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La cataratta giovanile

Minerva75
 

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Il termine cataratta sembra avere origini antichissime. La parola deriva dal greco “katarraktês” e significa letteralmente “che cade dall’alto verso il basso”: nel Medioevo, infatti, si pensava che questa patologia fosse determinata da strani umori, calati dall’alto per oscurare la vista.
I nostri antenati non potevano scegliere definizione migliore. La cataratta, infatti, è una patologia oculare che consiste nella perdita progressiva e irreversibile della trasparenza del cristallino, la “lente dell’occhio” che permette la messa a fuoco di quanto osserviamo.
A dispetto di ciò che potremmo pensare, la cataratta non è necessariamente sinonimo di vecchiaia.
È vero, di solito interessa gli ultracinquantenni, con un’incidenza del 90% per chi ha superato i 75 anni di età, ma ciò non esclude la possibilità di insorgenza anche nei soggetti meno anziani. In questo caso, si parla di cataratta giovanile.
Vediamo insieme le cause, i sintomi e tutto ciò che è necessario sapere per individuare quanto prima questa fastidiosa patologia.

Cataratta giovanile: di cosa si tratta?

Più che nei soggetti anziani, la cataratta – nei giovani e nei bambini – provoca disabilità visive più di qualsiasi altra forma di patologia oculare. Sono moltissimi i bambini con cecità da cataratta non operata o da anomalie oculari causate da questa tediosa malattia. In particolare, nei bambini si individuano due diverse tipologie di cataratta che possono colpire uno (cataratta monolaterale) e entrambi gli occhi (cataratta bilaterale):
Cataratta congenita, presente sin dalla nascita;
Cataratta di sviluppo, infantile o giovanile, diagnosticate nei bambini con l’avanzare della giovanissima età. Questa tipologia di cataratta può essere legata a problematiche di tipo metabolico: per esempio, si ritiene che le possibilità che un soggetto diabetico sviluppi questa patologia siano decisamente più alte rispetto a quelle relative a un soggetto sano. La cataratta congenita poi è spesso ereditaria.
Purtroppo, in tenera età, non è semplicissimo individuare i sintomi di una cataratta o mettere in atto meccanismi di prevenzione validi e sicuri, soprattutto per ciò che riguarda la cataratta congenita. In alcuni casi, però, infezioni contratte dalla madre durante la gravidanza – come ad esempio rosolia, parotite o varicella –, trattamento con raggi X o gravi carenze alimentari potrebbero incrementare le probabilità che la cataratta colpisca gli occhi del bambino: una prevenzione, in questo senso, è dunque possibile attuarla.

Fonte:Pazienti.it

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Profilo del medico - Dr.ssa Mariacristina Parravano

Dr.ssa Mariacristina Parravano
Nome:
Mariacristina Parravano
Comune:
Roma
Provincia:
RM
Azienda:
IRCSS Fondazione G.B. Bietti, Roma
Professione:
Oculista
Specializzazione:
Oftalmologia
Contatti/Profili social:
sito web
Domanda al medico
Dr.ssa Parravano, quale tipo di diabete è più pericoloso per lo sviluppo di una complicanza come la retinopatia diabetica?
   
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