![]() |
||
|
|
||
|
||||
|
Ciao,
Sto guardando da un po di tempo un telefilm su youtube "Stuck:the chronicles of David Rea" (è con sottotitoli in italiano). Praticamente la serie narra le storie di un emotional trainer alle prese con delle persone con alcuni blocchi. Al di la del lato ironico credo che nel complesso il telefilm mandi un messaggio positivo, soprattutto nel prologo. Scrivo a seguire la parte che mi ha colpito di più: " Le persone scelgono sempre il momento di essere deboli, perché ammettere i propri limiti è molto rilassante ma, la verità, è che siamo noi a definire i nostri limiti, così sappiamo dove fermarci" Credo che ci sia da meditarci sopra. Io ho dato un senso a questa affermazione e sto cominciando a lavorare su me stessa! |
|
||||
|
Mi lascia un tantino perplessa la citazione da te riportata...
Perchè non credo che una persona voglia farsi deliberatamente del male, creandosi appositamente dei blocchi che ostacolano la sua esistenza...
__________________
rosellina60 |
|
|||
|
Citazione:
|
|
|||
|
Citazione:
questa tua frase mi ha fatto venire in mente il film "the day after"non so se l'hai visto in quel caso mi pare che fossero rimasti davvero in pochi, forse uno solo? boh non ricordo però mi farebbe piacere un chiarimento, perchè appunto non riesco a capire come possa esistere una situazione, tranne quella descritta nel suddetto film, dove non "esista davvero nessuno". puoi spiegarmi meglio cosa intendi dire? nel primo caso infatti parli anche di vicini di casa conoscenti, penso che ciascuno di noi abbia un vicino, un conoscente a cui si può rivolgere in caso di bisogno. |
|
|||
|
Citazione:
non so se in realtà volevi dire sconfiggere la solitudine. vedi tu sono due cose differenti le emozioni hanno un loro mondo, non si chiude e non si cancella |
|
||||
|
"un conto è "sentirsi soli" pur non essendolo realmente,
perchè magari esistono persone a cui ci si può rivolgere in caso di necessità (parenti, vicini di casa, conoscenti...) ma le "sentiamo sintonizzate su altri pianeti" ed è da qui che scaturisce la nostra sensazione di solitudine... Un altro conto è essere soli sul serio, quando cioè ci rendiamo conto che non esiste davvero nessuno..." le due frasi che ho sottolineato in neretto a mio parere si escludono l'una con l'altra, nel senso che, se per non essere soli ci basta avere qualcuno a cui rivolgerci per necessità, qualcuno ci sarà sempre....a meno che non andiamo a vivere in un deserto. Quindi se intendiamo la solitudine in senso fisico (=non avere nessuno intorno), non lo siamo mai, a meno che non siamo noi stessi a volerlo. Bisogna però vedere se questi "vicini di vita" ci danno quello che cerchiamo.Ci basta scambiare due parole con un conoscente, per non essere soli, o abbiamo bisogno di avere qualcuno con cui sentirci veramente in sintonia? io, sinceramente, una risposta non ce l'ho. Io sto molto bene anche da sola...mi capita di avere momenti in cui sento che mi manca qualcosa, non so però se definirla solitudine o bisogno di qualcosa che mi appaghi...perchè per esempio a volte mi metto a fare qualche attività che mi piace,e la sensazione che avevo scompare.
__________________
...certe risposte possono arrivare solo se smetti di farti certe domande... |
|
|||
|
Citazione:
|
|
|||
|
curioso come la stessa situazione per uno può essere sinonimo di negativo (dice lipsi...mi spaventa) e io direi che sono felice che nel dolore nessuno mi possa (o mi abbia potuto) raggiungere, pur sapendo che per chi ci sta vicino non è piacevole....ma poi, la vita può anche girare e ci si potrà trovare dall'altro lato
|
![]() |
| Strumenti Discussione | Cerca in questa Discussione |
|
|