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Vecchio 04-03-2006, 08:22 AM
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Darimar
 
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Citazione: Messaggio inserito da daniela78

Darimar, continuo a dire che sei un grande!

Io ho trovato una farmacia in cui mi trovo benissimo, vicino alla mia vecchia casa. Microscopica ma ci vedo sempre tre farmacisti a lavorare! Gentili, cortesi, se chiedi danno un consiglio, e non ti trattano come se fossi deficiente! Ora faccio venti minuti di macchina per arrivarci, ma ci ritorno lo stesso. Le poche volte che sono andata in altre farmacie negli ultimi 7 anni, quasi sempre si trattava o di ricette, per cui non dovevo propriamente avere a che fare con il farmacista, o di prodotti tipo la tachipirina (idem), ma quando si trattava di qualcosa'altro o mi serviva un consiglio mi è capitato spesso di non trovarmi bene.

Quello che odio delle farmacie, in alcuni casi, è:
1. prendono e ti danno una cosa omeopatica, senza dirti che è omeopatica.
Cavolo, sarà ben una scelta! Io, personalmente, non credo nell'omeopatia, giusto o no, così è. E mi aspetto che il farmacista che mi vuole proporre un prodotto omeopatico, mi chieda se lo voglio PRIMA di passarlo al lettore ottico! Se no mi arrabbio! E neanche poco. Ho diritto di sapere, credo.
L'ultimo episodio: a farmacia vuota -per cui non è che la farmacista avesse fretta - ho chiesto uno sciroppo mucolitico che potessi prendere in gravidanza - dato che la gine mi aveva indicato un nome ma non lo ricordavo - la tipa senza dire niente prende lo sciroppo omeopatico e lo passa al lettore, al che io, che vedo una confezione mai vista, le chiedo, "scusi, ma è omeopatico?" e lei "Sì" e io "Non lo voglio." e lei "Se è in gravidanza non può prendere altro". E io, che so già che non è vero, perché la gine me lo avrebbe dato lo sciroppo, chiedo, ancora gentilmente "scusi, ma non potrebbe guardare un attimo sul prontuario se fra gli sciroppi mucolitici ce n'è uno che in gravidanza si può usare?" E lei mi dice che o vado lì con un nome preciso o senza indicazione del medico lei non mi consiglia niente. Mi sono arrabbiata da morire (non dormivo da tre giorni con quel cavolo di raffreddore e quindi ero assolutamente nevrotica di mio ma questa non aveva voglia neanche di aprire un libro!), che le costava guardare sul prontuario, al limite mi faceva vedere se c'era scritto su tutti di non usarli in gravidanza o di stare attenti in gravidanza, avrei chiesto di nuovo al medico. A quel punto - mea culpa: sono una bestia! - per poco non le smonto la farmacia, un paio di calci ai medicinali scaduti glieli ho tirati! e le ho urlato contro finché ho avuto fiato! e' arrivata la sua collega a dirmi che io non potevo pretendere... COSA? CHE LA FARMACISTA CONTROLLI SUL PRONTUARIO E MI DIA UN CONSIGLIO? CREDEVO CHE FACESSE PARTE DEL SUO LAVORO.

2. ho visto una scena tempo fa che avrei preso il farmacista e l'avrei appiccicato al muro.
Un signore anziano doveva acquistare prozac. Il farmacista non ce lo aveva. Gli ha chiesto se poteva andare anche il farmaco generico ma aveva finito anche quello e comunque lo avrebbe dovuto ordinare, e il signore non sapeva cosa fosse il farmaco generico. Il farmacista allora gli ha detto: "Guardi il farmaco generico è un medicinale che non è proprio il prozac ma in teoria dovrebbe contenere lo stesso principio nella stessa quantità. Poi, io glielo dico, in teoria, perché ho avuto dei clienti che hanno provato quest'altro medicinale e mi hanno riferito che non si sono trovati bene, che non era altrettanto efficace."

Ma dico, è possibile?

