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HPV: diagnosi, cure ed esperienze

derife83
 

Informazioni sulla diagnostica legata all'HPV, sulle manifestazioni del virus, modalità di cura e di prevenzione ed esperienze dirette delle pazienti.

HPV, tutto quello che c'è da sapere su questo virus per essere più tranquille.


Grazie al contributo delle attivissime utenti di questa sezione è possibile ora inserire informazioni aggiornate sulla diagnostica legata all'HPV, sulle manifestazioni del virus, sulle modalità di cura e di prevenzione, e sulle esperienze dirette delle pazienti.
Per conoscere, prendere consapevolezza, ed essere più tranquille!

Il vecchio topic è consultabile tramite questo link:
- HPV

Riporto la parte introduttiva che può comunque essere utile per una prima informazione, con la possibilità di successive modifiche (realizzata da Actinidia nel 2005):

Cos'è l'HPV?

L'HPV (Human Papilloma Virus) è un virus che si differenzia in circa 100 Tipi (ceppi) diversi.
Solo poco più di una ventina di ceppi possono infettare l'uomo, suddivisi a loro volta in ceppi a basso rischio, i quali possono portare alla formazione di verruche e condilomi, e ceppi ad alto rischio, che in particolari condizioni, (deficit immunitario, infezioni continue, lunga persistenza dell'infezione) possono alterare seriamente le cellule che li ospitano, con alterazioni che vanno dalla displasia fino al cancro.

Il Virus HPV, nella razza umana ed è responsabile di varie lesioni, che possono coinvolgere qualsiasi parte del corpo: alcuni tipi infettano le mani, le ginocchia e i piedi, altri la faccia, il collo e le ascelle (cosiddette verruche) e altri il tratto genitale (cosiddetti Condilomi Accuminati, Verruche Genitali, Creste di Gallo o semplicemente: (Condilomi).

Come si trasmette l'hpv?

senza ombra di dubbio la via di contagio più probabile è quella sessuale. l'HPV è dunque una malattia sessualmente trasmissibile.
per essere infettivi bisogna avere le manifestazioni virali (quindi condilomi o displasie) ed è necessario il contatto tra cellule sane e cellule infette. leggi tutte le info su papilloma virus e rapporti sessuali e scopri tutto quello che vorresti sapere sul contagio, su come comportarsi con il partner e sull'uso del ************ nei rapporti sessuali.
esistono però casi di contaggio tramite materiale infetto (asciugamani o biancheria) o diverse testimonianze di persone che presentavano HPV dopo aver frequentato piscine.

La diagnosi:
Le lesioni che si sviluppano a livello della cute perineale e perianale, che vanno sotto il nome di condilomi, sono riconoscibili a occhio nudo in occasione della visita ginecologica. Per una loro più accurata valutazione è di aiuto la vulvoscopia (esami della vulva con l' ausilio del Colposcopio).

Le lesioni da HPV localizzate sul collo dell' utero non sono visibili a occhio nudo, ma possono essere identificate con altri mezzi: PAP-test (citologia), Colposcopia, biopsia, immunoistochimica.

Il Pap-test permette di identificare i coilociti. Vanno sotto questo nome le cellule cervicali che manifestano all' esame microscopico delle alterazione dovute all' azione del virus HPV. Inoltre il Pap-test segnala se oltre alla coilocitosi sono presenti cellule di tipo displasico (Displasie, oppure CIN, oppure SIL).
La Colposcopia permette di valutare sul collo dell' utero l' esistenza e la localizzazione delle lesioni segnalate dal Pap-test, e quindi consente di individuare con precisione la sede su cui effettuare una biopsia mirata.
la Tipizzazione HPV è l'unico esame che consente con certezza lidentificazione della presenza del virus HPV e del suo ceppo fornendoci anche informazioni se si tratta di ceppi a rischio oppure no.
il DNA PAP non è altro che una tipizzazione semplificata, infatti non vengono identificati tutti i ceppi ma solo quelli più a rischio, l'esame viene poi associato ad un comune Pap Test


Diagnosi clinica (nell'Uomo)
Le lesioni da HPV nell'uomo, sono molto più difficili da diagnosticare rispetto alla donna, questo perché a differenza della donna, che ha tante occasioni per andare dal ginecologo a farsi visitare, l'uomo, nel corso della sua vita potrebbe anche non aver fatto mai una visita così specifica, molti uomini non sano neppure qual'è lo specialista(urologo, andrologo o dermatologo) più adatto per questo tipo di visita. Infine alcune lesioni nell'uomo sono invisibili o poco visibili, occorre anche uno specialista esperto, talvolta occorre evidenziale con ac. acetico

terapia:
La terapia delle lesioni da HPV sarà variabile secondo il tipo e la sede delle lesioni da trattare.

I condilomi presenti a livello di perineo, vulva e vagina vanno distrutti mediante diatermocoagulazione con elettrobisturi o mediante vaporizzazione con laser. In occasione del trattamento è opportuno prelevare qualche condiloma da sottoporre ad esame istologico per una conferma della diagnosi.
Per quanto riguarda le lesioni a livello del collo dell' utero è determinante l' eventuale associazione di una Displasia e il grado di quest' ultima (lieve, moderata o grave). Nel trattamento di queste lesioni è sempre raccomandabile poter effettuare l' esame istologico di tutta la lesione asportata. Pertanto sono sconsigliati quei metodi di trattamento che mirano alla distruzione della lesione (diatermocoagulazione o vaporizzazione laser) senza possibilità di esame istologico. Sono invece da preferire quei trattamenti che consistono nella escissione di tutta la lesione (ansa diatermica, conizzazione o laser-conizzazione) e possibilità quindi di un suo esame istologico.

Per altre info sulle problematiche relative al Papilloma virus confrontati con la Community di Forumsalute all'interno della sezione di Ginecologia-HPV Virus del Papilloma umano.

MIGLIOR COMMENTO
monday
Ciao a tutte.
Ho 40 anni e vorrei condividere con voi la mia esperienza.
Nell'agosto del 2007 il mio pap test rivelava note di discheratosi con segni minimi di coilocitosi.
La successiva colposcopia evidenziava la presenza di una zona leucoplastica labbro anteriore che mi venne in seguito "bruciata".
Tutti i successivi pap test (li faccio ogni 6 mesi) rivelano sempre la presenza di modificazioni reattive da infiammazione, note di discheratosi oppure lieve discheratosi e abbondante flora bacillare (che non so cosa sia).
Il dottore non mi ha più detto di fare una colposcopia.
Posso stare tranquilla visto che i vari pap test non hanno mai rivelato i coilociti (da quando ho eliminato la lesione)?
Grazie.
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derife83
 

GLOSSARIO(A CURA DI MINERVA)

Acantosi:aumento dello spessore dell’epitelio in risposta a stimoli irritativi o infettivi.

Acido acetico: l’ ac. Acetico in soluzione acquosa al 3-5% dissolve il muco cervicale, e consente di evidenziare, entro 20-30 secondi dalla sua applicazione, le aree anormali dell’ esocervice,ma anche lesioni condilomatose su genitali interni ed esterni.

ACR: Anomalie cellulari reattive.

Adeguatezza del preparato: l’esito del pap-test può essere inadeguato nel 10% dei casi. Questo avviene quando la quantità di cellule raccolte è insufficiente o quando le cellule sono deteriorate per la presenza di sangue o di infezioni. In tal caso è consigliabile ripetere l’esame.

Alterazioni reattive: processi che denotano infiammazione
Anisocariosi: note di anisocariosi o anisocariosi denotano che c’è un’ infezione virale in corso.

Ansa diatermica: è uno strumento costituito da un sottile filamento metallico collegato ad un elettrobisturi, mediante il quale, con un’ azione di taglio e coagulo, è possibile l’ asportazione di tessuto patologico (ad es. cono di portio).

AIS: Adenocarcinoma in situ.

Area Iodonegativa: Le aree patologiche non captano il Lugol ed appaiono iodonegative.

A.N.T.Z. (Zona di trasformazione atipica): termine usato nella classificazione colposcopica per descrivere i quadri colposcopici patologici. Può essere suddivisa in ANTZ G0 (grado 0), ANTZ G1 (grado 1) e ANTZ G2 (grado 2).

A.G.U.S. (Cellule ghiandolari di significato indeterminato): atipie citologiche riscontrabili su Pap-test relativamente alle cellule ghiandolari (endocervicali ? endometriali ?), che non mostrano però caratteristiche francamente neoplastiche. Sono consigliati ulteriori accertamenti.

A.S.C.U.S. (Cellule squamose atipiche di significato indeterminato): Atipia (cellule atipiche): cellule che all’ esame microscopico mostrano delle anomalie, più o meno significative, rispetto alle cellule normali. Opportuna colposcopia ed eventuale biopsia per accertamento diagnostico.

Atrofia: condizione che si può trovare a carico della cervice e delle pareti vaginali tipicamente in postmenopausa: a causa della carenza ormonale gli strati epiteliali superficiali sono più sottili e fragili, e i vasi più superficiali tendono con facilità al sanguinamento.

Bethesda system: sistema attualmente in uso per la classificazione citologica del Pap-test; prende il nome da National Cancer Institute of Bethesda (U.S.A.).

Biopsia: prelievo, sotto guida colposcopia, di uno o più frammenti di tessuto che appare anormale all’ osservazione colposcopica; sul materiale prelevato l’ esame istologico preciserà la diagnosi.

Biopsia a cono:vedi Conizzazione

Blocco paracervicale: iniezione di anestetico nei tessuti che circondano il collo dell’utero.

Cellule cilindriche: sono cellule di forma cilindrica che rivestono l’endocervice e secernono muco.

Cellule pavimentose: sono cellule di riparazione.Le cellule pavimentose normalmente rivestono i genitali esterni.Se si trovano all’interno è per un processo riparativo sostituendo l’epitelio originario squamoso o cilindrico ( metaplasia).Se il processo riparativo è dovuto a fattori non patologici, avremo una Zona di Trasformazione Normale.In caso contrario, un processo di trasformazione atipico ( Antz).

Cellule squamose:cellule sottili e piatte che si trovano in diverse parti del corpo, cervice compresa.

