Claustrofobia: sintomi e cure di una paura comune

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Claustrofobia: sintomi e cure di una paura comune

17-01-2017 - scritto da Paola Perria

La claustrofobia è la paura degli spazi chiusi, ma anche molto di più. Scopriamo come si manifesta e come intervenire.

Attacchi di panico e sudori freddi accompagnano la claustrofobia, ecco cosa la scatena e come superarla.

Claustrofobia: sintomi e cure di una paura comune

Tra le “fobie” - ovvero le paure immotivate che scatenano reazioni incontrollate e attacchi di panico - la claustrofobia è una delle più comuni. Letteralmente significa: paura degli spazi chiusi, ma in effetti il fenomeno si allarga a più situazioni, come ad esempio i luoghi troppo affollati in cui ci si sente “costretti”.

Certo, in linea di massima trovarsi in situazioni soffocanti non piace a nessuno, e a tutti può capitare di andare in tilt in luoghi chiusi senz’aria o intrappolati in spazi angusti in un mare di altri esseri umani. Situazioni limite che mettono alla prova, ma la vera claustrofobia è più di questo, è una condizione estrema che si manifesta quando le circostanze non siano tali da provocare la perdita di controllo.

La persona claustrofobica si sente in trappola anche quando le vie d’uscita sono a portata di mano, o quando la situazione è del tutto transitoria e quindi non tale da giustificare un sentimento di terrore. Stiamo parlando infatti di una paura irrazionale, non di uno stato di allarme giustificato.

 

CAUSE DELLA CLAUSTROFOBIA

Tra le possibili cause della claustrofobia ci sono:

  • Fattori ambientali che in genere rimandano a traumi (non necessariamente veri e propri shock ma comunque percepiti come tali da chi li ha subiti), vissuti nell’infanzia e mai elaborati
  • Fattori fisici, in particolare disfunzioni dell’amigdala, l’area del cervello deputata all’elaborazione della paura

 

E’ inoltre più facile sviluppare questo tipo di fobie se si cresce in ambienti che ne facilitino l’insorgenza, ad esempio con genitori particolarmente apprensivi e soffocanti.

 

SINTOMI DELLA CLAUSTROFOBIA

Vediamo quali sono i sintomi tipici con cui si manifesta questa fobia:

  • Sudori freddi
  • Tremori, brividi
  • Vampate di calore
  • Sensazione intensa di paura, panico
  • Ansia crescente
  • Fiato corto, fame d’aria
  • Iperventilazione
  • Dolore o senso di oppressione al petto
  • Nausea
  • Sensazione di disorientamento
  • Sensazione di svenimento

 

La gravità di questa sintomatologia dipende dalla serietà e dalla profondità della fobia, ma la buona notizia è che esistono terapie molto efficaci per contrastare questa condizione che in taluni casi può diventare invalidante.

 

Le persone claustrofobiche, infatti, tendono ad evitare luoghi o situazioni che possono scatenare il panico (ascensori, luoghi affollati, stanze cieche ecc.), il che diventa fortemente autolimitante, soprattutto nella vita lavorativa e sociale.

Chi soffre di claustrofobia severa, infatti, è a rischio ogniqualvolta salga su un aereo, si ritrovi imbottigliato nel traffico, imbocchi un tunnel o un sottopassaggio, prenda la metropolitana, entri in un bagno pubblico stipato di utenti o infine faccia la fila in un ambulatorio o in un ufficio angusto e poco arieggiato.

 

OPZIONI DI CURA DELLA CLAUSTROFOBIA

Ebbene, esistono delle soluzioni terapeutiche che si possono prendere in considerazione per non trascorrere la vita vittime di una fobia così angosciante. Vediamo quali sono queste opzioni di cura, tenendo sempre ben presente che è importante prima di tutto parlare dei sintomi con il proprio medico.

 

PSICOTERAPIA

E’ la via preferenziale, che può includere lunghi periodi di trattamento, ma che alla fine risulta senza dubbio la più efficace. Tra le terapie più adatte a risolvere il problema della claustrofobia citiamo:

  • La collaudata Terapia Cognitivo-comportamentale (che fornisce anche suggerimenti sui comportamenti da assumere per tenere a bada la sintomatologia quando ci si trova in situazioni a rischio)
  • L’Educazione Razionale Emotiva (REBT), orientata ad insegnare al paziente come concentrarsi sul momento presente intercettando e neutralizzando pensieri e comportamenti automatici “malati”
  • Tecniche di rilassamento
  • Respirazione profonda e visualizzazione
  • Training autogeno

 

A queste terapie consolidate si associa in alcuni casi anche quella che viene definita la terapia “espositiva”, sperimentata  nei casi di disturbo da stress postraumatico, che si basa sulla messa in scena di situazioni simili a quelle che causano gli attacchi di claustrofobia ma in ambienti protetti. Il fine è quello di indurre il soggetto ad abbracciare le sue paure e così imparare superarle sul campo

 

TERAPIA FARMACOLOGICA

Come per tutti i disturbi da ansia e panico, anche la claustrofobia si può trattare con ansiolitici e antidepressivi, soprattutto per i casi più severi. Si tratta di strumenti utili ma che non possono considerarsi risolutivi. La cura medicinale, di solito, va infatti associata a quella psicologica.

 

Foto | via Pinterest 

Fonte | Healthline.com

Categorie correlate:

Psiche, psicologia




A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
Profilo Linkedin di Paola Perria
 

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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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