Addio farmaci da banco, arrivano quelli “da scaffale”

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Addio farmaci da banco, arrivano quelli “da scaffale”

15-03-2010 - scritto da Viviana Vischi

Grazie al decreto Bersani medicinali senza ricetta in vendita anche nei supermercati. E i farmacisti scioperano

Autorizzata la vendita dei medicinali da banco anche nei supermercati

24/07/2006 - Mercoledì 19 luglio, una data storica: per la prima volta sono rimaste chiuse migliaia di farmacie italiane, 420 nella sola città di Milano. Si è trattato di uno sciopero unico nel suo genere, anche perchè quando si parla di astensione dal lavoro vengono in mente tassisti (come nelle ultime settimane), metalmeccanici, piloti e autoferrotramvieri. Certamente non i farmacisti.
Tutta colpa del decreto sulla competitività o decreto Bersani che autorizza la vendita dei medicinali da banco anche nei supermercati. Una falsa liberalizzazione per i camici bianchi, che di fatto penalizza le farmacie a vantaggio della grande distribuzione. Che, intanto, si è già organizzata: la Coop ha annunciato che sarà pronta a settembre e che sta pensando all’aspirina con il proprio marchio, mentre in un supermercato di Vicenza già da qualche giorno è partita la sperimentazione. A grande richiesta soprattutto i medicinali di pronta emergenza, come quelli per il mal di testa.
Il decreto sulla competitività sta scatenando accese discussioni. C’è chi, come l’associazione dei consumatori Codacons, ne vede gli aspetti positivi in termini di vantaggio economico per le tasche degli italiani: si parla di un risparmio di 424 milioni di euro all’anno stimando una media di sconto pari al 20%.
Le categorie di farmaci da automedicazione per le quali i cittadini spendono di più sono quelli per le cure dermatologiche (35% della spesa totale), per le patologie dell’apparato respiratorio, gastrointestinale e genito-urinario: tutti prodotti che negli ultimi anni hanno subito notevoli aumenti dei pezzi, denuncia il Tribunale dei diritti dei Malati. Il Codacons si è spinto oltre: per aumentare ulteriormente i risparmi per la collettività, ha chiesto al Ministro della Salute Livia Turco di consentire la vendita frazionata dei medicinali, così da arrivare a soluzioni monodose più pratiche e vicine alle esigenze degli utenti.
Di tutt’altra opinione il segretario di Federfarma Franco Caprino, che ritiene che i cittadini non spenderanno di meno, anzi: “l’acquisto rischierà di essere d’impulso e aumenteranno i consumi”, come nel caso delle vendite liberalizzate in Olanda, che hanno fatto registrare un’impennata del 30%.
C’è anche chi, come l’Ageing Society - Osservatorio della Terza Età – si chiede se la vendita nei supermercati non si traduca in danni alla salute e in un aggravio di spesa per il Sistema Sanitario Nazionale che, per quanto riguarda l’uso improprio o abuso di medicinali, già si aggira sui 5,7 miliardi di euro l’anno.
Secondo il rapporto Osmed dell’Agenzia Italiana del Farmaco, su 28 confezioni di farmaci consumate mediamente da ogni italiano nel 2005, 13 sono acquistate prevalentemente senza ricetta medica. Ma tali consumi, prosegue il rapporto, vengono assorbiti per il 58% da persone con più di 65 anni che potrebbero falsamente ritenere che farmaci posti nello scaffale di un supermercato siano potenzialmente meno pericolosi di quelli venduti in farmacia.
“I farmaci non sono caramelle - avverte il farmacologo
Silvio Garattini - non fate scorte”: l’invito è quello di evitare ogni forma di consumismo di fronte alle future “parafarmacie” dei supermercati.
Vista la delicatezza del problema, le stesse associazioni dei consumatori hanno chiesto all’Aifa (l’agenzia del farmaco) di fornire una lista basata sui principi attivi e sulla dimensione delle confezioni, per evitare abusi e sprechi. Insomma, si rende necessaria un’attenta selezione delle medicine, eseguita sulla base dell’impatto sulla salute e non del volume dei consumi. L’elemento più rischioso, quest’ultimo, perché, forse, quello che più interessa la grande distribuzione.
Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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