Alimentazione e salute: 6 regole d’oro per tutta la famiglia

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Alimentazione e salute: 6 regole d’oro per tutta la famiglia

29-04-2021 - scritto da Paola Perria

Scopriamo i segreti per una dieta gustosa, sana e low cost da seguire in famiglia.

Sei consigli per mamme e papà per migliorare la dieta familiare.

 

Che mangiare bene e sano sia il miglior modo per proteggere la propria salute ormai lo sanno anche le pietre. Non sono infatti ininfluenti la qualità, la quantità e la proporzione delle sostanze nutritive che introduciamo quotidianamente nella nostra dieta nel promuovere e preservare la nostra condizione di benessere, di energia, la nostra capacità di resistere agli attacchi degli agenti patogeni e di mantenerci in forma.

 

Se ciò è ormai dato per assodato – forte anche di tutte le evidenze scientifiche che le innumerevoli ricerche sul campo hanno permesso di registrare – non ha però ancora generato quel cambio di abitudini dietetiche diffuso che sarebbe auspicabile. Segno che si tratta di una consapevolezza superficiale, non  ancora profondamente introiettata. E questo vale per i più piccoli, spesso vittime privilegiate delle “suggestioni” non sempre salutari imposte dal marketing alimentare, ma anche per gli adulti. In altri termini, le famiglie faticano ancora a recepire le linee guida che i principali organismi nazionali e internazionali che si occupano di salute e nutrizione propongono (OMS e Ministero della Salute in primis).

 

Come fare, infatti, a combinare le esigenze nutrizionali di tutti i membri della famiglie con il budget a disposizione, i tempi ristretti in cui si ha la possibilità di fare la spesa (spesso concentrata in un unico giorno a settimana), e i gusti personali che divergono? Insomma, come privare i bambini delle loro merendine preferite (soprattutto quando le troviamo in super offerta al supermercato), e convincerli a mangiare più verdure e più pesce (difficili da trovare low cost)? Come rinunciare alle due fette di salamino con il pane o allo snack al cioccolato e nocciole così gratificante al rientro da una lunga giornata di lavoro?

 

Ecco, di seguito, sei semplici consigli utili proprio per cercare di migliorare la qualità dell’offerta alimentare da proporre in ambito familiare. Suggerimenti che, se seguiti con una certa costanza, non solo permettono di ottimizzare la spesa e i tempi, ma soprattutto di contribuire concretamente al benessere fisico e psicologico di tutti i membri.

 

1. Preferire i cibi “interi”. Cosa si intende per cibi interi? Essi sono tutti quegli alimenti che mangiamo proprio come sono all’origine, non sporzionati o ridotti in parti mescolate o ri-mescolate con altri alimenti, non precotti, liofilizzati, idrolizzati e via discorrendo. Ecco gli esempi: frutta, verdura, legumi, riso e cereali in chicchi, tuberi, semi, carni e pesce freschi, uova. Essi sono proposti nella loro purezza, riconoscibili nella loro interezza, non addizionati con altri additivi, e pertanto sono probabilmente i cibi più sani che possiamo consumare. Via libera quindi alle zuppe di cereali e legumi, ai contorni di verdure, alla frutta semplicemente “colta e lavata”, al polletto ruspante al forno. Meglio optare per prodotti biologici e a km zero (questo per aiutare anche l’economia del territorio).

 

2. Creare un menù settimanale. E’ una buona abitudine soprattutto quando si abbiano tanti impegni di lavoro e poco tempo per cucinare. La domenica, o comunque nel giorno della settimana in cui non lavorate o avete del tempo libero, sedetevi intorno al tavolo (bambini inclusi) con un foglio di carta e dei pennarelli colorati. Insieme decidete i diversi menù per la settimana cercando di andare incontro alle esigenze di tutti ma tenendo conto di alcuni principi non negoziabili, come la presenza di “cibi interi” (vedi punto 1) in ogni pasto e dei dolci solo una volta a settimana (per i bambini qualcosa in più, preferibilmente però a colazione).

 

3. Fare una lista della spesa. Fa il paio con il punto precedente, perché fare una lista dei cibi da acquistare permette di avere un più chiaro quadro delle possibili combinazioni alimentari e delle ricette da cucinare. Fate la spesa quando ne avete la possibilità ma senza fretta e soprattutto mai a stomaco vuoto!

 

4. Scegliere un giorno a settimana in cui preparare i cibi per il menù settimanale. Potrebbe non essere necessariamente il giorno in cui fate la spesa, ma vi servirà per facilitarvi il compito di cucinare di volta in volta. Dovrete quindi lavare e porzionare i diversi ingredienti freschi che avete comprato in vista delle ricette (ad esempio tagliare la verdura per il minestrone, congelare il pane in più diviso in porzioni giornaliere, lessare i legumi o i cereali che poi userete per le zuppe o le insalate eccetera, preparare un brodo vegetale eccetera). Logicamente farete questa operazione per le ricette che prevedono una cottura lunga o più fasi,  ma senza far trascorrere troppo tempo tra la preparazione degli ingredienti e la preparazione della ricetta stessa.

 

5. Bambini in cucina! E’ importante coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti e nella scelta degli ingredienti. Si tratta, in effetti, di semplice educazione alimentare, che consente loro di avere più voce in capitolo nella loro nutrizione. Inoltre potranno “pasticciare”un po’ e migliorare la loro conoscenza dei cibi e la loro manualità.

 

6. Consumare almeno un pasto al giorno insieme. Una famiglia che mangia insieme è una famiglia più unita. E’ dimostrato che la condivisione del pasto apporta benefici sia a livello fisico che psicologico, favorisce la comunicazione ed è appurato che sia un’abitudine particolarmente benefica per i bambini, che tendono a mangiare di meno e meglio quando non consumano il pasto da soli.



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
Profilo Linkedin di Paola Perria
 

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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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