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Home > Salute: consigli del medico, esperienze dei pazienti > Medicina legale e previdenziale > Numeri "grossi": l'importante è spararli.
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Numeri "grossi": l'importante è spararli.

Dott. Alessandro Taroni
 

Negli ultimi giorni l'attenzione "sanitaria" è stata parzialmente polarizzata dai media verso il presunto risparmio che i cittadini italiani avrebbero ottenuto grazie agli sconti facoltativi che la legge 149/2005 ha reso possibili sui farmaci di libera vendita (OTC e SOP).

In particolare, tanto per mantenere integra la tradizione del "sensazionalismo", sulla maggior parte delle testate giornalistiche si è parlato del risparmio in questione nei seguenti termini (N.B. Non sono parole testuali: di testuale c'è solo il numero ):

"Gli sconti sui farmaci di libera vendita faranno risparmiare, entro la fine del 2006, circa 200 milioni di Euro agli italiani".

Ora, il cittadino medio cosa dice, leggendo notizie di questo genere?

Forse: "Caspita: 200 milioni di Euro! Una cifra esorbitante! Mamma mia, la legge sugli sconti è stata davvero un'idea formidabile! Oddìo, quanto abbiamo risparmiato! Grandioso!"

E' solo un'ipotesi, intendiamoci...

Ma, tanto per restare obiettivi e Coerenti, continuiamo a guardare i numeri.

200 milioni di Euro.
Eh, sì.. è indubbiamente una grossa cifra.
Ma quanti "cittadini italiani" esistono?
Approssimativamente 50 milioni.
Ora, calcolatrice alla mano: 200.000.000/50.000.000 = 4.

4 Euro di "risparmio" (in 17 mesi: la 149/2005 risale infatti al luglio del 2005) per ciascun "cittadino italiano".

Non commento oltre.

MIGLIOR COMMENTO
Dott. Alessandro Taroni
Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da franci66

secondo me va vista in positivo. per un cittadino sono pochi euro di differenza, ma per lo stato è una bella cifretta!!
Si tratta di farmaci a totale carico del cittadino: lo Stato non è coinvolto in alcun modo nella vendita/acquisto di questo genere di medicinali.
__________________
Dott. Alessandro Taroni, Farmacista collaboratore, Ordine di Pordenone n° 499
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daniela78
 

Grazie Dari,
grazie perché la gente si beve acriticamente a qualunque cosa qualche persona con un minimo di carisma in più degli altri racconti, senza rendersi conto di quanto viene presa per i fondelli, e mi fa piacere che qualcuno di intelligente riesca a mostrare la realtà.
Dan

franci66
 

secondo me va vista in positivo. per un cittadino sono pochi euro di differenza, ma per lo stato è una bella cifretta!!

daniela78
 

Franci??? cosa dici??? Non è mica uno sconto delle case farmaceutiche verso lo stato!! E' uno sconto delle farmacie verso il cittadino, che se no se li pagava a prezzo intero ma di tasca sua!
Dan

Dott. Alessandro Taroni
 

"Numeri grossi" parte seconda: dopo la grande performance della Legge 149/2005, anche per il Decreto 223/2006 stanno venendo fuori i pronostici.

La possibilità di vendere farmaci di libera vendita al di fuori delle farmacie farà risparmiare ai 50.000.000 di italiani ben 424.000.000 di Euro ogni anno (Fonte: Codacons), cioè meno di circa 10 Euro l'anno per ciascun cittadino (circa 70 centesimi al mese, per essere più precisi).

Direi che, con numeri di questo genere, il problema dei prezzi troppo alti dei medicinali in Italia possa considerarsi brillantemente risolto.



chisono64
 

Sì, ma non è che tutti e 50 i milioni di italiani prendono farmaci. Al contrario ci sono famiglie che ne accquistano tantissimi ogni mese e per loro il risparmio diventa considerevole.
Cerchiamo di guardare tutte le facce della medaglia.....

Dott. Alessandro Taroni
 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da chisono64

Cerchiamo di guardare tutte le facce della medaglia.....
Chiaramente.

Infatti non capisco che senso abbia sparare i numeroni (se non fare audience e sensazionalismo); d'altra parte le statistiche si fanno tenendo conto di tutta la popolazione, a maggior ragione perchè il Sistema Sanitario deve, o dovrebbe, tutelare la totalità degli individui (non solo una parte) e farlo sempre (non solo nella maggior parte dei casi). Il risultato è quindi una stima media, che fornisce un dato generale e indicativo.

Peraltro i farmaci di automedicazione, in quanto tali, non sono nè pensati nè indicati per terapie croniche o per stati patologici importanti, bensì trovano il proprio razionale in un impiego occasionale (rappresentano, fra l'altro, il 10% scarso di tutti i farmaci disponibili) e ben ponderato, soprattutto alla luce della scarsa preparazione sanitaria del cittadino (4 incidenti domestici su 10 sono causati da uso errato di farmaci).

chisono64
 

A me sembra la solita storia della categoria che non vuol perdere i suoi privilegi, come i tassisti, gli avvocati, ecc. ecc.

