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Lo specchio dell’anima

15-02-2010, 10:39 AM
Dare sfogo ai sentimenti fa bene al cuore, alla testa e all’intestino
Anche per la medicina tradizionale, la sindrome dell’intestino irritabile (chiamamola colite per semplificare, anche se il termine non è del tutto corretto) è una “malattia non malattia”: le sue cause organiche sono sconosciute. E’ però vero che i fattori emozionali possono scatenarne i sintomi tipici come stipsi, diarrea, gonfiore, dolore insopportabile alla pancia. Perchè? Perchè le funzioni intestinali e i malesseri connessi sono spesso direttamente legati a come ci sentiamo. Tanto che in molti concordano nel considerare la colite un chiaro esempio di malattia psicosomatica. E qui, la vita di coppia la fa da padrona. Le crisi amorose, ad esempio, creano una sofferenza della psiche e, se non ci sono altre valvole di sfogo, il corpo diventa il mezzo per far emergere i disagi emotivi: è come se si facesse carico di tradurre “in concreto” l’insoddisfazione interiore e lanciasse il suo S.O.S attraverso il malessere fisico.
In questa chiave di lettura, alcune forme diarroiche o di stipsi avrebbero delle motivazioni d carattere psicologico. Secondo alcune autorevoli teorie, la defecazione può essere influenzata da conflitti inconsci legati al dare, al trattenere, al negare, al rifiutarsi. In sintesi possiamo dire che nella costipazione “è trattenuto” qualcosa che nella diarrea è invece “espulso violentemente”.
Se la nostra colite è a impronta prevalentemente stitica, è probabile che ci siamo stancati di dare amore senza riceverne: cosi come le feci sono trattenute, così anche l’affettività è bloccata. In sostanza, facciamo fatica a donare affetto (ma anche cose materiali), ad abbandonarci, a farci coinvolgere dalle situazioni. Teniamo tutto dentro di noi, abbiamo un eccessivo attaccamento al passato, a relazioni finite, ricordi, oggetti e vecchie abitudini: tutto questo diventa ingombrante e tossico, proprio come le feci accumulate nell’intestino. Se, invece, improvvisamente diventiamo preda della diarrea, potrebbe essere che abbiamo bisogno di esprimere tutta la nostra affettività o eliminare compulsivamente pensieri o fantasie trasgressive, che viviamo come sporche anche se non lo sono affatto.
Alla luce di tutto questo, l’insegnamento è che dobbiamo imparare ad assecondare l’istinto, a seguire le nostre inclinazioni anche nelle piccole cose, ad esprimere le nostre emozioni senza paura del giudizio degli altri e a liberarci di ciò che non serve più (o magari di un partner che non ci fa stare bene). E poi è sempre meglio non condannarci a reprimere a ogni costo i pensieri impuri: qualche volta lasciamoci andare a un linguaggio disinvolto o a un comportamento trasgressivo con il nostro partner, anche per il bene dell’intestino!
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