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Dizionario dei termini maggiormente usati in oculistica

Minerva75
 

Di seguito un piccolo glossario dei termini maggiormente usati in oculistica :

A
Aberrazione: qualità dell'immagine confusa o distorta derivante dalle proprietà fisiche (forma, curvatura, densità) di un mezzo ottico (lente o prisma)
Aberrometro: strumento che misura le aberrazioni
Ablazione: rimozione di stroma corneale( sostanza propria o stroma o parenchima corneale, composta principalmente da fibre collagene. Costituisce la maggior parte della cornea)
con laser ad eccimeri (o laser a ecciplessi,è un dispositivo che produce luce laser nella regione dell'ultravioletto, impiegato nella chirurgia refrattiva e nella produzione di semiconduttori).
Accomodazione:
meccanismo autonomo dell'apparato visivo attuato attraverso l'aumento della curvatura della superficie anteriore del cristallino tramite il muscolo ciliare, che permette di creare sulla retina immagini a fuoco di oggetti posti a diversa distanza rispetto al punto remoto o infinito nella visione emmetrope ( occhio che non presenta anomalie di rifrazione).
Acromatopsia: incapacità di distinguere i colori, che sono percepiti come diversa gradazione di grigio
Acuità visiva: Capacità dell’occhio di vedere distintamente gli oggetti.
Acutezza visiva naturale: la capacità dell'occhio di distinguere delle lettere (poste su una tavola ottotipica senza lente correttiva).
Afachia: assenza del cristallino.
Ambliopia: riduzione dell'acuità visiva in uno o entrambi gli occhi in assenza di lesioni organiche; sinonimo di occhio pigro.
Ametropia: errore ottico correggibile con occhiali o lenti a contatto.
Ammiccamento: chiusura e riapertura delle palpebre
Angolo camerulare: angolo compreso tra iride e cornea, deputato al deflusso dell'umor acqueo
Anisocoria: differenza di diametro pupillare tra i due occhi di almeno 1 mm
Anisometropia: differenza nell'errore refrattivo dei due occhi di almeno 1 diottria
Annebbiamento: tecnica rifrattiva che induce il soggetto sottoposto a refrazione a limitarne l' accomodazione
Astenopia: condizione di particolare affaticamento della vista .
Astigmatismo: difetto di refrazione in cui il potere refrattivo non è lo stesso su tutti i meridiani
Atropina: farmaco che dilata la pupilla e blocca il muscolo ciliare, determinando determinano visione annebbiata per vicino
Autorefrattometria: è un sistema diagnostico computerizzato usato per determinare l'errore refrattivo di un occhio in maniera oggettiva. Lo strumento che consente tale indagine è l'autorefrattometro. Permette, quindi, allo specialista di avere un'idea abbastanza precisa del difetto refrattivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo) del paziente.

B

Bastoncello: fotorecettore retinico presente in elevato numero nella zona periferica della retina stessa. Consente la visione in condizioni di scarsa luminosità, ma non la percezione cromatica che è garantita dai coni. Contiene pigmenti fotosensibili: rodopsina e porfiropsina ( cromoproteine della retina si dissociano alla luce e si ricostituiscono al buio) partecipando al processo della visione.
Bifocali: lenti per occhiali che contengono sia una correzione per la visione da lontano che per quella da vicino .
Biomicroscopia: valutazione del segmento anteriore e posteriore dell'occhio, eseguito mediante l'ausilio della lampada a fessura.
Blefarite: infiammazione del bordo palpebrale .
Blefarocalasi: sovrabbondanza della cute palpebrale; generalmente si presenta nell'età avanzata .
Blefarospasmo: contrazione ritmica del muscolo orbicolare delle palpebre.
Bowman ( membrana di B.): lamina costituita da numerose fibrille di collagene orientate in tutti i sensi e fra loro intrecciate, situata tra l'epitelio e lo stroma della cornea.
Bulbo oculare: occhio
B.U.T. test: sigla per breakup time (tempo di rottura del film lacrimale): esame per valutare la lacrimazione.

