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Vecchio 11-07-2012, 15:35 PM
L'avatar di mayde
 
mayde
 
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Question CURARE L' OCCHIO PIGRO DA ADULTI

Buongiorno a tutti,
ho un occhio ambliope (causato da un’elevata ipermetropia) da cui vedo davvero poco , mentre l’altro vede ancora perfettamente, 10/10 anche senza lenti correttive. Ho 38 anni e temo che in un futuro non troppo lontano l'occhio buono cominci a cedere creandomi problemi (es.restrizioni alla patente di guida, ecc). Il mio desiderio sarebbe quindi di migliorare, anche se di poco, l'efficienza del mio occhio pigro, in modo da poter “compensare” eventuali cali visivi dell’altro. I medici mi hanno sempre suggerito di rassegnarmi alla mia condizione, accontentandomi del poco che avevo ottenuto dall’occlusione fatta da bambina (poco e male dai 6 ai 10-11 anni). Ma ultimamente ho letto non pochi articoli che sostengono la possibilità di avere lievi risultati anche in età adulta ...mi si è riaccesa la speranza e sarei invogliata a ritentare l’occlusione, stavolta con costanza, magari 2-3 ore al giorno a casa davanti alla TV…ma ho un dubbio: occludendo l’occhio “sano”, e quindi non utilizzandolo per un certo lasso di tempo ogni giorno, rischio di comprometterne l’efficienza? O, al contrario, sarebbe per lui una sorta di “riposo”dal superlavoro che è costretto a fare per compensare l’altro?
Un’ultima curiosità: ho sentito parlare di un metodo che si chiama Revitalvision, a quanto pare ottimo per chi ha il mio difetto, qualcuno lo conosce?
Vi ringrazio in anticipo per la risposta che vorrete darmi
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Vecchio 11-07-2012, 20:18 PM
L'avatar di siravoduilio
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siravoduilio
 
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Predefinito Riferimento: CURARE L' OCCHIO PIGRO DA ADULTI

REVITAL VISION ED AMBLIOPIA
siravoduilio 07-09-2011, 11:03 AM


La tecnologia RevitalVision è una tecnica non-invasiva, paziente-specifica ed il programma di apprendimento percettivo è basato sulla stimolazione visiva.
Esso facilita le connessioni neurali a livello corticale attraverso un regime di allenamento visivo computerizzato utilizzando cerotti Gabor, per migliorare la sensibilità al contrasto e dell'acuità visiva.
Dato che la percezione visiva dipende sia dall'ingresso del segnale visivo ricevuto dall'occhio che dall'elaborazione neurale dello stesso nella corteccia visiva, la tecnologia RevitalVision migliora la qualità della visione (sensibilità al contrasto e l'acuità visiva) attraverso il rafforzamento della trasformazione neurale nella corteccia visiva primaria.

Diversi studi hanno dimostrato che i “rumori” dei singoli neuroni corticali possono essere modulati da una scelta appropriata delle condizioni di stimolo e che la sensibilità di contrasto a livelli bassi, può essere incrementata attraverso il controllo dei parametri di stimolo.
L'elemento tipico dello stimolo visivo in questa tecnologia è un cerotto Gabor , che si attiva in modo efficiente e corrisponde alla forma dei campi recettivi nella corteccia visiva. Polat e colleghi avevano dimostrato che la sensibilità al contrasto a bassi livelli può essere aumentata drammaticamente attraverso un " una tecnica di mascheramento laterale ".
Il software misura la soglia di contrasto di un obiettivo Gabor con la presenza di flanker. Il paziente è esposto a due schermi brevi in successione ed è il paziente che identifica il display che contiene tre Gabors.
Questa tecnica di mascheramento laterale si rivolge a un regime di allenamento computerizzato utilizzando diversi parametri dello stimolo (Gabors) come frequenze spaziali, disposizione spaziale delle patch Gabor, livello di contrasto, l'orientamento (locale e globale), il contrasto, la durata dell'esposizione .
Così migliora l'efficienza ed il miglioramento neuronale , della funzione di sensibilità di contrasto (QCS) riducendo le emissioni sonore del rapporto del segnale
dell’ attività neurale nella corteccia visiva primaria.
Si può mostrare la risposta di contrasto derivata dai soggetti con visione normale, che sono stati esposti ai compiti psicofisici della fattispecie utilizzando la tecnica di mascheramento laterale. Quando i soggetti sono in modulazione, praticando un regime di stimoli differenziati al contrasto molto precisi e specifici,si realizza un notevole miglioramento della sensibilità allo stesso.
Questo controllo preciso delle condizioni di stimolo porta a una maggiore efficienza neuronale che è fondamentale per l'avvio del modificazioni neurali che sono alla base della plasticità cerebrale.
La plasticità del cervello è legata alla capacità del sistema nervoso di adattarsi a mutate condizioni, un ictus ad esempio, ma più comunemente ad acquisire nuove competenze.