Ci fosse anche il risparmio di un solo centesimo mi sembra cosa buona e giusta andare in quella direzione. Anche perchè i farmaci li continuerebbe a vendere un farmacista, l'unica differenza è che non è in farmacia. Sarebbe anche una possibilità di impiego in più per queste persone. Anche la storiella che così aumenta il numero di farmaci venduti con pericoli per le persone non la bevo. Se il farmaco non mi serve perchè lo devo comprare? E se vado in farmacia cosa ne sa il farmacista se sto facendo scorte per suicidarmi oppure no? Basta che giri le varie farmacie della città e posso recuperare tutte le scatolette che mi servono. E poi non credo che un farmacista potrebbe opporsi a vendermi tutte le confezioni che ha di un farmaco senza ricetta obbligatoria, forse potrei anche denunciarlo se lo farebbe

Dott. Alessandro Taroni
 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da chisono64

A me sembra la solita storia della categoria che non vuol perdere i suoi privilegi
E, di grazia, quali sarebbero questi privilegi? L'argomento mi interessa molto, perchè io sono un dipendente che guadagna circa 1.100 Euro mensili fissi per legge e nella mia stessa situazione sono oltre i 2/3 di tutti i farmacisti italiani.

Forse tu ti riferivi eventualmente solo ai circa 16.000 titolari di farmacie private ma non credo, considerate le giuste osservazioni negative che tu stesso hai mosso sulle generalizzazioni.

Quanto al resto, la farmacia, oltre a essere un luogo in cui si dispensano farmaci (i farmaci costano cari perchè la legge lo consente), svolge innumerevoli altri ruoli e servizi a tutela della salute pubblica, ruoli e servizi che il cittadino non può osservare di persona, che i media si guardano bene dal notificare e che nessun altro esercizio può garantire al cittadino (due su tutti: il monitoraggio delle singole confezioni e il servizio di farmacovigilanza).

chisono64
 

i titolari, sì, mi riferivo a loro ma la cosa che più mi stupisce è che i dipendenti siano daccordo con loro, visto come vengono trattati economicamente.
E il farmacista che lavora in un supermercato non può monitorizzare anche lui le confezioni che vende? e non può fare farmacovigilanza? anche se ti ho detto che la vigilanza la posso eludere cambiando farmacia
Il reparto del supermercato sarebbe una farmacia in piccolo che non vende tutti i farmaci ma che può fare tutte le cose che fa una farmacia normale. o forse chi lavorerà qui non avrà la stessa laurea degli altri?

Dott. Alessandro Taroni
 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da chisono64

i titolari, sì, mi riferivo a loro ma la cosa che più mi stupisce è che i dipendenti siano daccordo con loro, visto come vengono trattati economicamente.
E il farmacista che lavora in un supermercato non può monitorizzare anche lui le confezioni che vende? e non può fare farmacovigilanza? anche se ti ho detto che la vigilanza la posso eludere cambiando farmacia
Il reparto del supermercato sarebbe una farmacia in piccolo che non vende tutti i farmaci ma che può fare tutte le cose che fa una farmacia normale. o forse chi lavorerà qui non avrà la stessa laurea degli altri?
Permettimi di spiegarti in cosa consistono il servizio di farmacovigilanza e il monitoraggio delle confezioni: non si tratta di operazioni che svolge "il farmacista", si tratta di operazioni che svolge "la farmacia", perchè è la farmacia ad essere collegata in tempo reale con case farmaceutiche, distributori intermedi, Ministero della Sanità, Istituto Superiore della Sanità e tutte le altre strutture sanitarie che, nel loro insieme (non ciascuna per i fatti propri) tengono d'occhio i farmaci in commercio e l'impatto che essi hanno sulla popolazione.

Il farmacista, per quanto colto e preparato, è un essere umano: se in farmacia hai un dubbio (e ti garantisco che la nostra giornata ne è piena) puoi consultare una banca-dati aggiornata in tempo reale con tutte le più recenti "scoperte" relative alle molecole in commercio e schiarirti le idee.

Questo servizio ha permesso, fra l'altro, di approfondire le conoscenze farmacologiche dell'acido acetilsalicilico (la tanto citata Aspirina) in relazione all'insorgenza di una patologia nota come "Sindrome di Reye": così, nonostante l'Aspirina sia in commercio dall'800, si è dovuto attendere il nuovo millennio per "accorgersi" che, per tutelare adeguatamente il cittadino, era opportuno alzare da 12 a 16 l'età al di sotto della quale questo farmaco è controindicato.