C

Calazio: tumefazione infiammatoria di una ghiandola (di Meibonio) contenuta nella palpebra.
Camera anteriore: spazio compreso tra cornea e iride, contenente umor acqueo .
Camera posteriore: spazio compreso tra iride e gel vitreale, contenente umor acqueo .
Campo visivo: estensione dello spazio visibile di un occhio che guarda dritto in avanti .
Capsulotomia: incisione della capsula posteriore del cristallino.
Cataratta: opacità del cristallino.
Cerchiaggio: intervento eseguito nel distacco di retina, con cui viene fissata una banderella di silicone alla sclera.
Centro ottico: punto posto sull' asse ottico in cui la radiazione incidente sulla superficie anteriore che lo attraversa mantiene la medesima direzione una volta emersa dalla superficie posteriore .
Centro di rotazione: punto attorno al quale l' occhio esegue tutti i movimenti possibili, posto all' incirca a 13,5 mm dietro l' apice corneale, sull' asse ottico
Cheratite: infiammazione della cornea dovuto a vari fattori.
Cheratite attinica:infiammazione alla cornea provocata da raggi ultravioletti (esposizione al sole).
Cheratocongiuntivite: infiammazione di cornea e congiuntiva.
Cheratoctomia: asportazione chirurgica di una parte della cornea.
Cheratocono: malattia rara,non infiammatoria, degenerativa della cornea che può colpire uno o entrambi gli occhi.A causa di questa malattia la cornea si deforma allungandosi in avanti, distorcendo le immagini,facendo in modo che la superficie oculare trasparente tenda ad assumere una forma di cono.
Cheratometria: metodica che permette di misurare la curvatura corneale in qualsiasi meridiano .
Cheratomileusi: Intervento chirurgico eseguito per la correzione dei difetti di vista (miopia e ipermetropia). A tale scopo si preleva la porzione centrale della cornea del paziente e, dopo averla congelata, se ne rimodella la curvatura a fini ottici. Il lembo così ottenuto si reinserisce, suturandolo, nella stessa zona corneale da cui era stato prelevato.
Cheratoplastica: trapianto di cornea.
Cheratotomia radiale (RK): Tecnica chirurgica che consiste nell’eseguire un certo numero di incisioni lungo i raggi della cornea, in modo da modificarne le irregolarità di curvatura che sono la causa dei difetti visivi.Ia procedura prevede l'esecuzione di 8-16 tagli corneali per determinare un appiattimento della cornea e quindi una riduzione del suo potere ottico.
Cicloplegia: paralisi del muscolo ciliare dell'occhio, ottenuta mediante colliri come l'atropina .
Ciglia: peli corti e spessi ricurvati verso l'alto nella palpebra superiore o verso il basso in quella inferiore
Congiuntiva: membrana mucosa che riveste la superficie interna delle palpebre e la sclera
Congiuntivite: infiammazione della congiuntiva dovuta a diversi fattori.
Congiuntivite allergica: infiammazione della congiuntiva causata da una reazione allergica a pollini o polveri .
Coni: cellule della retina specializzate nella visione dei colori (fotorecettori), presenti soprattutto nella fovea e in concentrazione decrescente verso la periferia. Contengono pigmenti fotosensibili (iodopsina e cianopsina) .
Conta endoteliale: valutazione del numero delle cellule che compongono lo strato interno della cornea .
Cornea: porzione trasparente dell'occhio, che ricopre iride,pupilla e camera anteriore.
Coroide: strato dell'occhio contenente i vasi , situato tra retina e sclera, preposto al nutrimento degli strati retinici più esterni .
Corpo ciliare: parte della tunica vascolare dell'occhio situata fra la coroide e l'iride; e' localizzata all' altezza del limbus .
Corpo vitreo: sostanza gelatinosa che riempie la cavità del bulbo oculare compresa tra la retina e la faccia posteriore del cristallino(camera posteriore).
Cristallino: lente naturale dell'occhio, trasparente, che contribuisce alla messa a fuoco dei raggi luminosi sulla retina.
Cristallino artificiale: lente di materiale sintetico trasparente inserita per sostituire il cristallino naturale (IOL - intra ocular lens)

