Perche’ si forma l’aria nella pancia e quali strategie per risolvere il problema: da quella classica (carbone vegetale) a quella piu’ moderna ed efficace (enzimi)
Ci sono argomenti dei quali è difficile parlare perché scatenano facili ironie. Eppure bisogna farlo se si vuole trovare una soluzione e migliorare la qualità della propria vita. L’aria nella pancia è uno di questi argomenti.
Informarsi, discuterne con il proprio medico, scambiarsi esperienze con altre persone che vivono lo stesso disagio è un buon punto di partenza per affrontarlo. Ma una mano vogliamo darla anche noi, offrendo qualche buon consiglio su come risolverlo al meglio.
Sono milioni le persone che soffrono per un fastidioso eccesso di gas intestinale. Per loro
basta mangiare qualcosa di troppo o di troppo pesante o di meteorico… ed ecco che il ventre si gonfia e l’aria reclama con insistenza di essere rilasciata, con ovvi disagi e imbarazzi. Queste persone soffrono di una particolare malattia? No. Solo che il loro intestino produce una maggiore quantità di gas rispetto ad altre (in ogni caso è doveroso che il medico indaghi per escludere problemi organici seri).
Ognuno di noi produce
dai 400 ai 1.200 ml di gas. La variabilità è legata alla proporzione di aria inghiottita e al “lavoro” della flora intestinale. Questi batteri si nutrono degli alimenti che ingeriamo (e che, se non digeriamo bene, arrivano all’intestino ancora “intatti”) e rispondono formando idrogeno, anidride carbonica e metano. E’ ovvio che,
più alimenti arrivano indigeriti, più gas vengono “scatenati” dai batteri. E quando questi gas non riescono ad essere riassorbiti, il risultato è gonfiore, dolore e aria da espellere.
La stitichezza e le intolleranze alimentari non fanno che accentuare il problema, scatenando reazioni ancora più evidenti.
I cibi che rischiano di arrivare spesso indenni all’intestino, e quindi di diventare “cibo” per i batteri, sono quelli
ricchi di carboidrati complessi come legumi, cereali, frutta e verdura.
Alla luce di questo, qual è la soluzione? Non certamente farne a meno, perché si tratta di
alimenti troppo importanti per la salute. Le strade da percorrere sono sostanzialmente due:
- La soluzione classica fa leva sul potere adsorbente del
carbone vegetale, che però
limita i danni ma non la fermentazione, agendo in buona sostanza solo sul sintomo del meteorismo e del gonfiore intestinale
- La soluzione più moderna ed efficace, invece, fa leva sugli
enzimi (in particolare l’alfa-galattosidasi): in pratica, non ci si limita ad assumere un prodotto per assorbire l’aria, ma si opera una vera e propria integrazione enzimatica, così da rendere più completa la digestione. In questo modo,
il cibo ingerito non fermenta, non si trasforma in nutrimento per la flora intestinale e il problema della formazione del gas viene risolto direttamente all’origine. Il prodotto giusto, se si vuole seguire questa strada sicura e naturale, si chiama
Endofit Gas Control
Altre strategie per ridurre il problema del gonfiore:
- fare pasti più piccoli e più frequenti (5 al giorno) cucinati utilizzando pochi grassi, evitare un consumo eccessivo di fritti
- mangiare e bere più lentamente, masticando piano (questo accorgimento, oltre a favorire i processi digestivi, permette una minore introduzione di aria nell'intestino)
- evitare le deglutizioni frequenti causate, ad esempio, dal chewing gum
- non sorseggiare bibite con la cannuccia, non bere da bottiglie a collo stretto
- non fumare tra una portata e l’altra
- occhio all’ingestione di bibite addizionate di gas
- mai andare a letto subito dopo aver mangiato
- dedicare qualche minuto al giorno all’attività fisica, che può essere di grande aiuto ad “allenare” l’intestino a una maggiore regolarità
- qualora il gonfiore sia accentuato da un rallentato transito intestinale, si dovrà intervenire anche con un vero e proprio cambiamento delle abitudini comportamentali del paziente e con prodotti ad hoc contro la stitichezza.