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Crisi di coppia a causa della famiglia di origine. Chiedo un parere oggettivo.

andersten
 

Sto impazzendo. La mia compagna ed io siamo ad un bivio.
Ho volutamente scelto di condividere un aspetto rilevante della nostra relazione in un forum, poichè sono alla ricerca di un parere esterno, incondizionato.
Vi riassumo brevemente la nostra relazione.
Ci siamo conosciuti appena 4 anni fa.
Lei viveva in un'altra regione, esattamente a 400 km dalla mia.
Ci siamo frequentati assiduamente nonostante la distanza.
Dopo qualche mese lei è rimasta incinta. Eravamo così felici ed affiatati insieme, che dopo un comprensibile iniziale momento di "titubanza" abbiamo vissuto l'accaduto come una notizia meravigliosa.
I suoi genitori li conoscevo appena. Idem lei i miei.
Lei, appena ventisettenne, stava terminando gli studi all'epoca (era a 5 esami dalla laurea). Io trentasettenne, lavoravo e continuo a farlo natualmente anche ora.
Ero e sono proprietario di una casa nella mia città, e scegliemmo, senza neanche pensarci troppo, il suo trasferimento da me. Trasferimento anche di ateneo.
Affinchè potesse conseguire la laurea, compatibilimente con la nascita e la crescita del nostro piccolo, decidemmo di comune accordo di far trasferire mia suocera presso la nostra abitazione.
Pensammo fosse la decisione migliore, per rendere soft il suo ambientamento in una città non sua e facilitarle il distacco dai suoi genitori , parenti ed amicizie.
Non solo, era la via migliore per tranquillizzare mia "suocera", che non vide di buon occhio inizialmente la nostra relazione, abituata ad identificare il compagno ideale per sua figlia in un ragazzo con cui la mia compagna fu fidanzata per 10 lunghi anni, e dal quale si allontanò contestualmente, o quasi, ai nostri primi incontri.
Così si diede vita a questo nuovo "nucleo familiare" composto da me, la mia compagna e sua mamma, mia "suocera" che era appena uscita da una separazione e quindi sola e senza fissa dimora (l'alternativa al vivere con noi, sarebbe stata vivere con sua sorella, a sua volta sposata e con due figli ventenni che lei ha sempre considerato come figli aggiuntivi, dato l'attaccamento reciproco).
Nacque il nostro splendido bimbo e la convivenza, anche grazie al momento magico, proseguiva senza rilevanti intoppi.
Nonostante io vivessi da solo ormai da 10 anni proprio perchè adoravo ed adoro essere indipendente ed ero e sono piuttosto repellente alla presenza troppo accentuata dei genitori in genere.
Per farla breve, sua mamma si assenta da casa nostra solo per brevi periodi, diciamo in tutto 5 mesi nel corso di questi 4 anni.
Ma circa una volta ogni 2 mesi ci rechiamo nella loro regione per far visita alla zia della mia compagna (la sorella di mia "suocera" di cui sopra) suo marito ed i loro figli ventenni (famiglia con cui vado assolutamente d'accordo e sempre generosissima nei nostri confronti).
Non solo, le mie ferie, per i primi due anni scegliemmo di trascorrerle con questa famiglia (che comprendeva naturalmente anche mia suocera) al mare in campeggio (nonostante noi viviamo a 400 metri dalla spiaggia della nostra città).
Tutte le vacanze di Natale di questi 4 anni, o meglio, dal 26 di dicembre fino ai primi di Gennaio (questo perchè il 24 ed il 25 li trascorriamo dai miei genitori che vivono invece nella nostra città) le abbiamo trascorse nella città natia di mia moglie, a casa di questa zia e del suo nucleo familiare.
Bene.
Da un anno a questa parte inizia a mancarmi l'aria.
Rientro a casa e inizia a pesarmi e non poco la presenza di mia "suocera". Persona assolutamente utile e disponibile, ma anche molto "presente". Se io e la mia compagna litigavamo era capace di chiedermi di parlarne con lei per capire il motivo del nostro litigio.
Se per GIOCO offendevo la mia compagna, lei SERIAMENTE la difendeva.
Per un anno e più poi, è stato completamente assente nella gestione del nostro bimbo, perchè troppo indaffarata a consultare il suo whatsapp per capire se il suo ex marito fosse online.
Le volte in cui lo abbiamo lasciato solo con lei, magari per andare semplicemente a fare la spesa si contano sulle dita di due mani.
In più a tutto questo sommate la violenza alla mia privacy.
Uscire dalla doccia e sbrigarsi a chiudere la porta delle stanze per non apparire nudo. O mangiare tutti i giorni ciò che cucinava lei ed azzerare le mie preferenze ed i miei gusti.
Morale della favola, all'inizio di questo anno imploro la mia compagna di interrompere la convivenza forzata con sua madre. Così "mia suocera" fa le sue valigie e torna nella sua città a vivere con sua sorella.
Io e la mia compagna ci godiamo finalmente la nostra casa e la nostra neo famiglia.
Dopo neanche due mesi sua mamma è di nuovo qua per 10 gg per recuperare le sue cose estive.
Dopo ulteriori altri 2 mesi ci fanno visita ancora sua mamma, questa volta accompagnata da sua sorella, marito e figli, per il compleanno del nostro bambino.
Dopo neanche 10 gg da quest'ultima visita, la mia compagna mi chiede di portare un pò di giorni nostro figlio a casa loro poichè di lì a poco inizierà l'asilo e non ci sarà più modo di farglielo vedere assiduamente.
Questo accadde a settembre di questo anno.
Bene, 10 gg fa, la mia compagna mi informa che sua mamma sta venendo da noi per qualche giorno per recuperare il suo vestiario invernale.
E resta qui per altri 10 gg. Pur sapendo che tra esattamente un mese noi scenderemo giù per le vacanze natalizie come ogni anno, da 4 anni a questa parte e ci rimarremo per una settimana.
Io sono letteralmente impazzito. E mi sono ribellato con tutta la mia forza a questa invadenza.
La mia compagna invece sostiene che chiunque viva lontano dalla propria città, a cadenze regolari riceve una visita da parte dei propri genitori o parte per andarli a trovare.
Per lei è la normalità, un piacere ed anche una necessità.
Per me invece equivale esattamente ad un delirio.
Ora mi piacerebbe che qualcuno giudicasse dall'esterno la nostra situazione ed esprimesse la sua opinione a riguardo.
Vi ringrazio anticipatamente.