D

Dacrioadenite:infiammazione della ghiandola lacrimale
Dacriocistite: infiammazione del sacco lacrimale.
Daltonismo: difetto della vista, per cui non si distinguono il verde con il rosso. È di natura prevalentemente genetica. Tuttavia, può insorgere anche in seguito a danni agli occhi, ai nervi o al cervello e persino in seguito all'esposizione ad alcuni composti chimici. È un difetto che colpisce principalmente i maschi.
Decimi: unità di misura dell'acutezza visiva.
Degenerazioni maculari: patologie oculari che interessano la parte centrale della retina .
Diottria: unità di misura del potere rifrattivo di un sistema ottico o di una lente; è pari al reciproco della distanza focale in metri .
Diplopia: visione doppia
Dislacrimia:sinonimo di occhio secco ,è una patologia oculare che consiste in un'alterazione qualitativa e quantitativa del film lacrimale.
La sindrome da occhio secco si distingue in due forme: ipolacrimia, cioè da ridotta produzione di lacrime e dislacrimia, da eccessiva evaporazione. Quest'ultima è la forma più frequente, e le cause sono diverse:
Età avanzata: Con il passare degli anni si verifica un'atrofizzazione delle ghiandole lacrimali causando una progressiva alterazione qualitativa della lacrima stessa.
Menopausa e gravidanza:Nelle donne, a causa dei nuovi equilibri ormonali, le ghiandole lacrimali vanno incontro ad una progressiva atrofia della porzione esercente.
Lenti a contatto: Il loro uso prolungato può notevolmente aumentare l'evaporazione delle lacrime.
Alterazioni palpebrali:Riduzione dell'ammiccamento (videoterminalisti, persone affette da Parkinson), assenza di una perfetta congruità del bordo palpebrale, frequente nei pazienti anziani, infiammazioni croniche.
Farmaci:Antidepressivi, antipertensivi, antiaritmici, antiulcera, antistaminici, diuretici, ormoni ed immunosoppressori possono inibire la produzione delle lacrime.
Distacco di retina: separazione della retina sensoriale (strati più esterni) dal sottostante epitelio pigmentato (strato più interno) dal quale la retina stessa trae nutrimento.
Distacco posteriore di vitreo: degenerazione del gel vitreale contenuto all'interno dell'occhio, che si scolla dalla retina.Fenomeno frequente nel miope elevato e nell'anziano .
Distanza interpupillare: è la distanza che intercorre tra il centro della pupilla dell'occhio destro e quella dell'occhio sinistro.

E

Ecografia bulbare: esame dell'occhio tramite ultrasuoni.
Ecobiometria: valutazione, tramite ultrasuoni ,della distanza delle diverse strutture dell'occhio.
Ectropion: rivolgimento verso l'esterno del bordo palpebrale .
Edema: gonfiore dato da infiltrazione di liquido organico nei tessuti.
Eyetracker: accessorio speciale collegato ai laser a eccimeri più sofisticati, che compensa gli eventuali movimenti del occhio del paziente durante il trattamento, ed è in grado di bloccarlo qualora il movimento superi i 3 mm (eye tracker passivo).
Emmetropia: condizione in cui il fuoco principale del sistema diottrico oculare cade esattamente sulla retina ( occhio normale).
Emovitreo: sangue nel vitreo .
Endotelio: strato più interno della cornea
Entropion: rivolgimento verso l'interno del bordo palpebrale
Epifora: fuoriuscita di lacrime dal sacco congiuntivale per eccessiva lacrimazione o per ostruzione del canale lacrimale.
Esoforia: tendenza del sistema motorio a convergere.
Esotropia: disallineamento oculare con occhio non fissante girato verso l'interno (strabismo convergente)
Estrazione extracapsulare: intervento chirurgico per rimuovere la cataratta, mentre viene mantenuta intatta la capsula posteriore.
Eteroforia: tendenza del sistema oculo-motore alla deviazione (sia exo che eso), anche se non manifesta
Eterotropia: deviazione manifesta (sia exo che eso); il sistema oculo-motore non riesce a mantenere una visione binoculare, con conseguente deviazione di uno dei due occhi
Exoforia: tendenza del sistema motorio a divergere.
Exotropia: disallineamento oculare con occhio non fissante deviato verso l'estrerno (strabismo divergente) .

