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Artrite reumatoide: sintomi, cure, terapia e cause

Viviana Vischi
 

Artrite, artrite reumatoide, cos'è e come affrontarla. Tutto ciò che occorre sapere sull'artrite reumatoide. Le esperienze dei pazienti e le risposte del medico
Che cos'è l'artrite reumatoide?
L'artrite reumatoide (AR) è una malattia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni, ha un andamento spesso progressivo e può evolvere verso l'anchilosi con comparsa di deformità invalidanti, tuttavia , non è raro l'interessamento di altri organi ed apparati, come l'occhio, la cute ed i polmoni.
Può colpire chiunque, ad ogni età, anche se si manifesta più frequentemente in donne di età compresa fra i 25 ed i 50 anni.Le femmine, infatti sono più colpite dei maschi con un rapporto di 4 a 1.
L'esordio ed il decorso sono molto variabili, con forme acute e rapidamente progressive o con forme torpide a lenta evoluzione. Numerose sono, peraltro, le varianti cliniche.

Perchè si manifesta?
L'eziopatogenesi dell'artrite reumatoide non è ancora completamente conosciuta. L'ipotesi che attualmente gode di maggiori consensi prevede che la malattia si sviluppi quando un individuo geneticamente predisposto a sviluppare la malattia entri in contatto con un antigene scatenante (non ancora conosciuto). Tale incontro determinerebbe un'attivazione del sistema immunitario che, attraverso una serie complessa di eventi, coinvolgente sia l'immunità umorale che quella cellulare, porterebbe allo sviluppo di un processo infiammatorio acuto e successivamente al suo automantenimento e cronicizzazione.
Perchè la malattia si sviluppi è necessario, pertanto, che le tre componenti, predisposizione genetica, stimolo antigenico e sistema immunitario interagiscano tra loro. L'esistenza di una predisposizione genetica a contrarre l'artrite reumatoide è stata inizialmente ipotizzata sulla base di alcune osservazioni epidemiologiche in gemelli affetti da artrite reumatoide. Successivamente con la scoperta del Sistema Maggiore di Istocompatibilità nell'uomo ( HLA ), che sovrintende le risposte immunitarie, è stato possibile dimostrare l'associazione tra artrite reumatoide e l'antigene HLA-DR4 nel 60-70% dei pazienti con AR. L'antigene scatenante in grado di attivare il processo immunitario nei soggetti predisposti potrebbe essere un virus, un batterio o sostanze derivate da un'infezione (superantigene) come pure un autoantigene, cioè un elemento normalmente presente nell'organismo ma che il sistema immunitario, erroneamente, riconosce come estraneo.

Patogenesi
Una volta che il sistema immunitario sia stato attivato, si assiste ad una modificazione delle normali difese immunitarie per cui il processo infiammatorio si automantiene, poichè gli anticorpi e le cellule immunitarie, normalmente attivi contro gli agenti estranei ed infettivi, aggrediscono invece le strutture articolari, che sono il principale organo bersaglio della malattia; a questo livello, il tessuto sinoviale, sia delle articolazioni che dei tendini, diviene sede di un processo infiammatorio cronico che, dopo mesi o anni, può determinare danni permanenti ed alterazioni meccaniche indotte, in articolazioni in cui i capi articolari non sono più tra loro congruenti.
Oltre alle articolazioni il processo infiammatorio, di tipo vasculitico, può interessare anche altri organi ed apparati.
Sulla base di modelli sperimentali e di recenti indagini isto-patologiche in vivo sono state definite 5 fasi o tappe patogenetiche ad ognuna delle quali corrisponde un preciso stadio clinico e radiologico: secondo questi studi pertanto dalla fase iniziale di attivazione del sistema immunitario, umorale ( IL-1, IL-2, TNFa, INFg...) e cellulare ( Macrofagi, Linfociti TCD4, Linfociti B...) si giunge alla fase finale di proliferazione del "panno sinoviale" e di invasione progressiva della cartilagine ed osso subcondrale, con distruzione della struttura interessata.


Quali sono i sintomi e segni clinici della malattia?

Modalità di esordio
L'esordio dell'artrite reumatoide è estremamente variabile. La malattia esordisce generalmente in maniera lenta e graduale con sintomi aspecifici come malessere generale, astenia, anoressia, febbricola ed artromialgia a cui si associano ben presto sintomi particolari ben definiti quali la rigidità mattutina di lunga durata, il dolore e la tumefazione delle articolazioni. Nei casi ad esordio acuto l'impegno articolare è fin dall'inizio caratterizzato da segni di flogosi.
Le manifestazioni articolari rappresentano, pertanto, la modalità d'esordio più frequente. Possono essere coinvolte più articolazioni con distribuzione simmetrica (esordio poliarticolare) o, più raramente, una o poche articolazioni (esordio mono-oligoarticolare).
Raramente le manifestazioni sistemiche (rush cutanei, febbre, mialgie...) precedono quelle articolari.

