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la frutta esotica (notizie e ricette)

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Un mondo ancora poco conosciuto e apprezzato.....

fonte: http://www.ricetteecooking.com/

MIGLIOR COMMENTO
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Il frutto della passione (Maracuja)



Il frutto della passione e' il frutto di una pianta erbacea rampicante che raggiunge anche i 10 metri d’altezza (Passiflora edulis) appartenente alla famiglia delle Passifloracee e coltivata anche a scopo ornamentale. Il nome gli fu dato dai missionari spagnoli che, vedendo i grandi e splendidi fiori bianchi dal centro rosa o viola per la prima volta, gli riconobbero nella forma i simboli della passione di Cristo: nei tre steli si vedono infatti i chiodi della crocifissione, mentre gli stami rappresentano le piaghe di Gesu', circondati dalla corona di spine; il ricettacolo sarebbe il calice ed i petali le vesti del Signore. Di questo frutto ne esistono due varieta': la "Granadilla", dalla buccia color giallo-arancio brillante, e la "Maracuja", dalla buccia color rosso-violetto.
Originario dell’America del Sud, ha le dimensioni di una piccola pesca leggermente ovoidale, dalla buccia liscia e sottile che, con la maturazione, tende a raggrinzirsi. Il nome di questo frutto deriva dal termine spagnolo “granata”, cioe' melograno, in virtu' del fatto che la parte commestibile di entrambi e' molto simile; infatti, e' composta da una serie di semi tenuti insieme da una gelatina succosa dall’inconfondibile profumo; il gusto e' dolce con una nota acidula. Rispetto alla qualita' brasiliana o sudamericana, quello coltivato nell’Australia settentrionale, dal clima piu' caldo, ha un sapore meno acidulo, piu' delicato e gustoso.
E’ presente sul mercato quasi tutto l’anno; quando si acquista, la polpa deve essere profumata e piuttosto cedevole al tatto; la buccia corrugata sta a significare che il frutto e' maturo. Se si acquista ancora piuttosto acerbo, puo' essere conservato a temperatura ambiente anche per una settimana, se maturo, nella parte meno fredda del frigorifero per un paio di giorni. In cucina, si consuma al naturale, tagliato a meta' e spolpato con un cucchiaino. E’ molto buono mescolato allo yogurt bianco e nei frullati tipicamente esotici; si presta anche per la preparazione di marmellate e di gustosi cocktail profumati; il succo centrifugato e' ottimo per aromatizzare arrosti di maiale o di pollo.
Per quanto riguarda le proprieta' nutrizionali, il frutto della passione e' un vero e proprio concentrato di energia: e' ricco di zuccheri, vitamina A (molto utile per la vista), B, C ed E; di sali minerali quali il ferro, il fosforo e soprattutto il potassio (un solo frutto contiene in media quello di due-tre banane). E’ percio' ottimo per chi soffre di ritenzione idrica e di gastrite e colite, ed e' utile a prevenire le malattie cardiovascolari, l’esaurimento nervoso e alcuni tipi di tumori; possiede anche proprieta' antiossidanti. Le tribu' indigene del Rio delle Amazzoni lo usano come sedativo ed antidolorifico. E’ pero' abbastanza calorico: 100 g. di polpa forniscono circa 90 kcalorie.
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La Pitaya (Dragon fruit)





Come il fico d’India, la pitaya (detta anche “frutto del dragone”), e' il frutto di una particolare specie di cactus, appartenente quindi alla famiglia delle Cactaceae (Hilocereus undatus). Ne esistono due varieta': la pitaya gialla, originaria della Colombia, e la pitaya rossa, di origine vietnamitica. La pianta e' un arbusto dal portamento ricadente provvisto di grandi e bellissimi fiori bianchi che si aprono solo la notte e la cui durata e' di un solo giorno; ad un mese circa dalla fioritura il frutto e' pronto per la raccolta. Prima della completa maturazione la pitaya, che pesa tra i 100 ed i 350 g., e' verde e ricoperta da minuscole ed affilate spine che vengono tolte prima della sua diffusione sul mercato; la varieta' gialla assomiglia ad una pigna sottile, mentre quella rossa ha una forma piu' rotonda e, sulla buccia, delle lingue verdi allungate che avvolgono il frutto. La polpa all’interno puo' essere sia bianca che rossa, con tanti minuscoli semi neri commestibili; e' di consistenza morbida, con un gusto dolce e delicato particolarmente aromatico.
E’ presente sul mercato tutto l’anno e si conserva a temperatura ambiente per una decina di giorni. In cucina, dopo essere stata tagliata a meta', si consuma mangiata con un cucchiaino al naturale, oppure condita con zucchero e limone; rappresenta un ottimo e fresco dessert ma viene utilizzata anche per preparare cocktail e frullati, dando loro un colore ed un gusto veramente particolare. Con la polpa si prepara una succosa bevanda chiamata ”agua de pitaya”.