In effetti una variazione della plasticità cerebrale è stata dimostrata in molte attività di base, con evidenza che punta a modifiche fisiche nella corteccia adulta durante l'esecuzione ripetitiva.
Le sonde della tecnologia RevitalVision inducono specifiche interazioni neuronali, utilizzando un set di stimoli paziente-specifici che migliorano l'efficienza neuronale e tendono ad indurre il miglioramento della CSF a causa di una riduzione del rumore e aumento della potenza del segnale. Il migliore trattamento di livello inferiore (sensibilità al contrasto e interazioni laterali) produce un miglioramento nel trattamento di livello superiore come il riconoscimento di lettere e acuità visiva.
Il sistema visivo umano è costituito da un sistema altamente sofisticato di elaborazione ottica delle immagini provenienti dalla retina attraverso una gerarchia di livelli progressivi di elaborazione visiva a partire dai fotorecettori e dalle diverse fasi di integrazione territoriale, ciascuna con formazione di campi ricettivi di crescente complessità fino alle regioni corticali.
Il contrasto è uno dei parametri più importanti nel determinismo dell’imput all'attività neurale nella corteccia visiva.
Le interazioni neurali determinano una sensibilità al contrasto ad ogni frequenza spaziale. La combinazione di interazioni neurali a varie frequenze spaziali hanno dimostrato che la risposta dei singoli neuroni a stimoli ripetuti è altamente variabile (rumore)ed il livello di rumore elevato impone una limitazione fondamentale per la rilevazione affidabile e la discriminazione di segnali visivi da parte dei singoli neuroni corticali.
La risposta del cervello è ascrivibile alla reattività di molti neuroni mediando ovvero modulando il rumore dell’ attività di singole cellule.
Questo crea un rapporto segnale / rumore (S / N razio) che determina l'individuazione e limiti del QCS. Così il miglioramento del rapporto segnale-rumore, porta a un sostanziale miglioramento visivo .
L'apprendimento percettivo descrive un processo in cui praticare certi compiti visivi che portano ad un miglioramento della performance visiva.
La plasticità del cervello nelle funzioni visive degli adulti è stata dimostrata in vari studi.
E 'stato dimostrato che la performance visiva migliora con la pratica ripetitiva di stimolo su specifiche attività di controllo visivo. Grazie a queste precise condizioni controllate, se si effettua una pratica ripetitiva di stimolo si inducono modificazioni neurali che conducono a un miglioramento in termini di efficienza neuronale. Queste modifiche neurali indicano la presenza di plasticità cerebrale.
A QUESTO MIRA LA TECNOLOGIA DI CUI PARLIAMO.

La tecnologia è stata clinicamente provata nel trattamento della ambliopia degli adulti che finora è stata considerata intrattabile.
Negli ultimi anni la tecnologia è stata usata in Asia e in Europa, dove studi clinici hanno dimostrato efficacia nel trattamento dell’ ambliopia, miopia e presbiopia .
La variabilità dell’ efficacia può essere presente a seconda dei soggetti trattati e può essere un effetto dei diversi potenziali corticali registrabili nei diversi individui , che potrebbero essere modulati attraverso il processo di apprendimento percettivo da stimololazione ripetuta e reiterata con determinata cadenzialità, a sua volta dipendente dallo stato di intrinseca plasticità neurale.
Studi di follow-up devono essere richiesti e progettati per affrontare questi problemi e trovare un’ottimale "somministrazione di esposizione" e per definire la reale utilità del sistema!!!
COMUNQUE L'AMBLIOPIA EX NON USU,SE REALMENTE E' TALE,COME TUTTE LE ATROFIE DA NON USO,E' IRREVERSIBILE E NON OPERABILE SENSO STRETTO!!!!


__________________
Un caro saluto
Prof.Duilio Siravo
siravo@supereva.it
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Cell.:3385710585
PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO
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Vecchio 12-07-2012, 04:23 AM
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Predefinito Riferimento: CURARE L' OCCHIO PIGRO DA ADULTI

Citazione:
Originariamente Inviato da mayde Visualizza Messaggio
Buongiorno a tutti,
ho un occhio ambliope (causato da un’elevata ipermetropia) da cui vedo davvero poco , mentre l’altro vede ancora perfettamente, 10/10 anche senza lenti correttive. Ho 38 anni e temo che in un futuro non troppo lontano l'occhio buono cominci a cedere creandomi problemi (es.restrizioni alla patente di guida, ecc). Il mio desiderio sarebbe quindi di migliorare, anche se di poco, l'efficienza del mio occhio pigro, in modo da poter “compensare” eventuali cali visivi dell’altro. I medici mi hanno sempre suggerito di rassegnarmi alla mia condizione, accontentandomi del poco che avevo ottenuto dall’occlusione fatta da bambina (poco e male dai 6 ai 10-11 anni). Ma ultimamente ho letto non pochi articoli che sostengono la possibilità di avere lievi risultati anche in età adulta ...mi si è riaccesa la speranza e sarei invogliata a ritentare l’occlusione, stavolta con costanza, magari 2-3 ore al giorno a casa davanti alla TV…ma ho un dubbio: occludendo l’occhio “sano”, e quindi non utilizzandolo per un certo lasso di tempo ogni giorno, rischio di comprometterne l’efficienza? O, al contrario, sarebbe per lui una sorta di “riposo”dal superlavoro che è costretto a fare per compensare l’altro?
Un’ultima curiosità: ho sentito parlare di un metodo che si chiama Revitalvision, a quanto pare ottimo per chi ha il mio difetto, qualcuno lo conosce?
Vi ringrazio in anticipo per la risposta che vorrete darmi
Cara Mayde,