Un esempio banale, me ne rendo conto. Eppure è per motivi di questo genere che io sono contrario ad alcuni contenuti del DL 223: io non sono un economista e il fatto che ci sia un buco da miliardi di Euro nei conti della sanità italiana non è un problema mio. A ciascuno il proprio mestiere: io sono un farmacista e il mio mestiere è tutelare la salute pubblica, controllare che il medico prescriva correttamente i farmaci e assicurarmi che i medicinali siano impiegati al meglio dal cittadino. Tutto questo riesco a farlo poco e male (diversamente non si spiegherebbe come mai il 40% degli incidenti domestici sono dovuti a uso errato di farmaci e come mai il 60% dei farmaci acquistati dal cittadino finiscano scaduti nell'immondizia), a causa delle incongruenze della Legislazione Farmaceutica; se poi mi vengono sottratti anche i mezzi con cui operare, allora le cose non possono che peggiorare (e infatti in TUTTI i paesi in cui si è liberalizzato in qualche modo l'accesso del cittadino al farmaco si è assistito a un proporzionale aumento di patologie iatrogene e di intossicazioni acute).

Dicevi bene, prima: se io mi rifiuto di dispensare un farmaco di automedicazione a un cittadino che me lo chiede, lui può denunciarmi e in un'occasione ho corso proprio questo rischio (mi sono rifiutato di vendere Aspirina a un cliente in terapia con anticoagulanti orali che lamentava un torcicollo). Ma, capirai: se fossi stato denunciato avrei pagato la giusta sanzione amministrativa (multa) e la cosa sarebbe finita lì; se invece il cliente ci fosse rimasto secco, io nnon avrei avuto responsabilità legali ma, per fortuna, c'è un articolo del Codice Deontologico che mi impone di esercitare la professione secondo scienza e Coscienza.

chisono64
 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da Darimar

d'altra parte le statistiche si fanno tenendo conto di tutta la popolazione,
secondo la statistica è anche vero che se piero e mario hanno 2 polli e piero li mangia entrambi, statisticamente ne hanno mangiato uno x uno.... ma vallo a spiegare a mario che non deve avere fame perchè la statistica gli da torto!!


Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da Darimar

[

Permettimi di spiegarti in cosa consistono il servizio di farmacovigilanza e il monitoraggio delle confezioni

Il farmacista, per quanto colto e preparato, è un essere umano: se in farmacia hai un dubbio (e ti garantisco che la nostra giornata ne è piena) puoi consultare una banca-dati aggiornata in tempo reale con tutte le più recenti "scoperte" relative alle molecole in commercio e schiarirti le idee.
e chi impedisce al farmacista della mini-farmacia del supermercato di fare questo? anzi è facilitato perchè deve tener conto di meno medicinali


Citazione:
Citazione: io sono un farmacista e il mio mestiere è tutelare la salute pubblica, controllare che il medico prescriva correttamente i farmaci e assicurarmi che i medicinali siano impiegati al meglio dal cittadino.
Non ce l'ho con te, sono sicuro che fai il tuo lavoro al meglio, come tantissimi altri farmacisti, ma permettimi di dubitare che molti dei titolari si comportino come te. basta vedere la differenza fra farmacie comunali e non: nelle comunali rispettano la legge, nelle altre ti danno tutto anche senza ricetta altrimenti il proprietario si arrabbia. so che è così perchè ne ho approfittato anch'io quando non avevo la ricetta.

Dott. Alessandro Taroni
 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da chisono64
secondo la statistica è anche vero che se piero e mario hanno 2 polli e piero li mangia entrambi, statisticamente ne hanno mangiato uno x uno.... ma vallo a spiegare a mario che non deve avere fame perchè la statistica gli da torto!!
Siamo perfettamente d'accordo. Unico problema: il pollo è un "bene di consumo", il farmaco è un "bene di salute".

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da chisono64
e chi impedisce al farmacista della mini-farmacia del supermercato di fare questo?
La mancanza di comunicazione: chi lo avvisa, il farmacista del supermercato, se la Bayer ha deciso di ritirare 2000 lotti di Aspirina o se si è scoperto che l'ibuprofene può causare una neurite ottica? Come fa, il farmacista del supermercato, a sincerarsi che il destrometorfano non interagisce con i contraccettivi ormonali, se gli viene un dubbio? Il DL 223 è privo di contenuti in tal senso.


Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da chisono64
Non ce l'ho con te, sono sicuro che fai il tuo lavoro al meglio, come tantissimi altri farmacisti, ma permettimi di dubitare che molti dei titolari si comportino come te.
Io sono d'accordissimo con te sul fatto che il mondo del farmaco e della farmacia abbia le sue "mele marce" e i suoi smanettamenti illegali (come, d'altra parte, ogni altro ambito e ogni altra categoria professionale): non mi sogni di negarlo neppure per un istante! Però, se il problema è questo, mi sembra molto più sensato legiferare maggiori controlli finalizzati ad aumentare le garanzie di tutela della salute pubblica, piuttosto che sbucazzare ulteriormente il Sistema Sanitario sottraendo efficienza in cambio di qualche Euro di risparmio ogni anno.

sere_76
 

Ho letto con molto interesse la vs. discussione. Mi chiedo una cosa... perchè in Francia una medicina che qui costa 15 euro la trovo a 6 (si parla di un risparmio di 9 euro solo su un prodotto!!!!)? Per via della liberalizzazione o di altro? E come si possono in Italia abbassare i prezzi dei medicinali?

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