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Vecchio 27-06-2006, 11:29 AM
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goccediarmonia
 
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PSICOLOGIA E SCLEROSI MULTIPLA


Psicologia e sclerosi multipla
SCLEROSI MULTIPLA E STRESS PSICOLOGICO

Riassunto.

Gli autori partendo dall’esperienza clinica e osservando alcuni casi dal punto di vista psicologico, familiare, di coppia e sociale ipotizzano una correlazione tra stressors e l’insorgenza/decorso della malattia.

Parole chiave. Sclerosi multipla, eventi stressanti, pousèe, sistema immunitario, adattamento.

Introduzione

La Sclerosi Multipla è una malattia autoimmunitaria dell’S.N.C. Causata dalla demielinizzazione della sostanza bianca. Essa pone dal punto di vista psicologico particolari problematiche connesse alla sintomatologia che, per sua natura, ha un decorso quasi sempre progressivo ed incerto, più frequentemente a poussée.

Le limitazioni fisiche e/o funzionali possono essere molto diverse, potendo la patologia interessare tutte le aree cerebrali e, conseguentemente generare una vasta gamma di sintomi:

Disturbi visivi: diplopia, movimenti involontari degli occhi;
Paralisi completa o parziale di una qualche parte del corpo;
Perdita dell’equilibrio;
Tremore agli arti superiori;
Perdita del controllo vescicole e/o intestinale;
Difficoltà di linguaggio, parola abburattata;
Stato di astenia;
Mancanza di coordinazione nei movimenti;
Parestesie;
Andatura barcollante e deambulazione incerta.
Il tema generale dal punto di vista psicologico è la necessità di un progressivo adattamento (inteso come capacità del soggetto di adeguarsi in modo integrato sul piano emotivo sia rispetto alla realtà interna che rispetto a quella esterna), all’idea della malattia con tutti gli aspetti fantasmatici che questa comporta e all’evolversi della sintomatologia e delle limitazioni (ove presenti).

Un elemento di rilievo dal punto di vista psicologico, come anche in altre patologie organiche, è il permanere, dopo alcuni mesi dalla diagnosi o dalla comparsa della sintomatologia, di ansia di stato e/o depressione di tipo reattivo.

Poiché le attuali terapie permettono in molti casi una buona remissione dei sintomi fisici, il permanere dell’ansia e/o della depressione è ragionevolmente da mettere in connessione con gli aspetti fantasmatici relativi alla patologia e pertanto costituisce una indicazione specifica per un intervento psicoterapeutico.

Analoga indicazione si pone anche in quei casi dove la remissione della sintomatologia è limitata o addirittura il sintomo persiste, muta o progredisce.

Il paziente affetto da S.M. può presentare difficoltà di relazione di grado diverso sia all’interno del proprio entourage familiare, sia all’esterno, nelle relazioni lavorative, sociali, amicali. Accanto alle problematiche del soggetto malato si evidenzia infatti il corrispettivo familiare e/o di coppia: l’aspetto familiare e l’aspetto di coppia non sono sovrapponibili e devono essere tenuti ben distinti in quanto l’impatto psicologico con un soggetto affetto da S.M. Giovane (l’età di insorgenza è tra I 20 e I 40 anni) è per esempio profondamente diverso se vissuto dal partner o dai familiari del nucleo originario.

Osservazioni cliniche

Nella nostra esperienza si è evidenziato che l’atteggiamento di base da parte dei familiari si è mantenuto costante e comunque non ha subito variazioni significative in connessione con l’insorgenza o l’incremento della sintomatologia.

Al contrario l’atteggiamento del partner sembra variare significativamente con l’instaurarsi di nuove limitazioni o con l’aggravarsi di limitazioni già presenti.

Questo cambiamento appare in connessione con la compromissione di alcune parti significative dello stile di vita della coppia e pone la necessità di un cambiamento adattivo; conseguentemente anche la capacità di adattamento del partner è funzionale e necessaria al persistere di un buon rapporto di coppia rielaborato su nuove basi.

Per quanto attiene invece la possibilità di alterazioni delle relazioni esterne,esse sono evidentemente correlate oltre che alla sintomatologia e alla reazione del soggetto (ansia e depressione), anche al tipo di relazioni preesistenti, ad eventuali ulteriori limitazioni imposte dalla famiglia, al tipo di attività svolte in particolare quella lavorativa.

La reazione del soggetto alla patologia, la maggiore o minore capacità di adattamento, le relazioni esterne ed interne sono tutti elementi connessi anche al tipo di personalità di base del soggetto pregressa all’insorgenza della malattia.

Secondo alcuni autori (D.C. Mohr ed al.) la capacità di reazione allo stress continuativo è una concausa importante sia per l’insorgere della malattia, sia per la maggiore o minore possibilità, lungo l’arco di essa, di eventuali poussée.

Tale teoria è analoga a quanto sostenuto in merito alla ipotesi di una componente psicologica nella eziopatogenesi del cancro: alcuni studi relativi a pazienti affetti da patologie oncologiche documentano come quei pazienti negli anni subito precedenti all’insorgere della malattia si siano trovati a sostenere eventi stressanti.

Analogamente I coniugi di pazienti deceduti per cancro sembrano rischiare più degli altri nei due anni successivi alla morte del coniuge di essere colpiti da patologie neoplastiche o cardiocircolatorie.

L’insorgenza della S.M. Ed il suo decorso potrebbero essere pertanto influenzati dalla particolare reazione dell’organismo allo stress attraverso gli stessi meccanismi presenti in altre patologie, meccanismi che compromettono la funzionalità e l’efficacia del sistema immunitario.

