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5 cose da sapere sulla polmonite

5 cose da sapere sulla polmonite

30-11-2017 - scritto da Paola P.

Sintomi, fattori di rischio e complicanze, tutto quello che devi sapere sulla polmonite.

E' grave la polmonite? Come ci si ammala? E le cure?

La polmonite è un’infiammazione dei polmoni comunemente provocata da un agente infettivo, spesso conseguenza di altre infezioni primarie che si estendono ai nostri grandi organi della respirazione dal cui funzionamento dipende la nostra stessa possibilità di vita. Come si manifesta questa grave patologia? La febbre è sempre un sintomo? Chi è più a rischio di ammalarsi? Ma soprattutto, quali sono le cure disponibili? In questo articolo proviamo a chiarire tutti i principali aspetti che riguardano la polmonite e le sue complicanze, a cominciare dalle cause possibili.

 

 

COSA PROVOCA LA POLMONITE?

All’origine c’è sempre un attacco infettivo da parte di microrganismi patogeni come batteri, virus e persino funghi. Di per sé questa malattia non è contagiosa, ma il germe che la provoca sì, potrebbe essere tranquillamente anche un virus dell’influenza. Il problema è che un’infezione ai polmoni prodotta da un virus, specialmente se non individuata subito, può facilmente degenerare in batterica, e un’infezione batterica è sempre un grosso guaio.

La polmonite può interessare un solo polmone o entrambi, e persino trasmettersi ad altri organi interni senza che chi ne soffre se ne accorga. All’interno del polmone l’infiammazione – che, lo ricordiamo, è la risposta del sistema immunitario all’attacco dei germi infettivi – colpisce gli alveoli polmonari, che sono l’elemento base, il più piccolo, dell’albero respiratorio, i quali si riempiono di pus o muco e questo rende molto difficile respirare liberamente e fare il pieno di ossigeno.

 

QUALI SONO I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO?

Tutti possono ammalarsi di polmonite, tuttavia esistono categorie di persone la cui probabilità di contrarre l’infezione è percentualmente maggiore. Si tratta di coloro che hanno un sistema immunitario depresso per varie ragioni, ad esempio perché reduci da interventi chirurgici, perché ospedalizzati (le infezioni e sovrainfezioni ospedaliere sono purtroppo una eventualità da mettere in conto), chi abbia malattie croniche di tipo autoimmune tra cui il diabete mellito, e naturalmente la condizione di sieropositività.

Altri fattori di rischio importanti sono l’essere fumatori, il soffrire di bronchite cronica (BPCO o broncopneumopatia cronico ostruttiva), malattie renali e insufficienza renale, malattie cardiorespiratorie, e infine l’essere alcolisti.

Tutti i soggetti a rischio dovrebbero stare particolarmente attenti a monitorare lo stato di salute dei propri polmoni.

 

QUALI SONO I SINTOMI DELLA POLMONITE?

Purtroppo la sintomatologia della polmonite si confonde facilmente con quella di malattie più “banali” come influenza e raffreddore. Come fare, allora, a distinguerle? Se l’infezione polmonare è di natura virale ed è una complicanza da una primaria influenza (è una eventualità comune in chi, ad esempio, abbia basse difese immunitarie), allora i sintomi influenzali (che includono febbre, mal di testa e mal di gola, inappetenza, dolori articolari e muscolari, tosse secca, brividi, stanchezza e spossatezza), saranno presenti solo per i primi giorni.

A questi sintomi generici, però, si associano dopo la prima fase anche altri che sono più tipici delle malattie polmonari e che devono subito portare ad un controllo più specifico: tosse che da secca diventa grassa con produzione di catarro, febbre più elevata, difficoltà a respirare e dolori al petto, labbra che diventano bluastre. Sono i sintomi di una polmonite virale acuta da trattare immediatamente. Anche perché questo tipo di infezione, come abbiamo anticipato, può facilmente degenerare in batterica, il che peggiora il quadro generale. In questo caso in genere la febbre aumenta ancora, si suda molto, il polso accelera e il respiro si fa corto. Con poco ossigeno in corpo, inoltre, si possono notare altre conseguenze come le dita che diventano blu sotto le unghie.

Finora abbiamo descritto le polmoniti tipiche, che hanno sintomi precisi. Più difficile diagnosticare quelle delle “atipiche”, che non colpiscono gli alveoli polmonari ma gli spazi interstiziali, ovvero quelle porzioni di tessuto tra un alveolo e l’altro. Mentre le polmoniti virali sono prodotte soprattutto dai virus influenzali, e quelle batteriche da pneumococco e streptococco, quelle atipiche sono invece causate da un altro microrganismo chiamato Mycoplasma pneumoniae, e i sintomi possono essere molto più sfumati, e pertanto subdoli. Talvolta non c’è la febbre, e la tosse e le difficoltà respiratorie si manifestano lentamente. Questo tipo di polmonite è particolarmente pericolosa perché proprio in quanto non “drammatica” nel suo esordio, può essere sottovalutata a lungo e quindi estendersi ad altri organi interni tra cui il cuore.

 

COME SI DIAGNOSTICA E SI CURA LA POLMONITE?

La diagnosi arriva attraverso diversi passaggi. Per prima cosa il medico sottopone il paziente a visita e gli ausculta il respiro. Ad un primo sospetto segue una radiografia al torace che evidenzia il focolaio infettivo. Può essere di utilità anche l’analisi dell’espettorato. Se l’infezione polmonare è di natura virale, allora saranno necessarie una terapia antipiretica in caso di febbre molto alta, e una cura antivirale per accelerare i tempi di guarigione. Riposo e idratazione sono fondamentali. Se, però, la polmonite è di origine batterica o fungina, allora sarà necessario, al fine di debellare il microrganismo patogeno, somministrare al paziente una adeguata terapia antibiotica.

Nei casi più severi è indispensabile il ricovero ospedaliero.

 

COME SI PREVIENE LA POLMONITE?

I soggetti a rischio, ovvero chi soffre di bronchite cronica o è vulnerabile alle malattie dell’apparato respiratorio, ad eccezione dei soggetti immunodepressi o chi sia sottoposto a terapie immunomodulanti, dovrebbe vaccinarsi. Così come i bambini e i gli anziani, per i quali i rischi di complicanze sono maggiori. Sono attualmente disponibili le vaccinazioni anti pneumococco e anti virus influenzale.

I fumatori dovrebbero considerare di smettere, e in generale il consiglio è quello di potenziare il sistema immunitario attraverso uno stile di vita sano, attività fisica regolare e un’alimentazione ricca di antiossidanti naturali come quelli presenti nei cibi di origine vegetale (olio extravergine d’oliva, legumi, frutta e verdura fresche, noci e altra frutta secca), e nel pesce ricco di omega 3.

 

FOTO | via Pixabay.com 

Fonte | CNN.com




A cura di Paola P.
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