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La Depressione

30-08-2008, 14:41 PM
La Depressione
Qual è il quadro sintomatologico in un depresso? Perché ci si ammala di depressione?
La depressione è forse una delle sofferenze mentali che più ha diviso e continua a dividere gli esperti: psichiatri, psicologi, psicanalisti, psicofarmacologi e genetisti. Una divisione che a volte è quasi inconciliabile perché si fonda sulle cause che la provocano e conseguentemente sulla terapia.
Eppure la depressione è un disagio socialmente importante.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità, la pone al quarto posto tra i maggiori problemi sanitari e calcola che in Europa e negli Stati Uniti è la seconda causa di invalidità dopo le malattie cardiovascolari.
Sempre statisticamente, per ogni individuo, la probabilità di ammalarsi di depressione in un anno è del 15% e nell'arco della vita del 20%. Le persone più a rischio sono le donne e i giovani ma interessa tutti e in tutte le fasce di età. Nei soggetti depressi il rischio di suicidio è del 7% negli uomini e del 1% nelle donne.
Uno stato depressivo non curato può durare dai 6 ai 24 mesi e la possibilità di ricaduta è del 50%. Qual' è il quadro sintomatologico in un depresso? Bisogna anzitutto dire che vi sono diversi tipi di depressione.
Si riconosce in ogni caso un quadro generale comune a quasi tutte le forme ed e: la tristezza, sentirsi nervosi, svogliati e stanchi, non avere voglia di incontrare persone, fare con fatica e demotivazione il proprio lavoro, essere afflitti da un continuo stato di pessimismo per se stessi e per le persone care, coltivare idee di colpa, bassa stima di se stessi, mangiare poco o troppo con conseguente dimagrimento o ingrassamento, dormire troppo o poco, difficoltà a concentrarsi.
Bastano alcuni di questi sintomi per far diagnosi di depressione. La psichiatria, attenta com'è alla classificazione dei caratteri distintivi (nosologia), ha elencato diversi tipi di depressione che sostanzialmente sono:
- depressione atipica
- depressione bipolare
- depressione psicotica
- depressione unipolare
- depressione grave malinconica
La depressione atipica sembra interessare il 40% dei casi curati a livello ambulatoriale. Oltre al quadro generale si caratterizza per un eccesso di sonno, aumento della fame, stanchezza e ipersensibilità alle osservazioni degli altri.
La depressione bipolare interessa il 50% dei casi, ma purtroppo spesso non è riconosciuta. Per un certo periodo il paziente è iperattivo, troppo contento, facilmente irritabile, agitato, ha poca voglia di dormire, tende alla logorrea ha un grande desiderio sessuale.
Tale fase è seguita da un periodo caratterizzato da un soggettivo pietoso senso di fallimento che investe totalmente il paziente proiettandolo in un "tunnel" affollato da pensieri cupi e pessimistici.
Il paziente si sente gravemente deprivato da ogni energia vitale. Tralasciamo le altre forme che hanno una incidenza fortunatamente inferiore e che per la loro gravità sintomatologica richiedono spesso un intervento temporaneamente limitante la libertà del paziente: T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio).
Chiaramente ciò che più ci interessa è la terapia. Diciamo subito che prima dell'avvento degli psicofarmaci la situazione era molto più grave. Quasi tutte queste forme tendevano alla cronicizzazione.
Pochi erano i mezzi a disposizione del medico oltre al contenimento e a qualche presidio sanitario che funzionava soprattutto su un piano empirico, ad esempio l'elettroshock. Gli psicofarmaci funzionano.
La risposta è alta se sono prescritti da specialisti che ne conoscono l'efficacia che è diversa secondo il tipo di Depressione.
Ma non sono la panacea. Per avere dei risultati che durino nel tempo e per evitare le ricadute, bisogna associare una psicoterapia.
Rimane la domanda più importante: perché ci si ammala di depressione? è il quesito che segna le maggiori divergenze teoriche.Per un certo periodo, aveva avuto fortuna la teoria genetica. Si pensava cioè che una persona nascesse con una ineluttabile predisposizione alla depressione e che il problema fosse causato da alcune alterazioni biochimiche a livello celebrale.
Ma valutando le interazioni con l'ambiente familiare e sociale e il quadro psicologico del paziente, si è visto che non è proprio solo così.
Si è fatto largo l'idea, sempre più verosimile che si tratti di una malattia seria con cause (etiologia) diverse, dove il disagio psichico spesso anticipa la malattia e ne è sempre, una forte componente.
E' importante quindi che il paziente sappia che si può fare della prevenzione. Intervenire sul disagio psicologico iniziali significa limitare l'evolversi della malattia verso forme più gravi.
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dott_Renzo
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