Cioccolato: si, no, forse

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Cioccolato: si, no, forse

17-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

Decine di ricerche svelano le proprietà benefiche del “cibo degli dei”, che ora farebbe bene anche alla memoria. Ma sarà tutto vero?

Il cioccolato fa bene oppure no?

13/03/2007 - I Maya lo chiamavano il “cibo degli dei”. E’ talmente buono da non poterne fare a meno e da anni la scienza si affanna a scoprirne sempre nuove proprietà benefiche. In sintesi:
- contiene flavonoidi, sostanze della famiglia dei polifenoli, importanti antiossidanti che rendono elastici i vasi sanguigni e più fluido lo scorrere del sangue, dunque fa bene al cuore;
- abbassa la pressione del sangue;
- apporta all’organismo più fosforo del pesce e riduce il livello di colesterolo;
- contiene la serotonina, che rilassa, ma anche la caffeina e la teobromina, che fanno sentire più attivi, la feniletilamina e l’andammide, capaci di dare sprint e favorire la concentrazione;
- è antidepressivo e stimola gli stessi ormoni secreti nell’organismo durante l’atto sessuale.
Insomma, il cioccolato sembrerebbe essere un alimento davvero unico in grado di creare una situazione di benessere psico-fisico. Tutto vero o tutto falso? A cosa dobbiamo credere? Gli studi scientifici dicono certamente la verità, ma bisogna saperli leggere bene e, quando vengono commissionati da qualche grande azienda del settore, vanno presi con le pinze.
Come se la gente avesse bisogno di un motivo in più per amare la fantastica tavoletta, gli ultimi studi suggeriscono che un nuovo tipo di cacao potrebbe migliorare le funzioni cerebrali e ritardare il declino dovuto all’invecchiamento. Alcune sostanze contenute nei chicchi di cacao prima che vengano trattati sarebbero infatti in grado di fare un gran bene alla memoria e alle capacità di apprendimento e sarebbero persino capaci di tenere a bada l’avanzare della demenza senile. Tuttavia, al momento è ancora difficile stabilire quanto di questi composti sopravviva effettivamente nella cioccolata commerciale dopo i processi di raffinazione.
Uno studio su topolini da laboratorio - metà dei quali alimentati con cacao arricchito di flavanoli, ingredienti presenti in alcuni tipi di cacao - ha mostrato in una serie di esercizi l’aumento delle capacità mnemoniche nei ratti a dieta speciale. E una ricerca britannica ha dimostrato che i flavanoli provocherebbero un aumento dell’irrorazione sanguigna per un periodo di due-tre ore, con effetti positivi per il cuore e per il cervello.
Insomma, il dibattito sul cioccolato si è arricchito di un nuovo, interessante capitolo. I vecchi dubbi non vengono fugati e di nuovi se ne aggiungono. Quello che ci preme ricordare è che le ricerche spesso parlano di un cioccolato creato “ad hoc”, molto diverso da quello che compriamo al supermercato, e che si tratta di un alimento molto grasso e zuccherato: inoltre, alcune delle sostanze contenute al suo interno, come i famosi polifenoli, sono contenuti in buone quantità anche in altri alimenti, sicuramente meno calorici, come frutta, verdura e olio d’oliva.
Alla fine il cioccolato bisogna mangiarlo perché piace, non perché è una medicina. Se poi può dare una piccola mano al nostro organismo…ben venga il quadratino!

A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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