F

Fachico: con la presenza del cristallino.
Facoemulsificazione: tecnica di estrazione di cataratta mediante l'impiego di ultrasuoni.
Felcizzazione: esame qualitativo della lacrimazione.
Fissazione: coordinamento tra accomodazione e movimenti oculari per far cadere gli oggetti sulla fovea.
Flap: lembo corneale creato dal microcheratomo. durante l'intervento Lasik.
Flogosi: infiammazione
Fluorangiografia: esame impiegato per la valutazione dei vasi retinici, iridei e coroideali . Infatti, tale esame, consente di mettere in evidenza aree non irrorate dal sangue (ischemiche) e lesioni provocate da nuovi vasi che si sviluppano a causa della carenza di ossigeno.
Fluoresceina: sostanza usata in contattologia o in oftalmologia per l'osservazione del segmento anteriore; colora la secrezione lacrimale ed evidenzia eventuali abrasioni corneali.Viene utilizzata anche per lo studio dell'appoggio di lenti a contatto semirigide o rigide.
Fotoablazione corneale: vaporizzazione istantanea del tessuto corneale ( mediante laser ad eccimeri).
Fotofobia: ipersensibilità alla luce.
Fotopsie: sensazioni di flashes luminosi istantanei, spesso indicativi di trazioni retiniche.
Fotorecettori: cellule retiniche (coni e bastoncelli) che trasformano la luce in impulsi elettrici che arrivano al cervello . I coni si concentrano nella zona centrale della retina (la fovea) e sono deputati alla visione dei colori (fotopica) e alla visione distinta; ne esistono almeno tre tipi diversi, rispettivamente per il rosso, il verde e il blu .I bastoncelli consentono la visione in condizioni di scarsa luminosità,ma sono acromatici.
FOV: dall'inglese Floaters Only Vitrectomy.Vitrectomia per soli floaters.
Fovea: area della retina corrispondente alla visione centrale, delle dimensioni di circa 1,5 mm .
Foveola: centro della fovea, di circa 0,5 mm di diametro.

G

Gerontoxon: L'arcus senile (detto anche arcus senilis corneae o anche gerontoxon) è un anello bianco o grigio, opaco, presente sul marginecorneale (opacità periferica corneale), oppure un anello bianco posizionato di fronte alla periferia dell'iride. È presente alla nascita, ma poi svanisce. Questo reperto, tuttavia, è abbastanza comune nella popolazione anziana. Può anche comparire prima delle decadi di vita più avanzate a causa dell'ipercolesterolemia. L'arco senile può essere confuso con il segno del limbo corneale che riflette un deposito di calcio piuttosto che un deposito di lipidi.
Glare: abbagliamento .
Glaucoma: malattia del nervo ottico, caratterizzata, generalmente, da un aumento di pressione intraoculare con alterazioni caratteristiche dell'aspetto della sua "testa" (che si può osservare con esame del fondo oculare e dello strato delle fibre nervose retiniche.
Il glaucoma è una malattia grave poiché può provocare lesioni irreversibili: se non diagnosticato in tempo può causare seri danni alla vista e, in alcuni casi, ipovisione e cecità. Negli stadi più avanzati si ha una visione cosiddetta 'tubulare' poiché si è persa la visione periferica mentre si vede ancora al centro del campo visivo.
Gonioscopia: è una tecnica diagnostica e investigativa impiegata in oculistica per esplorare l'angolo irido-corneale (cioè l'angolo anatomico formato tra la cornea e l'iride). Viene eseguita mediante l'uso di una particolare lente a contatto o gonioscopio di Goldmann, una lente a forma di tronco di cono, che ha all'interno uno specchio inclinato di 62°, in combinazione con una lampada a fessura o microscopio operativo per permettere lo studio dell'angolo irido-corneale. La lente viene appoggiata con la sua base minore sulla cornea previa anestesia topica e interposizione di uno strato sottile di metilcellulosa al 2%. L'importanza di questa tecnica risiede nella diagnosi e nel monitoraggio di diverse condizioni oculari associate al glaucoma.

H

Haze: cicatrice corneale che può presentarsi come complicanza dopo chirurgia refrattiva.