Manifestazioni articolari e paraarticolari
Sono le principali manifestazioni dell'artrite reumatoide. Le articolazioni più colpite sono quelle munite di membrana sinoviale (diartrodiali).
Le caratteristiche della poliartrite sono la distribuzione simmetrica, l'andamento centripeto (sono coinvolte per prima le articolazioni più distali e poi via via quelle più prossimali degli arti) e il carattere aggiuntivo, ossia la tendenza della malattia a colpire sempre nuove articolazioni senza risoluzione della flogosi in quelle precedentemente colpite.
Le articolazioni più frequentemente colpite sono le piccole articolazioni delle mani (interfalangee prossimali e metacarpofalangee) ed i polsi, seguite dalle metatarsofalangee ed interfalangee prossimali dei piedi, da ginocchia, gomiti, caviglie, spalle, anche, colonna cervicale e temporo-mandibolari.
Il sintomo principale è il dolore, aggravato dal carico e dal movimento. Caratteristica poi è la rigidità articolare, in particolare al mattino ( morning stiffness), di lunga durata ( fino a 3-5 ore), differenziandosi in questo dalla rigidità artrosica, di breve durata. A malattia conclamata, sempre presente la tumefazione articolare, che è causata dal versamento articolare, dall'ipertrofia-iperplasia della membrana sinoviale e dall'edema dei tessuti molli periarticolari.
La limitazione funzionale è un altro segno rilevabile0 fin dalle fasi iniziali della malattia ed è dovuta alla sinovite, al versamento articolare ed alla contrattura muscolare antalgica. Con il progredire delle lesioni la limitazione funzionale si accentua in seguito all'instaurarsi di deformità articolari con aspetti caratteristici (mani con deviazione a colpo di vento, a collo di cigno, en boutonniere, piede piatto o equino con dita a martello...) ed anchilosi.
Oltre alle strutture articolari, la malattia può colpire quelle paraarticolari, ossia tendini, guaine tendinee e borse sierose. Le tenosinoviti sono particolarmente frequenti e spesso sono il primo sintomo della malattia; si manifestano con dolore e dolorabilità nel compiere determinati movimenti. A livello delle mani il coinvolgimento dei tendini flessori può portare al tipico quadro del "dito a scatto" o, se interessati a livello del canale carpale, ad una irritazione del n. mediano ( sindrome del tunnel carpale). Tra le borsiti sono frequenti quella olecranica (gomito), la sottoacromiale (spalle) e la trocanterica (femore)

Manifestazioni extraarticolari
I pazienti affetti da artrite reumatoide oltre alle lesioni articolari e paraarticolari, possono manifestare, in una percentuale non trascurabile di casi, alterazioni in altri distretti dell'organismo. Le manifestazioni extraarticolari dell'artrite reumatoide sono legate alla localizzazione del processo reumatoide in sedi diverse dalle articolazioni ed includono le sierositi, i noduli reumatoidi e la vasculite reumatoide. Queste alterazioni possono localizzarsi in svariate sedi e quindi dare origine a molteplici quadri clinici.
Le strutture più frequentemente colpite sono:
- la Cute, con noduli sottocutanei, generalmente nelle zone sottoposte a pressione quali le superfici estensorie dei gomiti ed avambracci, non tendenti ad ulcerarsi. Possibili rash cutanei, più raramente ulcere arti inferiori o polpastrelli delle dita;
- l'Apparato Respiratorio con fibrosi interstiziale diffusa, anche severa, pleurite o, più raramente, noduli reumatoidi polmonari, Sindrome di Caplan;
- l'Occhio con sclerite e/o episclerite, "occhio secco" nell'ambito di una S.di Sjogren;
- l'Apparato cardiovascolare con pericardite, endocardite o vizi valvolari;
- l'Apparato muscolare con ipotrofia da disuso o miopatia da farmaci; il Sistema Nervoso con neuropatie periferiche ( da compressione o da vasculite) o mielopatia cervicale(sublussazione atlo-epistrofea) ed a livello Centrale con turbe della personalità; il Rene con glomerulonefrite, amiloidosi, nefropatia da farmaci; l'Osso con osteoporosi iuxtarticolare e diffusa, da flogosi e iatrogena.

Le manifestazioni iatrogene, pertanto, sono a carico soprattutto del rene, fegato, stomaco, osso, occhio, polmone ed apparato emopoietico, in relazione, ovviamente, al tipo di farmaco utilizzato, sia esso sintomatico che di "fondo".

