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crisi..

pingpong
 

salve a tutti, sono nuova del forum ed è la prima volta che scrivo. Vorrei raccontarvi la mia situazione.
sono ormai 5 anni che sto con un ragazzo. io ora ho 23 anni, lui 26. La nostra storia è sempre stata molto difficile, a causa del fatto che essendo la mia famiglia appartenente ad una religione molto integralista, non posso frequentare ne stare con persone che non sono del mio stesso credo. Cio nonostante, 5 anni fa conosco lui. Un inizio travolgente da parte sua, piu cauta e indecisa io. Finche alla fine gli parlo chiaramente e decidiamo di stare insieme, a patto che nessuno debba sapere della nostra relazione. Cosi andiamo avanti. Giorno dopo giorno, ci sentiamo soprattutto telefonicamente, essendo la distanza (a causa degli studi) un altro fattore della nostra vita. Io la mia cerchia di amici, lui la sua (anche se con il tempo il suo migliore amico e la mia, si sono fidanzati, e sono anche gli unici a sapere del nostro rapporto). Andiamo avanti cosi. Non che in tutto questo tempo non ci siano stati alti e bassi, ma tutti superati. Lui ha una storia difficile alle spalle, una madre ultrapossessiva che ha subito due abbandoni, il primo quando lui era appena nato(suo marito la lascio) e l'altro quando 13 anni piu tardi, il secondo marito mori. Quando la madre seppe della nostra relazione, si oppose in ogni modo. Ancora oggi tormenta il figlio quando sospetta che esce con me. Insomma questa è stata la nostra relazione per 5 anni. Fino a circa un mese e mezzo fa. Infatti circa a meta agosto, abbiamo un litigio un po banale. Ci vediamo e chiariamo, stiamo insieme, tutto perfetto. Cio nonostante, prima di andare via, mi dice che non parliamo piu come prima, che sua madre continua ad opprimerlo perche mi lasci, arrivando a dire scegli o me o lei, che la nostra relazione è difficile, e in 5 anni non abbiamo raggiunto il grado di autonomia e liberta adeguato a farci vivere liberamente la nostra relazione. Quando gli chiedo qual'è la soluzione, mi dice che non lo sa, e che per lui stare bene significa stare con me. Da allora inizia un periodo per me nerissimo, in cui non so bene cosa fare, e a alterno distacco ad attaccamento verso di lui. Finche non decido di andare da una psicologa. Lei mi consiglia di essere accogliente nei suoi confronti, di cercarlo e di abituarlo alla mia presenza, perche devo farlo innamorare di nuovo di me. E cosi faccio per circa tre settimane e mezzo, durante le quali il nostro rapporto riprende quota. Fino a quando, un giorno non mi faccio sentire tutto il giorno, e la sera quando gli chiedo perche non mi avesse cercato, mi dice che nemmeno io l avevo fatto, e che era stato impegnato e lo era ancora. Al che lo lascio stare. Da li non si fa sentire per un giorno e mezzo, quando mi invia una canzone (che io non ho ben inteso cosa significasse). Il giorno seguente gli dico che sarei andata nella sua universita per accompagnare una mia amica. Lui molto arrabbiato, decide di venire a prenderci alla stazione, per accompagnarci, nonostante gli avessi detto che non c è n'era bisogno. Quando ci vediamo mi tratta con freddezza, un bacio sulla guancia. Successivamente prova a parlarmi e cerca contatto con me che fredda me ne stavo in disparte. Quando la mia amica ci lascia soli, gli chiedo se fosse tutto ok, e mi risponde no. Gli chiedo allora perche non si fosse fatto sentire, e mi dice che "vuole stare un po da solo". Durante il resto della giornata ho cercato di essere piu accogliente verso di lui, dandogli la mano e poi standogli accanto. Ma a tratti lui accoglieva il mio comportamento, altre volte avevo l impressione lo facesse solo per non rifiutarmi. La sera mi ha chiesto una foto fatta insieme e mi ha detto che era stato felice di passare la giornata con me.

Questo è quanto. Ora io non so cosa fare. Sono completamente confusa. Non so se cercarlo ed essere accogliente nei suoi confronti, in modo che non si abitui al distacco da me e vadi via per sempre, oppure lasciarlo da solo cosi come mi ha chiesto anche se questo potrebbe farlo sprofondare nell abisso dei suoi pensieri e paure su di noi, su se stesso o sulla vita, e quindi portarlo ad un distacco dal rapporto ingiustificato.