Il bendaggio occlusivo, a 38 anni, ci sembra davvero... una cattiveria inutile! Il sistema Revitalvision ha dimostrato di offrire buoni risultati negli adulti, specie se va ad integrare altre opportunità terapeutiche, che ho riassunto in questo breve articolo.

Buona giornata!


CHRIS HEAPHY - Daisy In My Lazy Eye
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Vecchio 12-07-2012, 07:10 AM
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Predefinito Riferimento: CURARE L' OCCHIO PIGRO DA ADULTI

Per l' AMBLIOPIA degli adulti la tecnologia RevitalVision può essere utile,comunque le forme terapeutiche possono essere varie.

Il trattamento innovativo e di relativa recente introduzione, attualmente usato presso numerosi centri ortottici e di riabilitazione visiva, è la terapia con lo STIMOLATORE PATTERN FLICKER MF17.

STIMOLATORE PATTERN-FLICHER MF17

Dispositivo per il trattamento

dell’ambliopia
e di altre situazioni patologiche
delle vie ottico-corticali




Descrizione dello Stimolatore MF17
Il sistema è composto da:

- Una cupola emisferica di 63 cm di diametro, colore nero opaco; nell'apice di questa si trova la sorgente stimolante a forma di ottagono, delle dimensioni di 6,8 cm, contenente 97 LED rossi, con lunghezza d'onda di emissione di 650 nm, disposti regolarmente in modo da formare 11 colonne affiancate, ovvero 11 righe sovrapposte. L'ottagono stimolante sottende un angolo di 10-11' a 30-32 cm, che è la distanza cui deve essere posto il paziente, cioè il raggio della cupola.


- Una consolle computerizzata che comanda tutto il sistema, con interfaccia seriale (RS 232) per collegarla ad un computer, collegata alla cupola per comandare l'accensione dei LED dell'ottagono stimolatore. Sulla consolle troviamo i seguenti comandi:

  • regolazione del tempo di trattamento, timer
  • regolazione della frequenza di lampeggiamento, da 1 a 99 Hz
  • tasti di scelta del programma di trattamento, fino a 99
  • regolazione dell'intensità di accensione dei LED (25%, 50%,75%,100%)
  • tasto di calibrazione, per la preparazione del trattamento
  • tasto di START
  • tasto di STOP.
Alcuni display completano il quadro comandi:
  • lettura digitale del tempo di trattamento
  • lettura digitale della frequenza
  • lettura digitale del numero del programma
  • display dei 4 livelli d'intensità di accensione dei LED
  • display LED - monitor, LED lampeggianti alla frequenza di stimolazione.
Nella consolle è presente un'apposita apertura per inserire le cartucce contenenti gli altri programmi non residenti nello strumento.

- Un joy stick collegato alla consolle permette il coinvolgimento attivo del paziente nei programmi stimolo-gioco.
L'apparato è realizzato con elettronica digitale, che permette precisione nelle regolazioni, affidabilità ed adattabilità alle varie esigenze di trattamento. La possibilità di poterlo collegare ad un personal computer permette di gestire il trattamento con i vari programmi, memorizzare ed elaborare i risultati.
Metodo di trattamento


Il metodo di trattamento è caratterizzato da:
  • Occlusione dell'occhio controlaterale.
  • Determinazione della frequenza critica di fusione centrale con LED singolo.
  • Regolazione della frequenza di stimolo a valori subliminali (2-3 Hz al di sotto della f.c.f. centrale).
  • Regolazione del timer (tempo consigliato 15 minuti).
  • Scelta del programma in base al tipo di ambliopia, entità del deficit ed età del paziente. Consigliamo il programma 3 per i più piccoli, perché li coinvolge direttamente, il programma 2 per i più grandi; oppure ricorrere ai programmi optional più personalizzati.
  • Regolazione dell'intensità della sorgente (il livello da noi usato è 75%)
  • Seduta di trattamento.
  • Ripetere il trattamento giornalmente o a dì alterni per 10 sedute.
  • Eventuale secondo ciclo a distanza di un mese.
Ovviamente il metodo scelto ed usato può essere modificato in base alle esigenze personali ed ai risultati che si desiderano ottenere.

È necessario, prima di procedere al trattamento, accertarsi che le difetti refrattivi e sensoriali, che sono alla base dell'ambliopia, siano ridotti notevolmente o eliminati; altrimenti il trattamento riabilitativo, come tutte le terapie antiambliopiche, sarebbe vanificato.