Varianti cliniche
L'artrite reumatoide fin qui descritta delinea il quadro classico. Esistono poi forme cliniche che, pur facendo parte dello spettro clinico dell'artrite reumatoide, possiedono alcune caratteristiche peculiari per cui vengono considerate sue varianti. Si tratta di forme complessivamente rare. Sono la Sindrome di Caplan (AR+ pneumopatia nodulare da inalazione di polveri di carbone, silice o asbesto), la Sindrome di Felty (AR+ splenomegalia, neutropenia, più raramente epatomegalia o linfoadenomegalia e febbre ). Più frequente l'evidenza del Morbo di Still (sia dell'adulto che del bambino); si caratterizza per la febbre, leucocitosi, rash cutaneo maculare o maculo-papuloso, sincrono alle puntate febbrili e poliartrite, generalmente fugace e non erosiva. Il suo decorso è variabile e può evolvere in modo cronico.

Esami bioumorali e strumentali
Nell'artrite reumatoide gli esami di laboratorio sono utili per dimostrare la presenza di uno stato infiammatorio e/o il grado di attività dello stesso e, quindi, di monitorare l'entità e l'evoluzione della malattia, ma sono relativamente aspecifici. Possono, infatti, risultare positivi anche in altri processi infiammatori o infezioni. Per fare diagnosi di artrite reumatoide pertanto rimane indispensabile la valutazione degli elementi clinici. Sono di frequente riscontro, in fase acuta, indici di flogosi elevati (VES, PCR, fibrinogeno, a2-globulina, a1-glicoproteina acida, aptoglobina...) che si possono normalizzare durante le fasi di remissione spontanea o indotta dalla terapia. Si dimostrano, quindi, particolarmente utili per il monitoraggio dell'attività della malattia e dell'efficacia della terapia.
Vi sono poi alcune alterazioni sieroimmunologiche caratteristiche che avvalorano l'ipotesi immunologica della malattia; in particolare una ipergammaglobulinemia (IgG, IgM o IgA), la presenza di una serie di autoanticorpi (FR, ANA, Anti-Ena...) il più noto dei quali è il Fattore Reumatoide (FR). Questi , rilevabile mediante il RA-test e la reazione di Waaler-Rose (WR), è un autoanticorpo che si trova nel siero dei malati di AR, ma, anche, in quello di persone affette da Connettiviti, malattie granulomatose, epatopatie e pneumopatie. E' facile desumere che la positività del RA test o della WR non è ritenuta specifica, tanto più che il FR è stato riscontrato pure in soggetti apparentemente sani e non sempre è rilevabile nei malati di artrite reumatoide.
Tra gli esami strumentali l'esame radiologico convenzionale è senza dubbio il più importante. Può essere utilizzato per indagare tutte le articolazioni interessate dal processo morboso, in qualsiasi fase della sua attività ( precoce o tardivo ). Utili, ovviamente, la TAC e/o la RMN, specialmente per alcune articolazioni particolari ( colonna, coxo-femorale...). L'ecografia si è dimostrata una tecnica molto utile per indagare le lesioni paraarticolari ed in particolare le cisti poplitee.

Qual'è la terapia dell'artrite reumatoide?
Gli obiettivi da perseguire nel trattare un paziente affetto da artrite reumatoide sono quelli di abolire o attenuare l'infiammazione articolare e la sintomatologia dolorosa da essa prodotta ma, anche, rallentare l'evoluzione e la progressione della malattia, preservare o recuperare la funzione articolare, prevenendo o correggendo le deformità che si sono instaurate. A tale proposito, accanto alla terapia farmacologica, vanno sempre attuate misura di carattere generale inerenti l'educazione del paziente nella gestione della sua malattia, attraverso norme di comportamento adeguate alle diverse fasi di attività della stessa. Il supporto psicologico, inoltre, è fondamentale durante tutte le fasi evolutive dell'artrite reumatoide, ed è presupposto essenziale affinchè il paziente accetti la condizione di malattia e segua le prescrizioni terapeutiche.
La terapia sistemica si attua con i farmaci c.d. sintomatici, che comprendono i FANS ed i cortisonici, e sono dotati di un effetto rapido ma limitato nel tempo, e con i farmaci di fondo che comprendono una serie di molecole in grado, dopo un periodo di latenza più o meno lungo, di modificare il decorso della malattia (disease-modifyng-anti-rheumatic drugs). I FANS sono i farmaci che per primi vengono utilizzati nell'AR ma raramente da soli sono in grado di controllare l'infiammazione articolare e la rigidità mattutina; occorre, pertanto, spesso, associare ad essi i corticosteroidi, preferibilmente a breve durata d'azione (prednisone, metil-prednisone). Nella pratica clinica è largamente diffuso l'uso dei farmaci di fondo ed il loro inserimento deve avvenire non appena la diagnosi risulta certa. La scelta del farmaco deve tener conto della severità della malattia e di eventuali controindicazioni. Tra i più utilizzati vi sono il Metotrexato, la salazopirina, gli antimalarici di sintesi ed i sali d'oro. Meno utilizzata ormai la D-Penicillamina, soprattutto per i suoi importanti effetti collaterali.
A questi farmaci vanno poi aggiunte le nuove strategie terapeutiche che comprendono l'uso di altri immunosoppressori ( ciclosporina, ciclofosfamide, azatioprina ), da utilizzare da soli o, nelle forme particolarmente aggressive, in associazione agli altri farmaci di fondo. Nuove prospettive terapeutiche si aprono per i pazienti affetti da artrite reumatoide; in particolare si ricordano gli inibitori biologici delle citochine ( TNF, IL-1...), che rispetto agli altri farmaci di fondo hanno una elevata specificità d'azione, l'immunomodulazione sganciata dalla attività immunosoppressiva, l'immunogenicità.
Questi farmaci, in particolare gli anti-TNFa, si sono dimostrati assai efficaci nel controllare la flogosi e la sintomatologia dolorosa per tempi più o meno lunghi; hanno però un unico neo, per il momento, ossia il costo elevato.
Alla terapia sistemica può essere associata la terapia locale. L'iniezione intra- o periarticolare di cortisonici ritardo è indicata nelle forme mono-oligoarticolare o paraarticolari.