3. i non farmacisti. Dentro le farmacie grandi, ormai, spesso ci sono delle commesse, che non credo proprio che siano farmacisti e infatti hanno un camice diverso, che si occupano solo ed esclusivamente dei cosmetici. Generalmente sono assolutamente impreparate, potrebbero al massimo andare a lavorare in profumeria.

4. che non mi chiedano chiarimenti su cosa voglio, in caso la mia richiesta sia troppo "vaga" rispetto all'offerta. Quest'anno mi è capitato che avevo bisogno di uno spray per la gola, non sapevo che erano usciti anche quelli con antibatterico + antiinfiammatorio, fino a qualche tempo fa questi spray erano solo "disinfettanti del cavo orale", se non sbaglio. Sempre la stessa scena, il farmacista prende uno spray, quello che vuole lui, e lo passa al lettore. Lo guardo e leggo sulla scatolina due principi attivi e chiedo spiegazioni, perché uno lo conosco, è il solito, e l'altro no. Beh, aveva in più un antiinfiammatorio, eccezionale, peccato che... sono allergica ai FANS! La prossima volta sarò più precisa io, dato che ora so che esiste questo prodotto nuovo, però sarebbe più facile se il farmacista mi chiedesse: "ce ne sono due tipi, uno è solo disinfettante, l'altro ha anche un antiinfiammatorio, quale vuole?"

Una cosa poi che si potrebbe migliorare nelle farmacie, è che i farmaci da banco potrebbero essere messi con i prezzi in vista negli scaffali - che sono comunque dietro al bancone. Io vorrei poter scegliere un farmaco da banco, come lo sciroppo per la tosse di prima, o lo spray per la gola, anche in base al prezzo, cosa che ora come ora non mi è possibile.
In Inghilterra, dove i farmaci da banco sono venduti all'ipermercato, avevo la possibilità di fare questa scelta, leggermi le scatole, controllare i principi attivi e i vari formati del farmaco, confrontare i prezzi delle varie marche etc. (non mi dilungo a parlare dell'attualissimo argomento prezzo dei farmaci, che sarebbe OT, dato che non dipende dalle farmacie secondo me, ma quando vado lì faccio le scorte di paracetamolo per i successivi 5 anni per tutta la famiglia, e ancora non arrivo al prezzo di una scatola di tachipirina in Italia!).

Dan

Dan
Grazie Dan! Hai fornito spunti davvero interessanti e mi sento di "rassicurarti" in qualche modo perchè proprio in questi ambiti, molto spesso, si creano attriti fra il cittadino e il farmacista. Andiamo per ordine!

1- C'è poco da discutere: hai pienamente ragione. Anzi, proprio in virtù del fatto che non ci sono evidenze sperimentali circa l'efficacia dei prodotti omeopatici (e del fatto che, comunque, hanno un loro costo, spesso non irrilevante), il cittadino dovrebbe essere sempre informato in tal senso. Poi, chiaramente, c'è da dire che in effetti i gravidanza sono ben poche le sostanze assumibili tranquillamente; può in qualche modo essere comprensibile che il farmacista non se la sia sentita di rischiare la salute del feto; può anche darsi (è sempre solo una mia congettura) che il software gestionale di quella farmacia non contenesse approfondimenti circa la sicurezza dei preparati in gravidanza. Intendiamoci, sto facendo "l'avvocato del diavolo", per cercare di spiegare come, talvolta, un comportamento "ambiguo" possa nascondere buone intenzioni (vale per tutti, credo).
Di SICURO posso ribadire l'importanza che il "fare informazione" riveste nella professione e, sotto questo punto di vista, non esistono scusanti.

