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Colon irritabile: e se fosse colpa del lattosio?

15-03-2010, 16:41 PM
In alcuni di noi, lo zucchero del latte può scatenare gas, gonfiore e diarrea. Per ritrovare l’equilibrio, spesso basta modificare le abitudini alimentari
21/05/2008 - Seguiamo un’alimentazione equilibrata, facciamo una regolare attività fisica, viviamo un periodo sereno e appagante, eppure… passiamo la giornata a correre in bagno e siamo in preda a continui dolori alla pancia. Com’è possibile? Semplice: una delle cause dirette del colon irritabile potrebbe essere un’intolleranza alimentare, ad esempio al lattosio.
Il lattosio è il principale zucchero del latte (di mucca, di pecora e di capra). Per essere digerito deve essere diviso in due componenti ma, per questo, è necessario l’intervento di un enzima specifico che si chiama lattasi. Se siamo intolleranti al lattosio o non possediamo questo enzima o lo produciamo in quantità limitata. Così, lo zucchero arriva intatto fino alla parte finale dell’intestino, ma non viene assorbito. E si formano gas e acidi che provocano pancia gonfia, dolori e diarrea.
Prima di arrenderci al mal di pancia facciamo un salto dal medico: sarà lui a consigliarci il test migliore per scovare un’eventuale intolleranza al lattosio.
Nel caso in cui l’intolleranza sia verificata, gli esperti consigliano qualche mese di dieta, in cui si escludono i cibi incriminati in modo da “depurare” l’organismo. Qui ci danno una mano le nuove normative europee, che impongono l’obbligo di indicare sull’etichetta dei prodotti alimentari alcuni specifici ingredienti e i loro derivati: tra questi, c’è il latte.
Banditi dunque latte, yogurt e latticini freschi (caprini, crescenza, mozzarella, robiola, ricotta). Anche alcuni tipi di pane, sostituti del pane (crackers, grissini), brioches, biscotti e dolci possono contenere lattosio. Tra gli alimenti insospettabili ci sono gli insaccati: qui il latte è usato come addensante. Cerchiamo di evitare anche la frutta troppo matura: tende a fermentare nell’intestino e ad aumentare il gonfiore. Ok invece, ma in modeste quantità, ai formaggi a pasta dura (parmigiano, pecorino) e ad alcuni a pasta morbida (taleggio, gorgonzola, fontina): non contengono lattosio perchè stagionati.
Dopo questo periodo di dieta, sempre con l’aiuto del medico reintrodurremo gradualmente gli alimenti eliminati: saremo noi a scoprire quali quantità di latte o latticini siamo in grado di tollerare, aumentando lentamente noi stessi le porzioni! Nella maggior parte dei casi, i disturbi scompariranno e si potranno riportare a tavola porzioni moderate di latticini (250 ml di latte al giorno). Se, invece, i sintomi persisteranno – e i cibi con lattosio diventeranno definitivamente proibiti – bisognerà cominciare ad assumere integratori per supplire alla carenza di calcio e vitamina B2.
Attenzione: diversa dall’intolleranza al lattosio (che è data dalla difficoltà a digerirlo e comunque provoca sintomi lievi) è l’allergia, che è una reazione del nostro sistema di difesa alle proteine del latte. Qui le reazioni possono essere talmente importanti da mettere in pericolo la vita! Chi è allergico deve assolutamente evitare di mangiare alimenti che contengano il latte.
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