Amicizia e solidarietà contro il tumore al seno

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Amicizia e solidarietà contro il tumore al seno

15-03-2010 - scritto da Viviana Vischi

Ogni donna colpita da carcinoma mammario ha bisogno di una fonte continua di affetto che dia coraggio

Ecco il messaggio di “Brest friend”, grande mostra fotografica in questi giorni a Roma

24/10/2006 - Dopo il successo ottenuto a Milano, “Brest friend”, la campagna internazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno, si trasferisce nella capitale. L’appuntamento con la straordinaria raccolta di immagini firmate Rankin, uno dei più celebrati fotografi del mondo, è dal 25 al 31 ottobre in piazza San Lorenzo in Lucina a Roma. In mostra i volti di star mondiali come Rosanna Arquette, Jerry Hall e la “casalinga disperata” Marcia Cross, ma anche celebrità italiane del cinema, della musica e dello spettacolo come Romina Power, Luisa Corna, Paola Saluzzi e Ivana Spagna. Cos’hanno in comune queste donne? Sono tutte delle “Brest Friend”: ciascuna di loro è stata vicina a un’amica colpita da tumore al seno, ne ha condiviso i timori, le speranze e il dolore. Ogni donna colpita da carcinoma mammario ha bisogno di una fonte continua di affetto che dia coraggio: amicizia e solidarietà sono dunque le carte vincenti per affrontare la battaglia contro il cancro al seno.
L’iniziativa è sostenuta da associazioni di pazienti di oltre 20 nazioni, tra cui l’italiana Salute Donna Onlus, con il sostegno della casa farmaceutica Roche e il patrocinio del Ministero della Salute. L’obiettivo è duplice: promuovere l’informazione su una malattia che ogni anno, solo in Italia, colpisce circa 40 mila donne, e sottolineare l’importanza della prevenzione.
Negli ultimi anni, anche a causa dell’allungamento della vita media, l’incidenza del carcinoma mammario è aumentata, ma grazie alla diagnosi precoce e alle terapie sempre più innovative i decessi sono diminuiti, fermandosi a 11 mila. Le percentuali di guarigione sono raddoppiate e la diagnosi al di sotto dei 2-2,5 cm consente ormai di guarire nel 90% dei casi.
“Oggi sappiamo che esistono diverse forme di carcinoma mammario, –sottolinea Luca Gianni, Direttore del Centro di Oncologia Medica dell’Istituto dei Tumori di Milano – che evolvono con progressioni più o meno rapide, a seconda che abbiano elevata espressione di recettori per gli estrogeni o per fattori di crescita, come il recettore HER2”. Individuare il tipo di carcinoma da cui si è colpite è dunque di fondamentale importanza: la diagnosi precoce deve diventare parte integrante delle abitudini di vita di ogni donna.
Il primo passo è l’autopalpazione, uno strumento importante già a partire dall’adolescenza. La prima ecografia andrebbe fatta verso i 25 anni, la mammografia a partire dai 40. Nelle donne che, purtroppo, hanno familiarità con il tumore alla mammella, il rischio di ammalarsi è leggermente superiore: il consiglio, in questo caso, è anticipare la prima mammografia ai 35 anni.
Dalla diagnosi precoce dipende anche il tipo di intervento da affrontare: se si riesce a diagnosticarlo quando è più piccolo di due centimetri, il chirurgo potrà limitarsi a una quadrantectomia, cioè toglierà soltanto la porzione di seno malata, altrimenti dovrà passare alla mastectomia, cioè all’asportazione completa. Due i dubbi ricorrenti delle pazienti: il tumore tornerà? Dovrò rinunciare alla maternità? “L’intervento e le terapie successive – tranquillizza Luca Gianni - permettono di sconfiggere radicalmente la malattia, e sotto controllo medico, al termine della chemioterapia, sarà possibile avere un bimbo in tutta serenità”.

A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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