MIGLIOR COMMENTO
Unatratanti
Citazione:
Originariamente Inviato da andersten Visualizza Messaggio
Sto impazzendo. La mia compagna ed io siamo ad un bivio.
Ho volutamente scelto di condividere un aspetto rilevante della nostra relazione in un forum, poichè sono alla ricerca di un parere esterno, incondizionato.
Vi riassumo brevemente la nostra relazione.
Ci siamo conosciuti appena 4 anni fa.
Lei viveva in un'altra regione, esattamente a 400 km dalla mia.
Ci siamo frequentati assiduamente nonostante la distanza.
Dopo qualche mese lei è rimasta incinta. Eravamo così felici ed affiatati insieme, che dopo un comprensibile iniziale momento di "titubanza" abbiamo vissuto l'accaduto come una notizia meravigliosa.
I suoi genitori li conoscevo appena. Idem lei i miei.
Lei, appena ventisettenne, stava terminando gli studi all'epoca (era a 5 esami dalla laurea). Io trentasettenne, lavoravo e continuo a farlo natualmente anche ora.
Ero e sono proprietario di una casa nella mia città, e scegliemmo, senza neanche pensarci troppo, il suo trasferimento da me. Trasferimento anche di ateneo.
Affinchè potesse conseguire la laurea, compatibilimente con la nascita e la crescita del nostro piccolo, decidemmo di comune accordo di far trasferire mia suocera presso la nostra abitazione.
Pensammo fosse la decisione migliore, per rendere soft il suo ambientamento in una città non sua e facilitarle il distacco dai suoi genitori , parenti ed amicizie.
Non solo, era la via migliore per tranquillizzare mia "suocera", che non vide di buon occhio inizialmente la nostra relazione, abituata ad identificare il compagno ideale per sua figlia in un ragazzo con cui la mia compagna fu fidanzata per 10 lunghi anni, e dal quale si allontanò contestualmente, o quasi, ai nostri primi incontri.
Così si diede vita a questo nuovo "nucleo familiare" composto da me, la mia compagna e sua mamma, mia "suocera" che era appena uscita da una separazione e quindi sola e senza fissa dimora (l'alternativa al vivere con noi, sarebbe stata vivere con sua sorella, a sua volta sposata e con due figli ventenni che lei ha sempre considerato come figli aggiuntivi, dato l'attaccamento reciproco).
Nacque il nostro splendido bimbo e la convivenza, anche grazie al momento magico, proseguiva senza rilevanti intoppi.
Nonostante io vivessi da solo ormai da 10 anni proprio perchè adoravo ed adoro essere indipendente ed ero e sono piuttosto repellente alla presenza troppo accentuata dei genitori in genere.
Per farla breve, sua mamma si assenta da casa nostra solo per brevi periodi, diciamo in tutto 5 mesi nel corso di questi 4 anni.
Ma circa una volta ogni 2 mesi ci rechiamo nella loro regione per far visita alla zia della mia compagna (la sorella di mia "suocera" di cui sopra) suo marito ed i loro figli ventenni (famiglia con cui vado assolutamente d'accordo e sempre generosissima nei nostri confronti).
Non solo, le mie ferie, per i primi due anni scegliemmo di trascorrerle con questa famiglia (che comprendeva naturalmente anche mia suocera) al mare in campeggio (nonostante noi viviamo a 400 metri dalla spiaggia della nostra città).
Tutte le vacanze di Natale di questi 4 anni, o meglio, dal 26 di dicembre fino ai primi di Gennaio (questo perchè il 24 ed il 25 li trascorriamo dai miei genitori che vivono invece nella nostra città) le abbiamo trascorse nella città natia di mia moglie, a casa di questa zia e del suo nucleo familiare.
Bene.
Da un anno a questa parte inizia a mancarmi l'aria.
Rientro a casa e inizia a pesarmi e non poco la presenza di mia "suocera". Persona assolutamente utile e disponibile, ma anche molto "presente". Se io e la mia compagna litigavamo era capace di chiedermi di parlarne con lei per capire il motivo del nostro litigio.
