Allergia in autunno: non abbassiamo la guardia

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Allergia in autunno: non abbassiamo la guardia

12-09-2012 - scritto da Viviana Vischi

Allergia in autunno: con l’arrivo dell’autunno si va incontro a una nuova stagione di pollini e sofferenze respiratorie

I consigli da seguire per stare meglio in autunno se si soffre di allergie

Allergia in autunno: non abbassiamo la guardia Autunno, tempo di allergie. Eh sì, anche nella stagione in cui cadono le foglie, naso che cola, tosse e occhi gonfi possono tornare a darci fastidio. Tutta colpa dei famigerati pollini, il nemico numero uno di chi soffre di allergie, che colpiscono in modo spietato anche in autunno. In questa stagione, infatti, complici le temperature ancora miti e il tasso di umidità spesso elevato, molte piante hanno la loro prima fioritura. E’ proprio durante la fioritura che i pollini raggiungono le mucose delle vie respiratorie, scatenando le reazioni allergiche.

Allergia in autunno: le piante nemiche
Le graminacee come grano, mais e riso, per esempio, fioriscono tra settembre e ottobre, causando non pochi problemi respiratori a chi già ne aveva sofferto in primavera. Anche l’ambrosia, pianta infestante a noi sconosciuta fino a quindici anni fa, fiorisce in autunno. Chiamata anche “nettare degli dei”, l’ambrosia sta diventando un vero e proprio incubo per chi vive nel Nord Italia, dove invade bordi di strade e autostrade. Molto insidiose in questo periodo dell’anno sono anche l’artemisia e la parietaria, una parente stretta dell’ortica, diffusa soprattutto al Centro Sud, che cresce nei luoghi incolti e sui muri.

Allergia in autunno: i sintomi
I sintomi delle allergie autunnali sono simili a quelli di un comune raffreddore: naso chiuso o che gocciola, occhi che bruciano o che lacrimano, starnuti, tosse, pressione al petto e dolore facciale, diminuzione del senso del gusto o dell’odorato. Alcune persone sottovalutano questa condizione perché i loro sintomi sono piuttosto lievi. Per altri, invece, il semplice uscire di casa si trasforma in un incubo.

Allergie primaverili e autunnali
Non esistono grosse differenze tra le allergie primaverili e quelle autunnali. I sintomi, infatti, sono molto simili, sono però meno intensi, perché la quantità di pollini in circolazione è inferiore.

Allergia in autunno: cosa si può fare?
Proteggersi dalle allergie non è facile. Si possono, però, seguire alcuni piccoli trucchi per cercare di contenere i rischi. Nelle giornate secche e ventose, per esempio, sarebbe buona regola limitare le uscite all’aperto e fare la doccia non appena rientrati a casa, in modo da eliminare le spore che si siano eventualmente nascoste tra i capelli. Sconsigliatissimo ovviamente lo sport nei parchi, mentre è fortemente consigliato dormire con le finestre chiuse e tenere i finestrini chiusi quando si viaggia in auto. Se si vuole partire per il week end, preferire una località di mare perché la brezza allontana i pollini. Un consiglio è anche quello di monitorare il Bollettino dei pollini.

Come si fa a sapere se si è soggetti allergici ?
La prima cosa da fare per scoprire se si soffre di allergie, è sottoporsi a delle prove allergiche. Ne esistono di due tipi:

- test cutanei (o Prick test): sono quelli per contatto, dove la sostanza è portata direttamente in contatto con la pelle
- esami del sangue

Il test cutaneo più utilizzato e condotto per più allergeni contemporaneamente è quello percutaneo: in pratica le sostanze vengono strofinate o inserite in una piccola incisione sulla pelle del paziente, solitamente il braccio o la schiena. Prurito, rossore o gonfiore rivelano una reazione anomala agli allergeni somministrati. Il test viene eseguito in ambulatorio, dà risultati immediati, è sicuro e non doloroso tanto che viene abitualmente praticato anche su neonati e bambini.

L’esame del sangue è una vera e propria analisi, che va ad accertare la presenza di anticorpi agli allergeni nel sangue. Di solito si va a cercare la quantità di immunoglobuline IgE in circolo; una loro massiccia presenza conferma la reazione allergica in atto. Altri test effettuati sul sangue cercano la quantità di immunoglobuline o di eosinofili; un aumento di questi ultimi, che sono elementi del nostro sistema immunitario, è un altro indizio a favore di un'allergia in atto. A differenza dei test cutanei, gli esami del sangue richiedono più tempo per l’elaborazione dei risultati e la lettura da parte del medico.

Una volta effettuata la corretta diagnosi, l’allergologo potrà somministrare la cura più adatta. I farmaci più usati per alleviare i sintomi allergici sono gli antistaminici e i cortisonici, impiegati per le forme più gravi.

Per altre info sulle problematiche di asma e allergie confrontati con la Community di Forumsalute all'interno della sezione dedicata all'Allergologia e Immunologia.


A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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