Cerchiaggio: intervento che consiste nel posizionare un nastro di materiale non assorbibile intorno al collo dell’utero, per impedire un aborto nei casi di insufficienza cervico-istmica ( per esempio nelle donne in età fertile che si sono sottoposte a conizzazione).

Cervicite: situazione di tipo infiammatorio che è possibile riscontrare (talora solo a livello istologico) sul collo dell’ utero.

Cheratoacantoma: E’ una neoplasia che simula, sia clinicamente che istologicamente,il carcinoma squamocellulare( di cui viene considerato da taluni, una variante), ma che, al contrario di quest’ultimo, si autolimita e si autorisolve nella grande maggioranza dei casi.E’ una lesione prevalentemente cutanea ( viso e collo).Le cause possono essere un’eccessiva esposizione al sole o un’infezione da Papillomavirus.Si presenta ,in genere, nelle persone anziane.

Cheratosi attinica: Le cheratosi attiniche sono le lesioni premaligne cutanee più comuni.Come il cheratoacantoma, può evolvere in carcinoma squamocellulare.La causa scatenante sono i raggi ultravioletti e insorge in età adulta.Qualcuno sostiene che possa anche essere su base virale ( hpv).

C.I.N. (Neoplasia Intraepiteliale Cervicale):vedi Displasia

C.I.S. (Carcinoma in situ): lesione con struttura istologica di tipo tumorale, ma che interessa solo lo spessore dell' epitelio (detto quindi carcinoma intraepiteliale) senza infiltrare la membrana basale sottostante. In conseguenza di ciò tale lesione è localizzata solo nella sua sede di insorgenza e non può dare lesioni secondarie a distanza.

Cisti di Naboth: riscontrabili spesso sul collo dell' utero, con un diametro variabile da pochi mm. fino a circa 1 cm, esse consistono in una dilatazione delle ghiandole cervicali che si può verificare in seguito a pregressi fatti infiammatori. Non hanno un significato francamente patologico

Cytobrush: dispositivo a forma di piccolo spazzolino che viene utilizzato per eseguire il prelievo di cellule dall’ interno del canale cervicale.

Coilocita: cellula pavimentosa (o squamosa) che manifesta delle anomalie nel suo contesto (alone chiaro intorno al nucleo) che sono considerate significative di una infezione da HPV (effetto citopatico virale).

Coilocitosi : presenza di cellule anomale, significative di infezione da HPV.

Colpite: quadro colposcopico relativo ad uno stato infiammatorio.

Colposcopia: esame effettuato con opportuna strumentazione ottica (colposcopio) e con il ricorso a reagenti chimici (ac. Acetico e soluz. di Lugol) per valutare il collo dell’ utero e le pareti vaginali, in particolare in seguito al riscontro di anomalie segnalate dal Pap-test.

Condiloma: lesione da causa virale (HPV) che può essere localizzata a livello del basso tratto genitale (collo dell' utero, vagina, vulva e perineo). Sul collo dell' utero i condilomi solitamente hanno un aspetto pianeggiante e possono essere identificati con la colposcopia; sulle altre sedi si manifestano in forma di lesioni verrucose, spesso multiple. Tali lesioni richiedono un accertamento istologico e la loro rimozione o diatermocoagulazione.
Condilomi acuminati: Le forme clinicamente più apparenti dell'infezione genitale da Papillomavirus sono i condilomi acuminati o esofitici, classicamente associati ai tipi 6, 11 e 42 e a cui non viene attribuito un significativo rischio di trasformazione maligna. Queste lesioni possono interessare indifferentemente cervice, vulva, perineo ed ano.Possono essere isolate o multiple, diffuse e talora confluenti, tanto da configurare un quadro di condilomatosi generale genitale o ano-genitale. Le forme subcliniche sono messe in evidenza dalla colposcopia dopo applicazione di acido acetico.

Condilomi giganti: definiti di Buske e Lowenstein, dal nome degli autori che li hanno descritti , si tratta di una lesione tumorale presente sin dall’esordio e che giustifica pertanto la rapida crescita. Sebbene le verruche genitali esterne siano generalmente causate dai tipi HPV 6 o 11, entrambi considerati a basso potenziale oncogeno, esse possono evolvere verso carcinoma verrucoso a cellule squamose (condilomi giganti o di Buschke-Löwenstein). Nei pazienti con verruche genitali esterne si registra una maggiore incidenza delle lesioni intraepiteliali squamose.

Condilomi piani: i condilomi piani sono associati sia ai tipi considerati ad "alto rischio" che a quelli a "basso rischio". Da qualche anno si assiste ad un costante aumento di queste lesioni in sede ano-genitale che, soprattutto nelle giovani donne, risultano non di rado associate a lesioni precancerose del collo dell'utero.
Pertanto si ritiene che nell'ambito dei condilomi piani, esista un sottogruppo di lesioni potenzialmente carcinogenetiche, correlate a tipi virali ad "alto rischio", capaci di evoluzione verso forme neoplastiche.

Conizzazione: intervento chirurgico che consiste nell’ asportazione di una parte del collo dell’ utero a forma di cono (da cui il termine di conizzazione) in caso di displasia o carcinoma in situ; tale intervento può essere eseguito con diverse tecniche, con bisturi classico, con ansa diatermica o con laser.

Crioterapia: La crioterapia distrugge lesioni e condilomi tramite il freddo.E’ eseguita mettendo una sonda contro la cervice raffreddandola a temperature vicine allo zero.Le cellule anormali , sensibili alle basse temperature, vengono eliminate con perdite bianco-giallastre che durano per qualche settimana.Viene effettuata senza anestesia, è poco dolorosa, con poche complicazioni, ma non molto precisa.Per il trattamento esterno, si imbeve un tampone con azoto liquido e lo si appoggia sui condilomi provocandone congelamento.Vengono poi asportati chirurgicamente e senza anestesia.

Discheratociti: piccole cellule con nucleo picnotico, cioè interessato da un processo degenerativo.

Discheratosi:aumento delle cellule in cui sia il nucleo che il citoplasma, presentano delle anomalie.In poche parole si tratta di Ascus o Sil, il secondo grado delle anomalie cellulari.

Displasia: lesione in cui parte dello spessore dell’ epitelio è sostituita da cellule indifferenziate. Va considerata una lesione precancerosa, cioè con possibilità di evoluzione in senso francamente neoplastico. Quando è localizzata al collo dell’ utero viene anche definita CIN (Neoplasia Intraepiteliale Cervicale). In base alla sua gravità viene distinta in Displasia Lieve (CIN 1), Displasia Moderata (CIN 2) e Displasia Grave (CIN 3).

DTC (Diatermocoagulazione): intervento chirurgico, eseguibile spesso a livello ambulatoriale, che consiste nella distruzione con un elettrobisturi, quindi mediante calore, di una zona di tessuto anomalo.

Ectopia: presenza di epitelio cilindrico (o ghiandolare) sull’ esocervice (dove dovrebbe esservi tipicamente epitelio squamoso o pavimentoso). Si ritiene di origine congenita.

Ectropion: significato analogo a quello dell’ ectopia, ma non di origine congenita, bensì traumatica (più frequentemente causata dalle modificazioni cui va incontro il collo dell’ utero in seguito al parto).
Endocervice: parte interna del canale cervicale.

Endocervicoscopia: Esplorazione della parte interne del canale cervicale.

Epitelio atrofico: epitelio sottile, ridotto di volume.

Epitelio bianco ispessito: area visibile in colposcopia sull’ esocervice, con aspetto biancastro, opaco e lievemente rilevato, a significato patologico, facente parte della ANTZ G2.

Epitelio bianco sottile: area visibile in colposcopia sull’ esocervice, con aspetto biancastro, opaco, pianeggiante e regolare, a significato patologico, facente parte dell’ ANTZ G1.

Epitelio cilindrico o ghiandolare: rivestimento epiteliale che in condizioni di normalità riveste l’ endocervice.

Epitelio pavimentoso o squamoso: rivestimento epiteliale che in condizioni di normalità riveste l’ esocervice.

Esocervice: parte esterna del collo dell’ utero, visibile attraverso la vagina con l’ aiuto dello speculum vaginale; sinonimo di portio.

Flogosi: processo infiammatorio

G.S.C. (Giunzione squamo-cilindrica o squamo-colonnare): punto di passaggio tra l’ epitelio squamoso e l’ epitelio cilindrico. La giunzione squamocolonnare nelle donne in età fertile dovrebbe essere sempre visibile.Nelle donne in menopausa, questa risale verso l’interno.La Gsc viene esaminata con la colposcopia e, nel caso in cui non fosse visibile, si procede allo studio del canale cervicale con altri mezzi diagnostici ( Microcolpoisteroscopia ).

Hinselmann: ginecologo tedesco che nel 1925 ha ideato per primo la Colposcopia.

H.P.V. (Human Papilloma Virus): Papilloma Virus che colpisce l’ uomo e considerato responsabile dei condilomi (virus dei condilomi). Può essere associato alle displasie.

Ipercheratosi: alterazione cellulare benigna su base reattiva, dovute, cioè, a infiammazione, IUD ( spirale ), e altre cause non specifiche.

Iperplasia epiteliale focale: Malattia di Heck’s: rara alterazione della mucosa. Benigna .Si manifesta con iperplasia, acantosi e leggera paracheratosi, multipli noduli mucosi asintomatici , modicamente rilevati (labbra, lingua, guance);colpisce i giovani e i soggetti HIV +.La terapia non prevede nessun particolare trattamento (regressioni spontanee), chirugia escissionale per piccole lesioni.

Laservaporizzazione: Laser deriva dalle iniziali dei seguenti termini: Light Amplification Stimulated Emission Radiation. E’ utilizzato come tecnica per la distruzione o asportazione di lesioni del tratto genitale inferiore (cervice, vagina, vulva).Il laser Co2 ( ad acido carbonico)usa un piccolo raggio di luce per vaporizzare le cellule anormali. Questa tecnica è semplice e indolore.

Leep (Loop Electrosurgical Excision Procedure): procedura di taglio elettrochirurgico tramite un piccolo cappio caricato elettricamente.E’ particolarmente indicata per la displasia che si estende al canale cervicale.L’intervento viene effettuato sotto anestesia.