Se per GIOCO offendevo la mia compagna, lei SERIAMENTE la difendeva.
Per un anno e più poi, è stato completamente assente nella gestione del nostro bimbo, perchè troppo indaffarata a consultare il suo whatsapp per capire se il suo ex marito fosse online.
Le volte in cui lo abbiamo lasciato solo con lei, magari per andare semplicemente a fare la spesa si contano sulle dita di due mani.
In più a tutto questo sommate la violenza alla mia privacy.
Uscire dalla doccia e sbrigarsi a chiudere la porta delle stanze per non apparire nudo. O mangiare tutti i giorni ciò che cucinava lei ed azzerare le mie preferenze ed i miei gusti.
Morale della favola, all'inizio di questo anno imploro la mia compagna di interrompere la convivenza forzata con sua madre. Così "mia suocera" fa le sue valigie e torna nella sua città a vivere con sua sorella.
Io e la mia compagna ci godiamo finalmente la nostra casa e la nostra neo famiglia.
Dopo neanche due mesi sua mamma è di nuovo qua per 10 gg per recuperare le sue cose estive.
Dopo ulteriori altri 2 mesi ci fanno visita ancora sua mamma, questa volta accompagnata da sua sorella, marito e figli, per il compleanno del nostro bambino.
Dopo neanche 10 gg da quest'ultima visita, la mia compagna mi chiede di portare un pò di giorni nostro figlio a casa loro poichè di lì a poco inizierà l'asilo e non ci sarà più modo di farglielo vedere assiduamente.
Questo accadde a settembre di questo anno.
Bene, 10 gg fa, la mia compagna mi informa che sua mamma sta venendo da noi per qualche giorno per recuperare il suo vestiario invernale.
E resta qui per altri 10 gg. Pur sapendo che tra esattamente un mese noi scenderemo giù per le vacanze natalizie come ogni anno, da 4 anni a questa parte e ci rimarremo per una settimana.
Io sono letteralmente impazzito. E mi sono ribellato con tutta la mia forza a questa invadenza.
La mia compagna invece sostiene che chiunque viva lontano dalla propria città, a cadenze regolari riceve una visita da parte dei propri genitori o parte per andarli a trovare.
Per lei è la normalità, un piacere ed anche una necessità.
Per me invece equivale esattamente ad un delirio.
Ora mi piacerebbe che qualcuno giudicasse dall'esterno la nostra situazione ed esprimesse la sua opinione a riguardo.
Vi ringrazio anticipatamente.
Ciao, premetto che io non ho un buon rapporto con mia suocera, dunque forse non sono la persona più indicata per dare giudizi.
So che in Italia molte famiglie hanno rapporti particolarmente stretti e molti genitori vivono l'intera esistenza affacciati sulla vita dei figli, anche adulti. Ciò è vero specialmente al Sud, è mediamente le donne tendono a coinvolgere le proprie madri nella vita dei figli in misura anche esagerata. Ad ogni modo, anche se questo è mediamente vero, ognuno dovrebbe trovare un proprio equilibrio, dico "dovrebbe" perché non è semplice.
Ciò che mi meraviglia della tua storia non è che tu ti sia improvvisamente rotto le scatole della situazione, ma al contrario, che abbia retto tanto. Io ho apprezzato la famiglia di mio marito finché non ho capito che volevano essere parte del nostro quotidiano, e oggi una visita ogni 2 settimane e di poche ore è il massimo che riesco a tollerare. Io penso che tu abbia profondamente ragione, la tua compagna deve staccarsi dalla madre, ma le occorrerà tempo; d'altra parte sei stato tu stesso ad accettare cose inaccettabili e non è pensabile che improvvisamente le cose cambino solo perché tu lo vuoi. Ci vorrà tempo, ma pensò che è una guerra che puoi vincere, stringiti alla tua compagna e dille che la famiglia, ora, siete voi 3.
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palladineve
 

