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Asportazione delle ovaie per prevenire il tumore

Asportazione delle ovaie per prevenire il tumore

03-04-2015 - scritto da Cinzia I.

La scelta di Angelina Jolie per contrastare il rischio di un tumore alle ovaie fa riflettere. Eppure, di tumore all'ovaio si muore, eccome.

Tumore all’ovaio: una malattia troppo spesso trascurata dalle donne stesse.

Asportazione delle ovaie per prevenire il tumore

Lo aveva annunciato e lo ha fatto. Angelina Jolie di recente ha raccontato al mondo con una lettera al New York Times di essersi sottoposta ad ovariectomia totale, per contrastare il rischio di un tumore alle ovaie. L’attrice è portatrice di una mutazione del gene BRCA1 che aumenta il rischio di incappare in un tumore al seno e/o alle ovaie rispettivamente dell’87% e 50%. Nel 2013 si era già sottoposta ad una mastectomia bilaterale preventiva per lo stesso motivo.

Si è fatto un gran parlare allora della sua scelta, un po' meno a dire il vero riguardo a questo ultimo intervento, anche se forse la riflessione al riguardo sarebbe più importante: una percentuale di rischio inferiore e conseguenze decisamente più importanti per la donna rispetto all’asportazione delle mammelle.

Lo ha sottolineato lei stessa: "Si tratta di un'operazione più semplice della mastectomia, ma i suoi effetti sono più gravi: la donna va in menopausa forzata e la scelta è più difficile per coloro che non hanno ancora avuto bambini”. Lei, ne ha avuti 3 e ne ha adottati altrettanti.

In Italia il tumore all’ovaio colpisce ogni anno 4900 donne: nell’80% dei casi la diagnosi avviene quando il cancro è ormai in fase avanzata, con sopravvivenza a 5 anni del solo 30%. Un dato che si ribalta se il tumore è preso ad uno stadio iniziale: la sopravvivenza riguarda il 90% delle pazienti. Purtroppo non esiste uno screening affidabile che possa identificare questo tumore al suo insorgere, mentre si sa che il 40% delle donne con mutazione del gene BRCA 1 sviluppa il cancro dell’ovaio. Questo può accadere anche in donne molto giovani.

Il prof. Carmine Pinto, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha spiegato in una nota a commento della scelta drastica della Jolie quanto sia importante per le donne avere tutto il giusto supporto al riguardo:

“La scelta di sottoporsi all’intervento chirurgico di asportazione delle ovaie deve rientrare in un articolato percorso di cura, in base al programma di vita della donna: le conseguenze sono infertilità e menopausa precoce. È indispensabile che la paziente abbia la capacità e gli strumenti per valutare tutti i pro e i contro.”

AIOM e SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), hanno già messo a punto congiuntamente un documento atto a specificare quali aspetti non dovrebbero essere trascurati al riguardo. Continua Pinto:

 “Nel nostro Paese va migliorato l’accesso al test genetico per tutte le donne a rischio, cioè quelle che hanno avuto un tumore al seno da giovani o che presentano una forte familiarità. E deve essere gestita con attenzione la fase successiva a questo esame, per definire con la paziente il percorso di cura. Va sviluppata la cultura del counselling genetico, con tutti gli attori coinvolti: l’oncologo, il genetista e lo psicologo. Solo così potremo capire a fondo le aspettative della donna. Inoltre questo test non è solo preventivo, ma indica anche la sensibilità delle donne già affette da tumore ovaio a una categoria di farmaci, i PARP inibitori, che agiscono nei tumori causati dalle alterazioni dei geni BRCA. AIOM insieme alle altre Società Scientifiche coinvolte, proprio in questi giorni, sta producendo delle Raccomandazione per la gestione del test per BRCA nell’ambito del carcinoma ovarico”.

Angelina Jolie ufficializzando la sua scelta ha voluto avvisare le donne di questa possibilità. Ma indubbiamente è andata oltre stimolando anche un dibattito tra specialisti (non tutti favorevoli a questa opzione) ed ha permesso di focalizzare l’attenzione anche sul tumore dell’ovaio, troppo spesso trascurato dalle donne stesse, anche per mancanza di informazioni adeguate.

Foto: Flickr




A cura di Cinzia I.
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