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Anche l’occhio vuole la sua parte

16-02-2010, 09:23 AM
L’importanza degli occhiali contro i raggi dannosi del sole e i criteri per coniugare glamour e salute
10/07/2007 - Il sole è un vero toccasana per il nostro organismo: fonte impareggiabile di vitamina D, è utile alle ossa, dona benessere e restituisce il sorriso. Tuttavia bisogna imparare a prenderlo in maniera intelligente, negli orari in cui i raggi sono meno intensi e con l’adeguata protezione: per la pelle, ma anche per gli occhi. Il discorso vale per tutti, adulti, anziani e, soprattutto, bambini. Nei più piccoli, infatti, il cristallino è in fase di formazione: alterato dalla luce diretta dei raggi, alla lunga può irritarsi e dare luogo a infiammazioni.
Da una recente ricerca internazionale condotta da Ipsos Health, risulta che solo il 9% degli italiani è preoccupato dei possibili danni che gli UV possono provocare alla vista, tanto che meno della metà dei nostri connazionali usa occhiali da sole. Ebbene sì, anche i giovani pur così attenti al look! Eppure gli effetti negativi dei raggi UVA e UVB sono risaputi e spaziano dagli arrossamenti alle irritazioni fino alle congiuntiviti. A lungo andare, possono provocare la cataratta o, nei casi più gravi, far perdere la vista. In ogni caso, come per la pelle, accelerano l’invecchiamento dell’occhio.
La soluzione a questi possibili rischi è mettere in valigia un bel paio di occhiali da sole e indossarli anche quando il cielo è nuvoloso! Ricordiamoci, infatti, che le nuvole filtrano i raggi infrarossi ma non gli ultravioletti, i più pericolosi per la vista. Lo stesso discorso vale per l’ombra: non crediamo che basti a riparare i nostri occhi: i raggi solari, in particolari condizioni di incidenza su superfici come la sabbia o la neve, risultano dannosi anche se filtrati.
Come scegliere gli occhiali? Innanzitutto non bisogna cedere alla tentazione di un finto Chanel, Gucci o Versace: i prodotti falsificati faranno anche bene al portafoglio, ma sono un pericolo per la salute. Lo stesso vale per gli occhiali prodotti con materiali scadenti: belli da vedere, inutili contro il sole. Dobbiamo controllare sempre che il modello sia conforme alle normative comunitarie (il marchio CE deve essere impresso in maniera indelebile sulla montatura), e che il filtro solare delle lenti sia in grado di bloccare sia i raggi UVA sia gli UVB (controllare il certificato di conformità). Il grado di protezione dei raggi UV è indicato con un numero progressivo, compreso tra l’1 e il 4: le lenti ideali per una giornata di pieno sole al mare sono di categoria 3, mentre la 4 è riservata alle situazioni ambientali estreme (ghiacciai, deserto) ed è vietata quando si guida. Le lenti, inoltre, devono avere una colorazione tale da permettere una visione ottimale in caso di difetti della vista: gli ipermetropi dovrebbero prediligere colori freddi come il grigio o il verde, mentre i miopi toni più caldi quali, per esempio, il marrone. Infine, le montature devono essere grandi, avvolgenti, in grado di coprire ampie superfici cutanee. E qui, la moda che ripropone i modelli degli anni ’60 ci viene decisamente incontro…
Riassumendo, i criteri per orientarsi sul mercato sono questi: non spendere troppo poco, controllare il marchio CE, guardare alla sostanza più che alla griffe, farsi consigliare dall’ottico. Per il resto, spazio al glamour!
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