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Verosimilmente è una blefarite!!
la parola blefarite deriva dal greco “blefaros” che vuol dire “palpebra”: il termine in -ite indica che si tratta di una condizione infiammatoria a carico di questa struttura destinata alla protezione dell’occhio. In particolare l’infiammazione riguarda il bordo palpebrale, cioè quella zona di transizione tra lo strato cutaneo (esterno a contatto con l’ambiente) e lo strato congiuntivale (interno rivolto verso la superficie oculare) della palpebra. Il bordo palpebrale è caratterizzato da ciglia, che contribuiscono alla funzione protettiva, e da ghiandole, tra cui quelle di Meibomio preposte alla produzione del meibomium: un sebo speciale che entra nella composizione del film lacrimale, pellicola che nutre, riveste e mantiene costantemente umida la superficie oculare, specialmente la cornea. Quindi ogni disturbo delle palpebre si ripercuote inevitabilmente sulla salute dell’occhio: spesso l’infiammazione si estende alla congiuntiva, può essere associata ad alterazioni del film lacrimale, e nei casi più gravi può coinvolgere la cornea. Occorre pertanto cercare di mantenere l’apparato palpebrale sempre perfettamente efficiente. Sulla base di quanto detto, è opportuno dedicare alle palpebre lo stesso impegno quotidiano che dedichiamo, ad esempio, all’igiene e alla cura dei denti o di altre parti del corpo. Le prime manifestazioni sono sensazione di corpo estraneo nell’occhio, lacrimazione e sensibilità alla luce. Sono presenti prurito, arrossamento e gonfiore dei margini palpebrali. Si può inoltre osservare la formazione di croste intorno alle ciglia, di scaglie, di iperseborrea, iperemia e secchezza oculare. Occorre però tenere presente che le blefariti sono caratterizzate da una notevole variabilità individuale. Le prime manifestazioni sono sensazione di corpo estraneo nell’occhio, lacrimazione e sensibilità alla luce. Sono presenti prurito, arrossamento e gonfiore dei margini palpebrali. Si può inoltre osservare la formazione di croste intorno alle ciglia, di scaglie, di iperseborrea, iperemia e secchezza oculare. Occorre però tenere presente che le blefariti sono caratterizzate da una notevole variabilità individuale. Innumerevoli sono i fattori che possono favorire l’instaurarsi di uno stato infiammatorio del bordo palpebrale e spesso si tratta di cause correlate con la vita di tutti i giorni: • FATTORI AMBIENTALI (esposizione ad ambienti irritanti, fumosi o polverosi, troppo secchi, esposizione ai raggi UV) • USO ECCESSIVO DELLE LENTI A CONTATTO • ECCESSIVO AFFATICAMENTO VISIVO (prolungato utilizzo del computer) • MALATTIE DELLA PELLE (acne rosacea, dermatite seborroica), malattie infiammatorie croniche intestinali, diabete • INFEZIONI BATTERICHE LOCALI, ALLERGIE • TRUCCO (allergia ai componenti dei cosmetici)TRUCCO ED OCCHI BLEFARITE CRONICA BLEFARITE CRONICA siravoduilio ![]() Il film lacrimale, nella sua superficie esterna, è formato da un sottile strato lipidico (di circa 0,1-0,2 µ), che ha la funzione di ritardare l’evaporazione dello strato acquoso sottostante, di aumentare la tensione superficiale (favorendo la stabilità del film), di impedire la fuoriuscita delle lacrime dai margini palpebrali ed è in grado di mantenere sufficiente idratazione corneale durante le ore di sonno con le palpebre chiuse. Lo strato lipidico è prodotto dalle ghiandole di Meibomio, ghiandole sebacee situate nella parete delle palpebre che possiedono recettori ormonali, circa 40 nella palpebra superiore e circa 30 nella inferiore, il cui dotto escretore sbocca sul bordo palpebrale posteriormente alle ciglia. Oltre la blefarite da astenopia accomodativa,ovvero da ametropia non corretta o corretta male(mancata o errata correzione ametropica massime in ipermetropie!!),si deve pensare ad una forma cronica di blefarite seborroica o della disfunzione delle ghiandole di Meibomio (meibomite) o BLEFARITE POSTERIORE che rappresentano due forme di blefarite cronica,di cui spesso la seconda non diagnosticata. La blefarite seborroica o meibomite o blefarite posteriore spesso si associa con dermatite seborroica