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Vecchio 19-11-2006, 20:57 PM
ans ans è offline
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ans
 
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Messaggi: 195
Predefinito Capire per comprendere:ansia e attacchi di panico

Mi approprio del post di ans che metterò in rilievo al posto dell'altro su ansia e attacchi di panico!
dott.ssa Tina Calbi
__________________________________________________ __________________

Visto che quotidianamente si parla di questi argomenti, vi posto questa discussione generale che può essere d'aiuto anche per capire quello che ci affligge o soltanto per chiarirci le idee in proposito!
Mi piacerebbe che questo 3d sia a disposizione di chi abbia voglia di parlare, genericamente di questi disturbi!

ANSIA

L’ansia non è solo un limite o un disturbo, ma riconosciuta e analizzata può diventare uno strumento di analisi di se stessi ed essere UTILIZZATA come una RISORSA.

Almeno un terzo della popolazione mondiale ha avuto o potrà avere un disturbo d’ansia nel corso della propria vita.

Questo perché l’ansia è una condizione FISIOLOGICA, utile in molti momenti della vita.
E’ UTILE a proteggerci dai rischi, a mantenere lo stato di allerta, a migliorare le prestazioni.

L’ansia BUONA, fisiologica e funzionale rappresenta una sollecitazione che ci muove e ci fa selezionare gli stimoli con maggiore attenzione.

In realtà non potremmo vivere senza ansia e senza di essa molte emozioni sarebbero più sbiadite, meno intense e suggestive. Pensiamo ad un incontro con una persona che ci attrea e ci interessa e al corollario di emozioni che accompagna questo evento…

L’ansia può essere quindi uno STRUMENTO o un LIMITE a seconda dell’USO che ne facciamo o del modo in cui la viviamo.
L' ansia è una risposta sostanzialmente fisiologica ad una sollecitazione interna o esterna che il cervello riceve.
La percezione che normalmente si ha dell'ansia è, nel linguaggio comune, di qualcosa di fastidioso, che procura disagio o addirittura sofferenza nell'individuo.

Ogni giorno almeno dieci persone ci rispondono alla fatidica domanda "Come stai?" con una risposta che ci fa capire che sono ansiosi.
"Sto correndo per non perdere l'autobus" ,
"Ho un appuntamento tra dieci minuti" ,
"Voglio arrivare in tempo per federe la partita" ,
"Scusa, ma mi chiudono i negozi" , oppure
"Domani ho un esame, chissà…" .

Tutti questi nostri amici e noi stessi sappiamo che per realizzare tutte quelle cose abbiamo assolutamente bisogno di una spinta, di una sollecitazione che ci muove e ci fa selezionare gli stimoli con attenzione.

In realtà non potremmo vivere senza ansia: immaginiamoci ad attraversare la strada, ad aprire una porta in risposta al campanello, a prepararci per un esame.

Senza l'ansia tutti questi comportamenti non potrebbero prevedere la capacità d'adattamento per rispondere ad uno stimolo che compare,talvolta d'improvviso a modificare i nostri equilibri, mentre altre volte lo conosciamo in anticipo e dobbiamo solo organizzarci.

Esiste quindi una condizione connaturata con l'individuo, fatta di attese, di preparazione, di sforzo, che fornisce una risposta a ciò che internamente o esternamente ci sollecita.
L'ansia nasce quindi anche dai ricordi o dalle emozioni, dalla elaborazione di quello che ci è successo in passato o che potrà accaderci in futuro.

E poi c'è quella forma di ansia del tutto sconosciuta e maldestra, che proviene dall'inconscio, che non sappiamo razionalizzare e che ci attanaglia perché sfugge ad ogni identificazione.
Paradossalmente questa condizione di tensione è quella che corrisponde all'equilibrio.
Non potremmo vivere senza questa situazione squilibrata di equilibrio.
Eppure il più delle volte non ce ne rendiamo conto:
ci aspetteremmo che il benessere venga dall'assenza di stimoli, mentre questa condizione ideale corrisponde solo alla "non esistenza" .

Il sonno stesso, ritenuto come una condizione di allontanamento dagli stimoli esterni, è invece un immenso crocevia di sollecitazioni inconsce e di elaborazioni necessarie per la vita della nostra esistenza.

