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Quando il bullismo diventa pericoloso?

Quando il bullismo diventa pericoloso?

28-07-2017 - scritto da Prof. Maria Pia Cirolla

Quali i mezzi per arginare il fenomeno nella scuola? Nasce la figura del Referente del Bullismo e Cyberbullismo.

Nelle realtà in cui viviamo solitamente e nell’ordinaria quotidianità, alla quale spesso ci adeguiamo e/o ci rassegniamo, capita qualcosa che scuote le nostre anime addormentate dalla routine e succede lo scossone: allora lì ci si sveglia, si aprono gli occhi e si prova a ragionare.

 

Nella vita della scuola negli ultimi cinque anni si è sempre più venuto ad accentuare il fenomeno che abbiamo più volte indicato come bullismo (ovvero azioni inflitte da uno o più soggetti, minorenni e non, verso una prescelta vittima che identificata dal branco o dal bullo ne procura umiliazione, violenza psicologica e fisica, fino a spingere la stessa alle estreme conseguenze in alcuni casi).

 

Ora noi sappiamo molto bene che ciò che oggi identifichiamo come “bullismo” di tipo scolastico o privato si poggia su ciò che è la relazione tra un presunto bullo X o bulla X (poiché più volte abbiamo detto e sperimentato che il bullismo non esiste solo al maschile, anzi…) e la vittima o le vittime prescelte alle quali si desidera riservare questo “trattamento speciale” di vessazioni psicologiche, morali e fisiche gravi.

 

Il Ministero della Pubblica Istruzione, nella figura del Ministro, identifica così alcune delle possibili ipotesi di soluzione per arginare o controllare il fenomeno del bullismo nelle scuole, rendendo così da proposta/decreto a obbligatoria, la presenza di una “figura garante” definita Referente con il compito preciso e specifico di identificare, controllare e soprattutto “segnalare” alle autorità competenti, quei fatti e situazioni di singoli o di gruppo che possono essere menzionati come “azioni di bullismo”.

 

Ma chi è il Referente dunque? Innanzitutto un docente (sia esso di ruolo o incaricato) che dotato di un buon senso e capacità relazionali riesce a gestire le parti, praticamente un mediatore, non uno sceriffo. 

 

Che la gravità del fenomeno stia toccando livelli importanti ne è prova anche il fatto delle varie proposte legislative e decreti proposti, alcuni anche approvati in Parlamento nei mesi scorsi. Si legge così da una nota del Miur:

 

“Il Miur ha indirizzato agli UU.SS.RR. la nota prot. 964/2017, riguardante la nomina di referenti per le attività di prevenzione e contrasto del bullismo e cyberbullismo presso gli Uffici stessi.

 

Nella medesima nota, il Ministero chiede di individuare anche per ogni istituzione scolastica un docente referente per il bullismo e il cyberbullismo:

 

Sebbene l’iter di approvazione dell’AS 1261-C sia ancora in corso, si ritiene di fondamentale importanza procedere all’individuazione di detti docenti al fine di programmare attività di informazione sui temi della prevenzione del bullismo e del cyberbullismo. A questo proposito, come previsto dal Piano Nazionale per la Formazione dei Docenti 2016/2019, sarà progettato un percorso di formazione rivolto ad almeno due docenti per ogni istituto scolastico per l’acquisizione delle competenze psico-pedagogiche e sociali per la prevenzione del disagio giovanile nelle diverse e forme e la promozione del welfare dello studente.

 

La presente legge si pone l’obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche.

 

Ecco quanto si voleva mettere in evidenza: la necessità di garantire in ogni scuola la sicurezza e la serenità dei ragazzi. Questa prima iniziativa vede così garantita la presenza di una figura che ha il compito principale di garantire e individuare quelle situazioni di pericolo o focolai innescati già dalle origini.

 

Quando il bullismo diventa pericoloso ci siamo chiesti? Quando prevale all’interesse l’indifferenza, ma soprattutto l’atteggiamento dello sminuire l’entità di pericolo che contiene.

 

Quello che si desidera fare con questo articolo è sensibilizzare sul tema affinché tale situazione non rimanga solo una moda momentanea o una via per estorcere, nel peggiore dei casi, del denaro alla pubblica amministrazione che invece sembrerebbe prendere molto sul serio la situazione anche alla luce di alcuni episodi di cronaca che hanno testimoniato la serietà e l’importanza del fenomeno in via di sviluppo.

 

Certi che nulla capita per caso ci siamo incamminati su una via che vuole sostenere la prevenzione e soprattutto l’informazione: la cosa che conta è che oltre alle istituzioni scolastiche, come più volte abbiamo sostenuto, anche le famiglie collaborino in questa azione preventiva, sostenendo la scuola e gli insegnanti per ottenere una più efficace e solida soluzione.

 

Di per sé stesso, né una legge né un referente sono sufficienti se non si collabora in maniera compatta: tutto coopera al bene di chi desidera una scuola sana, efficace ma soprattutto dei ragazzi sani e intelligenti, sensibili e che costruiscono la loro vita su basi solide e sicure.

 

Disegno di Valentina B. (I.C. G. Matteotti, Aprilia, LT), realizzato per il concorso della Questura di Latina “Come una clip può ferire".




Profilo del medico - Prof. Maria Pia Cirolla

Nome:
Maria Pia Cirolla
Azienda:
"I.C. A.Toscanini" Aprilia (LT)
Occupazione:
Docente Incaricata di Irc e Dottore in Teologia della Vita Consacrata
Contatti/Profili social:
facebook


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