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Sempre più mamme smettono di allattare al seno

16-02-2010, 09:18 AM
A un mese dal parto continua il 60%, a tre mesi solo il 40%. Tutta colpa del lavoro
12/06/2006 - Lo sanno bene le mamme: il latte materno è fondamentale per la migliore nutrizione del neonato. Eppure, nonostante il consiglio dei pediatri di protrarre l’allattamento fino al sesto mese di vita del bambino, la maggioranza delle donne smette dopo tre mesi.
“Una delle ragioni che spinge ad abbandonare questa pratica - afferma il presidente della Società italiana di pediatria (Iss), Giuseppe Saggese - è la difficoltà a conciliare l’allattamento con i tempi lavorativi. In moltissimi casi le mamme perdono il latte e questa è, chiaramente, la prima causa per l’abbandono dell’allattamento al seno. Ma in un numero di casi crescente, oltre alla stanchezza fisica o alle difficoltà di attaccare correttamente il bambino, è proprio il ritorno all’attività lavorativa che spinge le donne a rinunciarvi: troppi i problemi legati ai tempi e alla mancanza di un luogo adatto dove allattare il bambino”. Difficoltà oggettive che dovrebbero far riflettere i titolari delle nostre aziende e il legislatore.
Nella scelta di allattare al seno conta molto l’informazione: quella trasmessa attraverso i corsi organizzati nei consultori, negli ospedali o nelle strutture private. Non è un caso, infatti, che le donne meno istruite, quelle che non hanno partecipato a un corso di preparazione alla nascita o che non hanno ricevuto informazioni adeguate in reparto, sono statisticamente a maggior rischio di non allattare al seno. La maggior parte di queste donne risiede nel Centro-Sud. E chi smette, spesso che fa? Introduce il latte vaccino fresco, non formulato per l’infanzia, già durante il primo anno di vita del bambino. Niente di più sbagliato, avvertono i pediatri.
Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, al momento delle dimissioni dall’ospedale quasi 8 donne su 10 (75%) allattano al seno ma, già dopo un mese, la percentuale scende al 60%, per attestarsi intorno a poco più del 40% a tre mesi dal parto. Un dato che ci pone in coda rispetto a molti altri paesi europei: l’obiettivo, affermano gli esperti, è arrivare al 90% di donne che scelgono e proseguono su questa strada, a beneficio loro e, soprattutto, del bambino. I dati dell’Iss (riferiti al 2002) parlano chiaro: meno del 5% dei bimbi allattati al seno ha presentato problemi di salute gravi nel primo anno di vita, dal 16% al 46% è stato portato al pronto soccorso e dal 10% al 20% è stato ricoverato in ospedale. Come dire, più prolungato è l’allattamento al seno, minore è il rischio di ricorso alle strutture sanitarie.
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