Bisogna quindi effettuare una sostanziale divisione tra ansia fisiologica o normale e ansia patologica.
L'elemento che li distingue è la percezione che noi riceviamo dal cervello e dal corpo che lo stato di attesa è solo un punto di passaggio, un ponte capace di farci nuovamente reagire, che ci rende pronti ad una sollecitazione che ci stimola.

La differenza fondamentale tra la normalità e la malattia dell'ansia consiste quindi nella percezione di disagio che proviamo quando siamo di fronte alla tensione, alla preoccupazione, al malessere che sentiamo in assenza di stimoli esterni o interni.

È ansia quindi il sentirci pronti a reagire anche quando non avremmo motivo o bisogno di essere reattivi, quando siamo pronti a scattare e nulla ci allarma, quando proviamo una serie di segni fisici o psicologici anche se potremmo sentirci tranquilli e rilassati. E quando tutto ciò agisce dolorosamente sia su di noi che su quelli che a noi stanno vicini.

Negli ultimi 30 anni si è potuto verificare come almeno un terzo della popolazione mondiale ha avuto o potrà avere un disturbo d'ansia nella loro vita:si è sempre pensato che i traumi psicologici potessero essere all'origine dei disturbi d'ansia mentre ora sappiamo con certezza che , nella maggior parte dei casi l'origine dell'ansia va addebitata sostanzialmente ad un disturbo, ad una malattia del cervello.

Quest'impostazione non esclude la componente psicologica, né quella ambientale, sociale o educativa.

Andiamo incontro ad un'integrazione, in cui dovremo accettare che anche i disturbi psicologici, come quelli fisici sono il risultato di una d'integrazione tra il nostro corpo e la nostra mente.

L'ansia è dunque il crocevia tra come siamo fatti e come il mondo estremo interagisce con noi.
Il risultato è che non potremo mai sperare di vivere senza ansia per quanto le regole impegnative del mondo ci impongono degli adattamenti a cui tentiamo di opporre una resistenza: è proprio il risultato di questo sforzo che caratterizza il rischio di soffrire per l'ansia.

Il GAD (DISTRUBO D'ANSIA GENERALIZZATA)è caratterizzato da un costante, e peraltro ingiustificato, senso di preoccupazione verso qualsiasi evento che raggiunge una tale gravità da causare una sintomatologia che persiste per almeno sei mesi.

I sintomi che possono comparire in questa patologia sono:

costante inquietudine: i soggetti temono il peggio e non possono controllare il loro stato d'ansia e di apprensione
dolori muscolari aumento dello stato di vigilanza
insonnia
difficoltà di concentrazione
sudorazione, tachicardia, vertigini, diarrea, ecc
cefalea

Questo disturbo può compromettere la qualità di vita delle persone che ne sono affette poiché esse vivono in uno stato di tensione continua:
si preoccupano non solo per gli eventi quotidiani della vita, per lo stress a cui sono sottoposti ma per qualsiasi cosa: i familiari, la salute, la situazione economica, il lavoro, il mondo che li circonda.

Un senso di ansia, a volte vago, altre greve, accompagna immancabilmente questi soggetti.
Sono irrequieti, tesi, hanno difficoltà a concentrarsi, per quanto stanchi non riescono a sedersi, non riescono a riposare.

La naturale conseguenza è un progressivo isolamento, prima dagli amici, poi dal lavoro, riducendo al minimo le proprie attività.

Alcuni sviluppano un episodio di depressione maggiore per cui si rivolgono allo specialista, altri, preoccupati per la loro salute, iniziano iter diagnostici e terapeutici dispendiosi e del tutto inutili Se non riconosciuto e curato, il disturbo d'ansia generalizzato può protrarsi per molti anni riacutizzandosi nei momenti di maggiore stress.



ATTACCHI DI PANICO

Sempre più persone in Italia oggi soffrono di attacchi di panico. Più di 600.000 persone quando devono affrontare situazioni particolari, come l'auto, l'aereo, luoghi affollati (es. il supermercato), luoghi isolati (es. l'ascensore).... ecc. vanno letteralmente in tilt, scoprendosi spaventati, senza un motivo oggettivo, se non la paura della crisi. I sintomi che possono comparire sono sia fisici che psicologici:

· difficoltà di respirare

· palpitazioni

· dolori al torace o senso di malessere

· sensazioni di soffocamento

· vertigini

· sudorazione

· vampe di calore

· tremore

· paure legate a certe situazioni

· ansia incontrollabile

· sensazione di irrealtà

· intorpidimento

In altri termini, le persone hanno paura di impazzire, o di avere un attacco cardiaco, o che qualcuno le scopra malate. E' un sentimento molto angosciante e fonte di grande tormento, per chi ne soffre. Il rischio in questi casi è di vivere confinati in casa, sempre più limitati nella propria attività, ma anche in balia di una pastiglia, tenuta vicino e assunta ripetutamente in caso di bisogno. Ma la paura di essere scoperti resta immutata, non basta sapere di avere questo problema per risolverlo o tenerlo sotto controllo. In questi casi gli esami medici sono sempre regolari, non giustificano la paura ad esempio di non poter più respirare, o di aver un infarto, o comunque di morire. Solitamente è molto lungo il percorso che porta a comprendere la natura emotiva di questo problema. Il ricorso esclusivo ai medici, alle pastiglie, alle gocce, è sicuramente più semplice nonché indispensabile nelle urgenze o in situazioni particolari, ma non serve ad eliminare i motivi più profondi che si nascondono dietro a questi sintomi. Certo non è facile accettare di avere un problema di natura psicologica, perché spesso problema psicologico suona come "pazzo", pur essendo qualcosa di diverso. A tutti può capitare di essere in difficoltà nel risolvere un conflitto, o nel prendere certe decisioni, o nel portare avanti determinate scelte. Ci sono momenti in cui si è in crisi e non sempre si riesce a risolvere la crisi da soli, in tempi ragionevoli. Per fare alcuni esempi, è noto che situazioni di grande tristezza fanno sentire il nodo alla gola, o che le situazioni d'esame possono suscitare le palpitazioni. In questi casi conosciamo la causa del problema, e sappiamo che passerà presto. E' importante quindi sapere che anche gli attacchi d'ansia, o di panico, sono guaribili. Solitamente, come negli esempi citati, i disturbi d'ansia nascondono altri problemi, o difficoltà. Emblematico in particolare è notare che queste persone, a fianco di pensieri rimuginati presentano emozioni esplosive/ipnotizzate. Ne derivano pensieri che non si possono sentire ed emozioni che non possono essere comprese e significate. Con la nascita del sintomo, inizia la ricerca di un'autoterapia, ad esempio leggendo serie infinite di libri o pazientando di giorno in giorno. Questa ricerca affannosa sembra non avere mai fine, fino alla rottura del sentimento di autonomia, con l'irruzione di vincoli di dipendenza, all'interno di relazioni intense e faticose da reggere. Talvolta l'esordio è successivo a eventi realmente pericolosi, sentiti come mortiferi, ma la sensazione poi dilaga in modo imprevedibile. In questi casi è opportuno seguire una psicoterapia, che può aiutare la persona a capire e a risolvere l'origine particolare del suo sintomo. E prima si interviene, prima è possibile trovare una soluzione. I risultati dimostrano che in disturbi come questo la collaborazione medico - psicologo è fondamentale per guarire. In fondo è un disturbo di questo tempo, di questa età moderna, così complessa, così frenetica, così amante delle magiche soluzioni, a volte così difficile da vivere.