Segui il consiglio di una e ribadisco alla tua compagna che la vostra unione e la cosa che più ti interessa non fare un muro di fronte alle sue esigenze ma non cedere sulle tue perchè hanno lo stesso valore e soprattutto considerate il piccolo e le sue, di esigenze ! Stabilite un calendario e rispettatelo . Sarà più semplice andare d accordo... Un abbraccio

Cindyil
 

basterebbe trovare un'appartamentino per tua suocera nella vostra città. La tua compagna sarebbe libera di frequentare sua mamma quanto vuole e tu non dovresti sopportare la sua presenza in casa tua.
Molte persone non comprendono che è forte il bisogno di libertà, specialmente in casa propria.
Spesso il legame tra mamma e figlia è molto forte, quindi mi sembra egoistico limitare i contatti della tua compagna con sua mamma.
Oppure fai come il marito di mia cugina....lei figlia unica..la madre vedova viveva con loro. La mamma non era mai stata felice di quel genero, sognava per la figlia un medico, dato che era impiegata nella direzione dell'ospedale e invece la figlia gli portò in casa un operaio...successe il finimondo..quando si fidanzò con lui... In seguito i genitori di lui si separarono, per colpa della mamma, mia zia era brava a dare le frecciatine acide verso la mamma di lui ...alla fine lui un giorno la prese e le dette un "gollettone" dicendole che l'avrebbe buttata dal terrazzo da quel giorno mia zia divenne un angelo in casa....Mia cugina però esagerava..non la lasciava mai sola, nonostante fosse ancora giovane, portava sua mamma ovunque anche in vacanza ..a volte anche con noi..però a me non disturbava, perchè per me era stata una seconda mamma....ma per suo genero era una sconosciuta...ecco io credo che molte suocere non comprendono che sono delle sconosciute per i compagni o compagne dei propri figli o figlie e quindi è difficile convivere con persone quasi estranee! Io ricordo che i primi mesi di matrimonio, quando uscivo dal lavoro e pensavo di trovare mia suocera in casa invece di mia mamma mi dava fastidio... e la mia come entravo io ..usciva lei..dopo aver fatto la cucina però

Vincenza58
 

Per me sarebbe impensabile vivere con qualcun altro in casa, fosse la mamma o la suocera, anche se è stata un angelo, no no, attaccamento alla mamma quanto si voglia, la libertà è impagabile, dare conto di tutte le sfumature quotidiane a un estraneo, non è possibile, per forza di cose il matrimonio finisce. Mi preoccupa anche il fatto che per la moglie sia normale, se si fosse trattato della tua mamma invece che della sua, sarebbe stata d'accordo lo stesso per una convivenza? Non credo.....

