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risultati rast test... un aiuto

Frens
 

ciao a tutti, ho ritirato oggi i risultati di un rast test, fatto per individuare una allergia al pesce, che mi hanno abbastanza preoccupata, è risultato che sono sensibilizzata verso moltissime cose, praticamente quasi tutte quelle oggetto del test, cosa che non avrei mai immaginato dato che alcuni alimenti li mangio tutti i giorni e nn mi hanno mai dato alcun disturbo, a parte appunto il pesce che se mangio in minime quantità mi fa stare malissimo, ma qui viene il bello, al merluzzo non sono sensibile e e non ho avuto nemmeno reazioni cutanee alla visita allergologica di un mese fa al pesce mix. mi viene il dubbio che si possa trattare di una cosa psicologica da quanto è inspiegabile questo fatto.. lei dottore che ne pensa? c'è una spiegazione? forse gli anticorpi sono solo a livello gastrico e intestinale e nel sangue non ci sono? poi c'è la questione della sensibilizzazione al grano, alla pesca, al pomodoro, al latte, alla caseina, alla soia, alle arachidi, al gambero, al veleno di vari imenotteri, con valori compresi tra 0.11 U/ml per la soia e 0.83 U/ml per il veleno dell' apis mellifera. il valore sopra il quale si considera sensibilizzazione è 0.10 U/ml. si tratta però di alimenti che consumo abitualmente e che mi spiacerebbe togliere dalla mia dieta. vorrei chiedere con i valori alla mano, se si può parlare di allergia a questi alimenti e se il titolo di IgE specifiche impone che li elimini, oppure posso tranquillamente continuare a consumarli. volevo anche chiederle cosa sono esattamente gli allergeni alfa-lattalbumina, rPen a1 tropomiosina verso i quali non sono sensibilizzata e beta-lattoglobulina verso la quale ho sensibilizzazione. specifico anche di essere allergica anche all' acaro della polvere e che ho già fissato per la prossima settimana la visita allergologica di controllo, ma vorrei già avere queste informazioni da lei perchè sono un pò proccupata. Grazie in anticipo della risposta

MIGLIOR COMMENTO
Dr. Filippo Fassio
non deve preoccuparsi eccessivamente, tuttavia la situazione va chiarita con il suo allergologo. Avere le IgE specifiche non significa avere le manifestazioni cliniche. Ogni risultato va intepretato nel suo contesto clinico. Purtroppo attraverso il forum non posso avere accesso a tutte le informazioni sul suo caso, per darle un consiglio completo. Tuttavia quello che mi pare è che le sue positività siano alquanto "aspecifiche". Per esempio mi piacerebbe sapere il livello delle IgE totali (RIST), perchè se queste sono molto aumentate allora i valori delle IgE specifiche poco al di sopra del limite non hanno un grande significato. Invece se le sue IgE totali sono aumentate ma non particolarmente alte (diciamo sotto a 3-400) anche l'interpretazione di questi risultato pone alcuni problemi. La lattoalbumina e la lattoglobulina sono allergeni del latte, mentre la tropomiosina è una proteina che troviamo in molti animali, acaro compreso. Un ultimo consiglio, se il pesce le dà fastidio ma non è allergica provi ad indagare la sensibilizzazione all'anisakis, che è un parassita del pesce. Che tipo di pesce in particolare le causa problemi?

mi faccia sapere
__________________
Dr. Filippo Fassio
Specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica
Dottore di Ricerca in Medicina Clinica e Sperimentale
Visita in: Firenze - Pistoia - Bologna

Visita il mio sito blog:www.allergologo.net!