del viso e del cuoio capelluto. Si verifica una colonizzazione batterica secondaria sulle squame che si trovano sul margine palpebrale. La disfunzione delle ghiandole di Meibomio è provocata da una secrezione anomala di tali ghiandole ed è spesso associata con l'acne rosacea. Prurito, bruciore e arrossamento del margine palpebrale, edema palpebrale, perdita delle ciglia, irritazione congiuntivale con lacrimazione e fotofobia. Nella blefarite ulcerativa si formano piccole pustole nei follicoli ciliari che alla fine si aprono formando ulcere superficiali. Compaiono croste aderenti che quando vengono rimosse lasciano una superficie sanguinante. Durante il sonno le palpebre si incollano tra di loro a causa dell'essiccazione delle secrezioni. La blefarite ulcerativa può recidivare e talvolta provoca perdita delle ciglia e cicatrici palpebrali. Nella forma seborroica si formano delle squame untuose, facilmente rimuovibili lungo i margini palpebrali. Nella disfunzione delle ghiandole di Meibomio, l'orifizio delle ghiandole è ispessito (tappato) da un tappo simile a cera indurita. Molti pazienti con blefarite seborroica e disfunzione delle ghiandole di Meibomio presentano una cheratite secca secondaria , che provoca prurito, bruciore e sensazione di corpo estraneo. È comune la storia di orzaioli ripetuti e di calazi. Le riacutizzazioni della forma seborroica e della disfunzione delle ghiandole di Meibomio sono fastidiose e sgradevoli ma non provocano cicatrici corneali centrali o perdita visiva. La blefarite ulcerativa è trattata con pomate antibiotiche (p. es., bacitracina/polimixina B o gentamicina 0,3% qid al giorno per 7-10 gg). I pazienti devono essere avvertiti del fatto che entrambi i tipi di blefarite cronica sono recidivanti e di difficile trattamento. La terapia per la blefarite seborroica è diretta a migliorare l'igiene palpebrale e consiste nello strofinare il margine palpebrale ogni giorno con un tampone di cotone bagnato in una soluzione diluita di shampoo per bambini (2-3 gocce in 1/2 tazza di acqua tiepida). Talvolta può essere indicata l'applicazione locale di una pomata antibiotica (bacitracina/polimixina B o sulfacetamide sodica 10% bid per 3 mesi). La blefarite seborroica richiede anche l'esame del viso e del cuoio capelluto . La terapia della disfunzione delle ghiandole di Meibomio è diretta alla normalizzazione della secrezione ghiandolare, p. es., con la somministrazione di tetracicline (doxyciclina 100 mg PO bid ridotta gradualmente in 3-4 mesi). Compresse calde possono sciogliere i tappi grassosi e permettere alle secrezioni ritenute nei dotti ghiandolari, di fuoriuscire e coprire la superficie oculare. ![]()
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Un caro saluto Prof.Duilio Siravo siravo@supereva.it http://drsiravoduilio.beepworld.it Cell.:3385710585 PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO http://drsiravoduilio.beepworld.it |
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DEve solamente farsi visitare da un oculista!!!!
E' solo lui che con il biomicroscopio può fare diagnosi e quindi dare una terapia!!! OK????? Buona notte
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Domani andrò dall'oculista ma nel frattempo vorrei sapere.. è possibile guarire del tutto? oppure per tutta la vita dovrò convivere con tutto questo? dopo una congiuntivite durata quasi 5 mesi adesso questa blefarite mi sembra un incubo
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IN QUESTI CAMPI E' POSSIBILE TUTTO ED IL CONTRARIO DI TUTTO!!!!!
Bisogna avere esatta diagnosi per esatta terapia!
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Mi è stato detto che ho semplicemente gli occhi molto secchi. Mi è stato prescritto un collirio tipo lacrime artificiala e dopo adeguati controlli l'occhio è risultato sano: nè congiuntivite,nè blefarite,nè altro persino la pressione era perfetta. Per il gonfiore è stato definito "pinguecola",sostenendo che non si tratti niente di grave. Mi è stato prescritto uno striscio congiuntivale..per vedere se possa dipendere il tutto dalla clamydia.Spero di no anche perchè mi risulterebbe molto strano.