Varie ricerche hanno ormai accertato una connessione tra stressors emozionali e lo svilupparsi di patologie somatiche legate a disfunzioni del sistema immunitario; tale sequenza è stata individuata anche nel caso di malattie autoimmuni (Pancheri ed altri).

La capacità di reazione allo stress è evidentemente legata alle caratteristiche della personalità di base.

L’analisi comparativa di 18 casi trattati presso il nostro Servizio evidenzia i seguenti elementi:
la maggior parte dei pazienti nel periodo precedente all’insorgere della malattia ha vissuto la condizione di uno o più stress significativi e prolungati nel tempo, come evidenziato nella "Scala per gli eventi stressanti" di Paykel nell’adattamento italiano di Fava e Osti (es. separazione dal coniuge, perdita di un figlio, perdita di un congiunto estremamente significativo.)
Vari pazienti hanno presentato una tendenza alla somatizzazione dell’ansia spesso confermata anche con strumenti diagnostici ( MMPI, MMPI-2).
I soggetti con maggiori capacità di adattamento, (capacità di base o acquisita per mezzo di un supporto psicoterapeutico) sembrano aver avuto poche poussée ed hanno superato agilmente eventi stressanti di grado meno intenso (cambiamento lavorativo, di abitazione, ecc.)
Altri soggetti sono stati colpiti da poussée proprio in corrispondenza di stress di grado meno intenso; in questo caso si tratta presumibilmente di soggetti con minori capacità di adattamento, maggiori difficoltà al cambiamento e minore compliance alla psicoterapia ed alle terapie mediche.
Conclusioni
Di 18 pazienti segnalati, 15 donne e 3 uomini, 2 pazienti hanno rifiutato il trattamento psicoterapeutico; 6 hanno iniziato il trattamento psicoterapeutico interrompendolo successivamente per ragioni diverse, legate, in alcuni casi, a delle resistenze, in altri, a ragioni oggettive (trasferimenti ecc.).

I rimanenti 10 pazienti sono stati tutti presi in trattamento psicoterapeutico: di questi, 3 pazienti hanno concluso la psicoterapia con esito positivo e sono attualmente seguiti in follow-up psicologico semestrale; solamente uno di loro, dopo la conclusione del trattamento psicologico, ha avuto una poussée affrontata con modalità adattive.

I rimanenti 7, attualmente seguiti, sono tutti migliorati sul piano psicologico con gradi diversi di acquisizione della capacità di adattamento.

L’esperienza complessivamente, al di là dell’aspetto strettamente clinico, pur senza alcuna pretesa di attendibilità scientifica, sembra coerente con le teorie già citate. L’analisi delle correlazioni tra insorgenza e decorso della patologia con i livelli di ansia e depressione, la capacità di adattamento e la personalità

di base permetterebbero di formulare ipotesi ulteriori e più sofisticate sia relativamente all’etiologia della malattia che ad un più idoneo e mirato trattamento psicoterapeutico.

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Vecchio 27-06-2006, 13:24 PM
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goccediarmonia
 
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consiglio un sito:
www.entrasolosesorridi.com
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Vecchio 27-06-2006, 21:51 PM
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ciao goccediarmonie...
come mai affronti questo tema?
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Vecchio 28-06-2006, 08:50 AM
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affronta questo tema,xke qui si parla di una malattia seria,invalidante,ma che i medici ne i ricercatori dopo 20anni sono riusciti a capire la causa ne la ziologia!ma malgrado venga scartata l'ipotesi ,la medicina invece e' molto chiara a proposito e vi/ci documenta che a livello psicosomatico centra molto la causa e l'evolversi della malattia!
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Vecchio 28-06-2006, 08:53 AM
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ciao lilium affronto questo tema per far comprendere quanto la qualità della nostra vita sia invalidante o meno sul nostro corpo.
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Vecchio 28-06-2006, 08:57 AM
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cmq consiglio questo sito,x fare chiarezza
http://www.sipsot.it/html/ricercafol..._sclerosi.html
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Vecchio 28-06-2006, 11:20 AM
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io ricordo una studentessa in psicologia che preparo' la tesi sulla sclerosi multipla e dai risultati notò che le persone con tale malattia non erano depresse come inizialmente si ipotizzo' ma avevano sviluppato invece tratti ossessivi-compulsivi!
io parlo di una singola tesi però anche questi risultati potrebbero far riflettere...
comunque molto interessaante questo post.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 28-06-2006, 11:23 AM
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posso assicurarti che nn e' cosi.ma sono contenta che ti sia piaciuto
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  #9 (permalink)  
Vecchio 28-06-2006, 11:26 AM
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cmq non si parla di depressione,ma di uno stato che ha potuto scatenare la sm!!di stress
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  #10 (permalink)  
Vecchio 28-06-2006, 11:55 AM
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Citazione: Messaggio inserito da semplice

posso assicurarti che nn e' cosi.ma sono contenta che ti sia piaciuto
dici a me?
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  #11 (permalink)  
Vecchio 28-06-2006, 12:32 PM
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si,dicevo a te!
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  #12 (permalink)  
Vecchio 28-06-2006, 12:38 PM
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goccediarmonia
 
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grazie tulipanonero.
Malesseri di natura psicosomatica lavorano molto sulla sclerosi multipla.
La qualità di vita, le emozioni non vissute, condizioni di stress sono tutte cause verificate scientificamente. I disturbi ossessivo-compulsivi non rientrano tra le cause psicosomatiche di questa malattia.
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