Terapia fisica, riabilitativa ed occupazionale
La terapia fisica (TENS, LASER, UST...) può rappresentare un utile complemento alla terapia farmacologica.
La terapia riabilitativa, invece, ha un ruolo di estrema importanza nel prevenire le deformità articolari, mantenere la funzione articolare ed il trofismo muscolare.
La terapia occupazionale deve sempre affiancare la chinesiterapia. Elaborata sulla base di economia articolare, si prefigge di ottenere in ciascun paziente una funzionalità articolare ottimale sviluppando le capacità di adattamento e migliorando le prestazioni esistenti; in questo modo la terapia aiuta il paziente a vivere nella massima indipendenza possibile, attraverso misure di economia articolare, di apparecchiature, splint ed ortesi, e tecniche di rilassamento muscolare.
La principale differenza tra la chinesiterapia e la terapia occupazionale è che la prima reintegra la funzione muscolare mentre la seconda traduce questa funzione in compiti specifici.

Terapia chirurgica
La terapia chirurgica dell'artrite reumatoide ha tre scopi principali: prevenire le lesioni e le deformità articolari, correggere le complicanze. Nelle fasi avanzate, quando la funzione articolare è pressocchè abolita ed il dolore insopportabile, possono trovare indicazione gli interventi di artroprotesi, che restituiscono al paziente la piena funzionalità articolare, oppure una artrodesi, che, pur comportando una completa perdita dell'articolarità, risolve la sintomatologia dolorosa.

Dott. Eugenio Quarta
Articolo riprodotto per gentile concessione
dell'Associazione Pugliese Malati Reumatici
www.associazionepugliesemalatireumatici.it

__________________
A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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MIGLIOR COMMENTO
TizianoGastaldi
esistono le sostanze chimiche.... naturali o non naturali, tutto l'esistente é raccolto nella tavola di Mendelaieff... ovvero con un centinaio di atomi ci facciamo tutto.
Non é questione di sostanze naturali o non naturali, ma di indicazione e di posologia. Ogni farmaco é un veleno a piccole dosi. Esistono medici che sanno maneggiare i farmaci, esistono medici che seguono pedissequamente le linee guida e che non tengono conto dell'individualità di ogni singolo paziente che risponde alla condizione che genera il suo stato di malattia e alle terapie in un modo unico. Leggere pero' che nell'artrite, una malattia caratterizzata da infiammazione qualcuno proponga dei bagni caldi, questo é chiaramente un controsenso perché corrisponde all'aggiungere benzina ad un fuoco.
Su una malattia caratterizzata da infiammazione, ovvero in fase acuta, mai mettere il caldo che si puo' applicare in una condizione degenerativa in fase quiescente e senza infiammazione. Il metotressato se ben usato e controllato é in grado di rimediare a molte forme di artrite, soprattutto se impiegato in fase precoce. In Lombardia ed a Pavia in particolare, sotto la direzione del professor Carlo Maurizio Montecucco, presidente attuale della SIR, si puo' effettuare ricovero in DH per poter ottenere la diagnosi precoce e partire subito con terapie in grado di limitare la progressione di forme raumatiche e evitare o limitare l'esito invalidante verso la distruzione articolare.
L'aria che respiriamo é cancerogena.... e questo dipende da quello che ci trovi dentro... le onde elettromagnetiche sono cancerogene... i reticoli di hartmann che abbiamo in ogni casa, sono cancerogeni.... quindi é questione di dosi e di tempo... e di diagnosi... e di compromessi.... tiri la bilancia da una parte... sale dall'altra... ed il segreto é mantenere l'equilibrio tra le varie condizioni visto che ad ogni azione corrisponde sempre una controreazione e il nostro organismo é regolato da meccanismi di biofeed back che spesso sfuggono alla nostra osservazione, ma che sono fondamentali per il mantenimento dell'omeostasi anche nel corso del fisiologico invecchiamento che per ora non é ancora considerato malattia ma inesorabile fase della vita.
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johnbotty
 