2- I generici sono, e rimangono, un grosso problema. La Legislazione è fatta malissimo (non male: MALISSIMO) e presente contraddizioni e incongruenze intollerabili; eppure il farmacista ha l'obbligo (pena la sanzione amministrativa) di attenercisi alla lettera. Così, se il cittadino chiede "Ma il generico è UGUALE al farmaco originale?", il farmacista si trova davanti a un dilemma: se risponde di sì, mente, perchè i due medicinali sono solo bioequivalenti (il che è quel che conta all'atto pratico) e non esattamente identici; se risponde di no, il cittadino si sente, giustamente, preso per il sedere ("Ma come, mi dai qualcosa di diverso da quello che il medico ha prescritto!?"). Così, per spiegare come stiano realmente le cose, il farmacista deve essere dotato di una buona dialettica, esporre i fatti con chiarezza.. ma spesso non basta: bisogna che il cittadino voglia e possa ascoltare e comprendere (con gli anziani, in genere, il dialogo viene purtroppo a mancare: è comprensibile che una persona che ha usato per anni lo stesso farmaco, abituata alla stessa confezione non accetti facilmente un "cambio"). Anche qui, per maggiori approfondimenti, chiunque fosse interessato può andare qui.

3- Nulla da dire: sia la Legislazione vera e propria sia il Codice Deontologico impongono che sia esclusivamente il farmacista, e in farmacia, a dispensare il medicinale al cittadino. Tutto il resto è un comportamento improprio.

4- Qui vale, in parte, il discorso fatto al punto 2. Il caso più facile è quello in cui il cittadino si rivolge al farmacista e gli chiede un rimedio per un certo problema. Es.: "Vorrei uno sciroppo per la tosse". Allora possono iniziare le domande di rito: "E' per un adulto o per un bambino?", "Tosse secca o tosse grassa?" ,"Può assumere saccarosio o gliene dò uno senza succhero?" Eccetera. Così il farmacosta indaga in modo da fornire al cittadino il prodotto migliore per la sua situazione particolare.

Se però il cittadino arriva e mi dice: "Vorrei uno sciroppo mucolitico", io parto dal presupposto che gli serva uno sciroppo mucolitico. Posso indagare se sia per un adulto o per un bambino, posso informarmi circa la tollerabilità degli zuccheri semplici; dopo di che, propongo lo sciroppo mucolitico che ritengo più adatto.
Se poi salta fuori che il cittadino ha una tosse secca (e che, quindi, lo sciroppo mucolitico non serviva a nulla), la situazione diventa imbarazzante.

Nel tuo caso particolare ("Vorrei uno spray per la gola"), è chiaramente dovere del farmacista informarsi sulla reale portata del problema (es.: "Sente solo un po' di fastidio o le fa proprio male a deglutire?"), per stabilire se si tratti di un'irritazione o di un'infiammazione e per poter quindi consigliare il farmaco migliore. D'altra parte, come sempre, finchè non si comprende la natura del problema è impossibile proporre un rimedio per risolverlo.

Per quanto riguarda l'ultimo discorso sui prezzi, la normativa attuale prevede solo che ogni farmacia esponga una sorta di locandina in cui informa il cittadino delle percentuali di sconto eventualmente applicate ai farmaci da banco e a quelli senza obbligo di prescrizione.
Siccome i farmaci di automedicazione non vengono impiegati in terapie croniche, può essere una buona idea, per cercare di risparmiare qualcosina, domandare al farmacista se esista un farmaco equivalente (= generico): in tal caso il risparmio è assicurato e può anche essere notevole.
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Vecchio 04-03-2006, 17:01 PM
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maghetta
 
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Premesso che mi dispiace che questo post racconti le eseprienze peggiori accadute nelle farmacie, visto che in molti casi ho incontrato anche persone veramente gentili e preparate, ma volevo comunque raccontarvi questo episodio.