Per quanto riguarda le virtu' terapeutiche, la pitaya e' un frutto ricco di sali minerali ed ha un effetto leggermente lassativo. Il suo tenore calorico e' molto basso: 100 g. di prodotto forniscono soltanto 36 kcalorie.

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La carambola



La carambola e' il frutto di un albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Ossalidacee; originaria dello Sri Lanka, viene coltivata in Malesia, Brasile, Israele e Spagna, e' forse il frutto tropicale piu' originale per il suo aspetto particolare ed inconfondibile: grazie alla sua forma ad elica, se tagliata trasversalmente crea una bellissima stella a cinque punte. Ha una lunghezza che varia dai 5 ai 15 cm. ed un diametro che va dai 2 ai 9 cm.; la buccia, sottile e lucida, e' di colore giallo chiaro ed ha una profumazione intensa; la polpa all’interno e' croccante e succosa ed il sapore e' gradevolmente asprigno come quello caratteristico degli agrumi.

E’ presente sul mercato tutto l’anno e si conserva in frigorifero anche per due settimane, ma deve essere tenuta al riparo dagli urti. E’ un frutto totalmente commestibile. In cucina, dopo essere stato accuratamente lavato, si puo' gustare al naturale o in macedonie e, per il suo aspetto particolarmente decorativo, per guarnire dolci e cocktails.

Per quanto riguarda le proprieta' terapeutiche, la carambola e' ricca di vitamina C (che ha un potere antiossidante e potenzia le difese immunitarie), potassio (che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell’organismo ed e' un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare) e fibre (che regolarizzano l’intestino); per quanto riguarda l’apporto calorico, 100 g. di carambola forniscono solo 33 kcalorie.

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L’Alchechengi





L’alchechengi (Physalis alkekengi) e' una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Solanacee e che origina da un rizoma strisciante profondamente interrato.
Il frutto, commestibile quando e' maturo, e' rappresentato da una bacca delle dimensioni di una ciliegia, di colore giallo o rossiccio e privo di nocciolo; e' racchiuso in un involucro leggero, a forma di cuore, colorato in autunno di rosso o di arancio, ed ha un sapore acidulo. Per i suoi caratteristici palloncini rossi e rigonfi, l’alchechengi e' spesso coltivato nei giardini a scopo ornamentale.
E’ presente sul mercato da ottobre a gennaio: quando si acquista, si deve fare attenzione che l’involucro esterno sia ben secco e ancora chiuso.
Si conserva in frigorifero per una settimana avvolto in carta da cucina, per evitare il crearsi di umidita' e, quindi, l’insorgere di muffe.
In cucina, dopo averne aperto dall’alto l’involucro esterno rivoltandolo come un ciuffo, si consuma al naturale o candito o, squisitissimo, ricoperto di cioccolato; viceversa, il rizoma e le foglie sono velenose, a causa della solanina che contengono.
Per quanto riguarda le virtu' terapeutiche, l’alchechengi contiene vitamina C (che ha un potere antiossidante e potenzia le difese immunitarie) e tannino, una sostanza astringente per l’intestino; possiede anche proprieta' diuretiche ed antinfiammatorie.