Leucoplachia: lesione cervicale con epitelio bianco,spesso,ipercheratosico,visibile senza l'ausilio dell'acido acetico. La leucoplachia non necessariamente conduce al cancro.Il termine si identifica spesso in difetti di maturazione senza atipie (acantosi) e con ipercheratosi (corneificazione epiteliale in assenza di nuclei) eo paracheratosi (ritenzione di nuclei picnotici nello strato corneo).Sono state classificate cinque varietà istologiche di leucoplachie che vanno da quadri di epitelio con corneificazione atipica (lesioni minime) a quadri di epiteliocarcinoide" che coinvolge profondamente tutti gli strati cellulari (attuale carcinoma in situ o microinvasivo).

Leucoplasia: lesione biancastra, opaca, spesso rilevata, visibile a occhio nudo anche prima dell' applicazione dell' ac. acetico (ciò contribuisce a diffrenziarla dall' epitelio bianco ). Ha un significato benigno; spesso però è utile eseguire biopsia su zona di leucoplasia, in quanto quest' ultima potrebbe nascondere una lesione displasica sottostante.

LLEC: vedi Leep

LLETZ: vedi Leep

Lugol: soluzione a base di iodio che viene usata nell’ esecuzione della Colposcopia (test di Shiller).

Malattia di Bowen: è una lesione cutanea pre-maligna presente nelle zone fotoesposte. Può avere, a distanza di anni, un’evoluzione in carcinoma spinocellulare. Le lesioni caratteristiche del Morbo di Bowen colpiscono soprattutto gli anziani. É stato tuttavia dimostrato come l'esposizione ai raggi solari è in grado di scaturire la malattia, così come l'esposizione all'arsenico. Un ruolo importante nella patogenesi sembra essere svolto dai papillomavirus (Human PapillomaVirus, HPV).

Metaplasia: con questo termine si indica la differenziazione di un tipo di tessuto in un altro; a livello del collo dell’ utero la metaplasia è il processo mediante il quale l’ epitelio cilindrico (o ghiandolare) di un ectropion viene sostituito da epitelio pavimentoso (o squamoso). La metaplasia non ha un significato patologico.

Microcolpoisteroscopia: tecnica che si basa sull’ utilizzo di uno strumento endoscopico che può consentire sia una visione panoramica che una visione a contatto fino a 150 ingrandimenti (simile all’ ingrandimento ottenibile da un microscopio ottico).

Mosaico: area biancastra formata da tante piccole aree di variabile forma poligonale accostate fra di loro, similmente ad un mosaico; spesso rappresenta una zona
atipica e può essere regolare (ANTZ G1) o irregolare (ANTZ G2).

N.T.Z.: Zona di trasformazione normale e non interessata da fenomeni patologici .

O.U.E. (Orifizio uterino esterno): punto anatomico che delimita il canale cervicale verso l’ esterno, cioè verso la vagina.

O.U.I. (Orifizio uterino interno): punto anatomico che delimità il canale cervicale verso l’ interno, cioè verso la cavità uterina.

Papanicolaou: nome del biologo greco che nel 1941 ha proposto per primo l’ esame di un prelievo citologico (Pap-test) per valutare il collo dell’ utero.

Pap-test: prelievo per esame citologico di cellule del collo dell’ utero finalizzato allo screening dei tumori; prende il nome da Papanicolaou.

Papilloma squamoso: Neoplasia benigna di natura epitelio-connettivale.Malattia verrucosa di varie dimensioni (di solito pochi mm),solitamente, ma non sempre, bianca,peduncolata o sessile, unica o multipla.E’ asintomatica e la crescita è lenta.E’ la lesione verrucosa più frequente nel cavo orale.Interessa lingua, palato, bordo vermiglio del labbro. Solo lesioni estese necessitano di biopsia investigativa. Terapia: Asportazione chirurgica (sempre seguita da esame bioptico).

Papillomatosi fisiologica: non è di natura infettiva .Può essere una semplice reazione ad uno stimolo flogistico cronico, pertanto il trattamento di questa forma irritativa sarà individuare l'agente
scatenante e rimuoverlo. Esistono comunque dei criteri ben definiti per potere fare una diagnosi corretta differenziale tra papille vestibolari fisiologiche e la papillomatosi vestibolare da HPV, e
riguardano la loro forma, la loro base d'impianto, la loro reattività al test acido acetico, la presenza di lesioni adiacenti e le caratteristiche dei vasi sanguigni. Le papille vestibolari fisiologiche infatti sono bilaterali, simmetriche, diffuse su tutta la parete interna delle piccole labbra, mentre nel caso delle papillomatosi vestibolari le papille sono invece unilaterali o bilaterali, localizzate o diffuse e quindi presentano una distribuzione più disordinata. Le forme fisiologiche sono piccole e tutte uguali tra di loro, mentre nelle papillomatosi le papille sono di forma e dimensioni diverse. Inoltre le papille fisiologiche hanno una singola base d'impianto e non sono acetoreattive .Per contro nelle forme papillomatose vestibolari le papille hanno una base d'impianto comune e sono a gruppi, risultano fortemente acetoreattive, fortemente vascolarizzate e sono anche presenti lesioni maculari adiacenti tipiche per infezione subclinica da HPV.

Papulosi bowenoide: simile alla cheratosi seborroica,ma localizzata a livello del pene e della vulva e scaturita dal papillomavirus.

Paracheratosi:Area di tessuto biancastro, opaco, leggermente rilevato, che può essere visibile a occhio nudo e senza l'applicazione di acido acetico sul collo dell’ utero. Può essere presente in seguito a pregresse infiammazioni o interventi chirurgici; non ha un significato francamente patologico, ma talora può richiedere una biopsia per un accertamento istologico.Paracheratosi, acantosi, discheratosi e vacuolizzazione citoplasmatica sono modificazioni cellulari in risposta sia a stimoli irritativi che infettivi.

Polipo: formazione benigna che può talora essere riscontrata a livello del collo dell’ utero; spesso può essere presente in assenza di sintomi e talvolta può essere causa di perdite ematiche al di fuori del periodo mestruale.

Puntato (o punteggiatura): area circoscritta, pianeggiante, caratterizzata da una fine punteggiatura rossa, che può essere individuata con la Colposcopia. Nella classificazione colposcopia può far parte dell’ ANTZ G1 (puntato regolare) o dell’ ANTZ G2 (puntato irregolare).

Sbocchi ghiandolari: sbocchi ghiandolari che se hanno un aspetto pieneggiante, con orletto sottile possono non avere un significato patologico; in tal caso nella classificazione colposcopica fanno parte della NTZ.

Sbocchi ghiandolari ispessiti: sbocchi ghiandolari con orletto ispessito, biancastro, rilevato: con queste caratteristiche hanno un significato patologico e nella classificazione colposcopica fanno parte dell’ ANTZ G2.

Screening (programma di): programma organizzato che utilizza un metodo per la prevenzione e/o la diagnosi precoce di una certa malattia in una popolazione; ad esempio il Pap-test è un metodo di screening per individuare le pazienti con lesioni a rischio per il cancro del collo dell’ utero, e finalizzato quindi alla prevenzione e/o diagnosi precoce di questa malattia.

S.I.L. (Lesione Intraepiteliale Squamosa): terminologia usata secondo il Bethesda System per la classificazione dei referti citologici del Pap-test. Schematicamente si può suddividere in LSIL di basso grado (che comprende CIN ! + HPV) e HSIL di alto grado (che comprende CIN2 e CIN 3).

Spatola di Ayre: piccola spatola di legno (talora di plastica) che viene utilizzata per prelevare le cellule dell’ esocervice strisciandola sul collo dell’ utero.

Speculum: strumento metallico sterilizzabile (o in materiale plastico monouso) che viene utilizzato per divaricare le pareti vaginali e quindi mettere in evidenza il collo dell’ utero (per visita, pap-test, colposcopia, ecc.).

Test di Shiller: tempo dell’ esame colposcopico in cui utilizzando la soluzione iodo-iodurata di Lugol si evidenzia l’ epitelio squamoso normale, differenziandolo così dal tessuto anomalo. L’ epitelio cilindrico non fissa normalmente lo iodio, come pure l’ epitelio squamoso atrofico della postmenopausa.

Vasi atipici: sono vasi irregolari, con decorso ad andamento brusco, a tratti dilatati e a tratti ristretti. La loro presenza sul collo dell’ utero ha un significato patologico;
nella classificazione colposcopica fanno parte dell’ANTZ G2.

Verruca: Le verruche sono delle formazioni cutanee benigne indotte dal virus HPV (Human Papilloma Virus.Il virus, infettando l’epidermide ne causa una eccessivà velocita di moltiplicazione generando così le verruche Il contagio da HPV avviene solitamente in luoghi ad alto tasso di umidità, come ad esempio le piscine, le docce o le palestre e si trasmette attraverso contatto superficiale, rimanendo dunque fuori dal sangue A seconda di forma e dimensioni possiamo distinguere alcuni tipi di verruca: la verruca comune: presenta il solito colore della pelle e possono essere facilmente riconosciute per la loro crespatura ruvida in superficie. La verruca plantare: compare appunto sulla pianta del piede e possono essere riconosciute perchè interrompono il tracciato delle linee presenti sulla pianta del piede stesso. Le verruche di questo genere sono normalmente più morbide e possono causare dolore per la pressione esercitata durante la deambulazione.