Sono andata in farmacia a chiedere dei preservativi di taglia maggiore del normale perchè per il mio ragazzo quelli normali non vanno bene. Già ero abbastanza imbrarazzata di mio. La farmacista a cui ho chiesto non sapeva nulla così è andata a chiedere ad una sua collega, davanti ad un altro cliente che era in farmacia, e si sono messe anche a ridere tra loro, tanto che anche il cliente si è girato verso di me con un sorrisetto. Mi sono sentita terribilemnte a disagio! Mi è sembrato poco professionale il comportamento delle due farmaciste, e ho sentito il loro comportamento come una violazione della mia privacy visto che hanno parlato della mia richiesta davanti d un altro cliente, e per giunta ridendo. Non sono piu' tornata in quella farmacia. Mi sono vergongnata tantissimo! Le due ragazze penso fossero due laureande che facevano il tirocinio perchè erano molto giovani, però...
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  #13 (permalink)  
Vecchio 04-03-2006, 21:23 PM
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imma.c
 
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ale bella idea!
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  #14 (permalink)  
Vecchio 04-03-2006, 21:29 PM
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xche' nn dire che molte volte i pazienti ci trattano nn come professionisti ma come dei commessi!!!
d'estate lavoro nella mia farmacia -zona turistika-
quante volte i pazienti ti kiedono consigli e tu gentilissimo rispondi consigliando...
ti fanno prendere il prodotto ma poi...nn fiduciosi ti dicono che nn vogliono il prodotto che hai consigliato...allora rimettilo a posto e prendi quello che ha consigliato la vicina dell'ombrellone!!!E' mortificante!!!
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  #15 (permalink)  
Vecchio 04-03-2006, 23:04 PM
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daniela78
 
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Ciao Imma,

a me capita a volte, di chiedere consiglio o informazioni su un medicinale e poi non prenderlo e prendere quello che prendo di solito. Sarà che dato che sono allergica a un sacco di cose, mi spaventa prendere qualcosa di nuovo, in genere, e prima di prendere un farmaco nuovo mi leggo tutto il foglietto e alla fine sono più le volte che non lo prendo, anche dopo averlo comperato, che quelle che lo prendo.

Dan
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  #16 (permalink)  
Vecchio 06-03-2006, 07:57 AM
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Darimar
 
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Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da magaolimpia

Premesso che mi dispiace che questo post racconti le eseprienze peggiori accadute nelle farmacie, visto che in molti casi ho incontrato anche persone veramente gentili e preparate, ma volevo comunque raccontarvi questo episodio.

Sono andata in farmacia a chiedere dei preservativi di taglia maggiore del normale perchè per il mio ragazzo quelli normali non vanno bene. Già ero abbastanza imbrarazzata di mio. La farmacista a cui ho chiesto non sapeva nulla così è andata a chiedere ad una sua collega, davanti ad un altro cliente che era in farmacia, e si sono messe anche a ridere tra loro, tanto che anche il cliente si è girato verso di me con un sorrisetto. Mi sono sentita terribilemnte a disagio! Mi è sembrato poco professionale il comportamento delle due farmaciste, e ho sentito il loro comportamento come una violazione della mia privacy visto che hanno parlato della mia richiesta davanti d un altro cliente, e per giunta ridendo. Non sono piu' tornata in quella farmacia. Mi sono vergongnata tantissimo! Le due ragazze penso fossero due laureande che facevano il tirocinio perchè erano molto giovani, però...
Per una serie di ragioni, spesso anche solo banalmente logistiche, la privacy del cittadino non può essere garantita in modo assoluto. Questo a parziale giustificazione del fatto che l'altro cliente possa aver orecchiato qualcosa circa la situazione. Invece, dal punto di vista deontologico, ridere a banco della richiesta di un cliente non esiste: non posso quindi che essere d'accordo con la tua osservazione (se hai un dubbio circa il fatto che a servirti sia un farmacista o meno, è sufficiente che cerchi, appuntato sul camice, il caduceo - quel patacchino in metallo con la croce rossa e i due serpenti, per intenderci: solo il farmacista è autorizzato e obbligato a portare il caduceo).

