Acqua contaminata e colon irritabile

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Acqua contaminata e colon irritabile

15-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

Lo dice la ricerca: circa 1 paziente su 3 colpito da infezione intestinale batterica può presentare, a distanza di anni, una sindrome del colon irritabile

Quando un'infezioni intestinale è causa del colon irritabile

Acqua contaminata e colon irritabile

Fa rigirare nel letto senza pace, a volte anche in piena notte, impedisce di concentrarsi sullo studio e sul lavoro, può provocare fastidi periodici o, peggio, continui, fino a rendere le giornate insopportabili. E’ il mal di pancia: un’espressione generica dietro la quale, in realtà, si nascondono molteplici disturbi.

Uno di questi prende il nome di sindrome dell’intestino irritabile ed è diffusissimo soprattutto tra le donne (ad influire potrebbero essere alcuni fattori ormonali). Non si tratta di una vera e propria malattia ma di un insieme di disturbi concentrati a livello del basso intestino, nella zona del colon. Qui, per una serie di cause ancora poco chiare (ma con sicurezza possiamo affermare che fattori di disagio come stress, ansia, alimentazione o abitudini di vita poco sane hanno la loro buona parte di colpa…), i muscoli dell’intestino non si contraggono a ritmo coordinato.

Il risultato è che gli alimenti ingeriti vengono spinti più rapidamente del dovuto attraverso le anse, causando gas, rigonfiamento e diarrea. In altri casi, invece, accade il contrario: il passaggio del cibo ritarda e le feci diventano dure e asciutte. Ecco dunque dolore e stitichezza.

Uno studio molto recente ha suggerito un legame importante tra le forme di gastroenterite acuta infettiva e lo sviluppo, a distanza di tempo, di colon irritabile.

Nel 2000, in un piccolo paese del Canada, si verificò un’epidemia di gastroenterite batterica dovuta alla contaminazione delle falde acquifere da parte degli scarichi industriali. Dopo un periodo di 2-3 anni il 10% degli abitanti che non avevano accusato una sindrome gastroenterica acuta accusava dei sintomi tipici del colon irritabile mentre la percentuale saliva al 28%-34% negli abitanti che avevano avuto una gastroenterite acuta. Ad esserne maggiormente colpiti i giovani e le donne.

In tutte le situazioni di gonfiore, dolore e irregolarità nell’evacuazione è bene non rassegnarsi e, anzi, trovare la soluzione più giusta per ritrovare il naturale benessere dell’intestino, grazie all’azione combinata di fibre solubili, fermenti lattici e vitamine. I lassativi sono più spesso dannosi che utili!

E in conclusione, un piccolo stratagemma per cominciare a ritrovare la regolarità di corpo: un cucchiaino d’olio prima dei pasti. E’ un toccasana soprattutto per chi predilige una dieta ricca di carboidrati e proteine e povera di grassi. In questi casi, un cucchiaino di olio d’oliva formerà maggior nutrimento per i batteri intestinali, da cui dipende la produzione delle feci.



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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