Da sempre, da quando gli uomini e le donne si sono resi conto che la gravidanza era legata alla eiaculazione, il coito interrotto è stato il sistema più usato per cercare di evitare le gravidanze.
Di scarsa efficacia ma di facile uso, consiste nell’estrarre il pene dalla vagina poco prima di eiaculare.
E’ soggetto ad un’alta quota di fallimenti legati in parte all’errore tecnico (non si riesce a controllare il momento dell’eiaculazione) e al fatto che vi possono essere perdite pre-eiaculatorie con spermatozoi vivi.
E’ stato accusato di favorire l’eiaculazione precoce negli uomini e l’anorgasmia nelle donne.
Normalmente il maschio emette sperma grazie all'orgasmo, alla fine di una stimolazione diretta.
Purtroppo però non è sempre così.
Lo sperma può uscire durante la polluzione notturna (emissione di sperma durante il sonno-sogno) e qui non vi sono particolari problemi, se non qualche macchia sul lenzuolo o negli slip.
Ma quello che ha fatto disperare milioni di coppie è una emissione spontanea di gocce impalpabili di sperma, le più ricche in spermatozoi, senza avere le contrazioni orgasmiche. In questo caso, anche pochi spermatozoi sono in grado di procurare alla donna una gravidanza indesiderata.
Il Coito Interrotto è l'interruzione del rapporto sessuale, tramite fuoriuscita del pene dalla vagina, prima dell'emissione (eiaculazione) dello liquido seminale (sperma). È un metodo democratico, a disposizione di tutti, non richiede né attrezzature, né spese, né farmacie né orari di negozi.
Il metodo richiede una notevole capacità di controllo.
Un solo rapporto alla volta.
Fortuna.
Disponibilità a continuare la gravidanza o "subire" un aborto volontario".
Il coito interrotto è un metodo naturale?
È un metodo non studiato dai fautori della contraccezione naturale, come se l'astinenza periodica, che loro propongono, sia un metodo più naturale del coito interrotto.
Eppure è la contraccezione naturale più diffusa al mondo. Che sia naturale non vi sono dubbi, non si usano farmaci, né sostanze chimiche. Bisogna sempre pensare che in caso di fallimento e di interruzione volontaria di gravidanza la naturalità si è persa per strada.
Come rimane incinta una donna che utilizza il coito interrotto?
1. La prima causa di gravidanza in chi utilizza il C.I., è un secondo rapporto sessuale. Molti sono gli aneddoti di tentativo di pulizia del pene, urinare dopo il rapporto, spingere con le dita lungo l'uretra del pene dal basso verso l'alto per svuotarla completamente ecc. Tutti questi metodi non funzionano ed è non responsabile avere un secondo rapporto. Fate passare almeno 12 ore tra due rapporti o per meglio dire: "dopo un orgasmo, anche ottenuto con masturbazione, non si può entrare in vagina".
2.
Il secondo motivo di fallimento è "tirarsi via" troppo tardi: continuare il rapporto sessuale, sempre più vicino all'orgasmo, oddio quant'è bello!… e intanto è partito il primo schizzo e con quello il viaggio suicida di qualche milione di spermatozoi e lui, il "vittorioso", va verso la meta!!!!
3. Altra sorpresa gravidica la regala una strana realtà:
"la goccia". Non è lei certamente la più importante causa ma è il modo migliore per fregare le persone più responsabili: ci si avvicina all'orgasmo, ma si è ancora lontani; l'eccitazione però gioca strani scherzi: non c'è bisogno né d'essere troppo vicini all'orgasmo, né l'eccessiva timidezza; se c'è eccitazione (come è molto probabile)lo sperma può fuoriuscire da solo, senza contrazioni orgasmiche. È uno degli effetti possibili se si usa la tecnica di avvicinarsi all'orgasmo e poi fermarsi e così via… ma qualche volta l'emissione dello sperma c'è lo stesso.
"Eppure ero uscito 10 minuti prima!"
Perché si può rimanere incinta con un secondo coito interrotto?