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La Papaia



La papaia (Carica papaya) e' una pianta arborea appartenente alla famiglia delle Caricaceae originaria dell’America centrale e molto diffusa in Brasile, nelle isole Hawaii e praticamente in tutti i paesi tropicali (America meridonale, Africa del sud ed Asia). I nomi con cui le varie popolazioni nel mondo indicano questo frutto sono numerosi: in Nuova Zelanda ed in Australia, ad esempio, viene chiamato “pawpaw”, a Cuba “fruta bomba” ed in Brasile “mamao”. L’albero puo' raggiungere un’altezza di 10 metri, ha all’apice ramificazioni con foglie molto grandi (del diametro di 50-70 cm. dall’aspetto molto simile a quelle del fico) alla cui ascella si formano i fiori; il frutto e' una bacca a forma di pera, le cui dimensioni variano dai 15 ai 45 cm. di lunghezza e dai 10 ai 20 cm. di diametro; il peso generalmente e' sui 300-400 g. ma puo' raggiungere anche il chilo; la buccia, liscia e sottile, e' di colore verde quando e' acerbo, per poi diventare arancione nel pieno della maturazione; la polpa, arancione, e' succosa e morbida, ricca di piccoli semi neri non commestibili ricoperti da una pellicola gelatinosa; il sapore, dolce ed aromatico, fresco e delicato, ricorda quello del melone. Se ne coltivano circa 50 varieta' diverse.
E’ presente sul mercato tutto l’anno e quando si acquista occorre fare attenzione che sia giunta a perfetta maturazione, altrimenti risulta aspra: la buccia deve essere quindi piuttosto arancione, profumata e cedevole al tatto. Si conserva nella parte meno fredda del frigorifero per 4-5 giorni, mentre se e' ancora acerba, matura a temperatura ambiente. In cucina e' ottima consumata al naturale, come antipasto per accompagnare il prosciutto crudo o in aggiunta alle macedonie; nei paesi d’origine si gusta anche acerba come verdura per accompagnare piatti di riso; si puo' trovare in commercio anche come confettura o come succo ed e' molto buona candita. Essendo costituita principalmente d’acqua e' un frutto molto dissetante.
Si prepara allo stesso modo di come praticamente si pulirebbe un melone.

Per quanto riguarda le proprieta' terapeutiche, la papaia ha un alto contenuto di vitamina A e C (ha pertanto un forte potere antiossidante e potenzia notevolmente le difese immunitarie); inoltre, e' ricca di potassio (che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell’organismo ed e' un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare), magnesio e calcio; contiene inoltre un enzima, la “papaina”, che ha la stessa azione della “bromelina” nell’ananas e dell’”actinidia” nel kiwi: facilita cioe' la digestione delle proteine. E’ quindi indicata per chi ha problemi di stitichezza, gastrite ed ipertensione. E’ un frutto ipocalorico: 100 g. di prodotto forniscono infatti soltanto 40 kcalorie.

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L’Avocado

http://forumsalute.it/public/data/ba...57_avocado.jpg

L’avocado e' una pianta arborea sempreverde appartenente alla famiglia delle Lauracee originaria dell’America centrale e attualmente coltivata in tutti i paesi tropicali; in Europa piccole produzioni sono presenti soltanto in Spagna.
Puo' raggiungere i 20 metri di altezza, ha foglie coriacee e fiori piccoli a forma di pannocchia di colore giallo tendente al verde; il frutto a seconda della varieta', si differenzia per forma, dimensione, colore e aspetto della buccia; esiste la “Pinkerton”, la “Ryan” e la “Ettinger” dalla forma a pera, e la “Fuerte”, la “Nabal” e la “Reed” dalla forma tonda; ha una lunghezza che va dai 7 ai 20 cm., la buccia puo' essere liscia o rugosa e il suo colore varia dal verde piu' o meno scuro al nero violaceo o color caffe'; la polpa, di colore giallo chiaro tendente al verde, e' tenera, estremamente burrosa e con un gusto delicato che ricorda vagamente le noci, con un solo seme centrale biancastro o rosa.

