Alcol e gravidanza: come proteggere il bambino

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Alcol e gravidanza: come proteggere il bambino

08-03-2012 - scritto da Viviana Vischi

Ogni anno in Italia oltre 560.000 donne diventano madri. E molte, soprattutto alla prima gravidanza, si chiedono: come dobbiamo comportarci nei confronti dell’alcol?

Se sono incinta devo smettere in assoluto di bere? O un bicchiere ogni tanto è ammesso nella mia dieta? E' importante abbandonare l’alcol già quando si è nei primissimi mesi di attesa? Ecco le risposte

Alcol e gravidanza: come proteggere il bambino Dietro queste domande ci sono dei comportamenti che, secondo una ricerca commissionata da AssoBirra, parlano di uno zoccolo duro di circa 8 su 10 che non bevono o smettono di bere alcol appena apprendono della gravidanza, mentre il 17% riduce i consumi di bevande alcoliche ma non li elimina del tutto e un 4% mantiene le stesse abitudini pre-gravidanza.

I rischi legati al consumo di alcol in gravidanza costituiscono un argomento delicato e non del tutto noto, specialmente in Italia. Il feto, infatti, non ha difese rispetto all’alcol assunto dalla madre. Questa sostanza può interferire con il suo sviluppo provocando l’insorgere delle cosiddette patologie fetali alcol correlate, che possono provocare danni permanenti e irreversibili come anormalità della crescita, ritardo mentale e alterazioni somatiche. Tali patologie, a seconda della loro combinazione e gravità vengono distinte in FAS (sindrome fetale alcolica), FAE (difetti alla nascita alcol correlati) e FASD (disordini collegati all’uso dell’alcol in gravidanza).

In una ricerca pubblicata a settembre 2011, l’Istituto Superiore di Sanità ha rivelato che il 7,6% dei neonati italiani sono stati esposti durante la gravidanza all’alcol materno. E sebbene ancora oggi la scienza non possa dirci con certezza se esista o meno una quantità minima di alcol sicura in gravidanza, si ritiene prudenziale evitare completamente il consumo di una sostanza, l’alcol appunto, che potrebbe creare problemi al sistema nervoso centrale del nascituro, con conseguenti rischi di ritardo mentale o di disturbi comportamentali.

Per questo è importante una campagna supportata dagli operatori sanitari più autorevoli e competenti - i ginecologi e ostetrici, indicati dalle donne italiane come la realtà più autorevole in grado d’incidere sulle loro decisioni in materia - che orienti le future mamme verso le giuste scelte comportamentali in materia di alcol. In quest’ottica, SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e AssoBirra (Associazione degli Industriali della Birra e del Malto) lanciano la seconda edizione della campagna “Se aspetti un bambino l’alcol può attendere”, per informare e sensibilizzare le donne sulle sindromi alcol fetali correlate e su come prevenirle.

E allora alcuni semplici consigli utili per le donne in gravidanza, o che stanno pianificando di avere un bambino, su come comportarsi in questo importante e delicato momento della propria vita:
• Bere alcol in gravidanza può danneggiare il bambino che nascerà
• Già nelle prime settimane di gravidanza l’alcol che bevi può fare danni
• I danni che puoi fare al tuo bambino bevendo alcol non sono curabili
• Non consumando alcol puoi evitare completamente questi danni
• Nessuna dose di alcol è considerata sicura durante la gravidanza
• Se hai già consumato alcol durante la gravidanza non continuare a farlo
• Se stai pianificando una gravidanza astieniti dal bere alcol

Per maggiori informazioni:
www.sigo.it -
www.beviresponsabile.it


A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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