Non basta una buona pulizia del pene: gli spermatozoi rimangono in vita nelle ghiandole parauretrali del Littrè, che si trovano vicino alla base del pene. Il massaggio continuativo sul pene del rapporto riesce a mobilizzare questi spermatozoi; è un po’ come una goccia a scoppio ritardato
Cosa racconta la donna dopo un coito interrotto, durante una visita per l'assunzione della pillola del giorno dopo?
Solo in alcuni casi la paura deriva semplicemente dal coito interrotto. Spesso la paura insorge anche senza errori di procedura; finita "la festa" le preoccupazioni riemergono e a quel punto è meglio mettersi in contatto al più presto con il proprio medico o ginecologo.
Più frequente una strana sensazione di bagnato, anche se lui "giura che è uscito prima" (circa 3 decimi di secondo)
Il parere del ginecologo:
È assolutamente banale irridere al coito interrotto perché metodo utilizzato da milioni di persone ancora adesso. Né i costi attuali dei preservativi agevolano due giovani all'utilizzo del condom. Il piacere è conservato meno il tepore di rimanere allacciati dopo (ah, benedetta pillola!).
È un metodo perfettamente adatto alle coppie che vogliono procastinare una seconda gravidanza.
È l'ultima spiaggia per gli incontri occasionali anche se sono proprio questi i rapporti di cui non fidarsi per il rischio di malattie a trasmissione sessuale e per l'altissimo rischio di errore vista la non conoscenza reciproca.
Cosa fare? Dai un'occhiata a contraccezione !!!!!!!!!
Si tratta di uno dei metodi
più praticati in Italia. E' difficile calcolare il suo indice di Pearl, perché la maggior parte degli insuccessi è causata da scorretta esecuzione (l'uomo non fa a tempo ad uscire). Vi sono coppie che usano questo metodo per anni senza alcun "incidente", e altre in cui si rivela totalmente inaffidabile.
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Questo metodo è indubbiamente comodo e poco costoso, ma la sua sicurezza è molto bassa. Inoltre, potrebbe influire negativamente sul piacere sessuale, sia nell'uomo che nella donna.
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A COSTO DI ESSERE RIPETITIVA: USATE DELLE PRECAUZIONI!!!
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LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO
Prima di tutto voglio chiarira un fatto: la PDGD non è un metodo anticoncezionale ma rientra nella cosiddetta
CONTRACCEZIONE D'EMERGENZA, dnq non ha nulla a che fare la pillola anticoncezionale!
Non esiste nessun metodo contraccettivo che possa essere utilizzato dopo un rapporto sessuale.
I contraccettivi funzionano se adoperati
prima del rapporto sessuale. Dopo che c'è stato il rapporto sessuale, è possibile intervenire per interrompere il possibile sviluppo della gravidanza.
LA PDGD VIENE VENDUTA SOLO SU PRESCRIZIONE MEDICA ED IL MEDICO STESSO CHE FORNISCE LE INDICAZIONI RELATIVE AI TEMPI E AI MODI DELLA SOMMINISTRAZIONE! (N.b. Il Medico ha il diritto di rifiutarsi di prescrivere il Farmaco, purché ne spieghi il motivo)
Concretamente la PDGD è un ormone della famiglia dei progestinici, il principio attivo è levonorgestrel (formula chimica: 13beta-ethyl-17alpha-ethynyl-17beta-hydroxy-4-gonen-3-one).
Come funziona? Il preciso meccanismo di azione non è completamente conosciuto: si ritiene che esso agisca principalmente al livello dell'ovulazione, della fecondazione, e della mucosa dell'utero, rendendola inadatta all'impianto dell’ovulo fecondato. Il risultato finale consiste nella espulsione e nella perdita di questo embrione. Il farmaco avrebbe dunque un'azione ‘antinidatoria’ dell’ovulo: per questo motivo è considerato da molti medici un metodo contraccettivo (che previene la gravidanza) e non abortivo (che interrompe la gravidanza). Se il processo di impianto fosse già cominciato infatti (dopo le prime 72 ore), la pillola non sarebbe efficace per interrompere una gravidanza già iniziata, seppure da poco tempo.
Il farmaco deve essere assunto
entro e non oltre le 72 ore dopo un rapporto sessuale presumibilmente fecondante*, qualora si voglia impedire la prosecuzione di una gravidanza indesiderata.