E’ presente nei mercati tutto l’anno e solitamente viene raccolto e venduto ancora acerbo; quando viene acquistato, il grado di maturazione si verifica esercitando sulla sua superficie una leggera pressione con il pollice: se risulta duro come un sasso, il frutto e' ancora molto acerbo e deve essere lasciato maturare per alcuni giorni a temperatura ambiente; se premendo la buccia cede senza lasciare un solco, e' maturo al punto giusto per essere consumato (in questo caso, puo' essere conservato un paio di giorni al massimo in frigorifero); se invece lascia un piccolo solco, allora il frutto e' ormai troppo maturo per essere consumato a fette, ma e' ancora buono per ridurne la polpa in crema.

L’avocado si prepara nel seguente modo:
1) si taglia a meta', per tutta la sua lunghezza, come se fosse una mela, facendo attenzione a girare con il coltello intorno al nocciolo centrale che e' duro;
2) si afferrano quindi le due meta' e si ruotano dolcemente in senso opposto; una volta aperto il frutto, si toglie il grosso nocciolo;
3) per non fare annerire la polpa, si spruzza il frutto con qualche goccia di limone;
4) se si vuole mangiare intero, si scava la polpa con un cucchiaino; altrimenti, si puo' sbucciare e tagliare a fettine o a tocchetti.
In cucina si utilizza a crudo per preparare antipasti (in abbinamento a formaggi dolci e/o cremosi), insalate (con pollo o gamberi), mousse e souffle'; famosa e' la salsa "guacamole", che si ottiene frullando la polpa con aglio, prezzemolo, succo di limone ed olio e che si serve con verdure crude in pinzimonio o con le tortillas. Poiche', come la mela e la pera, una volta tagliato si ossida facilmente a contatto con l’aria, e' consigliabile prepararlo all’ultimo momento spruzzato di succo di limone.

L’avocado possiede molte proprieta' terapeutiche: e' uno dei pochi frutti freschi che ha un elevato contenuto di grassi monoinsaturi (ed esercita pertanto un’azione preventiva nei confronti della deposizione del colesterolo sulle pareti dei vasi); contiene inoltre vitamina A, B, C, ed E (che aiutano a prevenire le malattie cardiovascolari ed hanno notevoli virtu' antiossidanti) e potassio (che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell’organismo ed e' un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare); per contro, e' un frutto molto calorico (230 kcalorie per 100 g.) ed e' quindi controindicato nelle diete.

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Il Mangustan



Il mangustan (Garcinia mangostana) e' il frutto di un albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Guttiferae originario dell’Asia sud-orientale e coltivato anche nelle Indie occidentali, nell’America centrale, in Brasile e in Florida.
Puo' raggiungere i 25 metri di altezza, ha le foglie ovoidali di un colore verde intenso e fiori color rosa; produce un frutto dalla forma di una bacca dal diametro che va dai 4 agli 8 cm.; la buccia e' liscia, spessa e dura, di colore verde pallido quando e' acerba e rosso-violaceo nel pieno della maturazione, con un picciolo simile ad un piccolo fiore bianco; racchiude una polpa bianca striata di rosa e lucida, del diametro di 3-5 cm. e divisa in sei-otto spicchi.; ogni spicchio contiene in genere uno-due semi. La polpa del mangostano, succosa e profumata, ha un sapore dolce e fragrante: per alcuni e' un cocktail di uva e pesca insieme, per altri, e' un mix di banana e lampone.
Il mangustan non matura dopo la raccolta ed e' molto deperibile. E’ presente nel mercato da marzo a maggio e nell’acquistarlo e' preferibile scegliere i piu' grossi, purche' non appaiano secchi e la buccia sia leggermente cedevole al tatto (cio' significa che sono pronti per essere gustati). Si conserva in frigorifero fino a due settimane. La parte da mangiare e' rappresentata dalla polpa bianca e morbida del frutto, mentre i semi non sono commestibili.
In cucina, il mangustan e' ottimo consumato al naturale, dopo averlo inciso nella buccia con un coltello ed aperto a meta', per gustarne la polpa con un cucchiaino od una forchetta; puo' essere aggiunto nelle macedonie ed e' adatto per la preparazione di creme, marmellate, gelati e cocktail. In Indonesia, dove la coltivazione di questo frutto e' molto diffusa, viene messo anche sottaceto o utilizzato per aromatizzare l’aceto.
Per quanto riguarda le virtu' terapeutiche, il mangustan e' ricco di vitamina B e C, calcio e fosforo; ha pertanto un potere antiossidante e potenzia le difese immunitarie; la presenza di tannino lo rende anche leggermente astringente per l’intestino. Inoltre, da questo frutto si ottiene un estratto ricco di “xantone”, un composto dalla spiccata attivita' antinfiammatoria che migliora le funzioni epatiche ed intestinali: trova pertanto impiego in prodotti per la gastrite, l’ulcera peptica e la depressione. L’apporto calorico e' di 81 kcalorie per 100 g. di prodotto.