Le informazioni contenute sul forum hanno unicamente scopo divulgativo e non intendono in nessun modo sostituire la visita medica.
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Frens
 

le IgE totali sono 57.7 U/ml
le faccio un elenco:
albume 0,18 U/ml
latte 0,34 U/ml
beta-lattoglobulina 0,14 U/ml
caseina 0,12 U/ml
grano 0,30 U/ml
soia 0,11 U/ml
pomodoro 0,70 U/ml
pesca 0,13 U/ml
arachidi 0,29 U/ml
gambero 0,29 U/ml
apis mellifera 0,83 U/ml
vespula spp. 0,38 U/ml
vespa crabro 0,46 U/ml
polistes domininulus 0,38 U/ml

potrebbe essere che alucne positività siano dovute al fatto che alcuni sono gli alimenti che assumo più spesso?

mi causano problemi orata, branzino, sardoncino, salmone, ricordo che la prima volta che ho mangiato salmone sono stata male per 2 settimane, i sintomi sono iniziati dopo un'ora dall'assunzione e sono durati mezza giornata, e nel corso delle 2 settimane successive ho sempre avuto forti dolori addominali subito dopo i pasti che non erano di pesce, poi la cosa è passata e ho riprovato a rintrodurre il pesce ma ho sempre avuto questi problemi e ora sto evitando. i molluschi li mangio senza problemi invece

grazie per la disponibilità

Rhedyn
 

Scusate se mi "intrometto" in questa conversazione, ma approfitto in quanto anche io ho da poco ritirato il RIST e RAST per alimenti, pero' non ho avuto modo di discutere i risultati con lo specialista, che purtroppo non rivedrò prima di settembre.

Il mio RAST credo fosse incompleto, in quanto gli alimenti testati erano solo 7-8, comunque solo due di questi sono sopra la soglia di sensibilizzazione di 0.10 kUA/l:
pomodoro 0.11
arachidi 0.36

Le mie IgE totali sono di 45,1 kU/l

Ho letto che con IgE totali a basso titolo anche basse concentrazioni di IgE specifiche acquistano significato clinico, è vero? Cio' significa che dovrei fare attenzione ad esempio a ingerire anche tracce di arachidi nei vari alimenti?

Grazie in anticipo a chiunque vorrà rispondermi!

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Dr. Filippo Fassio
 

L'informazione è teoricamente correttissima, tuttavia va valutata nel contesto clinico del singolo paziente. Ovvero: le noci, noccioline, arachidi, pinoli, ecc. hanno mai causato una reazione, anche lieve? Se la risposta è si allora andranno evitate (con i modi che lo specialista di fiducia saprà consigliare); se la risposta è no allora il discorso si apre a molte altre considerazioni, che richiedono ugualmente l'intervento dello specialista.

Saluti

zetaelle
 

Egregio Dottore,
mi collego a questo post per chiedere un Suo gentile parere. Circa quindici anni fa e quest’estate ho avuto una reazione allergica dopo aver mangiato una pesca (nei 15 anni intercorsi ho sempre evitato di mangiarle). In entrambi gli episodi i sintomi sono stati forte prurito e gonfiore a mani-piedi-viso, sensazione di “sudore freddo”, bocca e collo “anestetizzati” (con difficoltà a parlare e un po' di affanno), crampi e mancanza di forze. Il problema in entrambe le situazioni è rientrato dopo circa 30-40 minuti. Al rientro dalle ferie 2015 ho quindi eseguito gli esami; i risultati sono stati:
“IGE Totali: 4,3 UI/mL (0.0 - 100.0 FEIA”)
“IgE vs. Pesca: 0.43 kU/L (FEIA Concentrazioni di IgE allergene-specifiche superiori a 0,1 kUa/l indicano presenza di sensibilizzazione”)
“IgE vs. rPrup3: 0.50 kU/L (FEIA Concentrazioni di IgE allergene-specifiche superiori a 0,1 kUa/l indicano presenza di sensibilizzazione”)
Mi è stato prescritto un antistaminico + cortisone + Fastjekt (quest’ultimo per i viaggi). A causa della non conoscenza del problema, non ho posto alcune domande su punti che però vorrei davvero comprendere meglio:
•le IGE totali sono 4,3 UI/mL: il valore sembra molto basso (ho 47 anni e un valore sotto il 5 è basso da quanto leggo); è normale e compatibile con un’allergia?
•le IGE specifiche Pesca e PUR P3 sono entrambe positive ma basse: possono portare sintomi così pesanti?
•al momento solo la pesca ha causato sintomi: rimarrà l’unico alimento o è possibile/probabile una sensibilizzazione ad altro in futuro? Si può prevenire un ampliamento del problema ad altri alimenti?
Le sarei davvero grata se potesse fornirmi un Suo parere al riguardo.
La ringrazio e porgo distinti saluti.