Cindyil
 

la mamma dei maschi è sempre la suocera cattiva e antipatica perchè i maschi sono quasi tutti dei mammoni...guai a chi gli tocca la mamma!
A mio marito bastavano due scossettine di terremoto, subito la chiamava per sapere se aveva avuto paura!..e se doveva andare a prenderla....ecco io a mio figlio avrei detto ..non ti preoccupare nessuna paura...e invece lei gli diceva subito.. vieni a prendermi perchè ho paura a dormire da sola...e lui partiva e andava a prenderla.....ma io la facevo dormire sul divano in soggiorno.. a volte mi prendeva la st.....gine!...non sopportavo quando faceva la vittima e lo faceva sentire in colpa!

isa79
 

Citazione:
Originariamente Inviato da Cindyil Visualizza Messaggio
A mio marito bastavano due scossettine di terremoto, subito la chiamava per sapere se aveva avuto paura!..e se doveva andare a prenderla....ecco io a mio figlio avrei detto ..non ti preoccupare nessuna paura...e invece lei gli diceva subito.. vieni a prendermi perchè ho paura a dormire da sola...e lui partiva e andava a prenderla
bhè ma scusa,ognuno è fatto a modo suo,,,,, se lei aveva paura a stare sola dopo una leggera scossa di terremoto,mica puoi fargliene una colpa!
Personalmente la capisco, i terremoti anche a me mettono addosso tanta paura e ansia,quando mi è capitato di sentire qualche scossa,anch'io per qualche tempo sono rimasta molto turbata e ho avuto difficoltà ad addormentarmi la sera.
Scusate l'OT

Bibi66
 

a me non mi sembra strano che ti sei stufato adesso della sua presenza (della suocera), mi sembra assurdo invece che all'inizio di una storia d'amore, quando avete deciso di vivere insieme e mettere su famiglia, tu abbia voluto la suocera nel tuo nido d'amore. In genere succede che si è costretti a convivere con i suoceri a casa loro, non avendo alternative "abitative", ma portarseli volontariamente appresso a casa propria mi è sembrato molto strano. Soprattutto da parte di un uomo che viveva già da solo. Forse per amor suo non ti è pesato fare tutte queste rinunce (immagino quanto sia travolgente baciarsi mentre la suocera sferruzza sul divano), poi ad un certo punto hai raggiunto il colmo della sopportazione e adesso anche una dose omeopatica ti dà fastidio. Ma a lei (la tua compagna) non dà fastidio non avere intimità con te, causa mamma? Ma chi è stato all'inizio a fare questa proposta? Senza offesa, ma mi sembra proprio una scusa per evitare l'intimità, lo stare soli, "tu ed io"

Unatratanti
 

Citazione:
Originariamente Inviato da Cindyil Visualizza Messaggio
la mamma dei maschi è sempre la suocera cattiva e antipatica perchè i maschi sono quasi tutti dei mammoni...guai a chi gli tocca la mamma!
A mio marito bastavano due scossettine di terremoto, subito la chiamava per sapere se aveva avuto paura!..e se doveva andare a prenderla....ecco io a mio figlio avrei detto ..non ti preoccupare nessuna paura...e invece lei gli diceva subito.. vieni a prendermi perchè ho paura a dormire da sola...e lui partiva e andava a prenderla.....ma io la facevo dormire sul divano in soggiorno.. a volte mi prendeva la st.....gine!...non sopportavo quando faceva la vittima e lo faceva sentire in colpa!
Concordo con te, detesto quest'attitudine di certe madri (come mia suocera) di fare le vittime per tenere avvinghiati i figli.
Ma non credo sia colpa dei figli, per me è colpa delle madri, cioè se i figli si preoccupano tanto per delle sciocchezze è perché sono stati "educati" a fare così. Se come dici tu, la madre si tenesse per sé che ha paura della scossetta di terremoto (come farebbe ad esempio la mia), il figlio potrebbe vivere la sua vita senza stupidi sensi di colpa.
Ma capisco che andiamo "ot"

palladineve
 

Be' ma anche il figlio .....