Indicazionioni
  • Ambliopia d’ogni tipo (strabica, anisometropica, da deprivazione, meridionale).
  • Situazioni patologiche delle vie ottico-corticali, sensibili ad una riabilitazione e ad una riorganizzazione della conduzione e delle proiezioni corticali: atrofia ottica, lesioni dell’area visiva corticale (area 17) ischemiche e secondarie.

Controindicazioni
Epilessia, in particolare l'epilessia fotosensibile. Nei pazienti con epilessia, ma non nei soggetti normali, la luce lampeggiante stimolante potrebbe scatenare una crisi epilettica, come ogni altra sorgente luminosa irregolare o lampeggiante (televisione e schermo dei videogiochi)
Teoria e meccanismo d’azione
Le basi teoriche del meccanismo d'azione dello Stimolatore Pattern-Flicker MF17 derivano essenzialmente dall’ezio-patogenetisi dell'ambliopia e di conseguenza dalle correlazioni con i meccanismi fisiopatologici dei deficit visivi nelle lesioni delle vie ottico-corticali.
Lo stimolatore Pattern-Flicher agisce con stimolo selettivo foveo-maculare (luce monocromatica rossa, stimolo strutturato pattern sulle cellule toniche foveali), su tutti gli elementi ganglionari (frequenza subliminale) e sull’area visiva 17 (stimolo strutturato orientato, frequenza subliminale), sollecitando l'attenzione ed incrementando la coordinazione oculomotoria (stimolo gioco) ed evitando che il paziente sia distolto da stimoli indesiderati dell'ambiente (cupola e sfondo nero opaco). Inoltre questo strumento si presenta flessibile ed adattabile alle esigenze cliniche ed intellettive d’ogni paziente, per la possibilità di personalizzare e variare il tipo di stimolo, conservando le caratteristiche di base (set di giochi e stimoli.
Nelle lesioni delle aree visive corticali
Il recupero delle funzioni visive, nelle lesioni delle aree visive corticali, in alcuni casi può avvenire dopo alcuni giorni, se le lesioni non sono state irreversibili e l'insulto lesivo è stato di breve durata. In molti altri casi il recupero può essere minimo o limitarsi solo ad alcune zone del campo visivo.
Non potendo recuperare un'area corticale danneggiata irreversibilmente, potrebbe essere possibile vicariarne in qualche modo le funzioni, permettendo un certo recupero funzionale.
Se il danno è localizzato sull'area corticale occipitale monolaterale, potrebbe essere utilizzabile l'area corrispondente controlaterale trasferendole in qualche modo le funzioni dell'altra lesa. Data la presenza del meccanismo di doppia rappresentazione corticale dell'area centrale della "nasotemporal overlap", esistendo il fenomeno di dominanza oculare e di dominanza emisferica, la capacità vicariante tra un'area corticale e l'altra è da ritenere possibile attraverso una riabilitazione funzionale che trasferisca o ristabilisca la dominanza nell'altro emisfero.
Come meccanismo riabilitativo è necessario utilizzare una tecnica che sia elettiva per la macula, che agisca sul sistema di connessione interemisferica, attivando il sistema di "nasotemporal overlap", e che determini una proiezione corticale nell'area visiva primaria (area 17).
Utilizzando per tale riabilitazione lo stimolatore MF17 si ottiene una bombardamento sensoriale elettivo per la macula (colore rosso), per le connessioni genicolo-corticali interemisferiche (frequenza subliminale) e per l'area visiva primaria (frequenza subliminale e stimolo strutturato).
In pratica queste stimolazioni nelle lesioni corticali sono molto simili, sia come presupposti teorici sia come realizzazione pratica, alle stimolazioni nell'ambliopia.
Con questo trattamento flicker nelle lesioni della corteccia occipitale non ci si deve attendere il recupero della funzione dell'area lesa, ma una sostituzione funzionale, abilitando l'area controlaterale indenne; tutto questo, per presenza della dominanza emisferica, è possibile solo con stimolazioni che possano spostare tale dominanza.
Nell’atrofia ottica
La terapia riabilitativa dell'atrofia ottica è in pratica inesistente in letteratura. In genere questa patologia è trattata esclusivamente con terapie farmacologiche con risultati molto limitati.
In una situazione patologica come l'atrofia ottica ogni tentativo di recupero delle cellule morte, quindi delle fibre nervose, è certamente inutile; mentre una riabilitazione ed una riorganizzazione dei rapporti cellule ganglionare - fotorecettori potrebbe avere qualche risultato.
E' probabile che una buona ripartizione dei fotorecettori nei campi recettivi e l'ampiezza stessa di questi campi recettivi dipenda dalla qualità e dalla quantità delle cellule ganglionari, e dallo stato d’adattamento dell'occhio alla luce. In una situazione patologica come l'atrofia ottica il rapporto cellule ganglionari/fotorecettori dei campi recettivi è evidentemente modificato per parziale distruzione delle fibre nervose, determinando una riduzione del contrasto e dell'efficienza visiva.
Un bombardamento sensoriale mirato e selettivo per i fotorecettori provenienti dalla macula, con una metodica che provochi un'eccitazione sia dei campi recettivi ON sia di quelli OFF, potrebbe determinare una modificazione ed un miglioramento delle ripartizione dei fotorecettori nei campi recettivi e delle loro interconnessioni in modo tale da migliorare la distribuzione e l'utilizzazione delle fibre nervose superstiti, quindi determinare un miglioramento dell'efficienza visiva.