Vin: neoplasia intraepiteliale vulvare è una lesione reperita con sempre maggiore frequenza grazie all'impiego della citologia e della colposcopia. Può essere associata alla neoplasia intra-epiteliale cervicale e/o a quella vaginale. Spesso è una lesione multicentrica. La sua localizzazione principale è a livello delle grandi o piccole labbra, del clitoride, del fornice o del terzo superiore del canale. Insorge nell'1-7% delle donne sottoposte ad isterectomia per carcinoma intraepiteliale della cervice o per patologia ginecologica benigna. La diagnosi è istologica ,dopo biopsia eseguita sotto controllo colposcopico.

derife83
 

HPV: I PRINCIPALI ISTOTIPI E LE PATOLOGIE AD ESSI CORRELATE(A CURA DI MINERVA)


L’hpv è un virus potenzialmente oncogeno in ogni sua manifestazione, indipendentemente dall’istotipo al quale appartiene .
I ceppi a basso rischio, nel 90% dei casi, provocano verruche, lesioni condilomatose, condilomatosi floride che difficilmente degenerano in displasie.In una piccola percentuale dei casi, però,possono causare displasie anche di grado severo.
Al contrario, anche i genotipi a rischio elevato,che di solito causano lesioni e displasie, possono originare i condilomi.
Sono stati isolati oltre 120 ceppi di Papovavirus umano.
Degli oltre 40 tipi di hpv ritrovati nel tratto genitale, 15 sono considerati ad alto rischio ( HR): 16,18,31,33,35,39,45,51,52,56,58,59,68,73,82;
3, come probabili ad alto rischio:23,53,66;
12 come a basso rischio: 6,11,40,42-44,54,70-72,81,cp6108.


associazione di alcune patologie ai principali istotipi:




1,49 Verruca plantare profonda,verruca palmare, verruca comune

2,3,10,27-29 Verruca piana, verruca comune, verruca intermedia
4 Verruca comune

5,8,9,12,14,15,17,19-25,36-38,46,47,49,50 Epidermodisplasia verruciforme,Keratoacantoma,Actinocheratosi

6,11,13,32,43,44,55 Condilomi,Papilloma della laringe, lesioni cervicali,iperplasia epiteliale focale di Heck

16,31,51,52a,53,54 Condilomi piani, lesioni cervicali precancerose, Papulosi bowenoide, cancro della cervice

18,32,42 Condilomi piani,lesioni cervicali precancerose, Papulosi bowenoide, cancro della cervice

30,40 Carcinoma della laringe, condiloma esofitico

33,35 Carcinoma della cervice

34,48 Malattia di Bowen e Papulosi bowenoide

39 Papulosi bowenoide e carcinoma della cervice

41 Verruca piana

1,2,4,7,26,60,63 Verruca comune

1,2,7,4,26,27,29,57,65,75,80 Verruche in chi maneggia carne pesce o pollame (macellai) non rispettando le più comuni norme igieniche

3-10,27,28,38,49 Epidermodisplasia verruciforme

2,3,5,8,9,10,12,14,15,17,19,20,21,25,28,36,38,40,47,50 Carcinoma cellulare squamoso o Cheratosi attinica

14,16,28,36,41 Carcinoma cellulare squamoso e Cheratoacantoma

1,4,7,10,28 Verruca plantare

7,9,16,29,37 Carcinoma cellulare squamoso in soggetti immunocompromessi

34,48,60 Malattia di Bowen ( non genitale)

2,16,26-29,31,33,34,38,54,56,58,61-63 melanoma Melanoma

16,18,35,38 Iperplasia orale

7,11,32,57,72,73 Papillomi laringei

13,32 Papilloma orale

2,6,11,16,30,40,57 Papillomi congiuntivali e cancro

6,11,16,60 Cisti epidermiche

57,60 Condilomi acuminati

1-5,6,10,11,16,18,30,31,33,35,39-45,51-59,70,83 Condilomi giganti ( Malattia di Bushke-Loewenstein) e carcinoma verruciforme

6,11,55,57,72,73 Papulosi bowenoide

16,34,39,40,42,45,59,61,62,64,67 Neoplasia intraepiteliare vulvare ( Vin )

56,59-64,67,71 Lesioni intraepiteliali cervicali squamose

6,11,16,18,26,27,30,31,33-35,40,42-45,51-58,61,62,67-69,71-74,82 Lesioni ad alto rischio

6,11,16,18,31,33,35,39,42,44,45,51,52,56,58,59,61,64,66,68,82 Cancro della cervice

16,18,31,33,35,39,45,51,52,56,58,59,66 Carcinomi Invasivi

6,11,42,44,54 Condilomi acuminati,Displasie lievi

57 Papillomi invertiti del seno mascellare

9,12,14,15 Lesioni maculari

13,17,19,25,32,36,40,50, Iperplasia epiteliale orale

26,46 Verruche comuni in deficit immunitari

27 Verruche cutanee in trapiantati renali

2,4,40 Verruche tipiche dei bambini

Come si vede gli stessi isotopi possono dare origine a più patologie, di diversa entità. E' bene pertanto considerare questo elenco come puramente indicativo, e non riferibile direttamente a situazioni personali, da valutare attentamente con il proprio medico di riferimento [Derife]

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COME LEGGERE COLPOSCOPIA, VULVOSCOPIA E PAP TEST(A CURA DI MINERVA)


LA COLPOSCOPIA


Il termine colposcopia deriva dal greco kolpos (vagina) e skopeo (osservazione). Si tratta di un' indagine diagnostica di II° livello che consiste nel visionare a forte ingrandimento i genitali femminili (vulva, perineo, vagina, cervice uterina) servendosi di un particolare microscopio: il colposcopio. L'esame è indolore, non è invasivo né traumatico, non serve anestesia ed il tempo impiegato è quello di una visita ginecologica: 10, 15 minuti. Durante l'esame si utilizzano delle soluzioni come l'acido acetico e la soluzione di lugol che a contatto con le mucose genitali evidenziano al meglio eventuali lesioni. L'esame,inoltre, può tranquillamente essere prescritto in gravidanza. Il fine di questo esame è quello di effettuare una diagnosi precisa delle patologie del tratto genitale inferiore per eseguire una adeguata scelta terapeutica.
La vulvoscopia consiste in una "colposcopia" dei genitali esterni. Tale ispezione è parte integrante dell'esame colposcopico e ne condivide indicazioni ed utilità.
La penoscopia, peniscopia o episcopia è anch'essa una indagine effettuabile con il colposcopio. Consiste nella osservazione dei genitali maschili e trova la sua indicazione soprattutto nel caso di malattie sessualmente trasmesse o M.T.S come Herpes genitalis, Condilomi o infezione da HPV, Mollusco contagioso ecc. Questo consentirà un' eradicazione completa della patologia infettiva di coppia.
La colposcopia si effettua al di fuori del ciclo mestruale, meglio se a metà ciclo. Nella donna in menopausa può essere eseguita in qualsiasi momento.
Come si esegue la colposcopia?
Il colposcopio è un microscopio che visualizza cute e mucose con ingrandimenti da 5X a 40X illuminandole con un fascio luminoso. Il raggio di luce incidente penetra nella cute e, meglio nelle mucose e viene in parte assorbito ed in parte riflesso. L'assorbimento luminoso dipende dalle caratteristiche del tessuto biologico in esame ed in particolare dalla sua densità ottica. L'immagine che si osserverà al colposcopio sarà il risultato della capacità del tessuto di assorbire e riflettere il raggio luminoso. Per meglio visualizzare la componente vascolare si utilizzano dei filtri colorati (verde o blu), mentre l'acido acetico al 5% e la soluzione di Lugol evidenziano al meglio le lesioni epiteliali. La densità ottica del tessuto dipende da i suoi componenti in senso quantitativo e qualitativo (cellularità, nuclearità, proteine, collagene, vascolarità ecc.). Si osserveranno così una grande varietà di immagini in rapporto alla composizione dell'epitelio. Il colposcopista, in relazione alla loro morfologia, dinamicità, ananmesi, esperienza ne valuterà l'importanza correlandola ad un corrispettivo esame istologico ed ad una patologia. La istologia, che comunque non può essere sostituita dalla colposcopia, evidenzierà in maniera diretta le anomalie tissutali confermando o meno e raffinando la diagnosi colposcopica. L'esame istologico, ove necessario, consiste nell'esame di un piccolo campione di tessuto prelevato sotto guida colposcopica (biopsia mirata) nelle aree osservate più significative.

Come leggere la colposcopia-scheda colposcopica



A) REPERTI COLPOSCOPICI NORMALI
• Epitelio pavimentoso originario
• Epitelio cilindrico
• Zona di trasformazione normale
B) REPERTI COLPOSCOPICI ANORMALI
1. Entro la zona di trasformazione
• Epitelio aceto-bianco*:
- piatto
- micropapillare o microconvoluto
• Puntato*
• Mosaico*
• Leucoplachia*
• Area iodonegativa
• Vasi atipici
2. Fuori dalla zona di trasformazione
(esocervice, vagina)
• Epitelio aceto-bianco*:
- piatto
- micropapillare o microconvoluto
• Puntato*
• Mosaico*
• Leucoplachia*
• Area iodonegativa
• Vasi atipici
C) SOSPETTO CARCINOMA INVASIVO
D) COLPOSCOPIA INSODDISFACENTE
• Giunzione squamo-colonnare
non visualizzata
• Infiammazione grave o atrofia grave
• Cervice non visibile
E) MISCELLANEA
• Micropapille non acetoreattive
• Condiloma esofitico
• Infiammazione
• Atrofia
• Ulcerazione
• Altri
* Specificare il grado:
Grado 1 (modificazioni minori): epitelio aceto-bianco sottile, mosaico
regolare, puntato regolare, leucoplachia sottile.
Grado 2 (modificazioni maggiori): epitelio aceto-bianco ispessito,
mosaico regolare, puntato irregolare, leucoplachia spessa, vasi atipici.
Allegato 2 - Classificazione Colposcopica
Internazionale IFCPC 1990
I REPERTI COLPOSCOPICI NORMALI
• Epitelio pavimentoso originario
• Epitelio cilindrico
• Zona di Trasformazione Normale
II REPERTI COLPOSCOPICI ANORMALI
• Epitelio aceto-bianco piatto
• Epitelio aceto-bianco ispessito*
• Mosaico regolare
• Mosaico irregolare*
• Puntato regolare
• Puntato irregolare*
• Area parzialmente iodocaptante
• Area iodonegativa*
• Vasi atipici*
III QUADRO COLPOSCOPICO SUGGESTIVO
PER CARCINOMA INVASIVO
IV COLPOSCOPIA INSODDISFACENTE
• Giunzione squamo-colonnare
non visualizzata
• Infiammazione grave, atrofia grave,
trauma
• Cervice non visibile
V REPERTI MISCELLANEI
• Condiloma esofitico
• Cheratosi
• Erosione
• Infiammazione
• Atrofia
• Deciduosi
• Polipi
* Modificazioni maggiori


