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Home > Salute: consigli del medico, esperienze dei pazienti > Ginecologia e ostetricia > DISCHERATOSI
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DISCHERATOSI

roby63
 

Salve, vorrei sapere cosa ne pensate, la mia storia è questa:
Ho una piaghetta da qualche anno che la ginecologa ha ritenuto di non trattare, da un pap test fatto a settembre scorso si evidenziava un ascus... ho fatto anche la colposcopia e lhpvdna test ed è risultato negativo mentre la colposcopia evidenziava una cervicite , forse dovuta proprio alla piaghetta . Ora, ho rifatto qualche giorno fa il pap test e questo è il risultato:
negativo per lesioni intraepiteliali o malignità. Gruppi di cellule cilindriche cervicali normotipiche. Sul fondo numerosi granulociti neutrofili polimorfonucleati. Discheratosi. Flora batterica di tipo misto. La ginecologa dice di non preoccuparmi ma io ho un appuntamento per la colposcopia il prossimo 5 aprile. La mia domanda è questa : ma non sarebbe il caso di bruciare questa piaghetta? secondo me è un ricettacolo di infezioni. La ginecologa dice che non va bruciata.
Grazie per chi vorrà rispondere , anche un medico.
Roby

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Minerva75
Ciao.
La discheratosi indica un'alterazione cellulare che può essere dovuta ad agenti patogeni o irritativi.
Sulla bruciatura della piaghetta esistono varie scuole di pensiero.
C'è chi ritiene sia opportuno bruciare e chi no .
Io direi di aspettare serenamente l'esito della colposcopia e la visita.
Se non ci sono lesioni intraepiteliali,stai serena.
Fammi sapere.
__________________
Le mani che aiutano sono più sante delle labbra che pregano (R.G.Ingersoll)

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Profilo del medico - Dr.ssa Rosa Alba Portuesi

Dr.ssa Rosa Alba Portuesi
Nome:
Rosa Alba Portuesi
Azienda:
Centro Medico Sempione, Milano
Professione:
Ginecologa
Specializzazione:
Ginecologia e Ostetricia
Contatti/Profili social:
sito web facebook
Domanda al medico
Dr.ssa Portuesi, cosa succede se durante la colposcopia o la biopsia il medico si accorge che una lesione al collo dell’utero è ad alto rischio?
A quel punto è possibile sottoporre la paziente ad una semplice e poco invasiva procedura ambulatoriale, effettuata in anestesia locale, con cui si va a rimuovere quel pezzettino del collo dell'utero in cui ha sede la lesione.

Naturalmente sta al ginecologo valutare l'opportunità o meno dell'intervento, anche in relazione ad alcuni fattori. In generale, si tende ad essere molto più conservativi nelle pazienti sotto ai 30 anni, perché il sistema immunitario potrebbe offrire più chance di una remissione spontanea della lesione, e in quelle che non hanno ancora avuto gravidanze, perché la procedura di rimozione della lesione non è completamente esente da rischi, come ad esempio quello di parto pretermine.

Da questo punto di vista, tuttavia, le più recenti evidenze sono tranquillizzanti: se ad asportare la lesione localizzata nel collo dell'utero è uno specialista con esperienza, in grado di adottare tutti gli accorgimenti del caso, il rischio di parto pretermine è sovrapponibile a quello della popolazione generale. Merito dell’abilità del chirurgo, ma anche della capacità del collo dell'utero di riprendere la sua funzionalità nei sei mesi successivi del 80%.

Infine, nel caso di lesioni gravi, che sono comunque molto rare e più frequenti nelle donne che non hanno mai eseguito esami di controllo, l’iter terapeutico sarà più complesso.

Ma il nostro obiettivo è non arrivare a questo punto, giusto? Ecco perché non dobbiamo sprecare la possibilità che la medicina oggi ci offre, cioè quella di aderire a uno screening davvero capace di renderci la vita più rosa. Leggi tutto
   
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