Nel periodo precedente al primo attacco di panico i pazienti hanno frequentemente sperimentato un livello di stress elevato ma accompagnato da un atteggiamento di minimizzazione rispetto ai problemi contingenti. I soggetti spesso riferiscono problemi familiari, di lavoro, cambiamenti importanti nella qualità della vita o nella generale organizzazione familiare, frustrazioni o relazioni particolarmente impegnative, o altre situazioni "normalmente" caratterizzate da stress. I pazienti con attacchi di panico minimizzano questi antecedenti sulla base di una probabile assunzione personale attinente alla propria insensibilità o immunizzazione a tali situazioni. In sostanza non prendono le dovute precauzioni consistenti nel riorganizzare il proprio generale atteggiamento così da rispondere ai problemi senza però esaurire le proprie energie. Quella che è una caratteristica antecedente al primo attacco si ribalterà poi per divenire una attenzione allarmata su ogni sensazione somatica. In generale si potrebbe parlare di una conoscenza insufficiente delle segnalazioni dell’organismo in stato di stress, nelle quali il soggetto pur presentando livelli di attivazione, ansia, tensione, iperventilazione elevati non riorganizza il proprio comportamento in base ad essi, ma tenta di distrarsi, minimizza il dato e sopravvaluta le proprie capacità di fronteggiare fisicamente la situazione. In tali circostanze si manifesta il primo episodio di panico. Questo evento ha due aspetti rilevanti: un primo aspetto attinente alla circostanza traumatica di sperimentare uno stato acuto di ansia costruito dal soggetto come completamente diverso dalle "normali" esperienze finora sperimentate (aspetto traumatico); il secondo aspetto è relativo alla acquisizione di una nuova dimensione di conoscenza (avere gli attacchi di panico, i sintomi specifici, i sentimenti di urgenza). Questi due elementi costituiscono gli ingredienti della sindrome psicologica del disturbo.Una volta sperimentato il primo episodio, il soggetto attiverà una particolare attenzione ai segni precoci e premonitori di un successivo attacco; in sostanza, il soggetto sarà nuovamente in stato di ansia dovuta ad una ipervigilanza, e in questo stato attiverà l’atteggiamento ansioso con i noti correlati fisiologici (tensione prolungata, iperventilazione, amplificazione delle sensazioni somatiche). Tra il secondo e i successivi attacchi di panico si sviluppa la sindrome completa caratterizzata da elevata anticipazione dell’ansia, ricerca attentiva dei sintomi, iperventilazione, distorsioni cognitive (in particolare la catastrofizzazione e la selezione attentiva).La natura della sindrome del disturbo da attacchi di panico è caratterizzata da un preciso circolo vizioso: l’anticipazione dell’ansia genera ansia - lo stato di ansia conduce alle sensazioni di panico imminente - i sintomi vengono interpretati in chiave catastrofica ed estrema - il soggetto ha un attacco di panico. Dunque, la sindrome prende la forma di un meccanismo molto definito in cui è possibile intervenire su ciascuno dei suoi aspetti.Un elemento importante è il set di assunzioni su sè stesso che il soggetto ha costruito nel corso degli anni, il suo modo di avere a che fare con gli altri, di interpretare gli avvenimenti, di fronteggiare gli ostacoli ed i problemi della vita. Queste assunzioni, che non sono immediatamente consapevoli ma perlopiù automatiche, sono vere e proprie teorizzazioni personali che influenzano e guidano il comportamento del soggetto, fungono da coordinate di riferimento. Molto spesso, i soggetti con attacchi di panico hanno una diminuita "soglia" per i problemi legati alla autonomia personale (esplorazione, tolleranza, sopportazione, attribuzione di poteri interno-esterno) e frequentemente non hanno, nel corso dello sviluppo, articolato e potenziato questo aspetto. E’ quindi perciò possibile pensare che tali soggetti sono più esposti ad una brusca interruzione dei propri abituali schemi e subiscono una forte invalidazione, una confutazione della propria teoria. Naturalmente, la conseguenza di tale dato contrastante con le proprie aspettative è tanto più negativa quanto più il soggetto è "impoverito" nella conoscenza del proprio funzionamento e nella propria capacità di fare delle discriminazioni (sensazioni, eventi, frustrazioni, intensità degli ostacoli, ...).


Se ritenete utili questi approfondimenti posso farlo anche per altri disturbi!

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  #2 (permalink)  
Vecchio 19-11-2006, 21:11 PM
ans ans è offline
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ans
 
Nel forum da: Nov 2006
Messaggi: 195
Predefinito Riferimento: Capire per comprendere:ansia e attacchi di panico

ciao a tutti coloro che visiteranno questa pagina,mi chiamo Anselmo,
ho voluto creare questa pagina perchè quelle che ho visto sono bellissime e interessantissime ma parlano di cose o sintomi molto precisi.
Invece io credo che parlare in generale dei propri sintomi, di come si manifestano, in quali situazioni, che emozioni si provano in quei momenti, cosa lasciano dentro, le paure, e chi piu ne a piu ne metta, sia una cosa bellissima e credo sia molto importante parlarne con altre persone, perche questo tipo di discussioni porta ad una serenità interna ed a un benessere che fa superare qualsiasi problema. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che scriveranno e sarò lieto di seguire e rispondere alle discussioni che si andranno a formare.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 19-11-2006, 21:25 PM
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paris1
 
Nel forum da: Nov 2006
Messaggi: 281
Predefinito Riferimento: Capire per comprendere:ansia e attacchi di panico

ciao cmq credo che ci sono gia vari post in un'altra sezione piu specifica,ma tu sei un medico? o semplicemente soffri di uno di questi sintomi?io a causa di alcune situazioni da un po di tempo a questa parte credo di avere qualche attaccho di ansia,angoscia......non è molto facile conviverci.......
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  #4 (permalink)  
Vecchio 19-11-2006, 22:00 PM
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paris1
 