LA VULVOSCOPIA


La vulvoscopia è parte integrante dell'esame colposcopico e ne condivide parte delle indicazioni. Si tratta di una colposcopia dei genitali esterni e del perineo. Le lesioni svelabili con l'esame vulvoscopico sono numerose: lesioni infettive, flogistiche, degenerative cutanee, lesioni preneoplastiche e neoplastiche. Come per la colposcopia, anche per le lesioni vulvari, per definire le alterazioni epiteliali si utilizza una terminologia specifica.La vulvoscopia si compone di vari tempi, sempre preceduti da una attenta anamnesi. Dapprima si osserva l'introito,la cute vulvare e perineale ad occhio nudo valutando la presenza di lesioni, la loro localizzazione ed eventuale presenza di analoghe manifestazioni in altri distretti cutanei e mucosi; indi se ne valuterà l'estensione, la dolorabilità o meno ed infine si valuterà la presenza o meno di linfonodi satelliti. Il tempo successivo consiste nell'applicazione di ac. acetico al 5% attendendo qualche minuto in più rispetto al tempo colposcopico. Il test con l'ac. acetico pur non presentando alta specificità, è certamente di aiuto nello svelare alcune lesioni altrimenti non visibili. Di aiuto diagnostico è anche la reazione sensitiva o meno dopo sua applicazione sulla cute. Il test al blu di toluidina o test di Collins, un colorante nucleare, è un altro test effettuabile sulla cute vulvare dove dà una colorazione tanto più intensa tanto più è presente materiale nucleare; il test dovrebbe svelare la presenza di cellule neoplasitche caratterizzate dall'abbondante materiale nucleare, ma dà molti falsi positivi in casi come flogosi dove è presente una alta cellularità e conseguentemente molto materiale nucleare, e falsi negativi nelle ipercheratosi anche neoplastiche dove il colorante non giunge alle cellule atipiche per lo spessore cheratinico. Altro test poco utilizzato è il test alla fluorescenza con tetracicline. Assolutamente inutile è il test di lugol, anche se quest'ultimo può essere di ausilio, come vedremo in seguito per la localizzazione della giunzione squamomucosa (identificabile con la linea di Hart), cioè il confine fra l'epitelio mucoso dell'introito e la cute vulvare o linea di Hart. Questo limite è anche visualizzato con l'ausilio dell'acido acetico e con il lugol.


PAP TEST

Questo esame citologico (cioè che indaga le alterazioni delle cellule) deve il suo nome al medico greco-americano George Papanicolau. Papanicolau ideò una particolare tecnica di colorazione che consente di diagnosticare in modo rapido e precoce la presenza di un tumore del collo dell'utero. Per capire l'importanza di questo test, messo a punto cinquant'anni fa, basti dire che il tumore del collo dell'utero è secondo per diffusione soltanto al tumore della mammella.(E’ da ricordare che l’accuratezza diagnostica dell’hpv tramite citologia è intorno al 15%!Bisogna ricordarsi che il Pap Test è un esame di screening e non diagnostico.)

Come si esegue

Il ginecologo inserisce nella vagina uno speculum e, dopo aver lavato la zona prescelta con soluzione fisiologica, provvede ad asportare una piccola quantità di cellule con una spatolina. Il materiale così ottenuto viene fissato su un vetrino e inviato al laboratorio, dove le cellule verranno colorate con il metodo di Papanicolau ed esaminate al microscopio. Si tratta quindi di un esame che fino a poco tempo fa si basava sull'abilità del medico nell'esaminare il vetrino. Da alcuni anni, però, è disponibile un sistema di lettura computerizzato (sistema Pap-Net) che prescinde dall'occhio clinico del laboratorista e consente una maggiore precisione. Infatti secondo Leopold Koss, il patologo americano che ha presentato in Italia il nuovo sistema, la lettura al computer permette di ridurre di un terzo i falsi positivi, cioè i casi in cui cellule normali vengono scambiate per cellule neoplastiche. Con il vecchio sistema questi errori variavano dal 5 al 10 per cento a seconda del laboratorio.

Significato clinico

Oltre alla diagnosi di lesioni cancerose o precancerose, il Pap-test può dare una prima indicazione sull'equilibrio ormonale del soggetto, in quanto i diversi ormoni sessuali (progesterone, estrogeni e androgeni) alterano in modo caratteristico le proporzioni tra le cellule che compongono i diversi strati dell'epitelio. In secondo luogo l'esame rivela la presenza di infezioni batteriche o virali oppure l'esistenza di una micosi.
Fino a non molto tempo fa il risultato era fornito sotto forma numerica (da PAP I, cioè normale, a PAP V, cioè presenza di un tumore già sviluppato). Oggi invece si tende piuttosto a riportare una breve descrizione dello stato delle cellule, quindi la lettura è pienamente comprensibile solo al medico. Niente paura, però: se il risultato è tale da insospettire, la paziente viene avvisata personalmente e invitata a ripetere il test o a procedere ad altri accertamenti come la biopsia.

Quando eseguire il test

Innanzitutto è importante la preparazione: il prelievo va effettuato almeno cinque giorni prima delle mestruazioni o almeno cinque giorni dopo che sono terminate. Inoltre devono essere passati almeno due giorni dall'ultimo rapporto sessuale e almeno cinque da un'eventuale visita ginecologica o dall'impiego di irrigatori vaginali, ovuli o candelette.
Dai 24 ai 65 anni l'esame va effettuato ogni anno. Se l'attività sessuale della donna è iniziata prima dei 18 anni è invece opportuno anticipare l'esecuzione del test, sarà il ginecologo a decidere. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, ripetere più spesso il Pap-test serve soltanto se esistono particolari fattori di rischio, oppure se il test rivela quale che lieve anomalia non pericolosa ma da tenere d'occhio.
In effetti in Italia c'è una situazione anomala: alcune donne si sottopongono all'esame ogni volta che vanno dal ginecologo (magari ogni 6-12 mesi), mentre altre non subiscono un Pap-test in tutta la loro vita.



Come leggere il Pap Test



ADEGUATEZZA DEL PREPARATO
• Soddisfacente per la valutazione (segnalare la presenza/assenza di cellule cilindriche
endocervicali / di componenti della zona di trasformazione)
• Insoddisfacente per la valutazione (specificare la ragione)
• Rifiutato e non sottoposto a colorazione (specificare la ragione)
• Insoddisfacente per la valutazione di anormalità delle cellule epiteliali a causa di…
(specificare la ragione)
CLASSIFICAZIONE GENERALE
• Negativo per lesioni intraepiteliali o maligne
• Anormalità delle cellule epiteliali
• Altro
DIAGNOSI DESCRITTIVA
NEGATIVO PER LESIONI INTRAEPITELIALI O MALIGNE
Organismi
• Trichomonas vaginalis
• Microrganismi fungini morfologicamente suggestivi di specie di Candida
• Presenza di flora suggestiva di “vaginosi batterica”
• Batteri compatibili con Actinomiceti
• Modificazioni cellulari compatibili con Herpes simplex virus
Modificazioni non neoplastiche
• Modificazioni cellulari reattive associate a:
• Infiammazione (compresa la riparazione tipica)
• Radiazioni
• Dispositivi intrauterini (IUD)
• Presenza di cellule ghiandolari dopo isterectomia totale
• Atrofia
ANORMALITÀ DELLE CELLULE EPITELIALI
Cellule squamose
• Cellule squamose atipiche (ASC) di incerto significato (ASC-US) non si può escludere l’H-SIL
(ASC-H)
• Lesioni intraepiteliali squamose di basso grado (L-SIL) includenti:
HPV/displasia lieve/CIN 1
• Lesioni intraepiteliali squamose di alto grado (H-SIL) includenti:
displasia moderata e grave /CIN 2 e CIN 3/CIS
• Carcinoma squamocellulare
Cellule ghiandolari
• Cellule ghiandolari atipiche (AGC) (specificare se endocervicali, endometriali o non
specificabili)
• Cellule ghiandolari atipiche suggestive di neoplasia (specificare se endocervicali, endometriali
o non specificabili)
• Adenocarcinoma endocervicale in situ (AIS)
• Adenocarcinoma
Altro
• Cellule endometriali in donne #8805;#61472;40 anni di età
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IL VACCINO CONTRO L'HPV (A CURA DI ANNARELLAF E MINERVA)

Il contributo di Annarellaf:

In Italia, a partire da Febbraio 2007, l'Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato la commercializzazione del primo vaccino contro il papilloma virus (HPV), responsabile della quasi totalità dei casi di tumore del collo dell’utero (o cervice uterina).

Le indicazioni ministeriali attuali prevedono che il vaccino sia offerto gratuitamente, dalle strutture pubbliche, alle dodicenni considerate rappresentanti ideali della soglia di sbarramento antecedente all’inizio dei primi rapporti sessuali. Questo viene considerato il momento piu’ opportuno per eseguire il vaccino ed ottenere il massimo risultato in termini di efficacia. Infatti, nonostante il tumore colpisca maggiormente le donne adulte, il vaccino ha lo scopo di prevenire l'infezione e non di curarla, per cui deve essere somministrato prima che la persona sia stata infettata dal virus, condizione che si verifica sicuramente prima del primo rapporto sessuale. La vaccinazione ha quindi massima efficacia nelle donne che non sono entrate in contatto con il virus: l'effetto protettivo diminuisce notevolmente se si è già entrati in contatto con uno o più dei ceppi virali contenuti nel vaccino. Quindi per tutte le donne che hanno già avuto rapporti sessuali l'arma più efficace e sicura a disposizione per prevenire i tumori del collo dell’utero è il Pap Test.

Il farmaco somministrato attraverso il vaccino si chiama Gardasil: è composto da 3 dosi con la seconda che va somministrata a distanza di 2 mesi e con la terza a distanza di 6 mesi. Il vaccino messo in commercio è diretto contro 4 ceppi del virus: 16, 18, 11, 6. L’hpv 16 e 18 sono quelli più frequentemente correlati alle lesioni tumorali e sono responsabili da soli del 70% dei casi di tumore del collo dell'utero. Gli altri due tipi hpv 6 e 11 sono invece correlati a lesioni benigne chiamate condilomi che, sebbene fastidiose, non causano lesioni maligne. Bisogna comunque ricordare che dell’hpv esistono oltre 120 diversi tipi (ceppi), ma la stragrande maggioranza non causa lesioni e tumori. Resta, dunque, un 30% di casi che non sono protetti dalla vaccinazione e proprio per questo è estremamente importante che in futuro le donne, anche se vaccinate prima della pubertà, si sottopongano con regolarità al Pap Test.

