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Gambe e tatuaggi: in quale punto farli?

Gambe e tatuaggi: in quale punto farli?

08-07-2016 - scritto da Francesca F. Salute

Il tatuaggio sulla gamba è la moda del momento, ma sai che ci sono punti più sensibili e che il disegno valorizza difetti come la ritenzione idrica?

Combattere i disturbi circolatori per mostrare gambe a prova di tatuaggio.

Senso estetico, appartenenza o affermazione: sono questi i tre significati che può assumere un tatuaggio, che può essere definito come una forma di comunicazione non verbale che esprime un sentimento vissuto in quel momento.

Dietro a un tatuaggio c’è tutto un significato e sia il disegno che la zona da tatuare rispecchiano il carattere della persona.

 


 

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Tatuaggio e moda del momento

La moda di quest’ultimo periodo spinge anche le donne alla scelta di fare un tatuaggio sulle gambe. Ma quale parte delle gambe scegliere tra piede, polpaccio e coscia per ottenere un bel risultato con poca sofferenza?

  • Il piede è la zona della gamba più dolorosa per fare un tatuaggio perché è ricco di terminazioni nervose. In ogni caso, data la superficie ridotta, quasi tutti i tatuaggi sul piede sono di piccole dimensioni, come simboli o frasi caratterizzati da colori tenui
  • Salendo dal piede troviamo il polpaccio, meno sensibile del piede ma che non resta comunque indifferente agli aghi utilizzati dal tatuatore. Il polpaccio è una parte molto scelta dagli uomini, perché i tatuaggi mettono in risalto la muscolatura grazie a tribali solitamente grandi e che richiedono quindi una superficie ampia, o disegni che magari si uniscono ad altri lungo la gamba per creare un unico tatuaggio. Anche molte donne scelgono il polpaccio perché risulta femminile ed elegante
  • Ma il punto delle gambe che ottiene il massimo dei voti nella scelta della zona da tatuare è la coscia. La preferenza è giustificata dal fatto che questa zona della gamba è poco dolorosa, perché ossa e nervi sono ricoperti da muscoli e grasso e, quindi, al riparo dalla sollecitazione dell’ago che provoca dolore. In più, la coscia è considerata una zona molto sexy. Il tatuaggio sulla coscia in genere valorizza la struttura muscolare, ed è il motivo per cui questa zona viene scelta spesso dagli uomini per esaltare la loro mascolinità. Nelle donne, invece, una frase tatuata sulla coscia esalta una gamba lunga e sinuosa, con il vantaggio che si può nascondere in qualsiasi momento sotto un pantalone o una gonna

 

Quando la gamba gonfia ruba la scena al tatuaggio

Un tatuaggio è per sempre ed è bene ricordarlo nel momento in cui si scelgono disegno e zona da tatuare. Le situazioni della vita cambiano, così come il corpo, e mentre all’inizio sembrava il tatuaggio perfetto, col tempo il disegno può diventare un riflettore da nascondere insieme agli inestetismi dell’età. 

La coscia, soprattutto nella donna, è un punto del corpo dove si concentrano difetti molto comuni come ritenzione idrica e cellulite, dovuti a problemi di circolazione sanguigna. Con l’età le vene e i capillari degli arti inferiori possono perdere di elasticità e riducono la capacità di pompare il sangue dalle gambe verso il cuore, causando un ristagno del sangue nei vasi, che si dilatano e provocano gonfiore, pesantezza, durezza e sensazione di stanchezza alle gambe.

La presenza di un tatuaggio potrebbe attirare l’attenzione su gambe gonfie e ritenzione idrica e aumentare perciò la sensazione di disagio. Meglio mettere da parte le cattive abitudini che possono ripercuotersi sulla salute dei vasi sanguigni, come fumo, alcol e sedentarietà, e attuare invece una serie di strategie comportamentali che aiutino a ridurre o prevenire il problema della cattiva circolazione:

  • Fare attività fisica costante, che riattiva la circolazione sanguigna troppo pigra
  • Assumere integratori specifici, a base di bioflavonoidi e vitamina C, che combattono l’infiammazione e rafforzano in modo naturale le pareti dei vasi sanguigni

 

Attraverso queste piccole regole si può combattere ogni giorno il problema delle gambe gonfie per mostrare senza problemi il proprio tatuaggio come si fa con un’opera d’arte.




A cura di Francesca F. Salute
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