Nel forum da: Nov 2006
Messaggi: 281
Predefinito Riferimento: Capire per comprendere:ansia e attacchi di panico

bohhhhhhhhhh prima mettono i post e poi sono offline
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  #5 (permalink)  
Vecchio 20-11-2006, 19:35 PM
ans ans è offline
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ans
 
Nel forum da: Nov 2006
Messaggi: 195
Predefinito Riferimento: Capire per comprendere:ansia e attacchi di panico

[quote]Messaggio inserito da paris1

ciao cmq credo che ci sono gia vari post in un'altra sezione piu specifica,ma tu sei un medico? o semplicemente soffri di uno di questi sintomi?io a causa di alcune situazioni da un po di tempo a questa parte credo di avere qualche attaccho di ansia,angoscia......non è molto facile conviverci.......

ciao paris1,
io non sono un medico ma come dici tu soffro di questi disturbi.
dalla mia esperienza ti posso dire che chi soffre di queste cose non riesce da solo a farle passare, perche non è facile darsi delle risposte e crederci fino in fondo. se ti posso dare un consiglio rivolgiti prima possibile ad uno specialista cosi potrai superare senza difficoltà tutte le tue paure e capire perche si mettono in funzione. io per esempio ho sottovalutato questi sintomi e mi sono ritrovato dopo sette anni a soffrire giornalmente e continuamente di ansia, panico e depressione, e ti posso dire che non è cosa simpatica. per fortuna mi sono deciso ad andare da uno psicologo e da sei mesi a questa parte posso dire che le cose sono migliorate molto, e tutto questo cammino fatto senza assumere psicofarmaci. la cosa che mi dice sempre è quella di parlare con gli altri, liberarsi dei propri pensieri e dire la tua sempre. un'altra cosa che mi dice sempre è quella di accettare questi sintomi e cercare di condividerli con altre persone, in questo modo il sintomo viene accettato dalla mente e tutto va meglio. quindi quello che cerco di fare è proprio condividere le mie paure, le mie emozioni con gli altri, in modo tale da stare meglio e continuare il cammino che mi sta insegnando la mia psicologa. questo vale per me ma vale anche per le altre persone che soffrono di queste patologie, quindi mi sembrava valida una pagina che potesse permettere di parlare liberamente di tutto cio che riguarda l'ansia il panico e la depressione.
spero che non ti sia annoiato a leggere e mi farebbe piacere avere una tua risposta o un tuo semplice pensiero a quello che ho detto.
ti ringrazio e alla prossima.
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  #6 (permalink)  
Vecchio 27-11-2006, 12:22 PM
ans ans è offline
Senior Member
 
ans
 
Nel forum da: Nov 2006
Messaggi: 195
Predefinito Riferimento: Capire per comprendere:ansia e attacchi di panico

ciao a tutti,
io ho dei problemi di ansia e depressione e alla fine sono dovuto ricorrere da uno psicologo.
i miei sintomi principali sono: paura di morire per qualche malattia o di infarto, ogni volta che ho qualche piccolo fastidio a livello fisico la mia mente va verso questi pensieri assurdi e mi sale una paura terribile con conseguente panico. volevo chiedere se qualcuno ha dei sintomi simili e come risolve in quei momenti o se qualcuno puo darmi dei consigli.
grazie anticipatamente.
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  #7 (permalink)  
Vecchio 27-11-2006, 13:08 PM
L'avatar di Druuna
Forum Salute - Fan
 
Località: Emilia Romagna
Druuna
 
Nel forum da: Jan 2005
Messaggi: 16.458
Predefinito Riferimento: Capire per comprendere:ansia e attacchi di panico

è meglio che tu scriva nella sezione Depressione e ansia
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  #8 (permalink)  
Vecchio 28-11-2006, 10:46 AM
Member
 
duchessa
 
Nel forum da: Nov 2006
Messaggi: 32
Predefinito Riferimento: Capire per comprendere:ansia e attacchi di panico

io invece credo che sia un atto di coraggio quello di ans e soprattutto di apertura mentale(probabilmente frutto del lavoro clinico che sta facendo su di sè)..quindi perchè nn poterne parlare anche qui?
perchè c'è questa tendenza a voler subito"etichettare" l'altro e dirgli di parlarne in una sezione specifica ,stroncando sul nascere la possibilità di ascolto?e poi nn confondiamo la depressione con gli attacchi di panico o l'ansia...[^]
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  #9 (permalink)  
Vecchio 28-11-2006, 10:56 AM
Senior Member
 