Dott.ssa Elisa Allegro
 

Salve,
Provo a rispondere alle sue domande:
- le IgE totali sono negative, ma questo potrebbe essere comunque compatibile con un'allergia come la sua, che è confermata dalla positività delle IgE specifiche per la pesca e per pru p3
- per quanto riguarda quest ultimo, ė una componente molecolare della pesca che è termo è bastato resistente e si trova soprattutto nella buccia. Può trovarsi anche in altra frutta come albicocche, mela, pera, ciliegia e nella frutta secca. Ė difficile poter prevedere se svilupperà reazioni anche a tali alimenti; le consiglio di non consumare la pesca in nessuna forma, di portare con se la terapia che le èstata fiustamente prescritta e di consumare con cautela gli altri tipi di frutta (in particolare albicocca, susina, nespole, ciliegie).

Saluti.

__________________
Dott.ssa Elisa Allegro
Specialista in Allergologia e Immunologia clinica
zetaelle
 

Gentile Dottoressa,


La ringrazio molto per la gentile risposta.


Cordiali Saluti

Max8
 

Buongiorno, in attesa di consultare il mio allergologo vorrei un parere sui risultati di queste analisi (Rast Test), in particolare vorrei sapere se i valori relativi al veleno dell'Apis mellifera indichino un'allergia, lavoro come apicoltore e ho preso parecchie punture nel corso degli anni.

Vi ringrazio fin da ora.



APE APIS MELLIFERA (INSETTI) 28.10 KU/l < 0.1 NEGATIVO 0.1 - 100 POSITIVO


GIALLONE VESP SPECIES 3.54 KU/l < 0.1 NEGATIVO 0.1 - 100 POSITIVO


VESPA CRABO 4.40 KU/l < 0.1 NEGATIVO 0.1 - 100 POSITIVO


POLISTES SSP VESPA 0.47 KU/l < 0.1 NEGATIVO 0.1 - 100 POSITIVO


Api m 1 11.90 KU/l < 0.1 NEGATIVO 0.1 - 100 POSITIVO


rVespv5 (Ricombinante) 0.65 KU/l < 0.1 NEGATIVO 0.1 - 100 POSITIVO


MUXF3 C CD 0.97 KU/l < 0.1 NEGATIVO 0.1 - 100 POSITIVO

r Vesp V1 (Vuspula vulgaris) 0.14 KU/l < 0.1 NEGATIVO 0.1 - 100 POSITIVO


Luna07
 

ho un problema con l'esame del rast molecolare il valore totale degli ige è di 140 metodo clia, per i valori sono da 3 a 13 anni fino a 155 invece adulti fino a 91. io comunque ho già fatto tutti gli esami per gli allergeni comunque vado in bagno di diarrea per tre giorni si e tre giorni non vado proprio. mi danno fastidio alcuni tipi di tessuti e alcuni cibi tipo albicocche e pomodori. qual'è il problema?

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Profilo del medico - Dr. Filippo Fassio

Dr. Filippo Fassio
Nome:
Filippo Fassio
Comune:
Firenze, Pistoia e Lucca
Professione:
Medico Chirurgo, Specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica
Specializzazione:
Allergologia ed Immunologia Clinica, Dottore di Ricerca in Medicina Clinica e Sperimentale
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Domanda al medico
Dr. Fassio, in caso di intolleranza al lattosio bisogna per forza rinunciare a latte e derivati?
Nel caso di intolleranza primaria, ovvero quella che è geneticamente determinata e dura nel tempo, l’esclusione del lattosio è un elemento rilevante della terapia. Tuttavia esistono latticini naturalmente privi di lattosio (come parmigiano e altri), oppure prodotti delattosati (ovvero latticini che contenevano lattosio, ma ai quali è stato tolto in gran parte con un procedimento industriale). In altri casi, se i sintomi non sono particolarmente intensi, è possibile che il soggetto intollerante tolleri il lattosio fino ad una determinata soglia individuale, e quindi possa permettersi l’assunzione di modeste quantità di latte o latticini. Leggi tutto
   
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