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Le alterazioni delle percezioni visive

Le alterazioni delle percezioni visive

12-09-2017 - scritto da Andrea Granatiero

Le illusioni e le allucinazioni: cosa sono, quali sono e da cosa sono causate queste alterazioni delle percezioni.

Le alterazioni delle percezioni visive possono capitare anche a chi non ha alcuna patologia.

Tra la realtà fisica e la realtà fenomenica spesso c’è discrepanza. Nell’osservazione dell’oggetto entrano in gioco la memoria innata e individuale, la tradizione culturale e la funzionalità visiva. Da essi nascono i cosiddetti inganni percettivi. Il percetto, infatti, può essere influenzato da altre attività psichiche come la memoria, l’affettività e l’attenzione.

 

 

Le alterazioni delle percezioni visive si distinguono per:

1) ALTERAZIONI DELLA QUALITA’, come:

  • Le discromatopsie (cambiamento del colore di alcuni oggetti) osservabili in alcune intossicazioni;
  • Le metamorfopsie: alterazioni della forma e delle dimensioni deglio oggetti osservabili negli stati confusionali e negli attacchi di panico (micropsie, macropsie, parropsie).

2) ALTERAZIONI DELL’INTENSITA’: iperestesie e ipoestesie osservabili anche in soggetti sani sotto stress.

3) ANOMALIE DEI CARATTERI: inquadrabili come esperienze di depersonalizzazione e derealizzazione.

4) SINESTESIE: associazione di una percezione proveniente da un altro organo, secondarie alla percezione primaria.

 

LE ILLUSIONI

Le illusioni sono delle alterazioni sensoriali prodotte dalla errata integrazione di dati sensoriali e dati psicologici soggettivi. Tra le cause individuiamo le alterazioni dell’affettività, dello stato di coscienza e le demenze. Distinguiamo:

  • ILLUSIONI DI BASE ATTENTIVA: tipiche nei soggetti in cui i livelli di attenzione sono fortemente ridotti (alterazioni dello stato di coscienza, droghe, demenze);
  • ILLUSIONI DI BASE AFFETTIVA: tipiche nei soggetti che vivono la condizione di aspettativa in uno stato emotivo di ansia e preoccupazione;
  • PEREIDOLIE: l’attività percettiva elabora stimoli vaghi e ambigui. Sono osservabili nei bambini.

 

LE ALLUCINAZIONI

Vengono definite come delle percezioni in assenza di oggetto, svincolate dall’apporto sensoriale. Tra le cause individuiamo le psicosi funzionali e organiche. Nelle allucinazioni distinguiamo diversi caratteri:

  • Spesso vengono collocate nello spazio esterno ed hanno una loro concretezza;
  • Il paziente è certo che quella sia la realtà;
  • Spesso il paziente è convinto di essere l’unico ad avere le allucinazioni (senso di privatezza);
  • Hanno diversi gradi di complessità: possono essere elementari, complesse o combinate.

 

Nell’atteggiamento del paziente distinguiamo:

  • Soliloqui e atteggiamenti di ascolto;
  • Una risposta emotiva: paura, curiosità, indifferenza e negazione;
  • Tentativi di interpretazione;
  • Un passaggio all’atto soprattutto nelle fasi iniziali, con atteggiamenti di auto o eteroaggressivi;
  • Strategie difensive finalizzate alla convivenza con i fenomeni allucinatori.

 

Sono vari i modelli interpretativi delle allucinazioni. Il modello della dream intrusion afferma che le allucinazioni altro non sarebbero delle interferenze di immagini oniriche nello stato di veglia. L’ipotesi sarebbe supportata dal riscontro che si ha nelle malattie neurodegenerative (Parkinson, Alzheimer, demenza dei corpi di Lewi) in cui sono tipiche le allucinazioni ma sono ma sono anche osservabili delle alterazioni della fase REM del sonno. Generalmente queste allucinazioni precedono di molto la comparsa clinica della malattia.

