Allergia alla frutta: diagnosi e terapia

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Allergia alla frutta: diagnosi e terapia

26-03-2015 - scritto da Viviana Vischi

Scoprire a quali tipi di frutta si è sensibili è possibile e facile. E prevenire è l’unica strategia vincente per contrastare le allergie.

Allergia alla frutta: diagnosi e terapia

Ebbene sì, anche i vegetali possono provocare allergia. In molti casi si tratta di cross-reazioni: accade infatti che chi è allergico ai pollini di certe piante, come ad esempio le graminacee o le betulacee, riconosca nella frutta o nella verdura gli stessi allergeni delle piante a cui è sensibilizzato.

Un milione di persone in Italia sono allergiche a frutta e verdura. Di queste, 6 su 10 sono donne. Per questi pazienti, i sintomi caratteristici di una reazione allergica dopo aver ingerito frutta fresca sono naso che cola, rossore e gonfiore alle labbra e prurito agli occhi. Nel peggiore dei casi si può avere addirittura uno shock anafilattico.

 

La diagnosi

Scoprire a quali alimenti e nello specifico a quale tipo di frutta e verdura si è allergici è semplice, basta sottoporsi agli opportuni esami allergologici. I più diffusi sono i prick test (SPT) e i RAST test (RadioAllergoSorbent test).

prick test (SPT) si effettuano in questo modo: viene inoculata nelle braccia la sostanza che si presume possa provocare allergia. Dopo dieci minuti si verificano eventuali reazioni allergiche come gonfiore e arrossamento. I prick test non riescono a distinguere il tipo di proteina che determina la reazione allergica ma solamente gli alimenti da eliminare.

Il RAST test o dosaggio delle IgE specifiche, è un semplice esame del sangue che va alla ricerca degli anticorpi specifici per gli allergeni sospettati di scatenare la reazione allergica.

Una terza tipologia di test è l’ISAC test  (Immuno Solid-phase Allergen Chip), che però al momento non è disponibile in tutti i laboratori: tramite un prelievo di sangue è possibile riscontrare gli anticorpi specifici (IgE) verso singole molecole allergeniche. Questa metodica consente di testare contemporaneamente 112 molecole allergeniche comprendenti allergeni propri presenti nelle varie famiglie di pollini e panallergeni cross-reattivi con gli alimenti. Sulla base dei risultati ottenuti, l’allergologo potrà formulare una diagnosi precisa e una conseguente terapia. 

Con questi test una persona allergica può conoscere con precisione le singole molecole di panallergeni per cui è sensibile, unitamente al gruppo di allergia a cui appartiene. In questo modo, vengono individuati quei frutti per cui si può andare incontro a una grave reazione allergica qualora fossero ingeriti.

 

La terapia

Chi dovesse ingerire per sbaglio un frutto che può provocare una reazione allergica deve sottoporsi a una terapia d’urgenza a base di antistaminici e cortisonici. Inoltre, è necessario saper riconoscere i sintomi di uno shock anafilattico e intervenire somministrando adrenalina auto-iniettabile, una sostanza salva-vita che consente di guadagnare tempo in vista dell’arrivo in Pronto Soccorso o del personale specializzato.

 

La prevenzione

La prevenzione è, come sempre, la strategia migliore per contrastare le allergie. Una corretta prevenzione si basa su:

  • Una diagnosi esatta
  • Una corretta e approfondita conoscenza dei sintomi di una reazione allergica e dei rischi ad essa connessi
  • L’esclusione dalla dieta della frutta che può provocare reazioni allergiche
  • La compilazione di un diario clinico su cui annotare i sintomi per alimenti prima tollerati
  • La programmazione di controlli periodici da uno specialista in allergologia
  • La presenza di adrenalina auto-iniettabile da utilizzare in caso di shock anafilattico
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A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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