I risultati che si ottengono con questo strumento sono rapidi, più rapidi dei trattamenti per ridurre l’input visivo dell’occhio fissante, e persistenti nel tempo. Da più centri oftalmici sono state eseguite numerose pubblicazioni sui risultati che si ottengono con tale trattamento.
POSSIBILE STIMOLAZIONE
REVITAL VISION ED AMBLIOPIA

La tecnologia RevitalVision è una tecnica non-invasiva, paziente-specifica ed il programma di apprendimento percettivo è basato sulla stimolazione visiva.
Esso facilita le connessioni neurali a livello corticale attraverso un regime di allenamento visivo computerizzato utilizzando cerotti Gabor, per migliorare la sensibilità al contrasto e dell'acuità visiva.
Dato che la percezione visiva dipende sia dall'ingresso del segnale visivo ricevuto dall'occhio che dall'elaborazione neurale dello stesso nella corteccia visiva, la tecnologia RevitalVision migliora la qualità della visione (sensibilità al contrasto e l'acuità visiva) attraverso il rafforzamento della trasformazione neurale nella corteccia visiva primaria.
Diversi studi hanno dimostrato che i “rumori” dei singoli neuroni corticali possono essere modulati da una scelta appropriata delle condizioni di stimolo e che la sensibilità di contrasto a livelli bassi, può essere incrementata attraverso il controllo dei parametri di stimolo.
L'elemento tipico dello stimolo visivo in questa tecnologia è un cerotto Gabor , che si attiva in modo efficiente e corrisponde alla forma dei campi recettivi nella corteccia visiva. Polat e colleghi avevano dimostrato che la sensibilità al contrasto a bassi livelli può essere aumentata drammaticamente attraverso un " una tecnica di mascheramento laterale ".
Il software misura la soglia di contrasto di un obiettivo Gabor con la presenza di flanker. Il paziente è esposto a due schermi brevi in successione ed è il paziente che identifica il display che contiene tre Gabors.
Questa tecnica di mascheramento laterale si rivolge a un regime di allenamento computerizzato utilizzando diversi parametri dello stimolo (Gabors) come frequenze spaziali, disposizione spaziale delle patch Gabor, livello di contrasto, l'orientamento (locale e globale), il contrasto, la durata dell'esposizione .
Così migliora l'efficienza ed il miglioramento neuronale , della funzione di sensibilità di contrasto (QCS) riducendo le emissioni sonore del rapporto del segnale
dell’ attività neurale nella corteccia visiva primaria.
Si può mostrare la risposta di contrasto derivata dai soggetti con visione normale, che sono stati esposti ai compiti psicofisici della fattispecie utilizzando la tecnica di mascheramento laterale. Quando i soggetti sono in modulazione, praticando un regime di stimoli differenziati al contrasto molto precisi e specifici,si realizza un notevole miglioramento della sensibilità allo stesso.
Questo controllo preciso delle condizioni di stimolo porta a una maggiore efficienza neuronale che è fondamentale per l'avvio del modificazioni neurali che sono alla base della plasticità cerebrale.
La plasticità del cervello è legata alla capacità del sistema nervoso di adattarsi a mutate condizioni, un ictus ad esempio, ma più comunemente ad acquisire nuove competenze.