Si calcola che il 75% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita con un virus HPV, e fino al 50% con un tipo oncogeno. Ci vogliono però molti anni perchè le lesioni provocate dall'HPV si trasformino, e solo pochissime delle donne con infezione da papilloma virus sviluppano un tumore del collo dell'utero. La maggior parte (70-90%) delle infezioni da HPV è, infatti, transitoria e guarisce spontaneamente senza lasciare esiti. L'intervallo di tempo che trascorre tra l'infezione e l'insorgenza delle lesioni precancerose è in genere di circa cinque anni, mentre la latenza per l'insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni.

I dati a disposizione sembrano indicare che l'immunizzazione offerta dal vaccino dura 5 anni. Al momento non si hanno altre informazioni: gli studi per stabilire la durata complessiva della copertura vaccinale sono tuttora in corso e solo quando saranno conclusi sarà possibile sapere ogni quanto tempo saranno necessari i richiami. Il vaccino contro l'HPV, secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili, è sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l'insorgenza di un'infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi del tumore della cervice uterina. Dovrà essere osservata una particolare cautela alla somministrazione del vaccino in donne in età fertile, poichè, sebbene nelle gravidanze insorte durante gli studi clinici dei due vaccini non sia stato rilevato alcun impatto negativo sulla fertilità in termini di incidenza di aborti spontanei, morti intrauterine e anomalie congenite, i dati attualmente disponibili non sono sufficienti per raccomandarne l'uso in gravidanza.

Effetti collaterali del vaccino
Gli studi effettuati fino a ora hanno mostrato che il vaccino è sicuro e gli effetti collaterali più comuni sono rappresentati da irritazioni della pelle in corrispondenza dell’iniezione. Visto che il vaccino è stato testato su un numero di donne relativamente piccolo, fino ad ora non è stato possibile identificare eventuali reazioni avverse rare. Quindi, come per tutti i farmaci appena immessi sul mercato, è essenziale segnalare al proprio medico eventuali effetti collaterali.


Il contributo di Minerva:

Sono stati introdotti in Italia i vaccini contro l’hpv.Viene prodotto da due case farmaceutiche diverse.Uno è tetravalente, protegge cioè da 4 ceppi ( 6,11,16,18, quelli che provocano nella maggior parte dei casi condilomi e cancro alla cervice), l’altro è bivalente, protegge cioè solo da due ceppi ( 16,1.Il vaccino blocca l’infezione e quindi anche la formazione di lesioni precancerose.
Gardasil è un vaccino per la prevenzione della displasia di alto grado del collo dell’utero ( CIN 2/3 ), del carcinoma del collo dell’utero, delle lesioni displastiche di alto grado della vulva ( VIN 2/3 ) e delle lesioni genitali esterne ( condilomi acuminati ) causate dal Papillomavirus Umano ( HPV) tipi 6, 11, 16 e 18.L’indicazione è basata sulla dimostrazione di efficacia di Gardasil in donne adulte di età compresa tra 16 e 26 anni e sulla dimostrazione dell’immunogenicità di Gardasil in bambini ed adolescenti di età compresa tra 9 e 15 anni. L’efficacia protettiva non è stata valutata nei maschi.La vaccinazione primaria consiste di 3 dosi distinte da 0,5 ml. La seconda dose deve essere somministrata almeno 1 mese dopo la prima dose, e la terza dose almeno 3 mesi dopo la seconda dose. Tutte e tre le dosi devono essere somministrate entro il periodo di 1 anno.
Non è stata stabilita la necessità di una dose di richiamo.
Cervarix è un vaccino contro alcuni tipi di papillomavirus umano (HPV). Cervarix è stato progettato per prevenire l'infezione da HPV tipo 16 e 18, che attualmente causa il 70% circa dei casi di cancro uterino. Il tipo 16 è anche associato al carcinoma orofaringeo a cellule squamose, una forma di cancro della gola. In aggiunta, in trial clinici è stata dimostrata protezione contro HPV tipo 45 e 31. Cervarix è anche formulato con AS04, un adiuvante capace di potenziare il sistema immunitario per un lungo periodo di tempo. Gardasil è entrato sul mercato prima di Cervarix, ma i dati preliminari sembrano indicare che Cervarix possa essere più efficace del Gardasil nel proteggere contro i principali tipi di virus HPV.Uno studio, che ha coinvolto 18.000 donne, di età compresa tra 15 e 25 anni, ha trovato che Cervarix è in grado non solo di proteggere contro i tipi 16 e 18, ma anche fornisce una protezione, seppur minore, anche nei confronti dei sierotipi 45 e 31.I tipi 31 e 45 di papillomavirus sarebbero responsabili del 10% dei tumori della cervice.
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UN NUOVO VACCINO IN FASE DI SVILUPPO O UNA NUOVA TERAPIA?
Stressgen Biotechnologies Corporation (Tsx:Ssb) e Roche hanno annunciato di aver firmato un'intesa di collaborazione per lo sviluppo congiunto e la commercializzazione su scala mondiale dell'innovativo farmaco, brevettato da Stressgen, di fusione della proteina Hsp (heat shock protein). HspE7 e' un prodotto in fase di sviluppo clinico, studiato per la cura di un'ampia gamma di patologie correlate al papillomavirus umano (Hpv), tra cui la displasia cervicale e della regione anale, patologie che indicano la possibile insorgenza di forme tumorali nelle regioni cervicale e anale, verruche genitali e papillomatosi recidivante respiratoria (RRP), sostanzialmente una forma di verruche genitali nelle vie aerodigestive, per i quali la societa' ha ricevuto la designazione di farmaco ''orfano'', ovvero per il quale si incoraggia la produzione.
Riporto qui un articolo trovato in rete:
Stress cellulare
Mutamenti ambientali,ferite,malattie ed anche crescita o differenziazione portano gli organismi a condizioni di stress.
A questo le cellule rispondono con un meccanismo di difesa promosso da proteine specifiche la cui mancanza provoca ischemie ,tumori ,invecchiamento ed una lunga serie di patologie.Una delle caratteristiche di queste proteine chiamate anche heat stress protein (HSP) e' che possono essere riconosciute dal sistema immune ed attivarlo, in particolare possono attivare le CTL o cellule killer una delle piu' potenti difese del nostro corpo.
La compagnia biofarmaceutica Stressgen (San Diego,CA) sviluppa una vasta serie di prodotti immunoterapeutici per il trattamento di infezioni virali quali il papilloma virus umano(HPV),uno dei piu' comuni virus trasmessi sessualmente.
La compagnia ha creato una tecnica di fusione che utilizza il potere immunostimolante di HSP che viene geneticamentricombinato con un antigene proprio del fattore patogeno per produrre una molecola ibrida.
Nel caso dell'HPV e' stata realizzata una proteina chiamata HspE7, capace di provocare una risposta immune molto forte e di prevenire o trattare la malattia prima che questa provochi il cancro cervicale.
Poiche' l'antigene puo' essere prelevato da varie fonti, questa tecnica di fusione verra' utilizzata non solo per combattere virus o batteri ma anche parassiti,funghi ed alcuni tipi di tumori.
Annual Conference on Vaccine Research(Baltimore,MD) Maggio 2002

I due contributi si integrano e offrondo informazioni aggiornate sullo stato dell'introduzione del vaccino in Italia. Per integrazioni del post inviate pure materiali aggiornati. [Derife]

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COME SI CURA L'HPV: RIMEDI TRADIZIONALI ED ALTERNATIVI
(A CURA DI MINERVA)

