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Minerva75 12-07-2015 18:20 PM

Le cellule “spazzino”della retina accelerano i danni caratteristici della retinite p.
 
RETINITE PIGMENTOSA E FAGOCITI
http://www.signorsito.it/images/scie...pigmentosa.jpg
Le cellule “spazzino” della retina accelerano i danni caratteristici della retinite pigmentosa

La retinite pigmentosa è una malattia ereditaria che interessa il tessuto nervoso dell’occhio e che porta progressivamente alla cecità. Gli studi condotti finora hanno dimostrato che alla base della malattia ci sono alterazioni dei geni presenti nelle cellule che ricevono la luce (fotorecettori) e la convertono in segnali elettrici, che vengono trasmessi al cervello tramite il nervo ottico. La malattia si manifesta clinicamente dapprima con una marcata riduzione della visione in condizioni di scarso illuminamento (cecità notturna), poi con la perdita della visione nitida e dei colori ed infine con la cecità. La malattia è caratterizzata dalla modificazione genica delle cellule della visione e questo fatto induce l’azione dei fagociti, speciali cellule “spazzino”, presenti anche nel cervello, nel midollo spinale e nell’occhio con compiti di difesa dai microrganismi nocivi e di “pulizia” delle cellule morte. Questo aspetto è documentato in nuovo studio condotto da ricercatori del National Eye Institute (NEI) statunitense (*) che dimostra come gli stessi fagociti possono accelerare l’avanzamento della malattia, attaccando le cellule della visione diverse da quelle sane, in quanto modificate geneticamente dalla patologia ereditaria.
I ricercatori hanno studiato un ceppo di topi affetti da una mutazione genica simile a quella che provoca la retinite pigmentosa nell’uomo ed hanno osservato che nello stadio precocissimo di malattia i fagociti si infiltrano tra le cellule fotorecettrici della retina e lentamente le circondano per distruggerle, riconoscendole come cellule alterate e accelerando così l’avanzare della malattia.
Sulla base di questa nuova conoscenza i ricercatori ritengono che si aprano nuove prospettive terapeutiche, non tanto per la guarigione quanto almeno per il rallentamento della malattia attraverso il blocco dell’attività delle cellule “spazzino”. A questo proposito è già in corso presso il NEI una sperimentazione clinica che ha lo scopo di valutare se la minociclina, un farmaco anti-infiammatorio, sia efficace per bloccare l’attivazione dei fagociti e sia quindi in grado di rallentare la progressione della retinite.*

Fonte: Centro di riabilitazione visiva del Trentino.


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