 

Un ulteriore modello è quello della Reality Monitoring. Il processo che verifica la congruenza spazio temporale dell’informazione si esprimerebbe nella impossibilità di distinguere le informazioni immaginate, ovvero quelle autogenerate, dai precetti.

 

Un modello interpretativo più recente è quello della irritazione corticale, secondo il quale le allucinazioni deriverebbero dall’iperattività delle aree cerebrali correlate alla memoria delle immagini.

 

Attualmente tra tutti i modelli il più accreditato è il Perception and Attention Deficit Model 2 (PAD). Secondo tale modello alla base delle allucinazioni visive c’è sia un deficit attentivo che visuo-percettivo ed entrambi determinano, influenzati anche dalla rappresentazione della scena, e solo se presenti contemporaneamente, l’attivazione di un proto-oggetto percettivo incorretto.

 

Infatti quando è presente un deficit del binding attentivo e una ridotta attivazione sensoriale dell’oggetto corretto, viene attivato (a causa del meccanismo di top down alterato) uno dei proto-oggetti incorretti che sono presenti a livello inconscio nella nostra mente e si ha una allucinazione (viene selezionato un proto-oggetto che in quel momento non è presente nell’ambito della scena).

 

Dal punto di vista clinico nelle allucinazioni bisogna considerare il loro livello di complessità, la partecipazione emotiva del paziente, l’influenza sul comportamento del paziente e il grado di consapevolezza.

 

ALLUCINAZIONI VISIVE

Sono tipiche delle psicosi confusionali di origine lesionale, tossica o dismetabolica. Nel Delirium è caratteristica la visione, vissuta con terrore, di piccoli animali o insetti (allucinazioni microzooptiche) o di piccole figure umane (allucinazioni lillipuziane). Nell’epilessia temporale allucinazioni visive possono presentarsi sottoforma di episodi critici con tendenza a ripetersi nei vari episodi.

Si distinguono in:

  • Elementari (fotopsie, fosfeni);
  • Parzialmente organizzate (scritte, disegni);
  • Complesse (all. visive p.d.): in questo caso sono tridimensionali, solide, dotate di movimento e di ombra;
  • Combinate ad allucinazioni uditive.

 

Possono interferire in modo variabile con la realtà percettiva:

  • Allucinazioni sostitutive: occupano tutto il campo percettivo annullando ogni altra percezione;
  • Allucinazioni schermanti: si sovrappongono in parte al campo percettivo schermandone solo la porzione che occupano;
  • Allucinazioni integrate: si integrano armoniosamente con la realtà cirscostante.

 

ESPERIENZE ALLUCINATORIE PARTICOLARI

Distinguiamo:

  • Allucinazioni funzionali: innescate dalla stimolazione reale di un organo di senso (es. voci che compaiono con l’apertura del rubinetto e che scompaiono con la chiusura);
  • Allucinazioni riflesse: la stimolazione reale di un organo di senso innesca allucinazioni a carico di un organo diverso;
  • Allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche: allucinazioni visive, talora uditive e tattili, che compaiono rispettivamente prima dell’addormentamento e al risveglio. Non hanno significato patologico;
  • Autoscopia: visione della propria immagine corporea proiettata all’esterno. Descritta in situazioni di stress psico-fisico, in disturbi dell’umore, nell’epilessia temporale e nelle intossicazioni da sostanze;
  • Allucinazioni negative: mancata percezione di stimoli reali.

 

PSEUDOALLUCINAZIONI

Sono dei fenomeni dispercettivi, generalmente uditivi, collocati nello spazio interno soggettivo. Sono precise, dettagliate, stabili e spesso associate a un senso di passività. Si riscontrano nelle psicosi funzionali e nell’uso di sostanze allucinogene.




Dott. Andrea Granatiero
Ortottista e Assistente in Oftalmologia

Profilo del medico - Andrea Granatiero

Nome:
Andrea Granatiero
Provincia:
RM
Professione:
Ortottista e Assistente in Oftalmologia
Specializzazione:
Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie
Contatti/Profili social:
facebook


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