Non esistono al momento soluzioni farmacologiche che permettano di debellare completamente l’infezione da HPV. Solo le lesioni provocate dall’HPV (condilomi, SIL, CIN) possono essere trattate, ma il virus non può essere eliminato dall’organismo.
La terapia delle lesioni da HPV sarà variabile secondo il tipo e la sede delle lesioni da trattare.
I condilomi presenti a livello di perineo, vulva e vagina possono essere distrutti mediante diatermocoagulazione con elettrobisturi, vaporizzazione con laser, crioterapia, oppure trattati localmente con preparazioni apposite e non prive di controindicazioni.
Le lesioni del collo dell’utero (SIL, CIN) vengono invece trattate in relazione al tipo e al grado di alterazione cellulare, cioè tramite conizzazione, dct, se la lesione non è molto estesa, laservaporizzazione.
La conizzazione consiste nella escissione di una porzione (solitamente conica, da qui il nome) del collo uterino (cervice) al fine di asportare una lesione potenzialmente maligna o maligna ma ancora molto limitata nella sua estensione. E' quindi da considerarsi un intervento conservativo perchè non altera in modo sostanziale l'architettura e la fisiologia dell'utero ma nello stesso tempo terapeutico e diagnostico.
Ai metodi distruttivi locali come la diatermocoagulazione (DTC), il laser CO2, la crioterapia sono riservati a lesioni poco estese e la cui potenzialità evolutiva (displasia lieve) è di basso grado (poco probabile). In tutti gli altri casi (compreso il dubbio diagnostico) vengono preferiti i metodi escissionali (conizzazione) che consentono l’asportazione (con tecniche diverse) di una parte del collo uterino favorendo,nella gran parte dei casi la guarigione definitiva della paziente.
L'escissione mediante LEEP (Loop Electrosurgical Excision Procedure), laser CO2, elettroresezione e lama fredda (chirurgia tradizionale) sono le tecniche più usate.
L'intervento a LAMA FREDDA è il classico intervento chirurgico di conizzazione: dopo una attenta valutazione citologica, colposcopica, bioptica e se necessario isteroscopica si procede all'asportazione con il bisturi di una porzione conica della cervice modulando l'estensione della demolizione sulla base della natura e della localizzazione della lesione. Questa procedura richiede, anche se breve, ospedalizzazione. Sono richiesti dei punti emostatici e comunque frequenti sono i sanguinamenti sia durante che dopo l'atto operatorio.
Nella LEEP viene usata un'ansa diatermica che mediante corrente ad alta frequenza consente una conizzazione di rapida esecuzione e con minime complicanze intra e post-operatorie; il sanguinamento è minimo e il ritorno all'aspetto originale del collo uterino avviene già dopo qualche mese dall'intervento. Questa tecnica ,che rispetta l'anatomia e la funzionalità della cervice, ha comunque alcuni limiti legati al possibile danno termico tissutale che talvolta può ostacolare la lettura microscopica dei margini del cono (tessuto cervicale) asportato e nella non praticabililità nelle lesioni ad estensione profonda nel canale cervicale o nelle quali si sospetta una iniziale invasività.
Il LASER consente una conizzazione rapida e molto precisa; inoltre fornisce un campione istologico senza artefatti e quindi di ottima lettura. Anche questa tecnica è caratterizzata da scarsissime complicanze e l'aspetto finale del collo uterino è ottimo con una restituzione dell’aspetto originario quasi perfetta. Questa tecnica ha comunque lo svantaggio di essere molto costosa e richiede un notevole grado di addestramento da parte dell'operatore.
La ELETTRORESEZIONE (o elettro-conizzazione) con ago o con spatola è una valida alternativa sia agli interventi a "lama fredda" che a quelli con ansa diatermica o laser. E' poco costosa, semplice. Il cono che si ottiene è preciso, privo di artefatti. Il ritorno all’aspetto originario del collo dell’utero è ottimo e le complicanze minime.
Questi interventi andrebbero sempre effettuati sotto guida colposcopica. Le tecniche anestesiologiche possono essere di diverso tipo (locali e generali) e dipendono da considerazioni cliniche legate alla singola paziente. Oltre al sanguinamento, possibili complicanze possono essere legate ad infezioni, stenosi cicatriziali, incompetenza cervicale in gravidanza (maggiore rischio di aborto e parto prematuro).
La conizzazione deve quindi essere considerato come intervento sicuro e molto spesso risolutivo. Affrontato con una delle attuali tecniche disponibili, assicura un soddisfacente atteggiamento conservativo sia nei confronti della cervice che dell'intero organo uterino, preservando, in particolare ,la capacità riproduttiva della paziente.
E' raccomandata l'astensione dai rapporti sessuali per circa un mese dalla loro effettuazione. Le terapie alla dimissione variano secondo le tecniche adottate, i convincimenti degli operatori e le necessità cliniche dei pazienti.
Il trattamento dei condilomi acuminati, può avvenire secondo diverse metodiche. In genere, alla terapia farmacologica (basata sulla somministrazione di interferone, podofillina,imiquimod, acido tricloroacetico , 5-fluoro-uracile), si preferisce quella distruttiva. La criochirurgia, per esempio, utilizza un tampone imbevuto di azoto liquido per congelare i condilomi ed asportarli successivamente senza bisogno di anestesia e senza causare sanguinamenti. La laserterapia, da eseguirsi in anestesia locale, o generale nei casi più gravi, determina lisi cellulare e morte dei virus ivi contenuti. Il fascio laser può essere indirizzato con estrema precisione sui condilomi, minimizzando l’estensione delle cicatrici post-trattamento. Lo stesso risultato può essere raggiunto attraverso l’elettrocoagulazione, mentre in altri casi si preferisce l’escissione chirurgica dei condilomi. Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, l’applicazione locale di preparati a base di podofillina determina lo sbiancamento della lesione e la seguente caduta nel giro di pochi giorni; si tratta comunque di un’operazione di competenza medica (importante è il lavaggio qualche ora dopo della sede di applicazione), assolutamente da evitarsi in gravidanza, così come su lesioni sanguinanti o superiori ai due cm; l’acido tricloroacetico garantisce lo stesso risultato con minori controindicazioni e tossicità. L' acido tricloroacetico è un acido carbossilico. La sua struttura è assimilabile a quella di una molecola di acido acetico i cui tre atomi di idrogeno non acidi sono stati sostituiti da altrettanti atomi di cloro.A temperatura ambiente si presenta come un solido incolore dall'odore pungente. È un composto corrosivo.
La podofillina viene estratta dalle radici e dai rizomi del Podofillo (Podophillum peltatum L., Fam. Barberidacee, sinon.Anspodophillum Moench) pianta originaria delle regioni orientali dell'America del Nord, come pure del podofillo indiano (Podophillum emodi).
Dalle radici e dai rizomi del podofillum peltatum si ottiene in media il 4 - 5% di resina (podofillina) la quale contiene, oltre a resina amorfa (podofilloresina), quantità variabili dal 35 al 55% di podofillotossina (principale costituente di picropodofillina e di acido podofillico).
La podofillina in soluzione, è un antimitotico, inibisce cioe, la proliferazione delle cellule. La maggior parte dei rimedi contro i condilomi richiede l'applicazione con l'aiuto di un medico. In particolare per la podofillotossina è necessario l'uso di uno strumento che risulta particolarmente laborioso per le donne, in cui la posizione dei condilomi non è così evidente.
L’Imiquimod è disponibile in crema al 5%.E’ un antivirale che non ha un'azione diretta, ma sembra che induca localmente la produzione di interferon alfa e di altre citochine, quindi è un immunomodulante . Meno dell'1% è assorbito dalla pelle sana, cosa che rende poco probabile la comparsa di segni di sovraddosaggio.Gli effetti collaterali più frequenti coincidono con quelli segnalati per la podofillotossina: prurito (nel 22 per cento dei maschi e nel 32 per cento delle femmine), sensazioni urenti (rispettivamente nel 9% e 26%), dolore locale (12% e 8%). Rare le reazioni sistemiche: cefalea (circa il 5%), sindrome pseudoinfluenzale (1% e 3%), mialgie (1%).
L’Imiquimod ha il vantaggio di poter essere spalmato dal paziente stesso, senza bisogno di ******, evitando in questo modo l'imbarazzo spesso legato a questa condizione.I dati sull'efficacia e tollerabilità dell'Imiquimod sono però incompleti: l'applicazione una volta il giorno per tre giorni la settimana induce la cicatrizzazione nella metà dei pazienti, non è provato che il trattamento diminuisca il rischio di recidive e non ci sono dati sul trattamento delle stesse. Mancando inoltre studi comparativi, non è dimostrato che l'Imiquimod sia più efficace della podofillotossina. Il prezzo elevato della terapia può essere un ostacolo alla prescrizione.

