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Vecchio 30-06-2011, 10:51 AM   #1
Il Morbo di Dupuytren e il trattamento chirurgico correlato
Internullo Internullo è offline 30-06-2011, 10:51 AM

Rischi e complicanze

Il Morbo di Dupuytren è una patologia diffusa, la cuui unica soluzione è chirurgica se si riscontrano gravi quadri clinici a secondo la stadiazione. L’intervento è noto con il nome di aponeurectomia, che può essere: APONEURECTOMIA PALMARE E DIGITALE. L’effettiva portata e riuscita di tale intervento, con le difficoltà ad esso legate, può essere caratterizzata dalle possibilità e dalle probabilità dei risultati conseguibili, con i prevedibili vantaggi ed i rischi connessi, sia in confronto ad altri tipi di terapia che in caso di astensione dall’intervento in oggetto. Le caratteristiche etiopatogenetiche della malattia ed il suo carattere progressivamente ingravescente, con graduale deformità in flessione delle dita e conseguente limitazione funzionale sono note a tutti. Le terapie mediche e fisiche non sono assolutamente sufficienti a limitare l’evoluzione della malattia e pertanto l’intervento chirurgico rappresenta il trattamento di elezione. L’intervento consiste nella asportazione della aponeurosi palmare retratta e delle formazioni fibrose (noduli e cordoni) di uno o più raggi, con correzione parziale o totale delle deformità in flessione e delle rigidità, per il ripristino di una migliore funzione articolare. L’esito di tale intervento è influenzato da numerosi fattori quali l’età, il grado originario della lesione, il periodo intercorso dall’inizio dei sintomi, il potenziale evolutivo della malattia, il tipo costituzionale, la tendenza a formare cicatrici ipertrofiche, l’eventuale componente reumatoide, le abitudini di vita, le caratteristiche ambientali e lavorative, l’osservanza dei consigli postoperatori; tutti questi fattori condizionano il tempo di guarigione, che può andare da poche settimane nelle persone giovani ed in buone condizioni a periodi più lunghi nelle persone anziane con condizioni sfavorevoli (diabete, epilessia, disturbi circolatori, alterazioni trofiche cutanee, etc.). Nonostante il miglioramento delle tecniche chirurgiche non è possibile prevedere con esattezza il grado di ripresa funzionale (motilità attiva e passiva delle dita). Le complicanze generali sono possibili come in ogni intervento eseguito in anestesia locale quali crisi di panico, sindrome vagale, crisi ipotensive o ipertensive, fenomeni allergici nei confronti dei farmaci anestetici o di altre terapie somministrate. Le complicanze locali relative a questo specifico intervento sono rappresentate dal dolore, eccessivo sanguinamento con successivo ematoma, formazione di aderenze fra i vari piani anatomici con successiva rigidità, lesione dei fasci vascolo-nervosi e dei tendini flessori delle dita, strutture queste strettamente adese all’aponeurosi palmare da asportare chirurgicamente in una regione anatomicamente alterata dalla patologia in oggetto. Vi è pertanto la possibilità di necrosi di lembi cutanei con successiva necessità di innesti o trapianti e di alterazioni della sensibilità con zone di ipoestesia ed anestesia in regione palmare e digitale. Tali fenomeni, nei casi di più avanzata gravità della malattia, possono condurre anche all’amputazione di segmenti digitali. Esiste inoltre la possibilità di complicanze infettive superficiali e profonde con deiscenza della ferita chirurgica ed allungamento dei tempi di guarigione. Va quindi considerata la possibilità di una persistente rigidità delle dita e dell’eventuale recidiva della malattia nella zona operata o di una sua estensione in zone non trattate, con necessità di una nuova revisione chirurgica, soprattutto nel caso non venga eseguita un’appropriata rieducazione funzionale postoperatoria. Va peraltro sottolineato che tutte le diverse possibili complicanze postoperatorie, seppur chiaramente descritte in letteratura, risultano in realtà complessivamente infrequenti secondo la mia esperienza. Deve essere illustrato con chiarezza dall’operatore il normale decorso postoperatorio menzionando la sintomatologia dolorosa conseguente all’intervento, gli effetti visibili sul segmento corporeo operato ed il protocollo riabilitativo da seguire all’atto della dimissione con le cure FKT indicate. Si deve illustrare con chiarezza il normale decorso postoperatorio menzionando la sintomatologia dolorosa conseguente all’intervento, gli effetti visibili sul segmento corporeo operato ed il protocollo riabilitativo. Si deve mettere a conoscenza del paziente quali sono i trattamenti farmacologici che saranno effettuati (anestetici locali, profilassi antibiotica e terapia antidolorifica). Durante i colloqui, il medico si deve adeguatamente informare il paziente sulle percentuali di insuccesso dell’intervento e sul fatto che potrebbero essere necessarie modifiche tecniche durante il suo svolgimento; informandolo fin dall’inizio sugli eventuali interventi alternativi previsti. Si devono dare le spiegazioni richieste per la piena comprensione dell’intervento ed avere il tempo necessario per poter riflettere sulle informazioni assunte in modo da acconsentire meditatamente.
__________________
Dott. Giuseppe Internullo
Specialista in Ortopedia
Via Romano, 24 CALTAGIRONE (CT)
Per informazioni 0933-23843
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