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Ne dell'una ne dell'altro!!!
E' semplicemente una DEI MOLTISSIMI TIPI DI CONGIUNTIVITI !!! Ora la devo lasciare!!!! Buona giornata
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Un caro saluto Prof.Duilio Siravo siravo@supereva.it http://drsiravoduilio.beepworld.it Cell.:3385710585 PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO http://drsiravoduilio.beepworld.it |
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Certo che può essere
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Ho uno Schirmer tipo 1 di 20 mm dopo nemmeno un minuto. Anche il tipo 2 è molto buono. Infatti di giorno non ho bisogno delle lacrime artificiali e se le metto, l'occhio me le butta fuori.
Tuttavia al risveglio ho iperemia e la congiuntiva interna è molto rossa e gonfia. Non riesco a trovare un sostituto lacrimale adatto x la notte. Ho provato diversi prodotti (pomate e gel monodose), piu o meno densi ma mi danno fastidio e aggravano l'infiammazione. Ora vorrei chiedervi: 1) ma lo Schirmer è un test attendibile? Non è strano avere una così abbondante lacrimazione e accusare questi problemi? 2) che mi consiglia di fare dottore per risolvere questo dannatissimo problema? |
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1)SI
2)studio biomicroscopico e qualiquantitativo della componente mucinica del film lacrimale
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Attendibile
Il film lacrimale rimane aderente alla superficie oculare in quanto è presente una classe particolare di proteine altamente idrofile (le mucine) e ad elevato peso molecolare, caratterizzate da una elevato numero di catene laterali costituite da zuccheri complessi.A livello oculare, queste glicoproteine si suddividono in due differenti gruppi
Al secondo gruppo appartiene la MUC5AC, una mucina con proprietà gel-forming che viene prodotta dalle goblet cell (cellule caliciformi), localizzate all’interno dell’epitelio congiuntivale. La MUC5AC contribuisce a rendere il film lacrimale un liquido non newetoniano, dotato di particolari proprietà reologiche quali la viscoelasticità di tipo pseudoplastico, ovvero la capacità di diventare meno viscoso con l’aumentare della forza applicata (movimento delle palpebre) riducendo in tal modo l’attrito tra superficie oculare e palpebre. La carenza di MUC5AC è una caratteristica di numerose forme di dry eye, in particolare della sindrome di Sjögren. In questa sindrome è stata identificata assieme alla riduzione quantitativa della produzione lacrimale, una riduzione della qualità del film lacrimale che perde gran parte delle sue proprietà viscoelastiche, fenomeno che contribuisce ad aumentare ulteriormente l’attrito esercitato dalle palpebre sulla superficie oculare durante i movimenti di ammiccamento. ![]() La produzione lacrimale è regolata dalla comunicazione nervosa tra la superficie oculare e le ghiandole lacrimali, anche conosciuta come unità funzionale integrata lacrimale. Quest'ultima si compone di nervi sensoriali afferenti a partenza dalla superficie oculare, di nervi motori e autonomici efferenti che stimolano secrezione lacrimale e ammiccamento e di ghiandole secretorie (ghiandole lacrimali principali e accessorie, cellule mucipare caliciformi o goblet cells congiuntivali, ghiandole di Meibomio). Nella sindrome da disfunzione lacrimale, questa comunicazione risulta interrotta causando iperosmolarità del film lacrimale ed un circolo vizioso di infiammazione cronica della superficie oculare. L'evento cruciale nella sequenza di eventi che causano la sintomatologia da occhio secco risiede nell'iperosmolarità del film lacrimale che porta al danno dell'epitelio della superficie oculare e all'instabilità del film lacrimale. Il fattore scatenante questo processo patologico è la disfunzione secretoria delle ghiandole lacrimali causata da molteplici fattori: età, deficit ormonali (in particolare androgeni), farmaci anticolinergici, chirurgia che danneggia i nervi corneali (es. LASIK), malattie autoimmunitarie sistemiche. Il malfunzionamento delle ghiandole lacrimali altera l'equilibrio dei componenti che stabilizzano il film lacrimale e che proteggono la superficie oculare. Questa disfunzione secretoria porta alla produzione di un film lacrimale anormale e iperosmolare. L'iperosmolarità lacrimale stimola la produzione di mediatori infiammatori e attiva la cascata dell'infiammazione. I cambiamenti della composizione della lacrima promuovono l'infiammazione a carico della superficie oculare attraverso diversi meccanismi. Primo, c'è una diminuita secrezione di fattori antinfiammatori fisiologici come la lattoferrina da parte delle ghiandole lacrimali malfunzionanti. Secondo, c'è un'aumentata produzione di alcune citochine pro-infiammatorie (interleuchina-1 [IL-1] e fattore di necrosi tumorale-α [TNF-α]), aumentata produzione di enzimi proteolitici da parte