In effetti una variazione della plasticità cerebrale è stata dimostrata in molte attività di base, con evidenza che punta a modifiche fisiche nella corteccia adulta durante l'esecuzione ripetitiva.
Le sonde della tecnologia RevitalVision inducono specifiche interazioni neuronali, utilizzando un set di stimoli paziente-specifici che migliorano l'efficienza neuronale e tendono ad indurre il miglioramento della CSF a causa di una riduzione del rumore e aumento della potenza del segnale. Il migliore trattamento di livello inferiore (sensibilità al contrasto e interazioni laterali) produce un miglioramento nel trattamento di livello superiore come il riconoscimento di lettere e acuità visiva.
Il sistema visivo umano è costituito da un sistema altamente sofisticato di elaborazione ottica delle immagini provenienti dalla retina attraverso una gerarchia di livelli progressivi di elaborazione visiva a partire dai fotorecettori e dalle diverse fasi di integrazione territoriale, ciascuna con formazione di campi ricettivi di crescente complessità fino alle regioni corticali.
Il contrasto è uno dei parametri più importanti nel determinismo dell’imput all'attività neurale nella corteccia visiva.
Le interazioni neurali determinano una sensibilità al contrasto ad ogni frequenza spaziale. La combinazione di interazioni neurali a varie frequenze spaziali hanno dimostrato che la risposta dei singoli neuroni a stimoli ripetuti è altamente variabile (rumore)ed il livello di rumore elevato impone una limitazione fondamentale per la rilevazione affidabile e la discriminazione di segnali visivi da parte dei singoli neuroni corticali.
La risposta del cervello è ascrivibile alla reattività di molti neuroni mediando ovvero modulando il rumore dell’ attività di singole cellule.
Questo crea un rapporto segnale / rumore (S / N razio) che determina l'individuazione e limiti del QCS. Così il miglioramento del rapporto segnale-rumore, porta a un sostanziale miglioramento visivo .
L'apprendimento percettivo descrive un processo in cui praticare certi compiti visivi che portano ad un miglioramento della performance visiva.
La plasticità del cervello nelle funzioni visive degli adulti è stata dimostrata in vari studi.
E 'stato dimostrato che la performance visiva migliora con la pratica ripetitiva di stimolo su specifiche attività di controllo visivo. Grazie a queste precise condizioni controllate, se si effettua una pratica ripetitiva di stimolo si inducono modificazioni neurali che conducono a un miglioramento in termini di efficienza neuronale. Queste modifiche neurali indicano la presenza di plasticità cerebrale.
A QUESTO MIRA LA TECNOLOGIA DI CUI PARLIAMO.

La tecnologia è stata clinicamente provata nel trattamento della ambliopia degli adulti che finora è stata considerata intrattabile.
Negli ultimi anni la tecnologia è stata usata in Asia e in Europa, dove studi clinici hanno dimostrato efficacia nel trattamento dell’ ambliopia, miopia e presbiopia .
La variabilità dell’ efficacia può essere presente a seconda dei soggetti trattati e può essere un effetto dei diversi potenziali corticali registrabili nei diversi individui , che potrebbero essere modulati attraverso il processo di apprendimento percettivo da stimololazione ripetuta e reiterata con determinata cadenzialità, a sua volta dipendente dallo stato di intrinseca plasticità neurale.
Studi di follow-up devono essere richiesti e progettati per affrontare questi problemi e trovare un’ottimale "somministrazione di esposizione" e per definire la reale utilità del sistema!!!
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Un caro saluto
Prof.Duilio Siravo
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Ultima modifica di Pascotto; 13-07-2012 alle 07:17 AM Motivo: Rimossa immagine troppo grande, che rendeva difficile la lettura del testo.
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  #5 (permalink)  
Vecchio 12-07-2012, 09:02 AM
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Predefinito Riferimento: CURARE L' OCCHIO PIGRO DA ADULTI

In parole povere,purtroppo, ci sono poche speranze
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  #6 (permalink)  
Vecchio 12-07-2012, 09:56 AM
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Predefinito Riferimento: CURARE L' OCCHIO PIGRO DA ADULTI

In un'AMBLIOPIA ex non usu di un adulto,ovviamente le speranze sono sempre poche....ma poche non vuol dire nessuna!!!
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  #7 (permalink)  
Vecchio 12-07-2012, 10:24 AM
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Predefinito Riferimento: CURARE L' OCCHIO PIGRO DA ADULTI

Grazie a tutti voi per le sollecite risposte. Come giustamente sottolinea il Dott.Siravo, le prospettive di miglioramento sono poche: ma per chi vede così male, anche un lieve miglioramento sarebbe un successo e potrebbe fare la differenza. Penso che mi orienterò verso il metodo Revitalvision: ero dubbiosa, ma vedo che invece lo conoscete e lo consigliate. Solo che per procedere, oltre ad altri dati chiedono quelli sulla SENSIBILITA’ AL CONTRASTO. Sapete indicarmi strutture e/o medici in Liguria o basso Piemonte presso i quali potrei farlo?
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  #8 (permalink)  
Vecchio 12-07-2012, 11:09 AM
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Predefinito Riferimento: CURARE L' OCCHIO PIGRO DA ADULTI

Dovunque!!!
CONTRASTO E VISIONE ANOMALA

In realtà la sensibilità al contrasto non è un tipo di acutezza visiva ma il contrario. L'acutezza visiva come normalmente si intende è la misura della soglia della sensibilità al contrasto con un contrasto massimo del 100%. La sensibilità al contrasto è la capacità del sistema visivo di apprezzare il contrasto fotometrico, cioè la differenza di luminosità che presentano due zone adiacenti. Questo è inteso per definizione come rapporto tra la differenza di luminosità di due aree e la loro somma (metodo CIE) definito anche come contrasto di Michelson o di modulazione.
Un'altra formula che permette di esprimere il contrasto è la formula del contrasto di Weber:

Ovviamente le due formule danno risultati diversi e devono essere specificate quando si esprime una misura del contrasto.
Le alterazioni della curva della sensibilità al contrasto possono essere eA dA differenza dell'esame del "visus", che fornisce informazioni solo ed esclusivamente sullo stato della fovea, l'esame della sensibilità al contrasto, se condotto in maniera corretta, fornisce importanti e dettagliate informazioni sul funzionamento, non solo di tutta la fovea, ma anche di tutta la zona maculare, ed in genere di tutta quella parte del sistema visivo asservita al sistema parvocellulare.
Le alterazioni della curva della sensibilità al contrasto possono essere essenzialmente di 4 tipi:
1) Riduzione globale della sensibilità. Curva tutta spostata in basso rispetto alla curva di normalità: è espressione di una alterazione funzionale diffusa di tutte le cellule ganglionari ( es. retinopatia diabetica).
2) Riduzione della sensibilità alle basse frequenze spaziali. Curva alterata solo nel primo tratto: è espressione di patologie che interessano solo le cellule ganglionari dei campi recettivi più periferici.
3) Riduzione della sensibilità alle medie frequenze spaziali. La curva si presenta alterata solo alle medie frequenze spaziali, risultando praticamente più schiacciata nella parte centrale: è espressione di patologie che interessano selettivamente le cellule ganglionari dei campi recettivi paramaculari.
4) Riduzione della sensibilità alle alte frequenze spaziali. La curva presenta l'ultimo tratto con maggiore pendenza. è espressione di patologie che interessano la parte foveolare e che in genere producono anche riduzioni dell'acuità visiva.
Apparecchiature e metodi per l'esame della sensibilità al contrasto.
1) Ottotipi e disegni su carta o diapositiva. Gli ottotipi su carta sono generalmente disegni di un grigio via via sempre più chiaro su un fondo illuminato in modo omogeneo e costante. Per ogni dimensione delle lettere si cerca qual è il minimo contrasto percepibile corrispondente all'ultimo simbolo percepito per ogni riga.
2) Sistemi videografici computerizzati. Vengono presentate, su monitor ad alta definizione, delle barre. Per ogni dimensione angolare delle barre lo stimolo viene presentato con contrasto sempre più ridotto finchè non si raggiunge il minimo contrasto percepibile. Le barre possono essere presentate con diversa inclinazione ed il paziente è invitato a rispondere sul verso in cui sono inclinate le barrei.
fferenza dell'esame del "visus", che fornisce informazioni solo ed es
Se

n

si

La sensibilità al contrasto è la capacità del sistema visivo di apprezzare la differenza di luminosità che presentano due zone adiacenti.

Calibrazione Tavola per sensibilità al contrasto


Istruzioni per l’uso della Tavola ETDRS
La tavola consente di analizzare ad alta risoluzione il contrasto relativamente al visus di 1/10 che normalmente corrisponde alla soglia assoluta del contrasto.












Calibrazione Distanza Ottotipo

In genere le comuni stampanti non
riescono a rendere i contrasti in modo
ottimale. I risultati sono molto variabili.
In alternativa il file può essere usato su
PC in modalità sconnessa da internet
passando in modalità schermo pieno
(Ctrl + L o F11 in base al programma di
lettura dei files PDF usato)
Misurare l'altezza in mm della
linea NERA qui accanto e
moltiplicarla per 0,069: otterrete
la distanza in metri di lettura.
Se necessario dimezzare la
distanza.

Presentare i fogli in successione
uno sfondo bianco e luminoso, mentre l'altra riesce a riconoscerle anche se sono di un grigio sbiadito, e su uno sfondo poco luminoso.

Sensibilità al contrasto

La sensibilità al contrasto è la capacità del sistema visivo di apprezzare la differenza di luminosità che presentano due zone adiacenti.
È chiaro che 2 persone che vedono entrambe 10/10, non hanno le stesse capacità visive, se una riesce a riconoscere le lettere solo se scritte di nero su uno sfondo bianco e luminoso, mentre l'altra riesce a riconoscerle anche se sono di un grigio sbiadito, e su uno sfondo poco luminoso.

È diverso riuscire a leggere le lettere della stessa riga sull'ottotipo di sinistra, e su quello scarsamente contrastato di destra.