I

Incisione: taglio .
Incisione rilassante: taglio corneale lineare eseguito per ottenere un appiattimento e correggere un astigmatismo .
Indice di rifrazione: È un numero puro (adimensionale). Indica la capacità di un mezzo di convogliare le radiazioni visive inteso come quoziente tra velocità (n=c/v; dove c è la velocità della radiazione nell' aria a 20 °C e 1013 millibar di pressione atmosferica; e v è la velocità di propagazione nel mezzo ottico) .
Iperemia: arrossamento
Ipermetropia: è un difetto visivo (ametropia) spesso asintomatico. Nell'occhio normale (emmetrope) i raggi luminosi che provengono dagli oggetti distanti vengono messi a fuoco esattamente sulla retina. Nell'occhio ipermetrope, invece, questi raggi vengono focalizzati posteriormente alla retina (Il soggetto non riesce a mettere a fuoco). Da un punto di vista ottico il bulbo oculare è troppo corto rispetto al potere refrattivo (ossia alla capacità di messa a fuoco dell'occhio).
Ipertensione oculare: aumento della pressione intraoculare .
Ipertono: sinonimo di ipertensione oculare.
Ipopion: proliferazione di globuli bianchi nella parte inferiore della camera anteriore dell'occhio dovuta a una raccolta di essudato infiammatorio purulento .
Ipovisione:l'ipovisione è una condizione di acutezza visiva molto limitata che ha notevoli conseguenze sulla vita quotidiana.
Iride: è una membrana del bulbo oculare di colore variabile, con forma e funzione di diaframma, pigmentata, situata posteriormente alla cornea e davanti al cristallino. Insieme al corpo ciliare e alla coroide forma la tonaca vascolare dell'occhio.
Ha forma di un disco circolare ed è attraversato dalla pupilla, un'apertura circolare il cui diametro può cambiare proprio grazie ai movimenti dell'iride che regola la quantità di luce che entra nell'occhio.
Iridectomia: asportazione chirurgica di una porzione dell'iride .
Iridotomia: apertura dell'iride, generalmente effettuata con il laser
Irite: è l'infiammazione dell'iride e dei corpi ciliari. Fa parte delle uveiti.

L

Lacrima: è una struttura liquida che ricopre la congiuntiva palpebrale bulbare e la cornea, prodotta dall'apparato lacrimale. Esso è composto da una porzione secretoria (ghiandole e dotti secretori), che secerne la lacrima, ed una escretoria, che drena la lacrima verso il naso. Ci sono tre tipi di lacrime:le lacrime basali prodotte naturalmente per mantenere il grado di liquidità della cornea,
le lacrime di risposta alle irritazioni, che cercano di lavare via ed eliminare eventuali corpi estranei o granelli di polvere dall’occhio,le lacrime emotive, provocate da un forte stress psicologico e da emozioni troppo intense.
La pellicola lacrimale è composta da tre strati successivi, aventi differenti funzioni:mucoso, acquoso, lipidico.
Lampada a fessura: o biomicroscopio, è uno strumento ottico di osservazione, utilizzato per l'ispezione del bulbo oculare e degli annessi oculari. È una procedura non invasiva che non provoca rischi al paziente.
Lente: mezzo ottico delimitato da due superfici refrattive di cui almeno una sia curva.
Laser: acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation (amplificazione della luce per emissione stimolata di radiazioni); forma un fascio di radiazioni monocromatiche e coerenti.
Laser ad eccimeri: laser con una lunghezza d'onda di 193 nm, che utilizza i dimeri eccitati (argon e fluoro); utilizzato in oftalmologia dall'inizio degli anni '80
Lasik: sigla che deriva dall'inglese Laser Intrastromal Keratomileusis, che significa cheratomileusi intrastromale associata al laser .
Lensectomia: asportazione del cristallino .
Lenti telescopiche: sistemi composti che danno immagini ingrandite degli oggetti vicini e lontani, utilizzati per i pazienti ipovedenti.
Lunghezza assiale: lunghezza dell'occhio, dal centro della cornea alla sclera posteriore.
Limbus: zona di raccordo tra sclera e cornea.
Lumen: unità di misura del flusso luminoso : rapporto tra la quantità di radiazione ottica che passa attraverso una sezione del fascio in un intervallo di tempo .
Luminanza: rapporto tra l'intensità luminosa emessa in direzione ortogonale ad un elemento di superficie e la superficie stessa .