della superficie oculare sofferente e da parte delle cellule epiteliali ghiandolari, infiltrazione dei linfociti T nei tessuti ghiandolari. Terzo, si verifica un'attivazione di citochine latente inattive e di proteasi che normalmente sono presenti nel film lacrimale con il ruolo di meccanismo di difesa precoce della superficie oculare. L'iperosmolarità del film lacrimale che accompagna la disfunzione delle ghiandole lacrimali è uno stimolo cruciale nel processo infiammatorio. Diversi studi hanno dimostrato che cellule epiteliali corneali umane esposte in coltura a crescenti concentrazioni di cloruro di sodio producono gli stessi fattori pro-infiammatori che sono stati rilevati a livello dell'epitelio congiuntivale e del film lacrimale di pazienti affetti da sindrome da disfuzione lacrimale. Ulteriori studi mettono in evidenza il fatto che l'iperosmolarità stimola la produzione di questi mediatori dell'infiammazione tramite l'attivazione di un gruppo di molecole di segnale intracellulari chiamate proteine chinasi attivate da mitogeno (MAPK). L'aumento dei mediatori infiammatori a livello di film lacrimale, congiuntiva e ghiandole lacrimale dà origine ad una cascata infiammatoria sulla superficie oculare. Questo tipo di infiammazione viene evidenziato dall'aumentata espressione di molecole di adesione e di attivazione immunitaria da parte dell'epitelio congiuntivale (HLA-DR, ICAM-1). Queste molecole funzionano attraendo e trattenendo cellule infiammatorie a livello congiuntivale. Un altro dato patologico risiede nell'aumentata concentrazione ed attività delle metalloproteinasi di matrice a livello del film lacrimale. Questi enzimi, in particolare MMP-9, giocano un ruolo cruciale nel mantenimento della funzione di barriera dell'epitelio corneale, regolando la desquamazione dell'epitelio corneale e promuovendo la regolarità della superficie corneale. Un altro meccanismo infiammatorio nella patologia da occhio secco risiede nell'aumentata apoptosi dell'epitelio congiuntivale e ghiandolare. Siccome il meccanismo esatto di apoptosi non è stato chiarito, esso può essere dovuto all'esposizione a citochine infiammatorie, come il TNF-α, oppure alla diminuita espressione di proteine anti-apoptotiche, come BCL-2. In sintesi, il meccanismo patogenico centrale della sindrome da disfunzione lacrimale comprende l'iperosmolarità e l'instabilità del film lacrimale. L'iperosmolarità del film lacrimale causa un danno all'epitelio di superficie attivando una cascata infiammatoria a livello della superficie oculare e il rilascio di mediatori dell'infiammazione nella lacrima. Il danno epiteliale provoca perdita cellulare per apoptosi, perdita di cellule mucipare caliciformi o goblet cells congiuntivali, e ridotta produzione di mucina, causando instabilità del film lacrimale. Questa instabilità peggiora la condizione di iperosmolarità della superficie oculare e completa il circolo vizioso. Le metodiche cui alludevo includono osmolarità del film lacrimale, lisozima lacrimale, contenuto di lattoferrina, test con diluizione di fluoresceina, misurazione della componente mucosa, citologia a impressione. Tra tutte queste metodiche, l'osmolarità del film lacrimale può essere considerata la più importante in quanto l'iperosmolarità è un aspetto fisiopatologico unificante di tutte le forme di sindrome da disfunzione lacrimale. Studi clinici suggeriscono che valori di osmolarità del film lacrimale superiori a 316 mOsm/L siano suggestivi di occhio secco. Sebbene il ruolo della misurazione dell'osmolarità del film lacrimale sia dimostrato ampiamente in letteratura, la sua utilità in ambito clinico-diagnostico è limitata dalla necessità di laboratori specializzati e attrezzati per l'esame del film lacrimale e la lettura del risultato di osmolarità. Tuttavia, recentemente, sono stati sviluppati strumenti utilizzabili in clinica in grado di misurare l'osmolarità lacrimale e di fornire il risultato in tempo reale, senza dover inviare il campione prelevato ad un laboratorio specializzato
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Un caro saluto Prof.Duilio Siravo siravo@supereva.it http://drsiravoduilio.beepworld.it Cell.:3385710585 PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO http://drsiravoduilio.beepworld.it |
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Grazie dottore, molto chiaro.
Ma qual'è l'oculista che perde tempo a fare tutti questi esami? La maggior parte ti prescrive una lacrima e poi se non va bene te la cambia. 1) se vado all'ospedale e chiedo questi esami me li fanno? 2) se la mia lacrima evapora facilmente, il sostituto lacrimale quali componenti dovrebbe avere? |
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1)non in tutti
2)TSP 1% COLLIRIO
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| Tag |
| congiuntivite, occhi rossi, rossore occhi |
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