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Predefinito Fiori di Bach: la risposta dolce agli attacchi di panico
da Redazione 14-01-2010, 14:22 PM

 
Uscire dagli stati di ansia e preoccupazione? Superare una fase critica della nostra vita? Si può. Con dei fiori speciali. Un rimedio semplice per ritrovare il sorriso, la serenità e la voglia di vivere

Senso di impotenza e di angoscia, mancanza di interesse generale, relazioni sociali compromesse, timore di essere sulla strada della pazzia, paura di rimanere soli con se stessi o, al contrario, di stare in mezzo alla gente. A questo, e a tanto altro ancora, portano gli attacchi di panico. Come uscirne? C’è chi tenta un approccio psicoterapeutico, chi prende farmaci, chi invece cerca aiuto nei fiori.
Dal punto di vista delle floriterapia il primo passo è capire che questi attacchi sono segnali d’allarme della necessità di cambiare qualcosa di noi, dei nostri comportamenti. I fiori sono uno dei mezzi per cambiare. Per le persone che scelgono questa strada non si tratta di avversione verso la farmacoterapia, ma più semplicemente di cercare soluzioni diverse dal farmaco.
Eccoci allora a parlare dei famosi fiori di Bach.
I fiori di Bach sono delle gocce derivanti dall’infusione di specifici fiori in acqua ed esposti al sole o bolliti. Perché proprio i fiori? Perché, se è vero che alcune piante possiedono delle virtù terapeutiche sullo stato d’animo umano, è proprio in questa parte che è racchiuso il loro massimo potenziale. I fiori non intervengono sulla malattia ma sul malato, sulle sue reazioni alla malattia. In poche parole, non combattono la malattia, ma sviluppano le qualità che ci permettono di superarla.
La floriterapia fa parte delle cosiddette terapie vibrazionali, cioè quelle medicine che partono dal presupposto che l’organismo sia fatto di energia, e che tale energia possa fluire in modo più o meno uniforme a seconda delle circostanze. Secondo questo modo di pensare, la malattia è il segno inequivocabile di un’irregolarità nella distribuzione di energia, e va curata riportando i livelli energetici ad uno stato ottimale. Nel caso specifico, si lavora con l’energia dei fiori.
I fiori cercano di risolvere il problema che sta all’origine della nostra ansia. E’ chiaro: non si tratta di farmaci, quindi i tempi sono più lenti, ma in compenso è possibile arrivare ad agire sulle cause e non semplicemente sui sintomi, senza dare assuefazione.
Ad avvicinarsi per primo e a diffondere questo metodo basato sull’individuo, fu il medico-erborista gallese Edward Bach, che visse all’inizio del 1900 e scoprì 38 fiori, divisi in 7 gruppi per ogni diversa necessità: per la paura, per l’incertezza, per l’insufficiente interesse per il presente, per la solitudine, per l’ipersensibilità alle influenze e alle idee, per lo scoraggiamento o la disperazione, per la preoccupazione eccessiva per il benessere degli altri.
A questi si aggiungono 103 essenze di più recente scoperta (fanno parte della floriterapia californiana, figlia di quella classica), che offrono il loro aiuto contro i disequilibri tipici della vita contemporanea. Questi fiori sono indicati per chi ha problemi alimentari e non accetta il proprio corpo, per chi è stressato, chi ha difficoltà di comunicazione e relazione ecc.
Esiste poi un rimedio di emergenza, chiamato Rescue Remedy, composto da 5 fiori che agiscono sui diversi modi di affrontare una situazione difficile, improvvisa e imprevedibile. Proprio perché è utile a chiunque in caso di emergenza, questo rimedio non va assunto per troppo tempo, perché a lungo andare la sua efficacia diminuisce: una formula standard come questa, infatti, non può lavorare sulle motivazioni, che sono diverse per ciascuno. Ecco perché è necessaria una miscela personalizzata, da preparare dopo aver chiarito il problema, le manifestazioni e le reazioni individuali.
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