M

Macchia cieca: o punto cieco,scotoma fisiologico assoluto, dato dalla presenza della papilla (o testa del nervo ottico)sulla retina .In sostanza, è una piccola area della retina che non contiene recettori per la luce, ed è quindi cieca. Scoperta solo nel XVII secolo dal fisico francese Edme Mariotte.
Macula: area situata nella parte posteriore della retina, la più sensibile agli stimoli luminosi, al cui centro è situata la fovea, responsabile della visione centrale .
Maculopatia: alterazione patologica della macula.
Mappa corneale: rappresentazione grafica della curvatura della superficie corneale .
Metamorfopsie: visione distorta .
Microcheratomo: strumento utilizzato durante l'intervento Lasik per tagliare il lembo corneale .
Microscopia confocale: esame microscopico ad alta definizione per lo studio di tutti gli strati che compongono la cornea .
Midriasi: dilatazione della pupilla .
Miodesopsia: percezione di ombre scure mobili, riferite spesso dal paziente come mosche volanti o ragnatele
Miopia:difetto di refrazione per cui per una maggiore lunghezza del bulbo oculare o per un maggior potere di cornea o cristallino i raggi luminosi non si focalizzano sulla retina ma su un punto anteriore ad essa.
Montatura: sostiene le lenti davanti agli occhi; composta fondamentalmente dal frontale (due anelli uniti dal ponte) e dalle aste, queste ultime sono unite al frontale tramite delle cerniere .

N

Neovascolarizzazione: formazione di nuovi vasi.
Nervo ottico: nervo che conduce gli impulsi luminosi dalla retina al cervello .
Neurite ottica: infiammazione del nervo ottico.
Nictalopia: insufficiente adattamento al buio, con riduzione della vista nelle condizioni di bassa luminosità.
Nistagmo: movimento involontario e ritmico degli occhi .

O

Occhiale: composto da montatura e lenti oftalmiche è un mezzo di correzione di ametropie (difetti di refrazione: miopia,astigmatismo,ipermetropia,presbiopia.....)
Oftalmometro: strumento usato in contattologia che misura la curvatura corneale (in mm ed in dt.).
Oftalmologia: studio dell'occhio, delle sue funzioni e delle sue malattie.
Oftalmoscopio: apparecchiatura utilizzata per l'esame del fondo dell'occhio (retina) .
Optometria: scienza della visione e della misurazione della visione .
Optometrista: ottico diplomato abilitato alla misurazione della vista e alla prescrizione di lenti adatte a correggerne determinati vizi refrattivi.
Orbscan: particolare topografo che analizza la superficie anteriore e posteriore della cornea .
Ortoforia: l' allineamento degli assi visivi di entrambi gli occhi su un punto oggetto considerato.
Ortottica: studio e trattamento dei difetti della coordinazione oculare e della visione binoculare con mezzi non chirurgici .
Orzaiolo: infiammazione purulenta acuta di una ghiandola situata nella palpebra .
Ottotipo: lettere, numeri o simboli utilizzati per la determinazione dell'acuità visiva.