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PINGUECOLA
PINGUECOLA siravoduilio ![]() La pinguecola è un processo degenerativo a carico della congiuntiva è una formazione bianco-giallastra, leggermente in rilievo, situata in corrispondenza dell'apertura palpebrale. Si genera a causa dell'alterata nutrizione da parte dei vasi sanguigni e linfatici. Compare nei soggetti anziani e nelle persone che si espongono agli agenti atmosferici come luce, aria o polvere. Si elimina con l'asportazione chirurgica. Sebbene la pinguecola e' molto comune tra gli adulti o piu' frequentemente negli anziani che hanno passato molto tempo al sole, essa si puo' trovare anche nelle persone piu' giovani e persino nei bambini, specialmente quelli che passano molto tempo al sole senza protezioni come occhiali da sole o cappelli. Se diviene un problema estetico, diventa sintomatica o propende alla metaplasia ed iperplasia, la pinguecola può essere escissa,però a tendenza alla recidiva. Sconfina frequentemente con evoluzione in pterigio. Per tanto questa formazione di colorito giallastro e di forma più o meno triangolare, lievemente sollevata sul piano congiuntivale, situata in genere sul limbus. é una degenerazione ialina del tessuto connettivo con formazione di tessuto elastico. Sembra che sia in rapporto con alterazioni di nutrizione da parte dei vasi linfatici e sanguigni ed essendo l'unica sua soluzione l'exeresi,se si vascolarizza ed incomincia a dare noia dal punto di vista estetico deve essere asportata! Si deve premettere però che tutti i soggetti affetti da pinguecola possono trarre beneficio proteggendo i propri occhi dai raggi del sole. Quelli con una lieve forma di pinguecola dovrebbero fare uso di lacrime artificiali per dare sollievo alle irritazioni e alla sensazione di corpo estraneo, mentre per coloro che hanno una grave infiammazione e gonfiore possono aver bisogno di steroidi o anti-infiammatori. E' necessario quindi considerare l'asportazione chirurgica quando tali lesioni interferiscono con l'applicazione di lenti a contatto, se l'irritazione e l'arrossamento provocato dai vasi ipertrofici raggiungono un livello di disturbo mal tollerato e soprattutto, se lo pterigio incomincia ad estendersi sopra la cornea con iniziale erosione della stessa. L'intervento, effettuato ambulatorialmente previa una piccolissima dose di anestetico locale sotto-congiuntivale, è di rapida esecuzione e consiste nell'asportazione della porzione ipertrofica e vascolarizzata, con piccola plastica e sutura congiuntivale. La guarigione avviene in pochi giorni con l'applicazione di un collirio con associazione antibiotico-steroide. STRISCIO CONGIUNTIVALE O Tampone congiuntivale Descrizione esame Il tampone congiuntivale è un’indagine microbiologica per conoscere le cause di congiuntivite e cheratite. Gli agenti responsabili di queste patologie sono cocchi Gram positivi (Staphylococcus aureus e Streptococcus pneumoniae), diplococchi Gram negativi (Moraxella spp. e Neisseria spp.) e bacilli Gram negativi (Haemophilus spp.). L’esame si effettua con il prelievo delle secrezioni dalla congiuntiva tarsale. Il prelievo deve essere eseguito prima di qualsiasi applicazione antibiotica o di trattamenti anestetici. Quando si sospetta una congiuntivite unilaterale è necessario eseguire anche l’esame della congiuntiva controlaterale per la valutazione di eventuali germi contaminanti. Prima dell’esame il paziente non deve instillare nell’occhio farmaci o colliri né usare pomate oftalmiche. Come si esegue Con un tampone sterile, inumidito in precedenza con soluzione fisiologica sterile, si raccoglie la secrezione oculare strisciando delicatamente sulla congiuntiva tarsale o sul punto della lesione. ![]() Preparazione Si consiglia sempre la sospensione di qualunque terapia antibiotica almeno 6-8 giorni prima dell’esame. Non è necessario il digiuno e non provoca nessun dolore o fastidio.
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Un caro saluto Prof.Duilio Siravo siravo@supereva.it http://drsiravoduilio.beepworld.it Cell.:3385710585 PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO http://drsiravoduilio.beepworld.it |
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Di niente,buona notte
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| Tag |
| congiuntivite, occhi rossi, rossore occhi |
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