è semplicissimo: mi piace, gli voglio bene, e voglio il suo bene. Che indirettamente è anche il mio, ovvio....ma si sa che l'amore è sempre un tantino egoismo
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