Località: Veneto
MARIKA1982
 
Nel forum da: Sep 2005
Messaggi: 193
Predefinito Riferimento: Capire per comprendere:ansia e attacchi di panico

Ciao, ans, io ho sofferto di quello che hai scritto, sia ansia che attacchi di panico, nn è per niente facile conviverci, ma dopo 1 anno e mezzo ora ne sn completamente fuori. Io mi sono affidata ad una psicologa e a un neurologo, quindi ho abbinato sedute a gocce, x 1 anno e mezzo. Comunque la soluzione, sta nel parlare, trovare uno sfofo e liberare quello che ci soffoca dentro.... purtroppo ci vuole tempo, ma anche se non ci credevo ho visto sulla mia pelle che si puo' guarire al 100%
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  #10 (permalink)  
Vecchio 28-11-2006, 12:44 PM
Senior Member
 
paris1
 
Nel forum da: Nov 2006
Messaggi: 281
Predefinito Riferimento: Capire per comprendere:ansia e attacchi di panico

[quote]Messaggio inserito da ans

[quote]Messaggio inserito da paris1

ciao cmq credo che ci sono gia vari post in un'altra sezione piu specifica,ma tu sei un medico? o semplicemente soffri di uno di questi sintomi?io a causa di alcune situazioni da un po di tempo a questa parte credo di avere qualche attaccho di ansia,angoscia......non è molto facile conviverci.......

ciao paris1,
io non sono un medico ma come dici tu soffro di questi disturbi.
dalla mia esperienza ti posso dire che chi soffre di queste cose non riesce da solo a farle passare, perche non è facile darsi delle risposte e crederci fino in fondo. se ti posso dare un consiglio rivolgiti prima possibile ad uno specialista cosi potrai superare senza difficoltà tutte le tue paure e capire perche si mettono in funzione. io per esempio ho sottovalutato questi sintomi e mi sono ritrovato dopo sette anni a soffrire giornalmente e continuamente di ansia, panico e depressione, e ti posso dire che non è cosa simpatica.



Si si lo so ans non è facile vivere con l'ansia -angoscia nel mio caso

per fortuna mi sono deciso ad andare da uno psicologo e da sei mesi a questa parte posso dire che le cose sono migliorate molto, e tutto questo cammino fatto senza assumere psicofarmaci. la cosa che mi dice sempre è quella di parlare con gli altri, liberarsi dei propri pensieri e dire la tua sempre.


Beh dire sempre cio' che penso lo faccio continuamente,so che è ben diverso dal parlare apertamente con gli altri,ecco io sin da bambina sono sempre stata abituata a non esprimere molto im miei sentimenti o emozioni,infatti per me è molto difficile e tra l'altro sono una persona che preferisce non parlare sempre e solo delle proprie cose,un po perchè non mi piace lagnarmi e fare la vittima,un po perchè ritengo che forse non tutti possano o debbano per forza capirmi o ascoltarmi

un'altra cosa che mi dice sempre è quella di accettare questi sintomi e cercare di condividerli con altre persone, in questo modo il sintomo viene accettato dalla mente e tutto va meglio. quindi quello che cerco di fare è proprio condividere le mie paure, le mie emozioni con gli altri, in modo tale da stare meglio e continuare il cammino che mi sta insegnando la mia psicologa.


Approvo in pieno, questo tipo di approccio è esatto,non solo è approvato scientificamente dalla psicologia(che tra l'altro studio) ma umanamente è davvero il modo migliore:essere consapevoli è molto importante

questo vale per me ma vale anche per le altre persone che soffrono di queste patologie, quindi mi sembrava valida una pagina che potesse permettere di parlare liberamente di tutto cio che riguarda l'ansia il panico e la depressione.

Si hai fatto bene,personalmente io so da dove derivano le mie angoscie e la mia ansia ma preferisco non parlarne apertamente qui di certi aspetti molto personali e complicati della mia vita,ci sono cose che magari non tutti possono capire.....

spero che non ti sia annoiato a leggere e mi farebbe piacere avere una tua risposta o un tuo semplice pensiero a quello che ho detto.
ti ringrazio e alla prossima.

Non mi sono annoiata x niente,scrivi più spesso,alla prossima
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