Salve
sono un giovane di 26 anni e da circa 14 anni soffro di artrite reumatoide.
All'incirca 8 anni fa ho effettuato una cura con infiltrazioni di un medicinale non cortisonico, credo fosse il rifocin, ma dovrei controllare, nelle articolazioni dei gomiti e delle ginocchia.
Il problema sembrava essere stato superato se non fosse stato per un fastidio nel piegamento e stiramento del braccio destro e del piegamento delle ginocchia.
In particolare da allora non sono riuscito a distendere completamente il braccio destro (ma nessun problema sul sinistro), o meglio quando ci provo sento un dolore al gomito e come qualcosa che mi impedisce di distenderlo completamente ... analogamente quano provo a piegarlo completamente
Ultimamente ho avuto un peggioramento deciso del problema tale da non riuscire più a scrivere e da provare dolore non appena muovevo il braccio .. ed attualmente sono sotto cura farmacologica di Dicloreum.
Le volevo chiedere sarà mai possibile risolvere definitivamente il problema al gomito destro ed in particolare se attraverso esercizi fisici mirati riuscirò a riconquistare la sua completa mobilità.
Grazie
Giovanni

daytona
 

La settimana scorsa mia moglie ha notato la comparsa di eruzioni cutanee su tutto il corpo simili a punture di zanzara ma più dure al tatto, poi ha accusato nei giorni successivi dolore alle ginocchia ed ai gomiti, tanto da non riuscire quasi a muovere le braccia.

Il dolore a seconda dei giorni ha preso le varie articolazioni con picchi più o meno forti (soprattutto alla sera) mentre le eruzioni sono scomparse da quasi tutto il corpo trane i palmi delle mani, dove sono rimaste diventando più dure e dolorose al tatto.

Il medico gli ha prescritto degli esami per reumatisci ed una vistita specialistica da un dermatologo.

Dai sintomi potrebbe essere Artrite Reumatoide, cosa ne pensate ?

Grazie

Arual
 

Mi sembra che l'AR cominci dalle articolazioni della mano che si gonfiano e diventano dolenti. Propenderei per un eritema nodoso.

Brie
 

Quest'estate ho accusato comparsa di eritema marginato, noduletti sulla testa, forti dolori articolari con rigonfiamento degli arti periferici nelle giunture e febbre alta. Recatomi da un dermatologo per la comparsa dell'eritema, questi disponeva accertamenti clinici (VES, TAS, REUMA TEST, PROTEINA C REATTIVA ED EMATOCRITO) e mi diagnosticava un "classico" caso di artrite reumatoide, anche a seguito della lettura dei test (TAS:200, VES alta, ora non ricordo, REUMA test : 33, Proteina C 2, globuli bianchi 10.000)somministrandomi una pennicellina da 1.200.000 (dolorosissima), zirtec x prurito e cortisone DEFLAN per la chiazze. Terminata la cura (7-10 gg) ripetute le analisi, i valori tornavano tutti nella norma (globuli 4.000, reuma 23, ma il tas rimaneva a200) . Passati i sintomi, siccome era ferragosto, mi proponevo di contattare in seguito uno specialista. Agli inizi di Ottobre ho avuto una recidiva "leggerissima", con lievissime chiazze e senza noduletti, che mi ha indotto a contattare un noto reumatologo, il quale, disponendo nuove analisi (quasi le stesse) ipotizzava il caso della malattia di Lyme, dovuta ad un probabile morso di una zecca. Dagli esami sul siero sono risultato negativo, quindi, avendo una certa idiosincrasia verso medici ed ospedali, ho ancora un avolta lasciato perdere, non volendo sottopormi ad ulteriori esami "a tentoni". Ad oggi, 21 Novembre ho da 5 gg febbre a 38.2 trattata dal dermatologo con altra pennicellina (1200.000), deflan e zirtec + tachipirina, per la stessa sintomatologia di agosto . Sono davvero sconfortato, vorrei iniziare una profilassi seria, viste le conseguenze di questo tipo di febbre (cuori, reni, articolazioni), ma non so a quale specialista rivolgermi e soprattutto x quanto tempo dovrò sottopormi ad una terapia. Ringrazio calorosamente chi vorrà rispondermi.

