Allergie e intolleranze alimentari: diagnosi e terapia

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Allergie e intolleranze alimentari: diagnosi e terapia

09-09-2015 - scritto da Viviana Vischi

I test allergologici e scientifici più affidabili per diagnosticare allergie alimentari, celiachia e intolleranza al lattosio.

Come si fa diagnosi di allergia o intolleranza alimentare?

Allergie e intolleranze alimentari: diagnosi e terapia

Una volta fatta chiarezza sulla differenza tra allergia e intolleranza alimentare, è importante capire come è possibile diagnosticare problematiche di questo tipo e come porvi rimedio. La premessa indispensabile è che la diagnosi di allergia alimentare deve essere effettuata dallo specialista allergologo; per quanto riguarda le intolleranze, invece, solo per alcune esistono dei test scientifici e affidabili (breath test per l'intolleranza al lattosio), mentre i test non convenzionali o "alternativi" non sono scientificamente validati. 

 

Diagnosi di allergia alimentare

Per fare diagnosi di allergia alimentare è indispensabile, innanzitutto, fare un’anamnesi scrupolosa del paziente e della sua storia famigliare: si è visto che i bambini con un genitore allergico sono due volte più a rischio dei bambini con genitori senza storie di allergie; se entrambi i genitori sono allergici la probabilità di allergia nel bambino aumenta da 4 a 6 volte. L'allergologo dovrà dunque verificare se nella famiglia i genitori risultavano allergici e a quali cibi o sostanze.

Quando si sospetta allergia alimentare è di fondamentale importanza che il paziente sappia descrivere accuratamente la tipologia e la frequenza dei sintomi e quando si manifestano, soprattutto in riferimento temporale a quello che si è mangiato.

Per confermare il sospetto dell’esistenza di un’allergia si può effettuare il test ematico per la ricerca delle Immunoglobuline E (IgE ): questo è un test di screening, non fornisce informazioni sull’agente che provoca la liberazione delle IgE, ma se il suo esito è positivo permette di affermare che si soffre di una qualche forma di allergia.

A questo punto si può procedere con il Rast Test, un semplice test ematico che permette di verificare se vi è produzione di anticorpi nei confronti di determinati alimenti: può succedere, però, che si assista alla produzione di anticorpi anche per alimenti verso cui non vi è allergia, ma che sono strutturalmente con quelli verso cui si è effettivamente allergici; questi test, dunque, anche se molto sensibili possono fornire dei risultati definiti vome falso-positivo.

Anche il Prick Skin test può fornire risultati falso-positivi: consiste nell’inoculare sottopelle una proteina specifica dell’alimento da testare e osservare la reazione; se si verifica liberazione di istamina nella sede di iniezione compare rossore e prurito.

Il test di provocazione alimentare è il più specifico per attestare un’allergia alimentare: va eseguito sotto stretto controllo medico, anche in ambiente ospedaliero se si teme una grave reazione allergica e consiste nel somministrare l’alimento sospetto al paziente per osservarne le eventuali reazioni.

 

Diagnosi di intolleranza al lattosio

La diagnosi di intolleranza al lattosio può essere fatta mediante il breath test: se il lattosio non viene correttamente scisso dall’enzima lattasi, nell’intestino verrà trasformato in idrogeno, metano e anidride carbonica che in parte per via ematica vengono trasportati ai polmoni. Con il breath test si va a misurare la quantità di idrogeno che viene espirato prima e dopo una somministrazione di lattosio in modo da valutare l’effettiva carenza di lattasi. Una volta accertata l’intolleranza si deve stabilire il valore soglia oltre il quale il lattosio non è più tollerato: il modo migliore per farlo è attraverso la lettura delle etichette alimentari che indicano quando e quanto lattosio è presente e attraverso il metodo del trial and error (letteralmente prova e sbaglia!).

 

Diagnosi della celiachia

Per quanto riguarda la diagnosi di celiachia, invece, se si sospetta la malattia si devono effettuare dei test sierologici che se positivi fanno confermati dalla biopsia intestinale che senza probabilità di errore può confermare o meno la celiachia.

 

Riassumendo, il test di esclusione alimentare è il più specifico per confermare una diagnosi di allergia alimentare, la celiachia può essere diagnosticata con certezza solo dopo biopsia intestinale, mentre per l’intolleranza al lattosio si ricorre al breath test.

 

E una volta diagnosticata un'allergia alimentare? Se il Rast o il Prick test sono positivi, può essere consigliata una dieta di eliminazione: in questo caso i cibi che hanno reso positivi i test vengono sospesi dall'alimentazione quotidiana per un periodo compreso fra le 2 e le 4 settimane. Se in questo intervallo temporale si osserva un significativo miglioramento nella sintomatologia del paziente, si effettua un test di provocazione alimentare e se anche questo fornisce un esito significativo si escluderà definitivamente quell’alimento dalla dieta. Attenzione ad alcuni alimenti come le arachidi: se responsabili di allergia possono indurre shock anafilattico e vanno dunque completamente eliminati per scongiurare gravi conseguenze.

 

In caso di intolleranza alimentare, invece, eccezion fatta per la celiachia e l’intolleranza ai solfiti, non è necessario escludere a priori l’alimento incriminato, perché in genere, ogni persona, ne sopporta  piccole quantità senza avvertire alcun disturbo.

Infine, in caso di celiachia, l'unico modo per risolvere il problema, almeno fino ad oggi, consiste nell’adottare una dieta senza glutine.

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A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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