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Il kumquat



Il kumquat, detto anche arancino cinese o mandarino del Giappone, e' il frutto di un piccolo albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Rutacee del genere Fortunella originario della Cina e coltivato successivamente anche in Giappone, in Europa (Grecia e Corfu'), negli Stati Uniti (Florida) e in Australia.
Non supera i cinque metri di altezza, le foglie sono lanceolate, lucide e di un verde scuro intenso; i fiori, di colore bianco, compaiono numerosissimi da maggio a giugno; il frutto compare da fine novembre a febbraio e rappresenta, per le dimensioni, l’agrume piu' piccolo attualmente conosciuto: non supera i 3-4 cm. di lunghezza e i 2-4 cm. di diametro e si diversifica nella forma e nel colore a seconda della varieta'. La “Fortunella margarita” (chiamata in Giappone “Nagami”) infatti, ha una forma ovale ed una buccia liscia e ricca di oli essenziali di colore verde quando e' acerba e giallo-arancio nel pieno della maturazione; la “Fortunella japonica” (chiamata “Marumi” in Giappone) invece, ha una forma tondeggiante e la buccia, quando e' matura, di colore arancione; la “Fortunella hindsi”, e' caratterizzata da frutti piccolissimi (1,5 cm. di diametro) dalla buccia arancione, mentre la “Fortunella Crassifolia” (chiamata anche “Meiwa”) ha, viceversa, i frutti piu' grandi e rotondi. Il kumquat e' una pianta che viene coltivata anche a scopo ornamentale.
In cucina il frutto viene mangiato al naturale, intero e con la buccia, cosi' che il sapore della polpa, piuttosto acidulo, si mescoli con quello della scorza, spessa e dal gusto dolce e molto aromatico; puo' essere consumato a fette nelle macedonie, oppure impiegato per la produzione di succhi, canditi e marmellate. Si abbina molto bene con la carne dell’anatra.
Per quanto riguarda le virtu' terapeutiche, il kumquat e' ricco di potassio (che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell’organismo ed e' un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare) e di vitamina C ed A (ha pertanto un forte potere antiossidante e potenzia notevolmente le difese immunitarie). Consumato a fine pranzo e' un buon digestivo e 100 g. di questo frutto forniscono soltanto 60 kcalorie.

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Il Kiwano



Il kiwano (Cucmis metuliferus) e' un frutto originario del Sud-Africa ed attualmente coltivato soprattutto in Nuova Zelanda e, in parte minore, anche in Francia ed in Italia. Assomiglia ad un fico d’India delle dimensioni, pero', di un melone: la buccia e' di colore verde quando e' ancora acerbo, fino a diventare giallo-arancione nel pieno della maturazione; presenta sulla superficie numerose protuberanze dure che lo rendono particolarmente decorativo. La polpa e' gelatinosa, verde brillante e cosparsa di piccoli semi commestibili; il gusto, tipicamente agrodolce ed aromatico, ricorda quello della banana e del limone insieme.
E’ presente sul mercato da aprile a maggio e da agosto a dicembre, e nell’acquistarlo occorre fare attenzione che abbia una colorazione giallo-arancio: cio' significa che e' maturo al punto giusto per essere consumato; si conserva a temperatura ambiente anche per alcuni mesi. In cucina si consuma al naturale, tagliato a spicchi e mangiato con un cucchiaino; e' ottimo nelle macedonie (tagliata la calotta e vuotato della polpa, il frutto si presta a diventare una originalissima coppa da riempirsi con frutta o gelato) e nei sorbetti, o come antipasto insieme ai frutti di mare; per la bella colorazione verde che da' la sua polpa, viene anche molto utilizzato nella realizzazione di cocktails.
Per quanto riguarda le proprieta' nutrizionali, il kiwano e' ricchissimo di vitamina C (ne contiene quattro volte di piu' degli agrumi); ha pertanto un forte potere antiossidante rafforzando notevolmente le difese immunitarie. Contiene anche una notevole quantita' di calcio e potassio (aiutando cosi' il sistema cardiovascolare e riequilibrando la presenza dei liquidi nell’organismo). Ha un basso valore energetico: 100 g. di prodotto forniscono appena 34 kcalorie.