*Come si può sapere se il rapporto sessuale ha avuto luogo in periodo di fecondità?
E' impossibile stabilire con certezza se un rapporto è avvenuto nel periodo fertile della donna. Per questo è importante, se si vuole evitare una gravidanza, ricorrere all'uso di una contraccezione sicura. Ci sono degli elementi che possono aiutare la donna a capire se si trova nel periodo fecondo, ma sono elementi in genere variabili, soggettivi e non sempre di facile individuazione, sui quali non ci si può basare per essere certi che un rapporto è a rischio di concepimento o meno.
Vediamoli nel dettaglio:
il periodo in cui è avvenuto il rapporto (se ci si trova a metà ciclo il rischio è senza dubbio più alto);
la temperatura basale (cioè la temperatura corporea interna misurata al mattino per via vaginale o rettale), che di solito si alza di qualche decimo di grado dopo che l'ovulazione è già avvenuta, mentre è più bassa nel periodo che precede l'ovulazione;
la percezione da parte della donna (e la visualizzazione tramite lo speculum da parte del ginecologo) di una secrezione vaginale (detta muco) particolarmente abbondante e fluida (definita in gergo "a chiara d'uovo") nei giorni che precedono l'ovulazione; sensazioni soggettive (dolore e gonfiore dell'addome, tensione delle mammelle), a volte avvertite dalla donna in periodo ovulatorio.
E' importante ribadire che si tratta di elementi assolutamente presuntivi (la temperatura corporea può aumentare anche per una banale influenza, le secrezioni vaginale anche in caso di infezioni vaginali) e per questo non possono costituire un valido parametro di giudizio.
Inoltre, se ci si basa sul calcolo dei giorni fertili (circa 14 giorni prima della mestruazione successiva), è importante ricordare che l'ovulazione può episodicamente verificarsi in date inusuali, anche in una donna dal ciclo particolarmente regolare.
Quale è la sua
efficacia? Essa è tanto più alta, quanto prima viene assunta la prima compressa dopo il rapporto sessuale che potrebbe aver dato luogo a un concepimento. La pillola del giorno dopo è tanto più efficace nella prevenzione della gravidanza quanto prima viene assunta. L'efficacia di questo trattamento contraccettivo di emergenza è stimato all'85%. Questa contraccezione è efficace soltanto per il rapporto che ha motivato la sua assunzione e non protegge quindi da rapporti sessuali successivi, fino all'arrivo delle mestruazioni.
Dopo quanto tempo dall'assunzione della pillola del giorno dopo compare il ciclo mestruale?
Dipende dalla fase del ciclo in cui è stata assunta e se l'ovulazione al momento era già avvenuta o meno. Il ciclo mestruale, anche se non è facile prevederlo con sicurezza, compare - in genere -senza grossi ritardi o anticipi. In caso di ritardo della mestruazione superiore a 5 giorni, si consiglia di eseguire un test di gravidanza. In genere, le mestruazioni sono un po' più abbondanti, ma hanno una durata normale (tra i 4 e i 7 giorni). Se le caratteristiche del ciclo, sia in termini di quantità che di durata, sono fortemente differenti dal solito, è opportuno effettuare un test per escludere una gravidanza, sia essa normale che extrauterina (cioè che si impianta al di fuori dell'utero, in genere nelle tube).
Quali sono gli
effetti collaterali della PDGD? Sono nausea e vomito, alterazioni del ciclo, tensione mammaria, crampi addominali, vertigini, mal di testa e cambiamenti dell’umore.
N.B: La Pontificia Accademia per la Vita ritiene l’uso di questa pillola ‘un aborto realizzato con mezzi chimici’. La gravidanza, infatti, secondo la dottrina della Chiesa, comincia dalla fecondazione e non dall'impianto della blastocisti (ovulo fecondato al 4-5 giorno di vita) nella parete uterina; ne consegue che, da un punto di vista etico, la stessa illiceità assoluta di procedere a pratiche abortive sussiste anche per la diffusione, la prescrizione e l'assunzione della pillola del giorno dopo.
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