paoladurati
 

Ma ti hanno fatto anche l'EMOCOLTURA? Cos'è questa malattia di Lyme? In ogni caso conosco un bravissimo reumatologo in prov. di CE! Ma il TAS a 200 è alto? Quindi è lo strptococco che ti sta causando questo quadro? Ciao

stella19
 

Mio zio soffre da moltissimi anni di artrite reumatoide e ti consiglio vivamente di trovare un ottimo specialista che ti segua.
Possibilmente senti anche nel tuo ospedale se c'è un qualche centro o padiglione particolare che curano queste cose.

mariga
 

Mi chiamo Gianna sono affetta da artite reumatoide e vorrei sapere se e come combattere il dolore cronico connesso a questa patologia.
Non uso farmaci tradizionali causa gravi effetti collaterali attualmente prendo Arnica compositum heel 1 cp 3 volte al di, bryomia 9CH 3 granuli due volte al di, galium heel 10goccie 3 volte al di, ubichinone comp fiale una fiala i.m. due volte la settimana, ignatia heel cp. due volte al di, ma non trovo giovamento.

marisasa
 

prova co no-dol io lo uso da 0 giorni, prima non potevo muovere le mani ora le muovo agevolmente contiene: glucosamina, condroitina, artiglio del diavolo, arnica, aloe e salice. Tutte sostanze naturali come vedi. Prova e auguri

mariga
 

Ti ringrazio del suggerimento. Proverò.
Domani devo vedere un nuovo omeopata a sassari.

chips66
 

Scusa mariga ma ti fai segure da un reumatologo?
hai fatto gli esami del sangue?
Ricorda che non esiste sostanza naturale che sia in grado di fermaroe o rallentare la malattia!!
L'artrite reumatoide è una cosa seria, non so che farmaci hai usato ma se ti hanno dato delle complicazioni ce ne sono degli altri e no parlo di farmaci sintomatici contro il dolore ma farmaci che mirano a spegnere LA MALATTIA e non i sintomi.
Se vuoi informazioni dettagliate vai al sito www.reumatoide.it oppure www.bresciareumatologia.it
Diffida del 'naturale' ed affidati esclusivamente ad un reumatologo
Ciao

Paolo1975
 

consiglio ad entrambe olio di enotera (provate in erboristeria o nei negozi biologici)
questa come molte altre patologie è connessa ad un'alterazione dell'equilibrio degli acidi grassi, fanno bene anche bagni caldi (idroterapia) e massaggi, la mancanza degli acidi grassi
contenuti in tale olio aiutano ad avere articolazioni più mobili
appena posso ristudio un trattato che ho a casa e che fa perfino i confronti con alcuni
farmaci di altre sostanze come la Vitamina C

a presto
Paolo

Paolo1975
 

in effetti per fermarla ricordo adesso che sono usati SALI DI ORO
da assumere per via orale (ma possono dare problemi di ulcere)
o via endovena, conosco un naturopata che ha bloccato l'artrite reumatoide
ad una signora di mezza età con 6 mesi di terapia di punture
di tali sali di oro, solo che tale farmaco in Italia non si trova
se non nel Vaticano

cmq te chip li hai mai consultati testi differenti dalla medicina ufficiale?