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Centaurus
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salve a tutti, sono nuova del forum ed è la prima volta che scrivo. Vorrei raccontarvi la mia situazione.
sono ormai 5 anni che sto con un ragazzo. io ora ho 23 anni, lui 26. La nostra storia è sempre stata molto difficile, a causa del fatto che essendo la mia famiglia appartenente ad una religione molto integralista, non posso frequentare ne stare con persone che non sono del mio stesso credo. Cio nonostante, 5 anni fa conosco lui. Un inizio travolgente da parte sua, piu cauta e indecisa io. Finche alla fine gli parlo chiaramente e decidiamo di stare insieme, a patto che nessuno debba sapere della nostra relazione. Cosi andiamo avanti. Giorno dopo giorno, ci sentiamo soprattutto telefonicamente, essendo la distanza (a causa degli studi) un altro fattore della nostra vita. Io la mia cerchia di amici, lui la sua (anche se con il tempo il suo migliore amico e la mia, si sono fidanzati, e sono anche gli unici a sapere del nostro rapporto). Andiamo avanti cosi. Non che in tutto questo tempo non ci siano stati alti e bassi, ma tutti superati. Lui ha una storia difficile alle spalle, una madre ultrapossessiva che ha subito due abbandoni, il primo quando lui era appena nato(suo marito la lascio) e l'altro quando 13 anni piu tardi, il secondo marito mori. Quando la madre seppe della nostra relazione, si oppose in ogni modo. Ancora oggi tormenta il figlio quando sospetta che esce con me. Insomma questa è stata la nostra relazione per 5 anni. Fino a circa un mese e mezzo fa. Infatti circa a meta agosto, abbiamo un litigio un po banale. Ci vediamo e chiariamo, stiamo insieme, tutto perfetto. Cio nonostante, prima di andare via, mi dice che non parliamo piu come prima, che sua madre continua ad opprimerlo perche mi lasci, arrivando a dire scegli o me o lei, che la nostra relazione è difficile, e in 5 anni non abbiamo raggiunto il grado di autonomia e liberta adeguato a farci vivere liberamente la nostra relazione. Quando gli chiedo qual'è la soluzione, mi dice che non lo sa, e che per lui stare bene significa stare con me. Da allora inizia un periodo per me nerissimo, in cui non so bene cosa fare, e a alterno distacco ad attaccamento verso di lui. Finche non decido di andare da una psicologa. Lei mi consiglia di essere accogliente nei suoi confronti, di cercarlo e di abituarlo alla mia presenza, perche devo farlo innamorare di nuovo di me. E cosi faccio per circa tre settimane e mezzo, durante le quali il nostro rapporto riprende quota. Fino a quando, un giorno non mi faccio sentire tutto il giorno, e la sera quando gli chiedo perche non mi avesse cercato, mi dice che nemmeno io l avevo fatto, e che era stato impegnato e lo era ancora. Al che lo lascio stare. Da li non si fa sentire per un giorno e mezzo, quando mi invia una canzone (che io non ho ben inteso cosa significasse). Il giorno seguente gli dico che sarei andata nella sua universita per accompagnare una mia amica. Lui molto arrabbiato, decide di venire a prenderci alla stazione, per accompagnarci, nonostante gli avessi detto che non c è n'era bisogno. Quando ci vediamo mi tratta con freddezza, un bacio sulla guancia. Successivamente prova a parlarmi e cerca contatto con me che fredda me ne stavo in disparte. Quando la mia amica ci lascia soli, gli chiedo se fosse tutto ok, e mi risponde no. Gli chiedo allora perche non si fosse fatto sentire, e mi dice che "vuole stare un po da solo". Durante il resto della giornata ho cercato di essere piu accogliente verso di lui, dandogli la mano e poi standogli accanto. Ma a tratti lui accoglieva il mio comportamento, altre volte avevo l impressione lo facesse solo per non rifiutarmi. La sera mi ha chiesto una foto fatta insieme e mi ha detto che era stato felice di passare la giornata con me.

Questo è quanto. Ora io non so cosa fare. Sono completamente confusa. Non so se cercarlo ed essere accogliente nei suoi confronti, in modo che non si abitui al distacco da me e vadi via per sempre, oppure lasciarlo da solo cosi come mi ha chiesto anche se questo potrebbe farlo sprofondare nell abisso dei suoi pensieri e paure su di noi, su se stesso o sulla vita, e quindi portarlo ad un distacco dal rapporto ingiustificato.
Permettimi una riflessione: all'inizio del tuo racconto hai detto che per via della tua religione non puoi frequentare persone che professano una religione diverasa dalla tua, quindi presumo che oltre allo scoglio della religione ci sia anche un peso non indifferete di ciò che viene accettato o meno da parte della tua famiglia e che inevitabilmente la loro posizione ha o potrebbe avere ricadute infelici nella tua vita anche se questo comporterebbe per te una sofferenza.
Se lo scoglio della religione e del vostro credo religioso (inteso tuo e del tuo moroso) è così determinante da obbligsarvi addirittura a una vita amorosa clandestina (cioè non alla luce del sole), che tipo di futuro pensi di poter avere con questo ragazzo? Che senso ha continuare se non potrete mai stare insieme alla luce del sole?
A quanto pare per te non esisterebbero problemi a vivere alla luce del sole il vostro amore ma probabilmente non lo fai in rispetto al tuo credo e alla tua famiglia, il che è comprensibile, ma è altrettanto comprensibile che questo ragazzo dopo 5 anni vissuti in questa situazione magari si stia chiedendo che futuro potreste mai avere.
Perchè vuoi tenere legata a te una persona quando a quel che pare non potrete mai avere un futuro sereno?
Il discorso mamma possessiva io lo vedo un problema secondario rispetto a tutto il resto.
Fossi in te piuttosto che pensare a come evitare che lui si allontani da te, penserei a che tipo di decisioni prendere e a che scelte fare per permettermi di vivere serenamete il mio amore con lui e forse così lui si sentirebbe di avere più fiducia per sperare in un futuro insieme da costruire insieme alla luce del sole.
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