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da imma.c

xche' nn dire che molte volte i pazienti ci trattano nn come professionisti ma come dei commessi!!!
d'estate lavoro nella mia farmacia -zona turistika-
quante volte i pazienti ti kiedono consigli e tu gentilissimo rispondi consigliando...
ti fanno prendere il prodotto ma poi...nn fiduciosi ti dicono che nn vogliono il prodotto che hai consigliato...allora rimettilo a posto e prendi quello che ha consigliato la vicina dell'ombrellone!!!E' mortificante!!!
Eh, Imma, credo che ne avremmo da dire tante anche noi. Come ho accennato in uno dei reply iniziali, il rispetto, la cortesia e l'educazione sembrano mancare negli individui indipendentemente dalla propria estrazione sociale, situazione economica, condizione lavorativa, e da qualsiasi altro fattore. Anche qui, tuttavia, io sono persuaso che alla base del fenomeno assuma importanza la disinformazione. Sai, il cittadino sente alla TV che un gruppo di farmacisti è stato inquisito per spaccio di medicinali contraffatti e subito bolla l'intera categoria (e qui, magari, nasce la sfiducia verso il consiglio professionale): è solo un esempio, per giunta banale, ma credo possa rendere l'idea di come, a volte, il cittadino che entra in farmacia possa partire un po' prevenuto nei confronti del farmacista. Diventa una sorta di circolo vizioso, insomma. Credo che per migliorare la situazione, come già detto a proposito della Legislazione, gli intenti dovrebbero partire "dall'alto"...
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  #17 (permalink)  
Vecchio 07-03-2006, 21:40 PM
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Ciao Dari,
oltre al caduceo, sbaglio o anche il camice bianco lo può portare solo un farmacista in farmacia, mentre se c'è una cassiera o una persona che si occupa dei cosmetici non lo può portare?

Dan
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  #18 (permalink)  
Vecchio 07-03-2006, 22:13 PM
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Darimar
 
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Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da daniela78

Ciao Dari,
oltre al caduceo, sbaglio o anche il camice bianco lo può portare solo un farmacista in farmacia, mentre se c'è una cassiera o una persona che si occupa dei cosmetici non lo può portare?

Dan
Non sbagli, in effetti.
Diciamo che, mentre sul caduceo non ci sono dubbi di alcun genere, il camice bianco sembra essere di pertinenza anche di eventuali tirocinanti (laureandi in Farmacia o in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche che ancora non hanno conseguito la laurea o che, comunque, non hanno ancora superato l'Esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione), quindi a volte l'equivoco può nascere comunque, fermo restando che nè i magazzinieri nè gli addetti al reparto cosmesi (salvo che non si tratti di Dottori o Dottoresse) sono autorizzati a indossare il camice bianco.
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  #19 (permalink)  
Vecchio 10-03-2006, 23:18 PM
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imma.c
 
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Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da Darimar

Eh, Imma, credo che ne avremmo da dire tante anche noi. [/quote]


gia'...tante cose .
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  #20 (permalink)  
Vecchio 06-05-2006, 23:45 PM
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matildas
 
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Sono stata una cliente assidua della farmacia che ho vicino a casa .Lì lavora un farmacista molto gentile che , nel corso degli anni, mi ha conosciuta come "cefalalgica" dipendente da triptani e tachipirina e pur con la dovuta "diplomazia" più volte mi ha fatto notare quanti farmaci stessi assumendo.Se ripenso a quegli anni , ricordo che tante volte in farmacia, più che il farmaco che acquistavo, aveva effetto lo scambiare due chiacchere con questo farmacista , al quale chiedevo anche informazioni specifiche sugli effetti secondari dei farmaci da me assunti. Anche grazie a questi "colloqui" settimanali , ho iniziato a prendere consapevolezza di come fossi caduta nella trappola dell'abuso di sostanze farmacologiche e son corsa ai ripari.Disintossicazione +profilassi +psicoterapia di supporto ,nel giro di 1 anno e mezzo non sono guarita, ma conduco una qualità di vita decisamente buona. Ora in farmacia ci vado moolto meno e le due chiacchere con il farmacista le faccio comunque lui s'è rallegrato molto nel vedermi più di rado (il proprietario della farmacia..penso di no!).
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