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Vecchio 12-09-2011, 12:41 PM   #1
La patologia venosa degli arti inferiori
mario.forzanini mario.forzanini è offline 12-09-2011, 12:41 PM

Sintomi, diagnosi e chirurgia

Le varici si definiscono come dilatazioni permanenti della parete delle vene e colpiscono essenzialmente gli arti inferiori. Altre localizzazioni possono essere sede di varici (emorroidi, setto nasale, esofago…) ma nel linguaggio comune si intende una malattia che colpisce le gambe, con la formazione di evidenti gavoccioli dilatati e ricurvi che deturpano l’estetica, oltre a dare disturbi e comportare rischi.

Le varici non vanno confuse con "le teleangectasie", sostanzialmente dei capillari dilatati che sono un aspetto della cellulite e comportano essenzialmente un danno estetico.

Il termine "varice" deriva dal latino varus, che significa ricurvo, piegato.

Ne è colpito in gran parte il sesso femminile, per una questione ormonale legata agli estrogeni; il numero di gravidanze, l’uso degli anticoncezionali orali, la ritenzione idrica e il sovrappeso contribuiscono alla formazione delle varici.

La familiarità, il tipo di lavoro (commessa, fornaia, parrucchiera…), la stipsi cronica sono altri fattori di base che ne favoriscono l’insorgenza.

Anche gli uomini sono colpiti, in misura minore, con un rapporto maschi/femmine di circa 1 : 4, ma i disturbi sono molto minori e spesso la terapia nei maschi avviene quando sono in atto le complicanze, anche per una loro minore attenzione all’aspetto estetico.

I sintomi che derivano dalle varici sono comuni e di frequente riscontro: senso di pesantezza e gonfiore delle gambe, edema dei piedi e caviglie, formicolio, bruciori, crampi, prurito e, non ultimo, il danno estetico. Spesso le donne con varici evitano di portare gonne o di mettersi in costume, con grave disagio psicologico.

Per i disturbi abbiamo a disposizione farmaci e calze elastiche in grado di attenuarli.

Ma sono le complicazioni il vero motivo per cui le varici devono essere trattate: le flebiti, le trombosi, le embolie polmonari, le emorragie, le infezioni, l’eczema da stasi e le ulcere alle gambe portano non solo ad un aggravarsi dei sintomi, ma soprattutto a dei rischi che non vale la pena di correre.

La diagnosi è molto semplice; una buona visita medica è da sola in grado di stabilire quale grado le varici abbiano raggiunto e quale rischio comporta tenerle. Dalla visita deriva anche la scelta della terapia.

Talvolta è necessario completare la visita con un esame diagnostico assolutamente indolore ed innocuo, l’ecocolordoppler, che serve per escludere complicazioni maggiori a carico delle vene profonde (trombosi soprattutto) e a stabilire quale approccio terapeutico è meglio usare tra quelli a disposizione.

Una volta fatta la diagnosi è oggi possibile trattare le varici con rischi assolutamente trascurabili.

La chirurgia, soprattutto quella mini-invasiva, trova indicazione quando i principali assi venosi (le safene) sono alterati; si va dal classico stripping totale, allo stripping corto, alle metodiche francesi di legatura (c.h.i.v.a.), al laser, alle recenti applicazioni di clip endovascolari. L’anestesia è generalmente periferica, o addirittura locale, e il risultato estetico è ottimale.

La scleroterapia trova indicazione quando le safene sono ancora sane (varici extrasafeniche) o quando sono state precedentemente asportate (varici recidive). Non si tratta di un intervento chirurgico ma di iniezioni nelle vene che le fanno ‘riassorbire’ e trasformare in condotti chiusi. La scleroterapia è utile soprattutto nel trattamento dei capillari.

Il laser è una metodica ottima, ma trova poche applicazioni; si trattano con il laser i capillari più piccoli, fini e resistenti alla scleroterapia. Nella terapia delle varici più grosse il laser non ha risultati migliori della chirurgia, anche da un punto di vista estetico.

Calze elastiche e farmaci Calze elastiche e farmaci sono soprattutto metodi che agiscono sui disturbi, ma non eliminano le cause.

La metodica migliore deriva dalla combinazione delle tecniche, chirurgiche e non. Solo usando tutti i metodi a disposizione è possibile risolvere la malattia varicosa, senza dimenticare però che la patologia è cronica e necessita di controlli nel tempo.
__________________
Dott. Mario Forzanini
Specialista in Chirurgia Vascolare
www.forzanini.it

 
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