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Quando un nonno si ammala

Mamma84
 

Buongiorno a tutti,
vorrei un parere su una situazione molto delicata che la mia famiglia sta vivendo. Mio padre è malato terminale di tumore e da più di due settimane è ricoverato in ospedale. È il nonno prediletto della mia piccola Alice, due anni, con il quale ha sempre avuto un rapporto complice, amorevole, senza dubbio unico, nonostante le difficoltà della malattia. Ma questo suo improvviso ricovero, ha alterato quella che fino ad oggi è stata la quotidianità di mia figlia: niente più casa dei nonni, dai quali stava tre volte a settimana, mentre io ero a lavoro, niente nonna materna, che è impegnata nell'assistenza ospedaliera ed ovviamente...niente nonno. A seguito di questa assenza, ai suoi occhi, totalmente immotivata, Alice si è attaccata a me con tutte le sue forze. Non mi molla mai, quando andiamo al parco, si rifiuta persino di giocare con gli altri bimbi, mi tiene sempre per mano, vuole stare molto in braccio. Io credo che lei tema l'abbandono...così come i suoi nonni sono improvvisamente spariti, pensa che lo stesso possa accadere magari con me o con il papà. Io cerco di essere il più possibile presente, accomodante, amorevole, ma spesso non è facile, perché anche il mio umore, come è ovvio, è altalenante e provato da tutta questa triste situazione. Sono preoccupata per l'impatto che questa assenza e l'imminente perdita, possa avere su mia figlia, ancora piccola, a mio avviso, per entrare in contatto con l'idea della sofferenza e della morte. Come posso comportarmi? Grazie mille.

MIGLIOR COMMENTO
Jane Eyre
'ancora piccola, a mio avviso, per entrare in contatto con l'idea della sofferenza e della morte.'
Xchè piccola?
Quando ero piccinina io mia mamma (come tantissime purtroppo donne italiane...) non sapeva dove lasciarmi spesso quando doveva lavorare. Aveva un negozio di fiori, quando doveva fare delle consegne mi portava con sé tante volte. Spessissimo doveva andare a portare un cuscino in camera mortuaria, mi diceva di fare silenzio e basta...niente traumi o paure, semplicemente era normale così. Stessa cosa nei confronti di gravi patologie, tipo bimbi down, ma gravi gravi...Se capitava di interagirci mi diceva che non c'era proprio nulla da temere, dovevo sempre trattarli come tutti, erano malati...Niente paura della sofferenza neanche qui.
Grazie a questi insegnamenti sono cresciuta libera da ansie legate alla morte, mi hanno preservata tanto quando io, a 25 anni, sono venuta in contatto con entrambe.


Ti chiedo scusa per questo piccolo appiglio, ti esprimo affetto a distanza, xchè non so come reagirò quando saranno i miei genitori a soffrire...e spero con tutto il cuore che il loro corpo sarà risparmiato dalla sofferenza...Un abbraccio grande.
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