|
Colon irritabile: i consigli pratici

28-04-2011, 17:53 PM
Ognuno ha il “suo” mal di pancia: puo’ trattarsi di un colon irritabile in cui prevale la stipsi oppure la diarrea. Ecco cosa fare nelle due diverse situazioni
Il colon irritabile è una sindrome, ovvero una combinazione di sintomi e manifestazioni quali - tanto per citare i più frequenti - crampi, dolore addominale, nausea, stitichezza e diarrea. Non è una malattia vera e propria, ma questo non significa che non si debba cercare una soluzione, tutt’altro: se i disturbi peggiorano, infatti, possono arrivare a compromettere la qualità della vita delle persone.
Soffrire di frequenti mal di pancia o periodi più o meno lunghi di stipsi o diarrea non vuol dire avere per forza un colon irritabile. Per stabilire se si è affetti da questa sindrome bisogna rivolgersi al medico, spiegargli bene i sintomi, l’intensità del dolore, la frequenza della defecazione, la consistenza delle feci e altro ancora. Esistono criteri ormai ben consolidati per la diagnosi, e il vantaggio di tali indagini sta nella loro natura non invasiva.
Le “macrocategorie” di colon irritabile sono due: quella in cui prevale la stipsi e quella in cui prevale la diarrea. E’ bene rendersi conto in quale delle due si ricade, anche se a volte non è semplice, perché i due “atteggiamenti” possono alternarsi, rendendo meno agevole la collocazione in una impronta o nell’altra. Ad ogni modo, per veder regredire i disagi, valgono alcuni consigli generali.
Se si ha l’impronta stitica, è necessario introdurre quantità adeguate di acqua, nella misura di almeno 2 litri al giorno, aumentando fino a 3 litri d’estate. Anche le fibre sono importanti: queste, infatti, insieme all’acqua aumentano la massa delle feci e ne favoriscono il transito (50 grammi al giorno sono sufficienti, l’equivalente di una grossa porzione d’insalata). Una volta introdotte nella dieta, per avere effetto le fibre hanno bisogno di alcuni giorni, durante i quali l’intestino si adatta alla loro presenza.
A volte, tuttavia, eccedere nel consumo di fibre porta ad un effetto paradossale: l’intestino non è in grado di “mobilitare” in maniera efficiente la massa di fibra e, di conseguenza, aumenta il rischio di fenomeni fermentativi, di un incremento del gas intestinale e di un peggioramento del gonfiore e della stipsi. Quindi, la regola è: fibre sì, ma nella giusta quantità.
In caso di colon irritabile a impronta diarroica, nei periodi di crisi è opportuno l’uso di antidiarroici e, nel caso, di integratori di sali minerali (per recuperare quelli persi con la diarrea) e di fermenti probiotici per ristabilire la salute della flora batterica. Quest’ultima, infatti, secondo alcuni studi potrebbe avere un ruolo importante nel colon irritabile, e il mantenimento del suo equilibrio potrebbe migliorare la condizione generale dei pazienti.
Per entrambe le macrocategorie, si consiglia di affiancare al trattamento alimentare e farmaceutico una buona attività fisica e una consulenza psicologica: è noto, infatti, che il riacutizzarsi delle crisi corrisponde a periodi di forte stress emotivo.
|
Salute e Benessere News
Administrator
Nel forum da: Oct 2011
Messaggi: 227
|
|