P

Pachimetria: misurazione dello spessore corneale. L’esame si esegue in modo rapido e procura un disagio minimo. Per la sua esecuzione è necessario instillare una goccia di anestetico nell’occhio da esaminare. In seguito viene applicata una piccola sonda ad alta frequenza (simile ad una penna) che sfrutta gli ultrasuoni per eseguire la misurazione. Quella più diffusa sfrutta le tecniche di ecografia monodimensionale (A-scan), con sonde ad alta frequenza. La seconda tecnica utilizza, invece, delle formule matematiche applicate alla misurazione dei riflessi di proiezioni luminose sulla superficie anteriore e posteriore della cornea.
Palpebra: plica muscolo-membranosa situata nella regione orbitale, con la funzione principale di proteggere e lubrificare l'occhio .
Panoftalmia: processi infiammatori che coinvolgono tutte le strutture del globo oculare.
Panoftalmite: infiammazione del globo oculare .
Papilla ottica: testa del nervo ottico .
Perimetria ( o campimetria):metodo di determinazione del campo visivo . L'esame misura la differente sensibilità alla luce nel campo visivo attraverso il rilevamento della presenza di "bersagli test" su uno sfondo definito. La perimetria ,più precisamente ,mappa e quantifica il campo visivo, soprattutto agli estremi ed alla periferia del campo visivo stesso.
Peripapillare: circostante alla testa del nervo ottico .
Persistenza retinica:La persistenza della visione è un fenomeno, che, come nel 1829 da Joseph Plateau nella sua "Dissertation sur quelques propriétés des impressions produites par la lumière sur l'organe de la vue" (nella quale tuttavia non parla esplicitamente di "persistenza retinica"), risulterebbe nella persistenza per circa 1/50 di secondo dell'immagine a livello retinico. Plateau riteneva che la retina dell'occhio umano avesse la capacità di trattenere l'immagine per qualche frazione di secondo anche dopo che l'immagine stessa non era più visibile.
Pinguecola: macchia giallastra, presente sulla congiuntiva bulbare , dovuta a degenerazione del tessuto connettivo .
Placchette: piccole appendici piatte di diversa consistenza (morbide - siliconiche o rigide) atte a perfezionare l' appoggio dell'occhiale sulle pareti laterali del naso.
Polarizzazione: soppressione di una particolare direzione del fronte d' onda; genera la quasi totale eliminazione di riflessi .
Polimetilmetacrilato (PMMA): polimero plastico impiegato in alcune lenti a contatto e in diverse lenti intraoculari.
Potere correttivo: effetto della lente oftalmica .
Presbiopia: incapacità dell'occhio di accomodare sulla distanza della visione per vicino .
Pressione intraoculare: pressione risultante dalle forze esercitate all' interno del bulbo dalla produzione e dal drenaggio dell' umor acqueo.
PRK: sigla che deriva dall'inglese Photo Refractive Keratoctomy, che in italiano significa fotocheratectomia rifrattiva
Pseudofachia: sostituzione chirurgica del cristallino con una lente artificiale .
Pterigio: formazione triangolare sulla congiuntiva bulbare, che può gradualmente interessare la cornea.
Punto prossimo di convergenza: (in inglese NPC-near point of convergence) è il punto più vicino a cui gli occhi possono convergere mantenendo, però, una visione singola.
Pupilla: apertura circolare al centro dell'iride, che regola la quantità di luce che entra nell'occhio .
Pupillometria: esame per valutare il diametro della pupilla .
L’esame si esegue con l’ausilio del “pupillometro”, uno strumento dotato di un sistema di illuminazione a infrarossi. Viene spesso associato alla topografia corneale (o “mappa”), un metodo di lettura della curvatura corneale eseguito con un apparecchio chiamato “topografo corneale”.

Q

Q10 coenzima: coenzima che migliora l'efficienza della catena respiratoria cellulare, impedendo la formazione di sostanze ossidanti e rallentando l'invecchiamento cellulare .
Quadrantopsia: anomalia del campo visivo, che priva il soggetto che ne è affetto, della visione di uno o più quadranti dello stesso campo visivo ( detta anche quadrantanopsia) .

R

Radicali liberi: specie chimiche estremamente instabili e reattive, che con la loro azione aggressiva provocano invecchiamento e morte cellulare .
Refrazione: determinazione dell'errore rifrattivo di un occhio e sua correzione mediante lente appropriata.
Retina: sottile membrana che riveste i due terzi posteriori dell'occhio, composta da vari strati, che converte le immagini in impulsi elettrici inviati poi al nervo ottico per essere trasmessi al cervello .
Retinite: infiammazione della retina .
Retinopatia diabetica: alterazioni retiniche associate al diabete mellito .
Retinopatia senile: ispessimento irregolare della coroide e dei suoi capillari. Comporta un progressivo deficit dell'acuità visiva .
Rodopsina: pigmento fotosensibile, presente nei bastoncelli della retina .

S

Sacco lacrimale: cavità in cui si raccoglie il liquido lacrimale
Schiascopia: determinazione dell'errore refrattivo che non richiede la collaborazione del paziente.
Schirmer test: esame per la valutazione quantitativa della lacrimazione
Sclera: strato esterno fibroso dell'occhio, che anteriormente si continua con la cornea e posteriormente avvolge il nervo ottico .
Sclerectomia profonda: intervento per il glaucoma non perforante il bulbo oculare, che consiste nell'asportazione di una porzione di sclera .
Sclerite: infiammazione della sclera .
Scotoma: area di perdita della sensibilità nel campo visivo .
Stereopsi: senso della profondità .
Stimolo luminoso: raggio di luce che giunge alla retina capace di stimolare i fotorecettori presenti su di essa .
Strabismo: difetto dovuto a una deviazione manifesta degli assi oculari causata da un malfunzionamento dei muscoli oculari estrinseci che può non dare conseguenze evidenti, ma che, spesso, porta alla perdita di un importante indizio di profondità. Infatti la differenza tra le due immagini dei due occhi permette al sistema nervoso di valutare la distanza degli oggetti, purché queste due immagini siano simili abbastanza da venire associate.
Quando questa capacità di rilevare profondità è presente si dice che c'è stereopsi.
Stroma corneale: strato corneale interno, che rappresenta il 90% dello spessore corneale .