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Il litchi



Il litchi (litchi chinensis) e' una pianta arborea perenne appartenente alla famiglia delle Sapindaceae, originario della Cina e delle Filippine e coltivato anche nel Madagascar, in Thailandia, in Israele e nell’Africa del Sud. Noto anche come ciliegio cinese, puo' raggiungere i 10 metri di altezza ed e' molto longevo (in Cina esiste tuttora un esemplare con piu' di 1200 anni!); le foglie, ovali ed appuntite, sono di colore verde chiaro ed il frutto, dal lungo picciolo, e' riunito a grappolo, ha forma tondeggiante e le dimensioni di una noce (dai due ai cinque cm. di diametro); la buccia, sottile e rugosa, e' di colore rosa o rosso acceso; la polpa, di colore bianco translucido, e' carnosa e succosa e racchiude un grosso seme marrone non commestibile che ricorda quello delle nespole; ha un sapore simile a quello dell’uva di tipo moscato ed un profumo che ricorda la fragranza della rosa.
Il litchi e' presente sul mercato da novembre a gennaio e quando si sceglie, deve avere un aspetto fresco ed un delicato profumo di rosa. In cucina viene consumato al naturale (privato della buccia) o nelle macedonie di frutta, ed e' una presenza costante in tutti i ristoranti cinesi. Si conserva nella parte meno fredda del frigorifero anche per due settimane (la buccia diventa piu' scura, ma il sapore rimane inalterato). Viene utilizzato anche in alcuni cocktail di spumante o rhum e nei sorbetti.
Per quanto riguarda le virtu' terapeutiche, il litchi e' ricco di vitamina C (ha pertanto un forte potere antiossidante e potenzia notevolmente le difese immunitarie) e di sali minerali come il calcio, il magnesio, il fosforo ed il potassio (che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell’organismo ed e' un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare); favorisce la digestione e fornisce circa 65 kcalorie per 100 g. di prodotto.

barbie_75
 

in fase di aggiornamento

derife83
 

Mapossibile che a me ne hanno regalato un cesto in cui non c'è nessuno dei precedenti ma frutti sconosciuti?
aparte un simil-mango, il resto erano tipo pomodori oblungi rossi (asprissimi) o tipo mini-cachi (asprissimi anche loro)...noi li abbiamo frullati con un kiwi e tanto zucchero...
chissà se c'era un altro modo per utilizzarli...
purtroppo neppure ricordo i nomi...[V]

barbie_75
 

Derife, di quelli riportati qui sopra, posso dirti di averli testati tutti....
Sono rimasta delusa dal KIWANO....quasi insapore....gelatinoso...bho...magari l'ho preso non ancora maturo.....
Il Mangustan è buono ma il gioco non vale la candela.....il prezzo in relazione a quello che mangi è veramente eccessivo!!!!!!
Inutile dire che io adoro il frutto della passione e che ne mangio (se sono di luna buona) anche 4/5 alla volta!!!!!!
Il rapporto tra l'aroma e il gusto, è veramente inebriante, e sono riuscita a farlo apprezzare a parecchie persone.....lo uso per i cocktail, come decorazione per le torte, sulla panna cotta, nei sorbetti.....e in un ingrosso dove vado a fare la spesa ho trovato un concentrato di Maracuja apposito per bevande etc......diluirlo nell'acqua appena frizzante d'estate è eccezionale dal punto di vista dissetante!!!!!

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