Il 5-fluoruracile è un chemioterapico, sottoforma di crema , ad uso topico e riservato alle forme più gravi resistenti alla podofillotossina.Impedisce la replicazione delle cellule alterate ed è utilizzabile sia per i condilomi che per le displasie.Va applicato direttamente dal medico in quanto è un farmaco poco maneggevole e altamente tossico.
L’Interferone, si usa per via sistemica ( iniettando il farmaco in vena ),ma solo nei casi più gravi di lesioni da papillomavirus vescicali o rettali.E’ destinato soprattutto a pazienti immunodepressi con frequenti recidive.Si può anche iniettare direttamente su lesioni o condilomi.
Il Metisoprinolo (MSP), o inosina pranobex, è un farmaco di sintesi costituito da un complesso di inosina e di dimetilamino-2-propanolo, capace di attività antivirale in parte diretta ed in parte mediata attraverso il potenziamento delle difese immunitarie.L'effetto antivirale diretto è dimostrabile in vitro e si evidenzia sia su virus a DNA che a RNA (herpesvirus, virus influenzali, rinovirus, adenovirus, poliovirus, e HIV ), con meccanismi non ancora totalmente chiariti. Occorre però dire che l'inibizione virale richiede concentrazioni di Metisoprinolo assai elevate e non sempre ottenibili in terapia.L'efficacia terapeutica del farmaco e' da imputarsi alla proprietà immunoregolatrice, piuttosto che all'azione antivirale diretta.Nelle infezioni da hpv, è scarsamente usato in quanto poco efficace,ma spesso viene prescritto sottoforma di ovuli e lavande ,solo come immunomodulante.
Il Carbossilmetil-beta-glucano/argento micronizzato è un modulatore immunitario locale utile per il controllo delle zone di trasformazione cervico-vaginali.Attiva la produzione dei macrofagi tissutali ( cellule che fagocitano antigeni,cellule infette, danneggiate o vecchie e si stabiliscono nei tessuti favorendo la risposta immunitaria) con conseguente azione antivirale.Favorisce, inoltre, la produzione di collagene, stimolando la cicatrizzazione della zona da trattare.
Il Cidofovir è un farmaco analogo della citosina con proprietà antivirali :blocca la sintesi del dna virale.E’ usato contro l’herpes, il citomegalovirus,adenovirus, poliomavirus e papillomavirus.
E’ somministrato per via endovenosa e ha emivita lunga.L’azione antivirale prolungata permette di somministrare una dose ogni 1-2 settimane.Si elimina attraverso i reni.
E’ altamente nefrotossico ed è da evitare la contemporanea somministrazione di altri farmaci tossici per reni e fegato.
Viene utilizzato come trattamento contro diverse forme tumorali come il carcinoma basocellulare, papillomatosi faringea, mollusco contagioso, forme di retinite e altre patologie dermatologiche in pazienti con HIV.Il costo è elevatissimo ( circa 1000 euro a scatola!!!!!!!) ed è difficile ottenere il farmaco perché in fascia H, prevede, cioè,un piano terapeutico apposito ed è concedibile dal SSN con impiego limitato nell’ambito degli ospedali o delle strutture assimilate.
Esiste ,però,Il Cidofovir all’1% per applicazioni locali ,somministrate esclusivamente dal medico, adoperato con successo nel trattamento di lesioni condilomatose o displasie localizzate a livello orale,genitale e anale.
Accanto alle terapie tradizionali, esistono anche quelle “non convenzionali”,nelle quali nessun medico crede in quanto non basati su fondamento scientifico e che non hanno evidenza scientifica alcuna.
Premesso che niente e nessuno può sostituire l’intervento medico, il rivolgersi a soluzioni alternative, deve essere considerato come complementare alla strategia medica.
Tali “rimedi alternativi” hanno piena efficacia solo se sono state rimosse chirurgicamente tutte le lesioni e di qualsiasi tipo.
L’inquinamento, l'uso eccessivo di medicine ed una alimentazione carente di elementi nutrienti, sono alcuni dei fattori che mettono in pericolo l’efficienza del nostro sistema immunitario. Le medicine agiscono principalmente sui sintomi ,ma non sulle cause delle malattie. Gli antibiotici, usati troppo spesso e in dosi eccessive per combattere le infezioni hanno a lungo termine, effetti negativi sul sistema immunitario.
Gli alimenti sani, naturali, gli elementi curativi e le medicine alle erbe possono aiutare a potenziare e sostenere il sistema immunitario.
Se si fuma, è bene smettere: il fumo aiuta a produrre radicali liberi portando alle stelle il fabbisogno di vitaminaC (che il nostro corpo non è in grado di trattenere anche se non si fuma) con conseguente abbassamento delle difese immunitarie.
In base a ciò, bisogna assumere almeno 800 grammi tra frutta e verdure fresche al giorno.
Si possono anche prendere dei multivitaminici e una dose supplementare di vitamina C, potente antivirale e antiossidante.
Esistono poi dei prodotti erboristici completi sottoforma di capsule, flaconcini o sciroppi, contenenti Echinacea,Uncaria,Zinco ( minerale che potenzia il sistema immunitario), fermenti lattici e vitamina C, in grado di stimolare le naturali difese organiche dell’organismo.
Ci sono anche altri potentissimi antiossidanti naturali che possiamo trovare in erboristeria sottoforma di capsule o compresse, estratti o tinture madri:Il Camu Camu o altri frutti della foresta amazzonica ne sono un esempio.Fra tutti i frutti conosciuti, il camu-camu contiene naturalmente la più alta quantità di vitamina C in assoluto. Rispetto alle arance, il camu-camu fornisce 30 volte più vitamina C, dieci volte più ferro, tre volte più niacina, due volte più vitamina B2 (riboflavina), e 50% di fosforo in più.
Miscele naturali al 100% composte da bitter melon, clavillia, mullaca, jergon sacha, carqueja, amargo, chanca piedra, mutamba, anamu, sarsaparilla,fedegoso,samanbaia, macela,hanno un’azione antivirale, specifica contro l’hpv.
L’estratto di fungo Maitakè ( un fungo proveniente dall’oriente il cui nome è Grifola Frondosa) in capsule contiene tutti gli aminoacidi vitali per sviluppare i globuli bianchi , soprattutto Dglucano, un polisaccaride,utile per coadiuvare il rafforzamento del sistema immunitario.
Anche lo Shiitake( Lentinus Edodes) è un fungo che proviene dall’oriente e ha delle qualità straordinarie. lo Shiitake è da tempo studiato nelle università di tutto il mondo perché alcune sue componenti sono risultate efficaci nel trattamento di alcuni tumori (leucemie e cancro al seno), nella riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, nella stimolazione del sistema immunitario e in particolare contro i virus. Alcuni suoi fito-estratti, inoltre, sono impiegati nell’industria cosmetica per la realizzazione di creme dall’effetto “anti-età”.
Il Maitashi è un preparato contenente entrambe le varietà di questi funghi.
Discorso a parte meritano i Transfer Factor.
Transfer factor (fattore di transferimento) è il nome di una molecola che trasferisce gli elementi essenziali dal sistema immunitario della madre a quello del neonato.
Queste molecole scoperte verso la fine degli anni ’40 dal Dottor H. Sherwood Lawrence sono state da allora oggetto di approfonditi studi scientifici in tutto il mondo. L’Associazione “The International Transfer Factors Society “ organizza ogni tre anni un simposio internazionale sulle ricerche effettuate e sulle pubblicazioni che riguardano i Fattori di Transfer.
L’utilizzo dei transfer factor ha ottenuto risultati più che positivi nel trattamento di numerose malattie, dalla semplice infezione batterica a quella virale fino alle patologie più gravi come il cancro, l'Aids/Hiv e molte altre.
In sintesi i TF si rendono elettivi in ogni caso di deficit selettivo della risposta cellulo-mediata, con particolare efficacia nei confronti di patologie virali ed allergiche, come di seguito riportato:
Infezioni ricorrenti da Candida;
Micosi muco-cutanee a varia localizzazione;
Dermatiti;
Vulvo-vaginiti micotiche acute e croniche;
Candidosi su base disbiotica;
Infezioni ricorrenti da Papillomavirus;
Condilomatosi e loro sequele post-operatorie
Verruche;
Sindromi allergiche respiratorie e cutanee.
Molti Transfer Factors (o 'molecole immunologiche della memoria') ci sono stati 'trasmessi' dal latte materno e dal colostro che sono la fonte più ricca di Transfer Factor nota oggi agli scienziati. I Transfer Factor presenti nel colostro hanno il solo scopo di trasmettere la capacità immunologica acquisita dal sistema immunitario della madre a quello ancora immaturo del figlio.
Tutti i mammiferi producono i Transfer Factor ma gli scienziati preferiscono lavorare con il colostro dei bovini. Una mucca in salute normalmente produce milioni di Transfer Factor differenti, ma e quando quella stessa mucca entra in contatto con un agente patogeno sconosciuto, ad esempio un virus, produce un Transfer Factor nuovo e specifico per quel virus.
Per gli individui affetti da patologie specifiche, la somministrazione della giusta molecola di Transfer Factor può fornire 'l'anello mancante' che consentirà al sistema immunitario di inquadrare e distruggere l'agente patogeno e mitigare i sintomi della malattia".

Oltre ai preparati erboristici, troviamo in commercio alcuni preparati omeopatici sottoforma di capsule, granuli, globuli, pomate e tinture madri.
Alcuni di questi prodotti sono basati sulla teoria dei Transfer Factor,altri non si sa bene cosa contengano e altri ancora vengono formulati servendosi degli estratti di alcune piante.La Thuya Occidentalis ne è un esempio.Esiste sottoforma di granuli, globuli, unguento e tintura madre.E’ un antivirale generico , ma pare abbia una certa efficacia contro le recidive da condilomi.
Granuli e globuli esistono in varie diluizioni, sia decimali(dh) che centesimali(ch).La soluzione più adatta è quella in granuli, in diluizione 7ch o 9ch. La posologia è di 5 granuli sublinguali 2 volte al giorno ,lontano dai pasti : un’ora prima di mangiare o due ore dopo aver mangiato.E’ utile evitare cibi speziati e dentifrici alla menta in concomitanza con l’assunzione per bocca di preparati omeopatici in modo da non comprometterne l’efficacia.
L’unguento al 4% di Thuya Occidentalis si trova facilmente in commercio.Se si desidera un prodotto con concentrazione maggiore di principio attivo basta andare in una farmacia omeopatica e farsela preparare.Viene usata localmente per evitare recidive da condilomi dopo la loro rimozione chirurgica o come ” barriera” nel caso in cui si frequentino luoghi a rischio ( piscine).
L’uso della tintura madre di Thuya Occidentalis è solo ed esclusivamente esterno e locale.La thuya infatti, è altamente neurotossica e nefrotossica ( nessun pericolo per granuli o globuli, la concentrazione e minima!) e , presa per via orale,potrebbe provocare danni seri e irreversibili all’organismo.Si fanno delle “toccature” con un cotton fioc imbevuto di prodotto, direttamente sui condilomi più volte al giorno.

Nel caso in cui si decida di associare ad una cura tradizionale delle cure naturali, sperimentali, alternative, è sempre bene consultare il proprio medico in proposito, fornendo indicazione sui principi attivi
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derife83
 

Spero che il nuovo topic possa essere utile

Luna89
 

grazie davvero per il contributo!

Minerva75
 

Io mi sento un pò spaesata, mi ero affezionata così tanto al vecchio.........

derife83
 

minerva era impossibile inserire tutti i contributi senza aprire un nuovo topic...
E poi effettivamente aveva raggiunto dimensioni mastodontiche...anche se rimane comunque consultabile! Se preferite posso mantenerlo in rilievo ancora per un po', anche se bloccato.

Minerva75
 

No, Derife, non preoccuparti, hai perfettamente ragione.
Il fatto che rimanga consultabile va più che bene.
Comunque, vediamo cosa preferiscono le altre, se mantenerlo ancora un pò in rilievo o no

derife83
 

Io per il momento lo lascio lì, così chi ha iniziato la discussione nel precedente può vedere i messaggi arretrati. Tra un paio di settimane lo sposto

annarellaf
 

Buonasera!
Che emozione scrivere sul nuovo forum! Derife, complimenti! Secondo me ci sono un sacco di indicazioni utili!

Minerva75
 

Ciao Anna
Non ti manca un pò il vecchio topic?

annarellaf
 

Mine! Si mi manca il vecchio post... io, poi, sono una nostalgica per natura!!!
Penso alla prima volta che ho fatto ingresso nel topic: grazie alle tue indicazioni e a quelle delle altre, mi avete aiutato tantissimo.
Sicuramente anche questo nuovo topic e noi, sarà d'aiuto a chi ne avrà bisogno!

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Profilo del medico - Dr.ssa Rosa Alba Portuesi

Dr.ssa Rosa Alba Portuesi
Nome:
Rosa Alba Portuesi
Azienda:
Centro Medico Sempione, Milano
Professione:
Ginecologa
Specializzazione:
Ginecologia e Ostetricia
Contatti/Profili social:
sito web facebook
Domanda al medico
Dr.ssa Portuesi, quali sono le differenze tra HPV test e Pap test? E qual è il migliore tra i due per la prevenzione del tumore al collo dell’utero?
Spesso si tende a confondere Pap test e HPV test, a pensare che siano la stessa cosa o che uno possa sostituirsi all'altro. Non è così. Fino a qualche tempo fa il Pap test era il test di screening nazionale (e internazionale) del tumore al collo dell'utero. Oggi invece ha preso molto più piede il test virale, che ha dimostrato una sensibilità e una specificità maggiori rispetto al Pap test. Ma alla base si tratta di due test diversi, che indagano elementi diversi e offrono risposte diverse, specifiche.

Quali? L'HPV test identifica la presenza di un'infezione da Papilloma virus e addirittura anche il ceppo virale coinvolto. Poi, a seconda del tipo di virus, sia esso ad alto, medio o basso rischio oncogeno, gli esami di approfondimento e gli eventuali tipi di trattamento a cui sottoporre la paziente potranno essere diversi.

Il Pap test prende invece in esame le cellule a livello esocervicale ed endocervicale e verifica che non vi siano alterazioni, segno di una lesione al collo dell'utero. Nel caso ce ne fossero, ne determina la gravità.

In breve, il test virale ti dice se sei esposta al fattore di rischio che poi comporterà o potrebbe comportare negli anni un'alterazione cellulare. Il Pap test ti dice invece se OGGI hai un'alterazione cellulare. Leggi tutto
   
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