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Artrite psoriasica: sintomi, cause e cure

Artrite psoriasica: sintomi, cause e cure

01-02-2016 - scritto da Paola P.

L’artrite psoriasica è una malattia reumatica autoimmune associata alla psoriasi. Conosciamola meglio.

Non solo lesioni della pelle, la psoriasi può essere il primo sintomo dell’artrite.

Artrite psoriasica: sintomi, cause e cure

Tra le tante varianti dell’artritemalattia infiammatoria delle articolazioni che ha un’origine autoimmune, c’è anche quella definita psoriasica, un aggettivo che immediatamente ci riporta alla comune patologia cutanea chiamata psoriasi. In questa particolare forma di artrite, invalidante, cronica e progressiva come la reumatoide, il sintomo tipico della psoriasi, ovvero la comparsa di eruzioni cutanee pruriginose e arrossate, caratterizzate dalla formazione di crosticine, si verifica nelle parti di pelle che ricoprono le articolazioni o sono in prossimità con queste, e certo non è un caso.

All’origine dell’artrite psoriasica c’è una anomalia del sistema immunitario, a causa della quale, per ragioni sconosciute, gli anticorpi del soggetto colpito all’improvviso attaccano tessuti sani del corpo individuandoli come dei corpi estranei da distruggere, in questo caso le cellule della pelle e, in seguito, quelle delle articolazioni del corpo, a cominciare da mani e piedi.

Come differenzia l’artrite psoriasica da quella reumatoide? Il fatto che l’esordio della malattia, ovvero la comparsa delle lesioni cutanee, può anticipare di molti anni – persino decenni – il disturbo reumatico, ma in talaltri casi (meno frequenti), la psoriasi può insorgere successivamente, rendendo più problematica la diagnosi.

Come per tutte le forme di artrite, anche quella psoriasica – se non trattata in modo tempestivo e corretto – oltre a un forte dolore può portare al totale blocco delle articolazioni con distruzione del tessuto osseo. Si stima che questa malattia reumatica nella sola Italia colpisca l’1% della popolazione – sia uomini che donne – soprattutto nella fascia di età compresa tra i 30 e i 50 anni, ovvero quella porzione di vita adulta che è anche quella più produttiva, ragion per cui arrivare quanto prima possibile ad una diagnosi permette anche di ridurre l’impatto negativo sulla capacità lavorative e sulle abitudini di vita di chi ne vanga colpito.

Vediamo, appunto, quali sono i primi sintomi, quei campanelli d’allarme che devono portare subito ad un controllo specialistico:

  • Dito “ a salsicciotto”: è proprio un sintomo tipico di questa forma di artrite e si manifesta con il gonfiore di uno o di tutte le dita di una mano (più raramente di un piede), con caratteristica asimmetria (ovvero solo da un lato del corpo). Le dita diventano proprio come dei salsicciotti caldi, arrossati e rigidi
  • Flascite plantare o tendinite. Le prime infiammazioni colpiscono i tendini e in generale i legamenti proprio nei punti in cui si connettono con l’articolazione. Ad esempio possono insorgere fasciti o tendiniti a carico di mani e piedi
  • Le prime infiammazioni articolari invece possono insorgere a carico della delle anche, o nella zona sacrale e lombare, o colpire l’articolazione del gomito
  • Rigidità articolare evidente soprattutto al mattino. Il dolore si attenua con il passare delle ore e con il movimento
  • Eczemi e lesioni squamose, arrossate e pruriginose sulle parti di cute delle zone articolari (come anticipato questo sintomo però può presentarsi in forte anticipo o ritardo rispetto alle infiammazioni reumatiche vere e proprie)
  • Stanchezza, spossatezza

Come si deve intervenire? L’artrite psoriasica per prima cosa necessita di una diagnosi precisa, per giungere alla quale sono necessari diversi esami specialistici, oltre alla visita accurata da parte di un reumatologo. Radiografie, scintigrafie, TAC o risonanza magnetica sono gli strumenti diagnostici che permettono di capire il tipo di infiammazione e il danno e che tali flogosi interne abbiano arrecato alle ossa.

Successivamente si deciderà che tipo di cura mettere in atto, innanzi tutto andando a spegnere il processo infiammatorio (sia articolare che cutaneo) e dando così sollievo al paziente. A tale fine si somministrano farmaci cortisonici, ma è opportuno iniziare quanto prima la terapia vera a propria, che dovrebbe durare  a vita, sebbene con “aggiustamenti” in itinere. I medicinali d’elezione sono quelli immunomodulanti, tra cui soprattutto il metotrexate, un “vecchio” chemioterapico in genere efficace e ben tollerato, che agisce sul sistema immunitario disinnescando la reazione anomala.

Se questo farmaco non permette di conseguire il risultato sperato, si potrà provare con i cosiddetti farmaci biologici, i cui principi attivi vanno a bloccare le principali molecole infiammatorie responsabili della malattia (in particolare interleuchina 12 e 23). Oltre alle terapie farmacologiche, che si dovranno seguire con scrupolo in associazione  ad una dieta ricca di sostanze antiossidanti naturali (contenute in frutta e ortaggi freschi, legumi, cereali integrali, pesce, oli vegetali spremuti e freddo) e ad una integrazione di acido folico, chi abbia questa forma di artrite dovrà cercare di mantenersi quanto più in forma possibile. Il sovrappeso è un nemico, così come lo sono il fumo e l’alcol, pertanto bene un po’ di sano moto (ad esempio 40 minuti di camminata al giorno che migliora la circolazione nelle zone colpite dalla malattia e mantiene allenata la muscolatura) e l’abitudine ad eseguire alcuni esercizi di stretching ad hoc da eseguire soprattutto al mattino per combattere la tendenza alla rigidità articolare.

 

Foto| via Pinterest




A cura di Paola P.
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