Un test utilizzato per la misurazione della sensibilità al contrasto.
Ogni riga presenta delle bande progressivamente più sottili (a frequenza spaziale crescente).
In ogni riga, spostandosi nelle colonne verso destra, si riduce il contrasto delle bande dell'immagine.
A chi viene esaminato viene richiesto di precisare l'orientamento delle bande.
clusivamente sullo stato della fovea, l'esame della sensibilità al contrasto, se condotto in maniera corretta, fornisce importanti e dettagliate informazioni sul funzionamento, non solo di tutta la fovea, ma anche di tutta la zona maculare, ed in genere di tutta quella parte del sistema visivo asservita al sistema parvocellulare.
Le alterazioni della curva della sensibilità al contrasto possono essere essenzialmente di 4 tipi:
1) Riduzione globale della sensibilità. Curva tutta spostata in basso rispetto alla curva di normalità: è espressione di una alterazione funzionale diffusa di tutte le cellule ganglionari ( es. retinopatia diabetica).
2) Riduzione della sensibilità alle basse frequenze spaziali. Curva alterata solo nel primo tratto: è espressione di patologie che interessano solo le cellule ganglionari dei campi recettivi più periferici.
3) Riduzione della sensibilità alle medie frequenze spaziali. La curva si presenta alterata solo alle medie frequenze spaziali, risultando praticamente più schiacciata nella parte centrale: è espressione di patologie che interessano selettivamente le cellule ganglionari dei campi recettivi paramaculari.
4) Riduzione della sensibilità alle alte frequenze spaziali. La curva presenta l'ultimo tratto con maggiore pendenza. è espressione di patologie che interessano la parte foveolare e che in genere producono anche riduzioni dell'acuità visiva.
Apparecchiature e metodi per l'esame della sensibilità al contrasto.
1) Ottotipi e disegni su carta o diapositiva. Gli ottotipi su carta sono generalmente disegni di un grigio via via sempre più chiaro su un fondo illuminato in modo omogeneo e costante. Per ogni dimensione delle lettere si cerca qual è il minimo contrasto percepibile corrispondente all'ultimo simbolo percepito per ogni riga.
2) Sistemi videografici computerizzati. Vengono presentate, su monitor ad alta definizione, delle barre. Per ogni dimensione angolare delle barre lo stimolo viene presentato con contrasto sempre più ridotto finchè non si raggiunge il minimo contrasto percepibile. Le barre possono essere presentate con diversa inclinazione ed il paziente è invitato a rispondere sul verso in cui sono inclinate le barressenzialmente di 4 tipi:
1) Riduzione globale della sensibilità. Curva tutta spostata in basso rispetto alla curva di normalità: è espressione di una alterazione funzionale diffusa di tutte le cellule ganglionari ( es. retinopatia diabetica).
2) Riduzione della sensibilità alle basse frequenze spaziali. Curva alterata solo nel primo tratto: è espressione di patologie che interessano solo le cellule ganglionari dei campi recettivi più periferici.
3) Riduzione della sensibilità alle medie frequenze spaziali. La curva si presenta alterata solo alle medie frequenze spaziali, risultando praticamente più schiacciata nella parte centrale: è espressione di patologie che interessano selettivamente le cellule ganglionari dei campi recettivi paramaculari.
4) Riduzione della sensibilità alle alte frequenze spaziali. La curva presenta l'ultimo tratto con maggiore pendenza. è espressione di patologie che interessano la parte foveolare e che in genere producono anche riduzioni dell'acuità visiva.
Apparecchiature e metodi per l'esame della sensibilità al contrasto.
1) Ottotipi e disegni su carta o diapositiva. Gli ottotipi su carta sono generalmente disegni di un grigio via via sempre più chiaro su un fondo illuminato in modo omogeneo e costante. Per ogni dimensione delle lettere si cerca qual è il minimo contrasto percepibile corrispondente all'ultimo simbolo percepito per ogni riga.
2) Sistemi videografici computerizzati. Vengono presentate, su monitor ad alta definizione, delle barre. Per ogni dimensione angolare delle barre lo stimolo viene presentato con contrasto sempre più ridotto finchè non si raggiunge il minimo contrasto percepibile. Le barre possono essere presentate con diversa inclinazione ed il paziente è invitato a rispondere sul verso in cui sono inclinate le barre.
__________________
Un caro saluto
Prof.Duilio Siravo
siravo@supereva.it
http://drsiravoduilio.beepworld.it
Cell.:3385710585
PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO
http://drsiravoduilio.beepworld.it

Ultima modifica di Pascotto; 13-07-2012 alle 07:21 AM Motivo: Rimosse immagini troppo grandi, che rendevano difficile la lettura del testo.
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  #9 (permalink)  
Vecchio 13-07-2012, 07:25 AM
L'avatar di Pascotto
Dottor Antonio Pascotto - Chirurgo Oculista
 
Località: Napoli - Caserta
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Pascotto
 
Nel forum da: Jan 2005
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Predefinito Riferimento: CURARE L' OCCHIO PIGRO DA ADULTI

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Originariamente Inviato da paolinotau Visualizza Messaggio
In parole povere,purtroppo, ci sono poche speranze
Un recupero relativo c'è quasi sempre. Ovviamente, dipende da caso a caso.

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  #10 (permalink)  
Vecchio 13-07-2012, 07:31 AM
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Originariamente Inviato da mayde Visualizza Messaggio
Grazie a tutti voi per le sollecite risposte. Come giustamente sottolinea il Dott.Siravo, le prospettive di miglioramento sono poche: ma per chi vede così male, anche un lieve miglioramento sarebbe un successo e potrebbe fare la differenza. Penso che mi orienterò verso il metodo Revitalvision: ero dubbiosa, ma vedo che invece lo conoscete e lo consigliate. Solo che per procedere, oltre ad altri dati chiedono quelli sulla SENSIBILITA’ AL CONTRASTO. Sapete indicarmi strutture e/o medici in Liguria o basso Piemonte presso i quali potrei farlo?
Sergio Saccà a Genova, oltre a tanti altri buoni oculisti!

__________________
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