chips66
 

Eccome se ne ho consultati. Ho speso fior di quattrini da iridiologi e mediconi naturopati che non mi hanno fatto che alleggerirmi il portafoglio tra visite e prodotti vari.
Io non solo ho consultato ma ne sono rimasto vittima.
Per farti capire ti descrivo brevmente la mia vicenda.
Circa 8 anni fa mi è stato diagnosticato da un reumatologo un reumatismo palidromico. Tale è stato trattato con idrossiclorochina (plaquenil) con 2 compresse giorno per 2 mesi e poi 1 compressa al giorno. Per quattro bellissimi anni sono stato perfettamante bene, esami perfetti dolori zero. Certo che quella compressa di plaquenil che dovevo assumere un poco mi preoccupava visto che almento ogni anno dovevo farmi gli esami della vista dato che tale sostanza può provocare retinopatia. Per questo motivo mi sono avvicinato alla medicina naturale alla ricerca della strada per la guarigione, e mi sono fatto seguire da un iridologo. Questi, osservandomi l'iride, mi disse che dovevo eliminare il frumento ed i latticini e sostituirli con il kamut e la soia. Poi mi prescrisse alcune erbe quali l'ucaria tomentosa, l'oligoelemento zolfo, il ribolio ed altri intrugli parecchio costosi. Mi convinse che il plaquenil era tossico e, se assunto per sempre mi poteva procurare problemi al mio organismo. Mi convinsi ad interromperlo ... Sei mesi dopo il disastro. Sitomi dolorosi, rigidità articolare bilaterale, esami anticcp positivi 1:640, diagnosi :artrite reumatoide. Corsi dal reumatologo e questo è l'estratto del referto della visita: '' ... la sospensione del plaquenil avvenuta in modo totalmente autonomo, ha permesso alla forma reumatica bonaria (reumatismo palidromico) ad evolvere verso una forma morbosa degenerativa .. è necessario allo stato attuale rovesciare il quadro della situazione ... diagnosi artrite reumatoide ... consiglio di riprendere 2 compresse di plaquenil ed iniziare terapia immunosoppressiva con methodrexate ... '' .
Preso dalla disperazione consultai un gran dottorone, un naturopata (120 euro alla visita) che col il suo vega test mi disse che la causa della malattia era dovuta ad una intossicazione di mercurio da amalgame dentali e mi prescrisse Pascorenal + Limiadral poi q10, oligoelementi rame zolfo, tiobec, etc etc ..... soldi a palate, risultati zero e un gran mucchio di palle ........ ora assumo 15 mg. di methodrexate in fiala + 2 plaquenil / giorno per mantenre controllata la malattia e non consentirle di divorarmi.
Questa è la mia storia.
Da questo ho imparato che le malattie reumatiche non sono uno scherzo e vanno trattate dagli specialisti. Sono malattie altamente invalidanti se non adeguatamente curate con i farmaci apprpriati. Colpiscono le articolazioni e danneggiano gli organi (cuore, reni, occhi, polmoni). I farmaci che devo prendere sono molto pesanti ma è peggio il farmaco o la malattia? Io la mi scelta l'ho fatta e oggi sto bene ma devo tenermi sempre monitorato ed affidarmi esclisivamente a bravi reumatologi.
Per quanto riguarda la terapia dei sali d'oro in indovena, penso che tu sia male informato. I sali doro venivano somministrati 30 fa per via intramuscolare (non indovena) ma dato l'alto livello di tossicita la pratica è stata abbandonata.

Paolo1975
 

in effetti hai ragione avevo scritto male nella fretta, anche sul trattato di cui ti parlavo c'era scritto intramuscolare e non endovena!

guarda mi spiace molto, io col naturopata da cui vado mi trovo bene
e quando ci parlo non mi prende niente di soldi, lui ha un suo negozio
bioogico e onestamente non prende niente per un discorso di conflitti di interessi

temo che la mancanza di acidi grassi nella terapia porti a processi infiammatori
molto dannosi, ti capisco nell tua odissea, purtroppo non sai mai di chi fidarti
le persone malqualificate ci sono dappertutto

ti ripeto però, che il naturopata da cui mi servo ha bloccato malattia
e sintomi ad una signora di mezza età in questi ultimi anni


Per i testi consultati scusa quali testi hai preso in esame?

Ti regalo questo scritto che ho dedotto
dal trattato di medicina naturale che ti ho citato:


Esiste un trattamento con Sali d’oro utile nel 50 % dei pazienti, ma tale preparato si trova solo in svizzera o città del Vaticano, costa caro ed inoltre necessita di una ricetta medica, che un naturopata può fare in quanto riconosciuto come HEILPRAKTIKER per l’acquisto in svizzera, è necessaria una prova di sei mesi per capire se può essere utile tale cura, può provocare danni come ulcere orali dolorose, rush cutanei, inibizione del midollo osseo e in alcuni casi danni renali. Nei pazienti afflitti da questa malattia è stata rilevata la carenza di Manganese SOD, una particolare dell’enzima superossido-dismutasi. La CURCUMA in modelli infiammatori acuti ha dimostrato la stessa efficacia del CORTISONE e del potente Antinfiammatorio non steirodeo FANS FENILBUTAZONE ma senza effetti collaterali né la tossicità tipica delle due sostanze citate.
Per quanto riguarda i miglioramenti della malattia su fattori come rigidità mattutina, tempo di camminata e edema articolare, in uno studio in doppio cieco (cioè né medici né pazienti sapevano prima e durante la terapia a quali pazienti suddivisi in due gruppi fosse somministrata una sostanza o l’altra e solo alla fine dopo la valutazione di miglioramenti ottenuti vengono paragonate le due terapie associate al tipo di sostanza utilizzata mediante un codice inzialmente assegnato) di somministrazione giornaliera di CURCUMINA (1200 mg/die) e di fenilbutazone (300 mg/die) sono stati paragonabili nei due gruppi. E’ consigliata anche la BALNEOTERAPIA ovvero l’utilizzo terapeutico di bagni minerali e anche l’impiego di maschere di fango. Da diversi studi i pazienti trattati sono risultati avere miglioramenti sulla sintomatologia se sottoposti a bagni caldi nel Mar Morto, la spiegazione non ancora data dagli studi clinici potrebbe dipendere dalla ricchezza di quelle acque di elementi traccia di Rame e Zinco, elementi indispensabili per l’enzima suddetto Manganese SOD. Una cattiva digestione è stata riscontrata nei malati di Artrite Reumatoide associata a mancanza di acido cloridrico e di enzimi pancreatici. Quindi è consigliata un’integrazione con enzimi pancreatici come BROMELINA o PROTEASI che oltre a migliorare la digestione riducono i livelli di immunocomplessi circolanti, beneficio utile anche per altre patologie autoimmuni come:
• LUPUS ERITEMATOSO
• PERIARTRITE NODOSA
• SCLERODERMIA
• COLITE ULCEROSA
• SCLEROSI MULTIPLA
• AIDS
La bromelina è un insieme di enzimi e serve a inibire la formazione di FIBRINA, che serve a delimitare la zona colpita da infiammazione ma provoca edema, e quindi funge da antiedema, e inbisce anche la formazione di CHININE che aumentano l’edema ed aumentano il dolore durante il processo infiammatorio.
E’ consigliato anche ZENZERO come antiossidante e inibitore delle sintesi di PROSTAGLANDINE, TROMOBOSSANO e LEUCOTRIENI e quindi dei mediatori dei processi infiammatori, grazie ai suoi principi di PROTEASI attiva e di GINGEROLO (contenuti a livelli più alti nella radice fresca).
Dosaggio: 2/3 gr/die di estratto secco o 20 di radice di zenzero fresco che ha dato migliori risultati, può essere facilmente assimilato mediante succhi di frutta e vegetali.
DIETA: Il primo passo è eliminare i cibi allergeni che possono aggravare la malattia, frequentemente sono chiamati in causa:
grano, cereali, Latte e derivati, carne, Famiglia delle Solanaceee (pomodori, patate, melanzane, peperoni, tabacco), zuccheri, grassi animali, carboidrati raffinati.
Consigliati: verdure, fibre, cibo integrale, PARTICOLARMENTE UTILE il PESCE AZZURRO (Sgombro, sardine, aringhe, salmone) e le bacche ricche di FLAVONOIDI come ciliegie, bacche di biancospino, mirtilli, more) e i loro estratti.
EPA (Acido Eicosapentaenoico): 1,8 g/die o 1 cucchiaio da tavola di olio di semi di lino, servono a competere con l’acido arachidonico nella formazione di prostaglandine che regolano lo stato infiammatorio, esso dovrebbe essere ridotto nella dieta. Per ulteriori dettagli ed una più completa spiegazione si consiglia di andare nella sezione successiva scannerizzata dal manuale. Sono consigliati anche ESTRATTI DI TIMO che servono a riportare ad un valore normale (1,02-2,46) il rapporto tra cellule T helper e T suppressor, alterato e più alto rispetto alla norma in questa patologia, caratterizzata da produzione da parte dell’organismo di anticorpi che attaccano i tessuti dell’organismo stesso.

Se vuoi e mi dai il mail
ti posso scannerizzare le pagine del capitolo (sono tipo 17 pagine)
la cosa bella è che sono riportati anche i nomi degli studi clinici
dell'Univesità di Bastyr di Seattle
quindi non hai dubbi sulla validità di tali studi
e non puoi incorrere nella malpreparazione dei terapisti a cui ti rivolgi

il fatto che ti sia trovato male
con alcuno terapisti non vuol dire
che la medicina naturale non funziona
come ti spiegavo è una medicina dolce
ci vuole pazienza e si devono tenere
sott'occhio tanti parametri
che probabilmente non sai
ad esempio nessun dottre immagino
ti abbia suggerito di fare l'esame del sangue del profilo degli acidi grassi
che non tutti i centri per la verità fanno
dalle carenze che hai possono dipendere le reazioni autoimmuni
scatenate dalla presenza di un eccessiva quantità di AA (acido arachidonico)
che prende parte alla formazione dei prostanoidi che prendono parte
ai fenomeni infiammatori.

come dieta puoi mangiare pesce azzurro (aringhe, sardine, sgombri, salmone)
ricchi di omega 3

per ora è tutto
non ti buttare giù
il fenomeno è complesso
ma vedrai, se accetti di avere quei file
il livello del dettaglio delle spiegazioni
meraviglia!

fra l'altro ti faccio notare che il methotrexate
così come la ciclofosfamide
e tutti i chemioterapici sono cancerogeni
quantomeno se non vuoi far pià ricorso alle terapie naturali
prenditi molto té verde, che oltre a prevenire il cancro
è in grado di ridurre le modificazioni subite dai linfociti T
dalla ciclofosfamide (non so se la prendi in combinazione cmq sia ti fa bene il té)

ciao e auguri!1

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