T

Teicopsia: aura scintillante che precede e/o accompagna un attacco di emicrania .
Tempra: trattamento che permette di creare nelle lenti in vetro particolari tensioni che aumentano la resistenza delle stesse lenti.
Tono oculare: pressione all'interno dell'occhio .
Tonometria: valutazione della pressione intraoculare.
Topografia corneale: esame che consente di studiare la curvatura corneale superficiale, evidenziando deformazioni e astigmatismi, proiettando una serie di anelli concentrici (disco di Placido) sulla cornea .
Trabecolato: struttura spugnosa tramite la quale è drenato l'umore acqueo.É la formazione anatomica, a livello della quale si uniscono sclera e cornea e si svolgono scambi di umore acqueo,appunto.
Trabeculectomia: intervento chirurgico per la cura del glaucoma, consistente nell’apertura, tramite una sonda, della rete di trabecole situata nell’angolo irido-corneale, al fine di consentire il deflusso dell’umor acqueo.
Tracoma: patologia della congiuntiva e della cornea, caratterizzata dalla presenza di secrezione purulenta .
Trichiasi: deviazione delle ciglia dalla loro naturale curvatura .
Trigemino: quinto nervo cranico, motore/sensitivo; la sua prima branca e' detta oftalmica .
Trombosi: occlusione di un vaso da parte di un coagulo ematico (trombo) .

U

Umor acqueo: liquido trasparente contenuto nella camera anteriore e posteriore dell'occhio, prodotto dai corpi ciliari, e responsabile della pressione intraoculare .
Umore vitreo: sostanza gelatinosa trasparente presente in camera posteriore .
strato pigmentato dell'occhio, contenente la maggior parte della vascolarizzazione oculare, formato da iride, corpo ciliare e coroide.
Uveite: Infiammazione dell’uvea: se è limitata alla coroide è detta coroidite; se coinvolge iride e corpo ciliare iridociclite.

V

Valvola di Molteno: tubo impiantato nell'occhio per controllare l'aumento della pressione intraoculare nel glaucoma.
Vasculopatia: patologia a carico dei vasi sanguigni .
Videoingranditore: televisore a circuito chiuso (TVCC), utilizzato come ausilio per ipovedenti .
Visus: acutezza visiva .
Vitrectomia: procedura chirurgica che consiste nell'asportazione del gel vitreale .
Vitreo: sostanza gelatinosa, trasparente, contenuta all'interno dell'occhio, nella cavità compresa tra cristallino e retina (camera vitrea).

W

Warpage corneale: distorsione della cornea data da utilizzo delle lenti a contatto (di solito in PMMA)
Worth: test di W.; consente di esaminare lo stato di visione binoculare di un soggetto .

X

X-Chrome: lente a contatto rigida di colore magenta prescritta in caso di alterazione del senso cromatico .

Z

Zona ottica: parte ottica centrale della cornea o di una lente a contatto .
Zonula: gruppo di fibre a raggiera che uniscono il cristallino al corpo ciliare e

lo mantengono in sede .
Fonti:
Amedeo lucente
Wikipedia
Treccani
Iapb

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Profilo del medico - Prof. Massimo Nicolò

Prof. Massimo Nicolò
Nome:
Massimo Nicolò
Comune:
Genova
Provincia:
GE
Azienda:
Clinica Oculistica Università di Genova, Ospedale Policlinico San Martino Genova
Professione:
Oculista
Specializzazione:
Oftalmologia
Contatti/Profili social:
sito web facebook
Domanda al medico
Prof. Nicolò, parliamo di maculopatia essudativa e di degenerazione maculare legata all'età: cos'è e a cosa serve il test della griglia di Amsler?
   
Strumenti Discussione



Adesso sono le 15:42 PM.




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