Jane Eyre
 

Citazione:
Originariamente Inviato da palladineve Visualizza Messaggio
Be' ma anche il figlio .....
...Io forse sono un pò così ma non ho capito che volevi dire...!

isa79
 

Scusate se vado ancora OT..... ma non capisco cosa ci sia di sbagliato nel chiedere ad una madre "tutto bene,ti sei spaventata?"

Se una mamma/suocera è sola perché separata o vedova ed è un po' avanti negli anni,credo sia normale chiederle,soprattutti in eventi cosi inaspettati come appunto un terremoto "come stai?".
Ovvio che l'eccesso non va bene,ma una semplice telefonata,ripeto,in determinate occasioni,non la vedo come una cosa cosi grave,ecco.

Jane Eyre
 

Citazione:
Originariamente Inviato da isa79 Visualizza Messaggio
Scusate se vado ancora OT..... ma non capisco cosa ci sia di sbagliato nel chiedere ad una madre "tutto bene,ti sei spaventata?"

Se una mamma/suocera è sola perché separata o vedova ed è un po' avanti negli anni,credo sia normale chiederle,soprattutti in eventi cosi inaspettati come appunto un terremoto "come stai?".
Ovvio che l'eccesso non va bene,ma una semplice telefonata,ripeto,in determinate occasioni,non la vedo come una cosa cosi grave,ecco.
Ciao!
Allora, a me pare di avere capito che non è la semplice telefonata, ma proprio persone che ogni scusa è buona x invadere l' intimità del figlio...Ho capito bene?

palladineve
 

Citazione:
Originariamente Inviato da Jane Eyre Visualizza Messaggio
...Io forse sono un pò così ma non ho capito che volevi dire...!
Ciao Jane, io non so come sei!ì.Nella mia frase, io rispondevo a Una, che diceva che le madri prendono ogni scusa per tenersi appiccicati i figli. Allora dicevo che un po' saranno le madri, certamente, ma un po' sono anche i figli, che essendo adulti dovrebbero metter un po' di intento nel creare una unione famigliare loro cn la loro moglie e gli eventuali figli, autonomamente rispetto alle loro mamme...Senza ovviamente negare l'affetto, la presenza il piacere di una visita anche frequente!
Questo volevo dire.

Unatratanti
 

Citazione:
Originariamente Inviato da isa79 Visualizza Messaggio
Scusate se vado ancora OT..... ma non capisco cosa ci sia di sbagliato nel chiedere ad una madre "tutto bene,ti sei spaventata?"

Se una mamma/suocera è sola perché separata o vedova ed è un po' avanti negli anni,credo sia normale chiederle,soprattutti in eventi cosi inaspettati come appunto un terremoto "come stai?".
Ovvio che l'eccesso non va bene,ma una semplice telefonata,ripeto,in determinate occasioni,non la vedo come una cosa cosi grave,ecco.
Io non ci trovo nulla di male, trovo il male se si esagera, ad esempio mia suocera, rimasta vedova, i primi anni chiamava mio marito anche per farsi cambiare canale al televisore o per far cambiare le pile dell'orologio della cucina. Le studiava tutte per farlo passare da lei, sembrava non potesse fare nulla da sola, è ovvio che se una fa di tutto per apparire del tutto imbranata è ovvio che in caso di terremoto poi un figlio si preoccupa, anche se è stata una scossetta da nulla. Va bene la chiamata anche quotidiana: "come va?" ma la risposta dall'altra parte deve essere "tutto bene" e non "non riesco a mettere retequattro, non riesco a prendere il pacco degli spaghetti perché l'ho messo troppo in alto, ho perso una pantofola sotto il letto mi aiuti?". Mia suocera faceva così, e poi andava a parare sull'argomento "abitare tutti insieme con la mamma", perché è lì che voleva arrivare, alludeva al fatto che lei non era in grado di stare sola e cercava di dimostrarlo in ogni modo. Magicamente, quando un giorno le ho detto che mai e poi mai avrei voluto abitare con lei, ha imparato a cambiare canale, ha trovato le pantofole e gli spaghetti sono usciti da soli dal pacco.

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